Articoli filtrati per data: Febbraio 2025

Semovente Sd.Kfz. 4/1 Panzerwerfer 42 - Kit Tamiya - Scala 1/35

7° Werfer Brigade stanziato in Normandia (Francia) nel corso del 1944

Il Panzerwerfer era un sistema lanciarazzi multiplo tedesco su scafo semicingolato, utilizzato dalla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale. Questo sistema d'arma fu realizzato in quattro versioni, che differivano unicamente per lo scafo semovente blindato utilizzato.

  

  

I mezzi della famiglia Maultier vennero usati sia come mezzi logistici, ma anche come vettori d'arma e veicoli da combattimento blindati, perché i tedeschi, non paghi di avere realizzato un mezzo efficace, vollero svilupparne un modello ancora più interessante.
Infatti serviva un sistema per utilizzare al meglio le batterie di lanciarazzi Nebelwerfer, nati come potente arma nebbiogena e via via impiegati, sempre di più, dall'artiglieria pesante. I razzi però avevano bisogno di lanciatori specifici, per seguire le unità di prima linea in azioni di movimento, e cambiare posizione subito dopo il lancio (uno dei difetti del Nebelwerfer era la lunga scia di fumo che lasciava al momento del lancio, rendendo chiaramente visibile la posizione della batteria).

  


Vennero così usati semicingolati blindati già in servizio nelle forze armate tedesche, quali il Sd.Kfz. 4 ed il schwerer Wehrmachtschlepper. Dotati di cabina e motore corazzati, con un lanciarazzi da 150 mm a 10 tubi di lancio, brandeggiabile di 270° ed elevabile di 80°, e sparava i suoi razzi in un'unica salva. Una mitragliatrice leggera era anche disponibile. Fu usato fino alla fine della guerra come Maultier Panzerwerfer, soprattutto sul fronte orientale. Dal 1943 i Maultier si dimostrarono dei veicoli molto adatti per loro utilità come mezzi logistici e da trasporto. Una versione del lanciarazzi Maultier era invece priva dei tubi Nebelwerfer, ma con razzi di riserva per le batterie, che altrimenti non avrebbero potuto operare a lungo senza mezzi di rifornimento.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Focke-Achgelis Fa.330 - Kit Takom - Scala 1/16

Autogiro della Kriegsmarine durante il 1944.

Il Focke-Achgelis Fa 330 "Bachstelze" ("ballerina") era una girodina composita, un autogiro senza motore, da osservazione sviluppata dall'azienda tedesca Focke-Achgelis nei primi anni quaranta e prodotta dalla Weser Flugzeugwerke di Delmenhors.

Utilizzato durante le fasi finali della seconda guerra mondiale era caratterizzato dall'assenza di un impianto motore e destinato ad equipaggiare gli U-Boot, i sottomarini della Kriegsmarine, dai quali rimaneva in volo trainato tramite una lunga fune.
Il progetto nasceva da una richiesta della Kriegsmarine di dotarsi di un velivolo per l'osservazione e il ricooscimento delle navi nemiche.
La Focke-Achgelis propose allora un mezzo aereo alternativo: basandosi sulla propria esperienza nella costruzione di autogiri ideò un'aerodina che mantenendone tutte le caratteristiche sfruttava la velocità di traino del sommergibile per mettere in moto le pale del rotore librandosi così in volo vincolato.
L'azienda progettò un velivolo compatto per limitare il più possibile la massa e le parti da assemblare, una cellula basata essenzialmente su una coppia di elementi tubolari metallici saldati perpendicolarmente, opportunamente integrati da una struttura tubolare di rinforzo, ai quali era collegato inferiormente ad una coppia di pattini d'appoggio, superiormente ad un rotore libero, posteriormente ad un impennaggio mono deriva ed anteriormente ad una postazione di pilotaggio aperta.

  

  

Il modello, al quale venne assegnata la designazione RLM Fa 330, risultava essere estremamente leggero, attorno agli 80 kg escluso il pilota, con i comandi ridotti all'essenziale e che intervenivano sul timone e sull'inclinazione del rotore, e dotato di un dispositivo telefonico per le comunicazioni con l'equipaggio. L'estrema semplicità del modello consentiva di essere smontato in tre parti, due della cellula più il rotore, che trovavano posto in scompartimenti stagni dalle ridotte dimensioni.

  

Il profilo di missione era molto semplice. Una volta emerso il sottomarino, due membri dell'equipaggio provvedevano all'assemblaggio dell'Fa 330 estraendone le parti dagli scompartimenti dov'erano stivate, lo agganciavano quindi ad una fune metallica della lunghezza di 300 m che, una volta messo in movimento il sottomarino, veniva svolta da un verricello. La velocità relativa dell'aria agiva sul rotore dell'apparecchio sollevandolo dal ponte quindi lasciato librare mentre il cavo di collegamento si svolgeva fino alla sua massima lunghezza. Una volta finita la missione il cavo veniva riavvolto ed il Fa 330 ritornava ad adagiarsi sul ponte grazie all'autorotazione. Esisteva anche un sistema di sicurezza nel caso il sottomarino avesse dovuto immergersi: il pilota, che si imbragava al seggiolino, poteva sganciare il mozzo del rotore e scendere grazie un paracadute integrato.
Il dispositivo venne lungamente provato in galleria del vento ed ebbe il suo battesimo in volo in condizioni operative nell'agosto 1942, e ne vennero prodotti circa 200.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

Lockheed Martin F-35B Lightning II - Kit Tamiya - Scala 1/48

4° Gruppo Aereo Imbarcato della Marina Militare Italiana a bordo della portaerei "Cavour" nel 2023.

Il Lockheed Martin F-35 Lightning II, o Joint Strike Fighter-F35, è un caccia multiruolo monoposto di 5ª generazione, a singolo propulsore, con ala trapezoidale e caratteristiche stealth. Le sue capacità multiruolo lo rendono utilizzabile per compiti di supporto aereo ravvicinato, bombardamento tattico e missioni di supremazia aerea.
L'aereo viene anche definito in ambito militare come omni-ruolo, data la capacità di svolgere contemporaneamente, senza tornare alla base per modificare il suo assetto, differenti attività operative.

  

  

Battendo il Boeing X-32, è diventato il vincitore della gara per il programma JSF (Joint Strike Fighter) per la ricerca di un aereo che potesse sostituire diversi modelli dell'USAF, dell'US Navy e dei USMC (Marines). Inizialmente era previsto che circa l'80% delle parti fosse in comune fra le diverse versioni, ma poi, con l'evolversi del progetto, non si è potuto raggiungere più del 25/27%, sebbene l'elettronica di bordo e una parte del software saranno molto simili tra loro.

  

Esistono tre versioni dell'F-35: una variante a decollo e atterraggio convenzionale (F-35A - Conventional Take Off and Landing), una variante a decollo corto e atterraggio verticale, per poter operare da portaerei di dimensioni ridotte come la portaerei italiana Cavour (F-35B Short Take Off And Vertical Landing), e una variante per l'uso su portaerei convenzionali dotate di catapulte (F-35C - Catapult Assisted Take Off Barrier Arrested Recovery).

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Francesco Sfriso "Kekko"

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