Articoli filtrati per data: Aprile 2021

Messerschmitt Bf.109G-6 - Kit Airfix - Scala 1/72

FliegerKompanie 17 durante l'estate del 1944

La Svizzera fu il primo paese straniero ad acquistare i caccia Messerschmitt. Tra il dicembre 1938 e la metà del gennaio 1939, il paese elvetico ricevette dieci Bf 109D-2, designati dalla sigla J-301 fino alla J-310. Furono usati come aerei d'addestramento dalle Fliegerkompanie (compagnie di volo) numero 6, 15 e 21 basate rispettivamente a Thun, Payerne e Dübendorf. Una partita di ulteriori ottanta Bf 109 E-3 fu consegnata alla Svizzera tra l'aprile 1939 e l'aprile 1940, che divenne così il più grande acquirente straniero del Bf 109E. Gli aerei in questione, designati dalle matricole J-311 fino alla J-390, erano armati con due mitragliatrici da 7,5 mm (calibro standard svizzero) e due cannoncini Hispano-Suiza da 20 mm; il motore era un DB 601A da 1 100 CV. Le Fliegerkompanie che raggiunsero la piena operatività con questi aerei furono le numero 6, 7, 8, 9, 15 e 21. Un Messerschmitt Bf 109 F-2 catturato dalle forze britanniche.

  

  

  

Nonostante la Svizzera fosse un paese neutrale, spesso i suoi piloti dovettero alzarsi in volo per via degli sconfinamenti operati dai paesi in guerra.[33] Il 10 maggio 1940, inizio della Campagna di Francia, un Dornier Do 17 tedesco violò lo spazio aereo svizzero a Bütschwil; ne seguì un intercettamento e uno scambio di fuoco che costrinse l'apparecchio tedesco ad atterrare ad Altenrhein. Il 1º giugno seguente, 12 Bf 109 E svizzeri decollarono per intercettare 36 bombardieri Heinkel He 111 del Kampfgeschwader 53, che sfruttavano lo spazio aereo svizzero per attaccare la ferrovia Lione-Marsiglia; sei Heinkel vennero costretti ad atterrare ma nello scambio di fuoco che seguì fra i caccia elvetici e gli apparecchi tedeschi il sottotenente pilota Rudolf Rickenbacher restò ucciso, divenendo il primo militare svizzero caduto nel conflitto.

  

  

Alla Svizzera fu anche concessa la produzione su licenza. Tra l'aprile 1944 e il marzo 1946 le officine Dornier di Altenrhein sfornarono nove aerei Bf 109 E-3 completi (matricole J-311/J-399), quattro coppie di ali e sette fusoliere. Inoltre, due Bf 109 F e due Bf 109 G atterrati in territorio svizzero per emergenze tecniche vennero confiscati dalle autorità federali. Lo storico Philippe Osché riporta inoltre (1996) di un accordo segreto avvenuto nell'aprile 1944, quando le autorità elvetiche accettarono di distruggere un caccia notturno Bf 110 G equipaggiato con materiale altamente sensibile, e ricevettero in cambio 12 apparecchi Bf 109 G-6, che restarono in servizio fino al 1948.
A partire dal 1943, gli "Emil" svizzeri vennero muniti di ampi contrassegni a fasce bianco-rosse sulle ali e sulla fusoliera, per evitare di essere confusi dalla caccia alleata con "109" della Luftwaffe.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Mercedes-Benz Classe 200 - Kit Diopark - Scala 1/35

Mercedes nel 1980

La linea della berlina, la prima ad essere presentata nel '76, era a tre volumi definiti con linee tese (come di moda negli anni settanta). Il frontale era caratterizzato da gruppi ottici a sviluppo orizzontale che la rendevano simile alla contemporanea serie W116. Tali gruppi ottici erano caratterizzati su quasi tutta la gamma (ad eccezione delle 280 e 280E) dai fari circolari sdoppiati racchiusi sotto una carenatura di vetro. Il motivo dei fari circolari sdoppiati sarebbe tornato vent'anni dopo, anche se profondamente rivisto, sulla Classe E W210.

  

  

Anche il disegno dei fari posteriori, sempre a sviluppo orizzontale e con le tipiche "scanalature" longitudinali, è ispirato all'ammiraglia W116. Nella vista laterale la linea di cintura è piuttosto alta rispetto agli standard dell'epoca e trova un suo naturale prolungamento nel baule posteriore.
Dal punto di vista della sicurezza c'erano anche la struttura dell'abitacolo rinforzata, le portiere anti intrusione e la pedaliera con snodo di sicurezza. Una particolare soluzione fu quella adottata per il comando del freno di stazionamento, che non era a mano bensì a pedale. Tale soluzione sarebbe stata utilizzata anche sui modelli Mercedes-Benz successivi.
L'impostazione meccanica era classica: motore anteriore longitudinale, trazione posteriore, avantreno McPherson, retrotreno a bracci oscillanti, sterzo a circolazione di sfere, freni a disco sulle quattro ruote e cambio manuale a 4 rapporti o, a richiesta, cambio manuale a 5 rapporti (riduzione del numero di giri motore di circa il 15%) o automatico a 3 rapporti. Molto ampia la scelta di motori a benzina o diesel a 4, 5 o 6 cilindri in linea con cilindrate comprese tra i 2 ed i 3 litri.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

Soviet SS-23 - Kit Hobby Boss - Scala 1/35

Forze Armate della Slovacchia durante gli anni '90

Il missile a corto raggio OTR-23 Oka (anche: R-400 Oka. Nome in codice NATO: SS-23 Spider) è un sistema d'arma che entrò in servizio nel giugno 1988. Progettato come sostituto dello Scud, venne ritirato dal servizio nell'ottobre 1989 per rispettare i termini del Trattato INF.
La necessità di un sostituto dell'SS-1 Scud emerse negli anni settanta, quando i vertici dell'Armata Rossa si resero conto che si trattava di un sistema d'arma ormai obsoleto, caratterizzato da lunghi tempi di preparazione al lancio e di una scarsa precisione.

  

  

  

Il nuovo missile venne sviluppato dal KB Mashinostroyenia, che lo designò 9K714. Si trattava di un deciso miglioramento rispetto al predecessore, sia come strumentazione, sia come prestazioni (la gittata superava i 400 km, contro i 300 dello Scud), sia come tempi di lancio (appena 30 minuti, un terzo del predecessore). La velocità era di 9 Mach, e la precisione era decisamente più elevata. Inoltre, questo sistema d'arma era decisamente più piccolo e leggero del predecessore. Come lo Scud, il sistema di lancio previsto era da rampa mobile, precisamente un camion 8x8 modificato BAZ-6944,completamente anfibio(unico tra i lanciatori mobili) e dotato di buone caratteristiche fuoristrada.
L'SS-23 entrò in servizio con le forze armate sovietiche il primo giugno 1988. Tuttavia, ben presto iniziarono le operazioni di smantellamento di questi (ed altri) missili, in seguito alla ratifica del Trattato INF sulla riduzione delle armi a medio raggio.
L'ultimo missile venne smantellato il 27 ottobre 1989, e nello stesso giorno anche l'ultimo impianto di lancio ebbe la stessa sorte.
Le Forze armate russe contano oggi di sostituire l'SS-23 con l'SS-26 Stone.
L'SS-23 entrò in servizio, oltre che in Unione Sovietica (239 esemplari costruiti), anche in Germania Est, in Bulgaria ed in Cecoslovacchia. Le esportazioni riguardarono poche decine di esemplari.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Paolo Baldoin "Paul Stainer"

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