24 Dicembre 2020

Messerschmitt Me.262B-1a/U1 Nachjäger - Kit Italeri - Scala 1/48

Rot “11” W.Nr. 1110494, pilotato dal Lt. Herbert Altner, in forza al 10./NachtJägdGeschwader 11 a difesa del Reich, nell’aprile del 1945.

 
Il Messerschmitt Me 262 era un aereo militare multiruolo a reazione, bimotore turbogetto e monoplano ad ala bassa e a freccia, sviluppato dall'azienda aeronautica tedesca Messerschmitt AG negli anni quaranta. Impiegato dalla Luftwaffe, l'aeronautica militare dell'allora Germania nazista durante le fasi finali della seconda guerra mondiale, detiene il primato di essere stato il primo caccia della storia con motore a getto ad entrare in servizio operativo e il primo caccia bireattore. Le versioni principali erano da caccia, soprannominata "Schwalbe", in tedesco rondine, bombardiere soprannominata "Sturmvogel", uccello delle tempeste e da addestramento biposto.
 
  
 
  
 
È considerato l'aereo più avanzato utilizzato dai tedeschi, precursore anche dei jet da combattimento realizzati nell'Unione Sovietica nell'immediato dopoguerra. Confrontato con i caccia in dotazione agli alleati in quel periodo, compreso il Gloster Meteor che sarebbe entrato in servizio di lì a poco, il jet tedesco si rivelava più veloce e più potentemente armato. Ma numerosi problemi di messa a punto ne ritardarono l'entrata in servizio e i problemi tecnici di cui soffriva permisero di renderne operativo un numero di esemplari troppo limitato per poter influenzare le sorti della guerra aerea in Europa. Tuttavia, a differenza degli aerei a reazione degli alleati, che furono usati limitatamente in servizio operativo e senza scontrarsi con i velivoli nemici, i Me 262 abbatterono oltre 700 aerei, tra bombardieri e caccia.
Derivato dal Messerschmitt Me 262 A , la versione B-1a/U1 venne sviluppata per realizzare un caccia notturno a reazione destinato ad arginare, nell’ultima fase del secondo conflitto mondiale, le numerose incursioni di bombardieri alleati sul cielo della Germania. Equipaggiato con le caratteristiche antenne a traliccio sul muso del sistema Neptun, si caratterizzava per la fusoliera biposto che ospitava il pilota e l’operatore radar. Era spinto, come la versione monoposto Me 262 A, da due motori a propulsione jet Junker Jumo 004-B che lo portavano ad una velocità record, per gli anni ’40, di 870 Km/h a 6.000 metri di quota rendendolo di fatto più veloce di circa 150 Km/h di qualsiasi caccia alleato con motore a pistoni. Pesantemente armato con 4 cannoni MK 108 da 30 mm montati sul muso, giunse ai reparti operativi troppo tardi ed in pochi esemplari ma ottenne rapidamente un buon numero di vittorie sugli aerei alleati.
 
  
 
  
 
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