Articoli filtrati per data: Novembre 2021

Stinson Reliant - Kit Esci - Scala 1/48

Operatore civile statunitense durante gli anni '70.

Lo Stinson Reliant è un popolare monoplano monomotore ad ala alta da quattro a cinque posti prodotto dalla Stinson Aircraft Division della Aviation Manufacturing Corporation di Wayne, nel Michigan.
Il Reliant è stato utilizzato dalle forze aeree dell'esercito degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale come aereo di servizio, designato UC-81, e come addestratore designato AT-19. Anche la Royal Navy e la Royal Air Force inglese usarono i Reliants, per il trasporto leggero e le comunicazioni. Dopo la guerra furono vendute sul mercato civile come Vultee V-77.

  

  

  

Il V-77 è una versione spartana dell'SR-10 con motore Lycoming R680-E3B da 300 CV, una singola porta sul lato sinistro. La struttura interna è stata notevolmente migliorata rispetto ai modelli commerciali e al timone è stato aggiunto un contrappeso a forma di triangolo distintivo. Molti velivoli hanno prestato in diversi Paesi stranieri, soprattutto nel Sud America. Anche la componente aerea del New York City Police Departement, ha impiegato un paio di questi velivoli noti come SR-10K.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Dornier Do.335B-6 Pfeil - Kit HK Models - Scala 1/32

Do.335B-6 (W.Nr.240312) 1./NJGr.10 Germania estate 1945 (What if)

Il Dornier Do 335 "Pfeil" ("Freccia" in tedesco), designazione aziendale P 231, era un caccia pesante sperimentale multiruolo bimotore ad ala bassa prodotto dalla tedesca Dornier-Werke GmbH nel 1943.
Progettato come caccia ad alta velocità, ha rappresentato l'apice del design degli aerei a pistoni: nonostante il notevole peso (poco più di 10 tonnellate a pieno carico), grazie ai due motori Daimler-Benz DB 603 raggiungeva i 750 km/h a 6400 metri di altitudine, l'aereo tedesco a pistoni più veloce della seconda guerra mondiale.

  

  

Aveva un sistema, brevettato nel 1937, di due gruppi motoelica collocati assialmente: uno a prua della fusoliera, l'altro dietro la cabina di pilotaggio, che azionava l'elica posteriore. Le prestazioni dello Pfeil erano assai superiori a qualsiasi altro progetto, grazie alla sua configurazione traente-spingente. Il Do 335 fu introdotto durante le fasi finali della seconda guerra mondiale, quando ormai la Luftwaffe era in una situazione critica: solo 38 aerei furono consegnati.

  

  

  

Il Dornier Do 335 Pfeil fu la massima espressione dell'aereo da combattimento a elica; gli aerei della generazione successiva avrebbero avuto la propulsione a getto.
Gli esemplari prodotti furono: 14 prototipi, 10 velivoli A-0 di pre-produzione, 11 A-1 monoposto di serie, e 3 A-10 e A-12 a due posti in tandem addestratori.
I primi dieci Do 335 A-0 furono inviati a maggio per i test. Nel tardo 1944 iniziò la produzione del Do 335 A-1 di serie. Simile all'A-0, montava i più potenti motori DB 603E-1 e due piloni subalari per bombe addizionali, serbatoi ausiliari o mitragliatrici. Era in grado di raggiungere una velocità massima di 765 km/h a 6 500 m con la potenza di combattimento dell'MW 50, o 686 km/h in condizioni normali, e poteva salire a 8 000 m in meno di 15 minuti. Con queste caratteristiche, il Do 335 A-1 superava ogni aereo alleato. Anche col solo motore posteriore e l'elica anteriore a bandiera, fu registrata una velocità di 563 km/h. Le consegne iniziarono nel gennaio 1945. Quando le Forze Armate Statunitensi conquistarono la fabbrica di Oberpfaffenhofen alla fine di aprile, solo undici caccia monoposto Do 335 A-1 e due Do 335 A-6 convertiti ad addestratori erano stati completati.

  

  

Nel suo libro Le Grand Cirque ("La grande giostra"), l'asso francese Pierre Clostermann afferma di essere stato il primo ad ingaggiare un combattimento con uno Pfeil, nell'aprile del 1945. Mentre conduceva una formazione di quattro Hawker Tempest del Terzo Squadrone della Royal Air Force (RAF) sulla Germania del Nord incontrò per caso un Do 335 solitario alla massima velocità e a bassissima quota. Non appena si accorse degli aerei britannici, il pilota tedesco invertì la rotta per tentare la fuga: i Tempest della RAF non riuscirono a raggiungerlo.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Panzer IV Ausf.C - Kit Dragon - Scala 1/35

Normandia 1944.

Il Panzer IV, abbreviazione del nome completo Panzerkampfwagen IV, il cui numero di identificazione dell'esercito tedesco era Sd.Kfz. 161, è stato un carro armato medio della seconda guerra mondiale, prodotto per tutto il corso del conflitto in molte varianti per un totale oscillante tra gli 8 000-9 000 esemplari, rappresentando la spina dorsale delle forze corazzate della Wehrmacht nel corso della guerra.
Inizialmente era stato pensato come carro di appoggio alla fanteria da affiancare al Panzer III, che era invece stato concepito per l'ingaggio dei carri armati nemici. Successivamente, durante il corso della guerra venne aggiornato nell'armamento e nella protezione passiva (aumentando gli spessori della corazzatura) e assunse il ruolo di carro armato standard dell'esercito tedesco: il Panzer IV divenne, così, il carro armato più utilizzato nel maggior numero di esemplari della seconda guerra mondiale e il suo scafo fu usato come base per molti altri veicoli da combattimento, come i cacciacarri Nashorn, i carri-recupero e i semoventi antiaerei Flakpanzer IV Wirbelwind. Il Panzer IV fu usato in tutti i teatri operativi e il suo disegno fu aggiornato ripetutamente in funzione delle continue minacce provenienti dalle forze Alleate.

  


La successiva versione Ausf. B presentava diverse modifiche nello scafo, con una piastra frontale di protezione di 30 mm, inoltre erano stati modificati alcuni particolari secondari come il sistema di visione del guidatore ed i boccaporti dello scafo, ora incernierati solo anteriormente.
Era stata modificata anche la cupola del capocarro, in modo che potesse fornire una migliore protezione, e al posto della lamiera cilindrica venne adoperata una costruzione su cinque segmenti forgiati. Per quanto riguarda l'armamento era stata eliminata la MG 34 del marconista. La caratteristica più rilevante rispetto al modello precedente era la nuova trasmissione SSG76 a 6 marce. Gli Ausf. B furono costruiti in 42 esemplari fra maggio e ottobre 1938, mentre gli Ausf. C furono costruiti in 134 esemplari fra l'ottobre 1938 e l'agosto 1939.

  


L'unica modifica visibile sull'Ausf. C rispetto al modello precedente era l'aggiunta di un manicotto di protezione per la mitragliatrice coassiale all'arma principale. Tuttavia la modifica più radicale era la sostituzione del motore Maybach 108 TR con il Maybach HL120 TRM, che rimase il motore standard per tutti modelli successivi fino al 1945. Il nuovo motore, sempre un 12 cilindri disposti in una V a 60°, aveva una cilindrata di 11867 cm³ ed erogava una potenza di 300 hp (224 kW) a 3 000 giri al minuto.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Moreno Gandini "Grandi"

JagdTiger Sd.Kfz.186 - Kit Dragon - Scala 1/35

Settore orientale febbraio 1945

La comparsa sul fronte orientale dei pesanti carri russi IS e IS-2, con le loro artiglierie da 122 millimetri, rendeva obsoleti i pezzi da 88 millimetri che, nelle loro varie incarnazioni, si erano mostrati affidabili in tutti i teatri. La Wehrmacht richiese perciò un nuovo cannone. La possibilità fu offerta dal nuovo 12,8 cm PaK 44 da 128/55 mm, lo stesso con cui si pensava di armare il Maus. D'altronde l'esigua produzione ed il suo peso suggerirono l'impiego su un affusto semovente, quello del Tiger II. Con i mezzi in costruzione si armarono due unità nell'estate del 1944: lo schwere Panzerjäger-Abteilung 653 e lo schwere Panzerjäger-Abteilung 512.
Alcuni mezzi presero parte all'operazione Nordwind, offensiva sussidiaria alla battaglia delle Ardenne, che doveva sfondare le linee statunitensi e delle Forze Francesi Libere in direzione della sacca tedesca di Colmar. Nonostante l'operazione Wacht am Rhein, di cui Nordwind doveva essere supporto e ampliamento, fosse già in piena crisi, l'attacco fu comunque lanciato. I pesantissimi Jagdtiger si mostrarono particolarmente difficili da manovrare nel critico teatro invernale, dove i problemi da freddo si univano alle numerose magagne tecniche dovute al loro peso, ai loro consumi e alle difficoltà logistiche di tenerli riforniti di proiettili e parti di ricambio, anch'essi ingombranti e pesanti.

  

  

  


Nonostante alcune fonti sovietiche affermino il contrario, non vi sono prove certe della partecipazione di questi mezzi alla battaglia di Budapest, in quanto gli esemplari caduti in mano russa possono essere stati catturati inermi in qualche deposito o snodo ferroviario. Nel 1945, a causa della grande carenza di materiali, si decise di armare molti Jagdtiger con il 8,8 PaK 43/3 da 88/71 mm, scartando l'adozione del cannone da 128/55 mm, chiudendone la produzione. In definitiva lo Jagdtiger non ebbe successo: il possente armamento e la corazza non poterono supplire alla scarsa manovrabilità ed affidabilità, senza contare che per un veicolo così lento era praticamente impossibile sfuggire ai cacciabombardieri Alleati, che a partire dal 1944 spadroneggiavano sui cieli tedeschi, specialmente dopo l'inutile "canto del cigno" della Luftwaffe nell'Operazione Bodenplatte.

Buon Modellismo a Tutti

Enrico Maina

Lockheed Martin F-16A Fighting Falcon - Kit Eduard - Scala 1/48

Velivolo commemorativo del 5° Stormo "Giuseppe Cenni" di base a Cervia nell'aprile del 2010

 

Il 5° Stormo, fina dal 1967, ebbe alle proprie dipendere il 23° Gruppo, reparto con il quale volerà fino all'estate del 2010, anno in cui lo Stormo venne disattivato. Il 23° Gruppo viene ricostituito ufficialmente il 30 Marzo 1957 all'Aeroporto di Pisa-San Giusto su FIAT F-86K, anche se già operativo dal dicembre 1956 sull'Aeroporto di Istrana. Nel luglio 1964 il reparto va all'Aeroporto di Rimini-Miramare e nella primavera 1973 riceve gli F-104 Starfighter cessando di appartenere al 51º Stormo di Istrana, per essere assorbito nei ranghi del 5º Stormo, intitolato a Giuseppe Cenni, di Rimini. Il 14 marzo 1995 va all'Aeroporto di Cervia-Pisignano iniziando a ricevere gli F-104S/ASA-M dal 15 Dicembre 1997.
Dal 2004 il reparto è stato dotato di velivoli F-16 "Falcon", scelti come mezzo di passaggio tra l'F-104 e l'Eurofighter, ciclo concluso dopo sei anni. Gli F-16 ADF sono stati immessi in servizio in base ad un programma di leasing denominato Peace Caesar F-16 program e sottoscritto dal governo italiano con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

  

  

L'era dei velivoli F-16 ADF era iniziata nel settembre del 2003, quando il primo di questi velivoli è atterrato a Cervia ed è continuata con il ritorno del 23º Gruppo alla sorveglianza dello spazio aereo nazionale a partire dal 1º gennaio 2004. Nel corso di questi anni il reparto ha svolto oltre 14.400 ore di volo impiegando una trentina di piloti, quattro dei quali hanno raggiunto il traguardo delle mille ore, con circa 80 decolli a causa di allarmi per intercettare velivoli fuori rotta o non autorizzati al sorvolo del territorio nazionale. Il reparto ha assicurato la copertura aerea in occasione di importanti eventi, quali il vertice NATO di Pratica di Mare, i funerali di Giovanni Paolo II, le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 ed il G8 dell'Aquila. Un solo velivolo (MM.7238) è andato perduto, per cause tecniche, l'11 febbraio 2010, fortunatamente senza conseguenze per il pilota, magg. Luca Crovatti. Domenica 23 maggio 2010 ha svolto l'ultimo servizio di allarme per la sorveglianza dello spazio aereo nazionale.
Il 4 giugno 2010 gli ultimi F-16 hanno lasciato definitivamente la base romagnola, al comando del ten. col. Mauro Gnutti, alla volta del 37º Stormo di Trapani, mentre il Gruppo caccia e l'intero 5º Stormo sono messi in posizione quadro. Il 23° Gruppo verrà ricomposto il 5 settembre 2018 in seno al 15° Stormo.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Francesco Sfriso "Kekko"

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