Articoli filtrati per data: Gennaio 2020

Autobianchi A 112 Abarth - Kit Fujimi - Scala 1/12

A 112 Abarth anni '80

 
L'Autobianchi A112 Abarth è una utilitaria sportiva prodotta dalla Autobianchi, in collaborazione con Abarth, in sette serie successive, dal 1971 al 1985.
Con il successo dell'Autobianchi A112 il gruppo Fiat aveva assestato un duro colpo alla supremazia della Innocenti Mini nel ricco segmento di mercato delle piccole automobili di lusso destinate ai giovani ed all'utenza femminile. In particolare quest'ultima aveva apprezzato il nuovo modello Autobianchi per la facilità di guida, l'eleganza delle finiture e la versatilità d'uso, anche determinata dal portellone posteriore.
 
  
 
  
 
Dopo aver verificato l'impossibilità di proporre un nuovo modello in tempi brevi, la Innocenti corse immediatamente ai ripari presentando il modello "Mini Cooper MK3", che si rivolgeva ad una clientela prettamente maschile, disposta a sopportare un rilevante aumento di spesa pur di sfoggiare una prestigiosa immagine sportiva.
Da 1971 al 1984 vennero costruiti circa 121.600 esemplari delle versioni "Abarth", ovvero quasi il 10% dell'intera produzione "A112" : una percentuale davvero imponente per la versione sportiva di un'utilitaria di grande serie che testimonia la fama di buona affidabilità tecnica, conquistata dalla vettura.
La più rara e ricercata dai collezionisti è la 1ª serie, prodotta in 4.641 esemplari. La 2ª serie e la 3ª serie, che completatno la tipologia "tetto tondo", vantano numeri assai più importanti, essendo state prodotte rispettivamente in 13.759 e circa 29.000 unità.
Con la 4ª serie, prodotta in circa 26.000 unità, inizia la tipologia "tetto quadro", confermando il perdurante successo commerciale con la 5ª serie che risulta essere la più consistete per aver totalizzato circa 33.00 esemplari.
Le ultime due serie, la 6ª e la 7ª, sono caratterizzate da un forte contrazione delle vendite e vengono rispettivamente prodotte in circa 10.000 e 5.200 unità.
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
Luca Zampieri "Zampy"

Flakpanzer I - Kit Hobby Boss - Scala 1/35

614. FlaK-Abteilung - fronte orientale 1942

 
Tra la fine del 1940 e l'inizio del 1941 divenne chiaro che le colonne motorizzate potevano divenire un facile obiettivo per gruppi di cacciabombardieri delle aeronautiche alleate: l'urgente necessità dell'Esercito tedesco di disporre di un valido mezzo antiaereo, più rapido a entrare in azione rispetto alle artiglierie trainate, indusse l'Heereswaffenamt ("Ufficio Armamenti") a selezionare l'oramai obsoleto carro armato leggero Panzer I come piattaforma semovente per un cannone contraerei FlaK 38 da 20 mm. Nello specifico si scelse di utilizzare la versione portamunizioni del veicolo chiamata Munitionsschlepper I Ausf. A ed estrapolata dal Panzer I Ausf. A, il primo modello del mezzo.
A questo punto del processo di sviluppo le fonti divergono su ciò che accadde. Una afferma che, dopo aver contattato la Daimler-Benz e la Alkett per effettuare le conversioni previste, l'Ufficio Armamenti si rivolse alla ditta Stoewer presso Stettino. Sembra che alla fine, però, i ventiquattro esemplari completati nel 1941 fossero il risultato di modifiche effettuate sul campo. Una seconda fonte riporta che la Alkett di Berlino costruì nei primi mesi del 1941 circa ventiquattro unità del Flakpanzer I.
 
  
 
  
 
La totalità dei semoventi prodotti venne organizzata nel 614. FlaK-Abteilung (mot.), reparto approntato nel maggio 1941 ad Altwarp. Il battaglione era formato da tre batterie/compagnie, ognuna forte di otto Flakpanzer e otto Munitionsschlepper I Ausf. A. Una fonte fornisce invece un diverso organico. Il battaglione era composto da tre compagnie ognuna delle quali basata su tre plotoni: il primo e il secondo erano dotati di quattro veicoli cadauno e di altrettanti Munitionsschlepper I; il terzo plotone, invece, consisteva in due complessi quadrinati Flakvierling da 20 mm trainati da autocarri. Differente era l'equipaggiamento anche per i comandi delle tre compagnie: prima e terza utilizzavano infatti un Panzer I Ausf. A come carro comando mentre la seconda impiegava un Ausf. B. I veicoli antiaerei erano numerati da 1 a 8 per ciascuna compagnia; inoltre erano in uso diversi colori per identificare i plotoni (rispettivamente bianco per il primo, rosso per il secondo, giallo per il terzo) e sembra anche i quartier generali delle compagnie (il verde).
Il battaglione venne inviato sul fronte orientale e i suoi veicoli talvolta furono adoperati anche contro la fanteria avversaria. L'ultimo Flakpanzer I andò distrutto nel gennaio 1943 all'interno della sacca di Stalingrado.
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
 
Moreno Gandini "Gandi"
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