Articoli filtrati per data: Maggio 2021

Steyr RSO - Kit Italeri - Scala 1/35

Francia 1944

Lo Steyr RSO (da Raupenschlepper Ost, letteralmente trattore cingolato est) è un cingolato da trasporto prodotto dall'austriaca Steyr ed impiegato dalle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondiale. Venne prodotto dalle case Steyr, Graff e Stist, Auto Union e Magirus in più di 27.000 esemplari, di cui 600 con motore diesel.
Il veicolo aveva una meccanica piuttosto elementare e come già accennato utilizzava molti pezzi di altri veicoli militari contemporanei, come lo Steyr 470. La cabina delle prime versioni era simile a quella di un camion, fatta di lamiere arrotondate, ma per semplificare l'assemblaggio i modelli successivi utilizzavano lamiere piane. Una versione denominata RSO/03 aveva la cabina telonata. Il mezzo pesava quattro tonnellate e poteva portare una tonnellata e mezzo o trainarne due. La mobilità su terreni sterrati era assicurata dai cingoli, che erano molto larghi e per questo esercitavano una pressione ridotta sul terreno, permettendo al mezzo di cavarsela anche su neve, fango e ghiaccio. Il motore Steyr ad 8 cilindri era rozzo e spingeva il mezzo ad una velocità che di solito non superava i 35 km/h, ma la sua affidabilità era decisiva.

  

  

  

L'RSO prestò servizio sul fronte orientale fino alla drammatica ritirata del 1943, dove molti RSO sovraccarichi di equipaggiamento andarono persi. Quelli superstiti continuarono ad operare su questo fronte fino a fine guerra, ma pochi arrivarono intatti al maggio del 1945. Altri RSO che non fecero in tempo a raggiungere il fronte orientale presero parte ad operazioni in Normandia e nelle Ardenne, dando sempre ottimi risultati. Una versione particolare prodotta in 37 esemplari e denominata 7,5 cm Pak RSO/4 montava un pezzo da 75 mm e venne usato per dare la caccia ai carri nemici sul fronte orientale. Le sue scarse attitudini al ruolo di anticarro gli valsero il nome di Rollender Sarg Ost (bara mobile per il fronte orientale).
Tra le altre versioni spiccano uno spazzaneve, un'ambulanza ed un APC.

Buon Modellismo a tutti

Maurizio Zanetti "Zane"

M2/M3 Bradley e carro M113 - Kit Dragon - Scala 1/144

(palazzo e figurini autocostruiti con stampante 3D)

Checkpoint in Iraq nel 1992

La guerra del Golfo (2 agosto 1990 – 28 febbraio 1991), detta anche prima guerra del Golfo in relazione alla cosiddetta seconda guerra del Golfo, è il conflitto che oppose l'Iraq ad una coalizione composta da 35 stati formatasi sotto l'egida dell'ONU e guidata dagli Stati Uniti, che si proponeva di restaurare la sovranità del piccolo emirato del Kuwait, dopo che questo era stato invaso e annesso dall'Iraq. Fu anche un evento mediatico che segnò uno spartiacque nella storia dei media: fu infatti definita la prima guerra del villaggio globale
Il 29 novembre 1990, il Consiglio di Sicurezza, approvava la risoluzione ONU numero 678, la quale fissava l'ultimatum per la mezzanotte del 15 gennaio 1991 Eastern Standard Time (altrimenti ore 08:00 antimeridiane del 16 gennaio 1991, ora locale dovuta a una differenza di 8 ore tra il fuso orario di Washington e quello di Baghdad) per il ritiro delle truppe irachene ed erano autorizzati "tutti i mezzi necessari per sostenere e implementare la risoluzione 660", una formula diplomatica che consisteva nell'approvazione dell'uso della forza.

  

  

  

Gli Stati Uniti assemblarono una coalizione di forze contro l'Iraq. Essa era costituita da 34 nazioni, tra cui: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Bahrain, Bangladesh, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Grecia, Honduras, Italia, Kuwait, Marocco, Nuova Zelanda, Niger, Norvegia, Paesi Bassi, Oman, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Senegal, Spagna, Sudafrica, Corea del Sud e gli stessi Stati Uniti d'America
Alcune nazioni furono restie nell'unirsi alla coalizione; alcune convinte che la guerra riguardava una questione interna del medio oriente ed altre preoccupate dall'aumento dell'influenza statunitense in Kuwait. Infine comunque molte nazioni si convinsero delle intenzioni belligeranti dell'Iraq verso gli altri stati arabi e offrirono aiuti economici.
L'Italia ha partecipato al conflitto schierando nel golfo Persico sin dall'inizio dell'invasione del Kuwait una forza navale nell'Operazione Golfo 2 e ha partecipato ai bombardamenti con otto cacciabombardieri Tornado IDS. Il generale Mario Arpino è stato capo dell'unità di coordinamento aereo nel corso delle operazioni belliche in Arabia Saudita dall'ottobre 1990 al marzo 1991. Al termine delle ostilità alcuni cacciamine della marina militare italiana hanno continuato ad operare nella zona per bonificare le acque da mine navali.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Zampieri Luca "Zampy"

Macchi MC.205V Veltro - Kit Italeri - Scala 1/48

1^ Squadriglia "Asso di Bastoni" del 1° Gruppo Caccia aereo del maggiore Adriano Visconti di base a Reggio Emilia nell'aprile 1944.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 Visconti aderì alla Repubblica Sociale Italiana e,dopo il "bando Botto", partecipò attivamente alla costituzione del 1° gr. ct. dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana venendo nominato comandante della 1ª Squadriglia del medesimo del 1º Gruppo caccia formato da tre squadriglie, inizialmente tutte dotate di caccia Macchi C.205. Nell'estate del 1944 venne aggregata al gruppo la Sq. Aut. "Montefusco.Bonet" con i suoi FIAT G.55 ; altri FIAT G.55 vennero trasferiti alla 1ª sq. del 1° gr. ct. dal 2° gr. ct. della A.N.R. quando lo stesso 2° gr. si dotò dei Messerschmitt Bf.109 G-6. Il 15.4.1944 Adriano Visconti fu promosso al grado di Maggiore e assunse il giorno dopo definitivamente il comando del 1° gr. ct. (che già aveva ad interim dalla fine del febbraio 1944). Tutti i velivoli del reparto, furono distrutti il 25.8.1944 dal personale italiano che rifiutò di sottostare alla richiesta tedesca di essere arruolati nella Luftwaffe (Operazione Phoenix).

  

  

Adriano Visconti combatté difendendo l'Italia settentrionale dagli attacchi dei bombardieri anglo-americani utilizzando dal gennaio 1944 all'agosto 1944 il Macchi C.205V e, nel febbraio-marzo 1945, il Messerschmitt Bf 109G-10, di una particolare sotto versione prodotta dalla Erla - Werke di Leipzig. Questo tipo di Bf.109 G-10 (scoperto per la prima volta dai ricercatori del Club Modellismo Plastico di Ravenna nel 1979) venne fornito a fine febbraio 1945 direttamente dalla fabbrica, oltre che alla 4ª sq. "Gigi tre Osei" del 2° gr. ct., anche al 1° gr. ct. della A.N.R. insieme a dei Messerschmitt B.109 G.14 e a a tre K-4. Il primo combattimento sul Bf.109 G.10 ebbe luogo il 14 marzo quando il Magg. Visconti, comandante del 1º Gruppo, con altri 16 Messerschmitt, intercettò, sul lago di Garda, una formazione di B-25 Mitchell del 321th Bomber Group, che rientrava dopo il bombardamento del ponte ferroviario di Vipiteno. I P-47 Thunderbolt di scorta (del 350th Fighter Group) attaccarono a loro volta i Messerschmitt italiani. Nel corso del combattimento, Visconti attaccò frontalmente il Thunderbolt del 1/Lt. Charles C. Eddy, rivendicandone l'abbattimento, ma lo stesso comandante del 1º Gruppo fu colpito e ferito al volto dalle schegge del proprio parabrezza e costretto a lanciarsi. Il 15 marzo l'ANR attribuì a Visconti la vittoria e la segreteria inoltrò la pratica per richiedere il "Premio del Duce", le 5.000 lire che spettavano all'abbattitore di un monomotore. In realtà il P-47 dell'americano Eddy rientrò alla base di Pisa con il velivolo danneggiato ed era di nuovo operativo il 2 aprile successivo in un'altra missione. Il Messerschmitt Bf 109 di Visconti cadde nei pressi di Tignale, in provincia di Brescia. I resti del velivolo saranno ritrovati e identificati nel 2019.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Francesco Sfriso "Kekko"

BRDM-2 - Kit Trumpeter - Scala 1/35

Veicolo catturato dalla U.S. Marine Corps durante l'Operazione "Urgent Fury" a Grenada nel 1983

Il BRDM-2, o BTR-40-P2, è un'autoblindo, che dalla sua apparizione nella metà degli anni '60 si è diffuso in grande quantità nei paesi sotto influenza comunista. Essa è una vettura leggera, progettata anzitutto per la mobilità, poi per la potenza di fuoco ed infine per la protezione.
Ha uno scafo in acciaio saldato, con pareti quasi verticali e la parte superiore assai inclinata.
L'equipaggio, quattro uomini, entra ed esce dalle due botole sul tetto del mezzo, nella parte anteriore: esse sono in effetti le uniche presenti nel mezzo.
È dotato di quattro grandi pneumatici, con pressione a regolazione centralizzata, come anche di due idrogetti per la movimentazione in acqua a circa 10 km/h. Il motore a benzina, nella parte posteriore dello scafo, ha 140 hp e consente un rapporto potenza peso di 20:1ton.

  

  

Malgrado questo, vi è benzina sufficiente per 750 km di autonomia su strada. Che la mobilità sia considerata al massimo grado di utilità, lo dimostra anche il fatto che il veicolo ha altre quattro ruote di piccolo diametro, abbassabili se necessario, che possono consentire una mobilità ben superiore a quella della dei veicoli 4x4 normali, tanto che la trincea superabile (1,25 m) è addirittura maggiore di quella della Panhard ERC (1,22 m), che pure è un 6x6. Questo fatto spiega peraltro anche come mai non vi siano portelli laterali sullo scafo.
L'armamento è la solita torretta da 14,5 mm, capace di ingaggiare efficacemente la maggior parte dei mezzi corazzati leggeri nemici, mentre la corazza è sufficiente solo contro le armi leggere, anche se frontalmente resiste abbastanza bene anche a quelle pesanti, purché da una certa distanza. La dotazione è di 500 colpi da 14,5 e 2000 da 7,62 (molto di più del precedente BRDM-1), mentre l'alzo varia tra -5 e +30.
Tra gli equipaggiamenti disponibili, apparati IR per la visione notturna, sistema NBC, verricello di traino ed addirittura un sistema di navigazione inerziale.
Migliaia di esemplari sono stati prodotti per circa 20 anni, e sono diffusi in decine di Paesi.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Enrico Maina

M36 Jackson - Kit  - Scala 1/35

Scuola di Artiglieria di Bracciano nel 1966

Il Gun Motor Carriage M36 era un mezzo cacciacarri impiegato dall'U.S. Army nella seconda guerra mondiale. A questo mezzo ci si riferisce anche con la denominazione di Jackson o con il soprannome di Slugger. Inoltre, come per gli altri cacciacarri americani, era in voga la denominazione generica di TD (Tank Destroyer) anche se la denominazione più utilizzata rimaneva quella di M36.
Con l'apparizione sul campo di battaglia dei carri pesanti tedeschi Panzer V Panther e Panzer VI Tiger I il cacciacarri standard dell'Esercito Americano, il Gun Motor Carriage M10 divenne rapidamente obsoleto. Il suo cannone da 76 mm non fu più in grado di garantire il successo contro questi mezzi.

  

  

L'obsolescenza del Wolverine era però già stata prevista e nel settembre del 1942 si era iniziato a sviluppare un mezzo dotato del cannone da 90 mm M3.
Il risultato di questi studi fu appunto il Jackson. Questo carro utilizzava lo stesso scafo del precedente M10 ma, con il suo cannone da 90 mm ad alta velocità, rappresentò un grande incremento nella potenza di fuoco. Inoltre il mezzo era dotato di un motore più potente e di una corazza frontale di spessore doppio rispetto a quella del cacciacarri da cui derivava. Il nuovo mezzo manteneva la caratteristica torretta aperta dei cacciacarri USA, ma aveva anche una copertura corazzata ripiegabile che l'equipaggio poteva distendere, come un tetto, sopra la torretta e che lo riparava dalle schegge dell'artiglieria. Inoltre era sempre presente, nella parte posteriore della torretta, un grande contrappeso, nel quale potevano essere stivati altri 11 proiettili.
I primi M36 cominciarono a comparire in Europa verso la metà del 1944. Alla fine ne furono prodotti 2324.
Il carro risultò gradito agli equipaggi in quanto erano pochi i carri americani dell'epoca che potevano mettere fuori combattimento, da grande distanza, i carri armati tedeschi più pesanti. L'apogeo del Jackson si ebbe durante l'offensiva delle Ardenne che si svolse tra il dicembre 1944 e l'inizio del 1945. Alla fine del conflitto, alcuni carri di questo tipo vennero forniti all'Esercito Italiano che li impiegò sopratutto con compiti di addestramento.

  

  

Buon modellismo a Tutti

Gianluca Pavanetto "Pava"

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