PAVANETTO GIANLUCA

PAVANETTO GIANLUCA

T-55 Enigma - Kit Tamiya - Scala 1/35

Forze Armate Irachene - prima guerra del Golfo 1990/91

 
Il T-55 è una evoluzione e miglioramento del T-54.
La nuova versione fu sviluppata principalmente per dotare gli MBT sovietici di protezione NBC più efficiente di quella, rudimentale, implementata sul T-54. Fu così adottato il sistema PAZ (Protivoatomnaya Zashchita) nel 1956.
Il T-55 fu equipaggiato con il motore V-55 a 12 cilindri da 38,88 litri a ciclo Diesel, che sviluppa 581 hp (433 kW). Venne inoltre eliminato il serbatoio dell'aria compressa, reso superfluo dal nuovo starter del motore elettrico. Il numero di munizioni per l'armamento principale fu portato da 34 a 45. Un'altra differenza, immediatamente visibile, tra i due veicoli è l'adozione nel T-55 di un estrattore di fumi sul cannone e il conseguente abbandono della ventola "a fungo" sul cielo della torretta, che caratterizzava il T-54.
 
  
 
  
 
Il T-55 Enigma (nome non ufficiale) era un carro modificato dalle Forze Armate Irachene con aggiunta di grezze protezioni per garantire una certa sicurezza al suo equipaggio in caso di attacco diretto. Il nome ufficiale dato dagli iracheni al carro era "Al Faw", ma non si sa molto di questo carro, del quale solo una decina ricevettero questa "blindatura". Furono impiegati nel conflitto contro la Coalizione ONU nella prima guerra del Golfo, ma lo strapotere statunitense e della Coalizione fece si che questi carri non ebbero alcun effetto nelle battaglie terrestri.
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
 
Gianluca Pavanetto "Pava"

Semovente 75/18 della Fiat-Ansaldo – kit Italeri - Scala 1/35

Africa Settentrionale inverno 1941/42

Il semovente da 75/18 fu un semovente d'artiglieria corazzato progettato dalla Fiat-Ansaldo a partire dal 1938 come dotazione per le unità corazzate del Regio Esercito, a fronte delle esperienze maturate durante la guerra in Spagna, iniziando la sperimentazione di unità d'artiglieria meccanizzata.

Tali considerazioni indussero a sperimentare un primo esemplare di cannone semovente calibro 47 mm, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale e le successive campagne di Polonia e Francia, fecero mobilitare l'esercito verso un più massiccio utilizzo di tale arma, cercando allo stesso tempo di colmare rapidamente il divario con gli altri eserciti. Si passò così alla realizzazione di un semovente equipaggiato con un più potente pezzo da 75 mm, utilizzando gli scafi dei carri M (prima M13/40 poi M14/41) allora in piena produzione. Questi cannoni d'assalto furono inizialmente concepiti come unità di accompagnamento alla fanteria e di appoggio ai carri armati nel contesto delle grandi unità corazzate ma, essendosi rivelati formidabili unità cacciacarri, divennero indispensabili per controbattere l’azione dei corazzati nemici e soprattutto dei sempre più potenti carri di costruzione statunitense, che per primi utilizzarono cannoni da 75 mm.

Nonostante ciò le prime ordinazioni furono esigue, e solo i risultati favorevoli ottenuti in Libia nella primavera del 1942, condussero ad una evoluzione della dottrina in seno all'esercito, che fino ad allora considerava l'artiglieria corazzata solo come un miglioramento dell'artiglieria da campagna. Ma questo cambiamento non riuscì a portare ad un'immediata riconversione delle linee di montaggio, e la graduale trasformazione degli scafi dei carri in scafi per i semoventi poté avviarsi solo nel 1943, quando ormai le sorti del conflitto erano decise.

Con lo scoppio del conflitto, divennero evidenti i successi ottenuti dai cannoni d'assalto tedeschi, derivati dai Panzer III e dotati di cannone da 7,5 cm, e l'Ansaldo propose allo Stato Maggiore un progetto studiato dal colonnello del Servizio Tecnico Artiglieria (S.T.A.) Sergio Berlese in collaborazione con i tecnici Ansaldo, che prevedeva l'utilizzo di un obice da 75/18 mod. 34 montato in casamatta sferica, e collocato su uno scafo del carro armato medio M13/40 da tredici tonnellate nominali.

Il primo prototipo si semovente 75/18 fu pronto per le prove di tiro a Cornigliano ai primi di febbraio 1941 e ne furono ordinati trenta esemplari. Questa prima versione del veicolo fu denominata M40, e armata con un pezzo da 75 mm fissato in uno scudo a calotta sferica alloggiato sul lato destro della lamiera anteriore della camera di combattimento.

  

  

  

Con disposizione del 16 aprile 1941 furono costituiti per il 30 dello stesso mese, i primi due gruppi dapprima destinati alla Divisione corazzata "Littorio" (IV e VI/133º Rgt. Artiglieria), ciascuno composto da due batterie di quattro semoventi, per un totale di otto semoventi e quattro carri-comando, oltre a due semoventi ed un carro-comando di riserva. I due gruppi sarebbero poi stati inviati in Africa settentrionale, dove però saranno assegnati al 132º Reggimento della Divisione corazzata "Ariete", raggiungendone il reggimento ad El-Agheila il 18 gennaio 1942. I primi trenta carri M40 saranno poi affiancati il 1º giugno 1942 da altri trenta semoventi modello M40. Questi mezzi avranno il battesimo del fuoco nella primavera del 1942 per poi terminare la loro breve vita ad El-Alamein nel novembre dello stesso anno.

  

  

La produzione di semoventi modello M40 finì con l'ultima commessa del 1º giugno, quando si decise di iniziare la produzione di semoventi 75/18 sul telaio migliorato del carro M14/41, dando origine al semovente M41.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Gianluca

MARK IV "MALE" - Kit Takom - Scala 1/35

Francia 1917

Il Mark IV fu il primo carro armato a diventare operativo, nel 1916. Nonostante i problemi meccanici che lo affliggevano, conseguì alcuni successi sul campo di battaglia, riuscendo a penetrare oltre le linee nemiche. La sua velocità massima era di 6 km/h.

Per realizzare il mezzo in 1/35 ho scelta il kit nuovissimo della Takom: le stampate sono stupende con dettagli finissimi, prive di sbavature e segni degli estrattori ben "calcolati"; i cingoli maglia a maglia in plastica tipo magic-track e le canne in alluminio ne giustificano il prezzo medio-alto.

Le decal ci permettono di realizzare sia la versione inglese che un carro catturato e riutilizzato dai tedeschi.

  

Il montaggio fila via liscio senza intippo e quindi passo subito alla colorazione: dopo una mano leggere di primer ho dato una base con XF-60 su cui ho eseguito la modulazione del colore schiarendo le parti alte e scurendo quelle basse (il colore del carro dovrebbe essere in realtà un marrone ma ho optato per un giallo che poi farò "virare" sul marrone con lavaggi e filtri vari).

Con l'aiuto del nastro tamiya ho riprodotto le strisce rosse e bianche seguite da una mano di lucido, decals e altro lucido.

  

Dopo qualche giorno di pausa ho iniziato con un lavaggio generale con del bruno van dick diluito in whitespirit; dopo 24 ore e una mano di trasparente opaco ho effettuato un lavaggio mirato sempre con del bruno van dick diluito pochissimo; dopo le canoniche 24 ore e un'altra mano di opaco ho iniziato prima con i filtri e poi nei punti chiave ho passato una mistura di pigmenti, olii e white spirit.

Per gli accumuli di fango o comunque per sporcare il mezzo ho usato sempre una mistura di pigmenti, olii e diluente modificandono le  proporzioni.

  

  

Un pò di drybrush sui numerosi rivetti per dare un pò di luce e una basetta striminzita hanno terminato il lavoro.

  

Buon modellismo a tutti

Iraq 2006 - kit Revell & Dragon - scala 1/72

Questo è il mio primo diorama in 72 e per realizzarlo ho utilizzato il kit Revell dedicato all’Abrams e l'ottimo kit Dragon per l'AAV7, tutto il resto è autocostruito.

Il kit Revell non è il massimo, dettagli grossolani e fuori scala mentre il kit Dragon rispetta gli standard della casa con dettagli finissimi e un ottimo foglio di fotoincisioni.

  

L'Abrams è stato colorato con un sabbia di base schiarito poi con del buff al centro delle pannellature e con del marrone dato leggero ad aerografo a fare del postshading; ho poi fatto un lavaggio generale con del “bruno van dick” diluito in white spirit e ho finito con dei pigmenti dati sia a secco che diluiti sempre in white spirit.

  

L'AAV7 invece è stato pitturato in tre toni nato usando i colori dedicati Tamiya e con le corazze reattive in color sabbia; anche qui ho fatto un lavaggio generale con del “bruno van dick” diluito in white spirit e ho finito con dei pigmenti dati sia a secco che diluiti sempre in white spirit.

  

L'ambientazione è stata completamente autocostruita con profilati evergreen, profilati di legno e materiale di recupero.

Devo dire che mi sono divertito molto a realizzare questo diorama e ogni tanto cambiare fa bene.

  

Buon Modellismo a Tutti.

Puma 6 × 6 - kit Trumpeter - scala 1/35

Questo kit è stato realizzato in una decina di giorni solo per la voglia di montare e pitturare qualcosa senza troppe pretese.

  

Il kit è il favoloso Trumpeter che a parte le odiate ruote in gomma (volendo la Egys fa un set dedicato in resina) si monta che è un piacere; bisogna però perdere un po di tempo nell'incollare tutti i rivetti.

Il montaggio da scatola ha richiesto al massimo un pomeriggio di lavoro e poi dopo una mano di primer sono passato alla mimetica di base con i colori della Tamiya dedicati al tre toni nato (XF 57, 58 e 59). Ho schiarito poi il nero con una punta di deck tan mentre il verde e il marrone con una punta di XF 60.

  

Dopo un lavaggio generale con del terra di siena ad olio diluito in white spirit o eseguito dei lavaggi mirati con del terra d'ombra naturale per amalgamare il modello alla basetta. Ho poi sporcato tutto il ventre del kit con un mix di terra d'ombra, pigmenti e white spirit.

  

La basetta molto spartana è servita per ambientare il modello ad Herat.

Buon modellismo a tutti

Carro M18 Hellcat - kit Academy - scala 1/35

Esercito Italiano 1955

Lo M18 era un mezzo corazzato controcarro costruito negli Stati Uniti d'America durante la seconda guerra mondiale. Gli venne dato il soprannome di "Hellcat" ("Arpia") ed è ricordato come un veloce ma vulnerabile mezzo anticarro.

Per realizzare questo mezzo ho utilizzato il kit Academy e i cingoli della FriulModel.

  


Il montaggio non crea grossi problemi bisogna solo avere l'accortezza di colorare gli interni della torretta prima di assemblarla.
Per la colorazione ho utilizzato il verde NATO Tamiya, che ho in seguito schiarito con del Buff sempre Tamiya.

  


Ho posizianto le decal della AwD e ho sogillato il tutto con del trasparente semilucido.
Dopo un lavaggio generale con del bruno Van Dick, ho effettuato dei lavaggi mirati con del seppia.
Alla fine una leggera velatura di buff data ad aerografo sulle zone basse ed i pigmenti hanno completato l'opera.

  

  

Buon Modellismo a Tutti.....!!!

MS-06 ZAKU - Kit Bandai - scala 1/100

Finalmente pure io apro le danze nella sezione Fantasy e lo faccio rispolverando un vecchio kit Bandai in 1/100 realizzato ormai parecchi anni fa.

Ho smontato lo smontabile (ricordo che i kit Bandai sono completamente ad incastro e snodabili grazie ai policap), ho sverniciato lo sverniciabile visto che era completamente a smalto, ho ripitturato qualche pezzo e poi mi son dedicato alla cosa che più mi interessava ... l'invecchiamento.

  

Visto che sto passando la fase spugnetta-dipendente e visto che mia moglie non sopporta più l'odore di whitespirit per la casa ho deciso di metter mano solo agli acrilici (lavaggi compresi).

Ne è uscito (nella mia fantasia) un mecha che dovrebbe esser stato montato con kit di scarto di altri mecha.

  

Dopo il colore di base ho steso un leggero lavaggio con il chocolate della vallejo diluito al 90% e ho rispolverato il vecchio drybrush.

  

Poi ho iniziato a divertirmi con la spugnetta e ho creato delle scrostature utilizzando più colori sovrapposti (ruggine, cioccolato e deck tan),  infine qualche colatura di ruggine e olio effettuata con i prodotti della Ak ha terminato il lavoro di restauro.

  

Buon modellismo a tutti

T62 AFGHAN NATIONAL ARMY 2006 - kit Trumpeter - Scala 1/35

Avevo voglia di realizzare un carro sovietico dalla mimetica particolare e cercando su Google mi sono imbattuto sulla foto di un T62 mod.1972 appartenente all'Esercito Nazionale Afghano con una bellissima mimetica tre toni;

  

Devo dire che informazioni e foto sul mezzo se ne trovano molto poche e quindi mi son basato molto sul lavoro di un'altro modellista che mi sembrava abbastanza valido.

  

  

Ho utilizzato il kit del T62 mod 1972 della Trumpeter a cui ho aggiunto i cingoli della Friulmodel e la canna in alluminio della Rbmodel; il montaggio fila liscio e dopo una mano di primer ho dato la prima mano di base con un mix di Tamiya X5 (10%) e Tamiya XF12(90%): 

  

Segue poi il resto della mimetica realizzato con Tamiya XF68 e Tamiya XF55:

  

  

Dopo aver aspettato la perfetta asciugatura dei colori ho realizzato le scritte e la bandiera in torretta a pennello e ho dato una mano di trasparente lucido a cui è seguito un primo lavaggio con del bruno van dick diluito in white spirit; lavaggi selettivi spugnetta e qualche drybrush hanno fatto il resto:

  

L'aggiunta dell'equipaggio ha terminato il lavoro.

  

  

M60A1 RISE/Passive - kit Tamiya - scala 1/35

Nel 93 dopo gli scontri del check point Pasta, l'esercito italiano dotò i suoi mezzi di corazzature, per contrastare i pericoli derivanti dagli RPG. Per Centauro e VCC si adottarono corazzature caserecce mentre per gli M60 si chiesero in prestito una deciba di mezzi dismessi dai Marines che iniziavano ad adottare l'Abrams dotati di corazzature RISE/Passive.

Bisogna quindi riprodurre una versione americana e non italiana per poterlo ambientare durante la missione Ibis.
Il kit è stato montato da scatola eccezion fatta oer i cingoli che sono quelli di Afv.
Le ruote motrici sono errate ma non esistono corrette e io non avevo voglia di autocostruirle.
I mezzi reali ricevettero da quel che so un verde americano quindi più scuro del classico verdone italiano; ho quindi dato una mano di NATO green Tamiya che poi son andato a scurire con successivi lavaggi ad olio con del bruno van dick.

  

Per schiarire il colore di base ho usato del Iraqi Sand. Ogni mattonella delle corazzature, ha ricevuto un lavaggio con i vallejo molto diluiti di vari tonalità di verde.
Infine un leggero drybrush per evidenziare i partivolari e l'uso abbondante dei pigmenti hanno completato l'opera.

 

  

  

Carro T-55A Esercito Libico anni '80 - kit Tamiya - scala 1/35

Per realizzare questo modello ho utilizzato il kit Tamiya del T55A, la canna in alluminio della Aber e i cingoli della Friul Model; per le decal ho ripiegato su un set della Bison dedicato ai T-55 e ho scelto la versione libica degli anni 80.

Il montaggio fila liscio come tutti i kit Tamiya, forse ho utilizzato un po’ più di stucco del solito ma le stampate sono prive di ritiri e i segni degli estrattori sono in punti ottimali.

  

Ho tesaurizzato la torretta con dello stucco tamiya sciolto nel’acetone e ho rifatto tutte le maniglie del carro in fil di rame compresi i cablaggi per i serbatoi di carburante.

  

Dopo una prima mano di Primer grigio a bomboletta son passato all’aerografo; per questo modello ho deciso di sperimentare la tecnica della modulazione del colore, ho quindi dato una prima mano di giallo sabbia tamiya su tutto il modello e l’ho poi schiarito sulle parti alte del mezzo e scurito su quelle basse.

  

Dopo aver dipinto tutti i dettagli a pennello ho effettuato un primo lavaggio generale con del terra di siena naturale ad olio diluito in white spirit, poi con la tecnica del chipping ho effettuato le varie scrostature di due tonalità di verde e un rosso ruggine (hull red tamiya), ho quindi effettuato vari lavaggi selettivi e un drybrush finale per far risaltare i particolari.

  

Il tocco finale l’hanno dato i pigmenti della Mig che ho usato per ricreare lo sporco che si deposita sotto il carro e sulle ruote e alcuni prodotti dell’AK per realizzare macchie d’olio e di ruggine

  

  

  

Buon modellismo a tutti

VM-90 - kit Historica - scala 1/35

Questa è stata la foto ispiratrice per il mio vm-90 rubata dal sito degli Alpini Susa.


Il kit è una referenza in resina Historica, il nome è già una garanzia, averlo trovato per pochi euro ad una mostra/scambio di modellisti è stata la ciliegina sulla torta.


Dopo aver lavato i pezzi con acqua e sapone per i piatti ho scaricato da internet quanto più materialòe possibile perchè le istruzioni di montaggio non sono il massimo e in alcuni passaggi sono lacunose; i pezzi più grossi e pesanti sono stati impernati tutti per un migliore incollaggio mentre per tutto il resto ho usato la classica attack in gel.

Dopo aver quindi montato tutto per sottoinsiemi ho dato una bella mano di primer grigio seguita da un dark green tamiya dato ad aerografo e schiarito in alcuni punti con del beige; fatto questo ho dipinto telone ed interni a pennello con vallejo e colori ad olio.

Dopo aver mascerato bene tutti gli interni ho dato due mani ad aerografo di lacca per capelli e ho depositato del sale sui punti dove la vernice deve risultare scrostata; ho quindi dato una mano di bianco tamiya ad aerografo e dopo l'asciugatura con un vecchio pennello a setole rigide ho levato il sale.

In alcuni punti ho levato il bianco con un cutter mente in altri ho leggermente corretto a pennello dove non mi convinceva l'effetto usura; devo dire che questo mezzo non andava invecchiato troppo ma mi son lasciato prender la mano.

Il sale lascia gli aloni sulla pittura (chissà perchè) ma tutto sparisce con i successivi lavaggi ad olio.
Ho eseguito dei lavaggi generali con olio diluiti in white spirit (circa 90-10).

Ho quindi preparato la basetta (semplice semplice). Con gli stessi pigmenti ed olii utilizzati per il terreno ho sporcato anche il mezzo.

Il Fuggitivo - kit della Dragon/Zvezda/Verlinden/Tumpeter - scala 1/35

Guerra del Golfo

 

Per questo diorama ho utilizzato il kit Dragon 3535 dell’M1A1 AIM e il kit Zvezda 3552 del T72A oltre ai figurini della Verlinden e della Trumpeter.

 

Il kit Dragon non si discute, ottimo in tutto si monta da se e non necessita di alcun aftermarket visto che dispone già di cingoli maglia a maglia, fotoincisioni, canna in alluminio e un sacco di accessori con cui poter riempire la torretta.

Il T72 invece sembra un kit di 30 anni fa, mi son subito procurato i cingoli della Friulmodel che contengono anche le ruote motrici, la canna in alluminio della Aber e un kilo di stucco.

 

non serve dire quindi che il montaggio è stato un lavoraccio visto che proviene da mamma Zvezda e non mi ripeterò dicendo che le stampate fanno schifo ma questo avevo e mi devo accontentare (così dice Monti)
lo scafo è stato montato da scatola, le ruote hanno ricevuto una fresata per simulare la gomma rovinata e i cingoli sono i classici Friul (che contengono già la ruota motrice in alluminio all'interno della scatola)
alla torretta invece ho tolto tutti i particolari già prestampati, l'ho poi testurizzata con lo stucco Tamiya diluito con l'acetone, ho aggiunto tutti i cablaggi e qualche maniglia con filo di rame, ho ricreato la mensola che supporta il congegno per le contromisure elettroniche antimissile in uso presso gli irakeni e ho cercato di migliorare la mitragliatrice Utes.

I figurini sono stati dipinti con una mano di base ad acrilico Vallejo a cui son seguite luci e ombre (per la verità ombre e luci) ad olio con cui secondo me è più facile sfumare il colore

 

I carri invece hanno ricevuto entrambi un preshading col nero poi l’Abrams è stato colorato di base con un mix di Tamiya  XF-59 desert yellow e XF-60 dark yellow a cui son seguiti i primi lavaggi generali con del bruno van dick diluito in white spirit; ho poi ripreso le pennellature schiarendole con il colore di base leggermente più chiaro e in alcuni punti ho creato delle luci col Buff della Tamia infine sapendo che i mezzi sono arrivati in Iraq con la mimetica continentale ho riprodotto graffi e scrostature con vari toni di verde.

Il t72 doveva risultare sicuramente più vissuto son quindi partito con una base di Tamiya XF-60 dark yellow a cui son suiti diversi lavaggi con bruno van dick, terra di siena naturale e terra d’ombra bruciata; ho poi schiarito le pennellature con del Buff molto diluito e con un vecchio pennello e un po’ di colore acrilico ho “spruzzato” piccoli schizzi su quasi tutto lo scafo, alcuni poi son stai ripresi ad olio per evidenziare delle colature di sporco o di ruggine; altre scrostature son stae fatte con un ruggine Vallejo a cui son stati ripassati i contorni con un panna sempre della Vallejo.

Su entrambi i mezzi la polvere è stata ricreata con un mix di pigmenti mig fissati con del white spirit.

 

Panzerjager Tiger (P) Elefant "Ferdinand" - kit Dragon - scala 1/35

653ma Schwer Panzerjager Aungbteil - Nikopol nel dicembre 1943

Il Panzerjäger Tiger (P) Elefant, il cui numero di identificazione dell'esercito (Heer) era Sd.Kfz. 184, era un cacciacarri pesante della Wehrmacht utilizzato durante la seconda guerra mondiale. Furono originariamente denominati Ferdinand in onore del loro progettista Ferdinand Porsche e in seguito ribattezzati Elefant.

Recensione

Per questo progetto mi son procurato il Ferdinad della Dragon 6317, i cingoli della Friulmodel e la canna tornita della Aber.

Il montaggio è filato via liscio e veloce visto la precisione del kit e l’assenza totale degli interni che comunque a montaggio finito non si vedrebbero.

Mi son così dedicato anima e core alla pittura: dopo il primer ho eseguito un presheding col nero e ho quindi dato il dunkelgelb di base utilizzando un mix (50 + 50) con i Tamiya XF 59 e XF60, ho ricreato poi la mimetica ad aerografo con del verde Tamiya  Nato Green (unico che avevo in casa al momento) e infine sono andato a schiarire tutte le macchie giallo sabbia con del buff vallejo.

Mi son così ritrovato un Ferdinand del 653rd schwere panzerjager abteilung appena uscito di fabbrica ma volendo ricrearne uno operativo a Nikopol nel Natale del ’43 ho preso in mano gli ormai inseparabili oli e ho iniziato con dei lavaggi generali con del bruno van dick a cui son seguiti del lavaggi selettivi per evidenziare alcuni dettagli e/o pennellature.

A questo punto con un pennello finissimo e con del beff vallejo ho  evidenziato tutti i bulloni e i vari spigoli del mezzo; con un pannello vecchio e del colore acrilico ho “spruzzato” il carro per ricreare varie puntinature di ruggine (occhio a non esagerare) poi riprese con l’olio per ricreare effetto colatura, infine ho fatto le graffi e scrostature con del rosso minio a cui ho fatto i bordi con del panna per dargli profondità.

Son seguite poi varie colature di sporco e ruggine con dei prodotti appositi della Mig e con i pigmenti (sempre MIg) e l’inseparabile white spirit ho cercato di ricreare il fango.

Il diorama

Son quindi passato alla realizzazione del diorama:

la casa e la strada sono referenze miniart che avevo da molto tempo mente i figurini provengono da un vecchio diorama andato in pezzi l’anno scorso; non mi restava altro che riprodurre le macerie e ricreare la neve; per quest’ultima ho utilizzato delle sferette della prochima avanzate incollate con della vinavil diluita con acqua mentre per il fango ho utilizzato della resina Mig mescolata a dei pigmenti.

 

Iveco Fiat - Oto Melara Puma (4x4) - kit Trumpeter - scala 1/35

Missione "Leonte" - Libano 2006

Il Puma è un veicolo trasporto truppe (APC) ruotato leggero pensato per il combattimento in operazioni a bassa intensità, per l'esplorazione tattica e l'uso da parte di reparti di cavalleria. Il Puma è prodotto in due versioni (4×4 e 6×6) con differenze nella trazione e nelle dimensioni, quindi anche nella capienza. Il Puma, prodotto dal "consorzio Iveco Fiat - Oto Melara", risponde ad un requisito specifico dell'Esercito Italiano.

Recensione

Finalmente è arrivato il Puma 4x4 made in Trumpeter cod 05525 che farà contenti molti di noi.
il modello a prima vista risulta ben realizzato con stampate pulite e prive di ritiri.
aprendo la scatola troviamo 8 stampate + 1 trasparente, scafo superiore e inferiore, 4 ruote in gomma (tipo centauro) 2 lastrine di fotoincisioni e un misero foglio decal che ci permette di riprodurre una versione bianca con insegne UN da ambientare in Libano e una versione tre toni nato priva d'insegne di reparto,
unica pecca il noiosissimo lavoro di tagliare e incollare ad uno ad uno tutti i circa 50 bulloni sul mezzo, perché non li abbiano già stampati sul guscio non mi è chiaro.

Le fotoincisioni sono in perfetto stile trumpeter (tipo centauro) e quindi rognose da piegare.

Ho iniziato a pitturarlo e volendo riprodurre la versione bianca presente in Libano la domanda è: come procedere? non avendo primer in casa ho dato una mano di fondo con un nato green (scelta sbagliatissima) poi ho evidenziato tutte le pannellature, gli spigoli e i numerosi bulloni con del nero e infine ho steso una leggera mano di bianco, morale ... la preombreggiatura non si nota per niente .

che fare allora non potendo schiarire il bianco ??? dalle numerose foto in mio possesso ho notato che la vernice bianca data hai mezzi devono averla comprata scaduta perché salta via ovunque e allora ho deciso di ricreare un mezzo particolarmente scrostato, quindi con un pennellino fine, un nato green della Vallejo e molta pazienza ho ricreato un'infinità di scrostature seguendo sempre come riferimento le foto che ho.
infine dopo qualche lavaggio leggero leggero e un pò di filtri con l'olio per smorzare la monotono del bianco il risultato ... non mi convince ancora.

ho quindi rimesso  mano all' aerografo per ricreare delle velature come suggeritomi sul forum con del colore mooolto diluito e il risultato finale è molto più accettabile.

Buon Modellismo a Tutti.

Nel gennaio 1943, pochi mesi dopo l'entrata in servizio del Tiger I, l'esercito tedesco emanò la richiesta per un nuovo carro armato pesante con una torretta in grado di ospitare il potente cannone da 88 mm lungo 71,2 calibri. L'appalto di progettazione venne affidato alle due migliori divisioni di ricerca allora disponibili: la Porsche e la Henschel, e fu il modello della Henschel a risultare vincente date le caratteristiche di maggiore affidabilità e di facilità di produzione: da questo progetto nacque il Tiger II o King Tiger. La produzione del Tiger II venne avviata a Kassel nel dicembre del 1943 a fianco a quella del Tiger. I primi 50 veicoli di serie vennero completati con la torretta Porsche; tutti i carri successivi montarono la torretta Henschel, e ne vennero costruiti in totale 485.

Per realizzare questo modello ho utilizzato il kit Tamiya 35169 che a mio giudizio non è certamente dei migliori in commercio, diciamocela tutta c'è molto da lavorare per realizzare un modello decente. La prima cosa che salta all'occhio è che manca la zimmerit; in commercio si possono trovare fotoincisioni per risolvere il problema ma io ho preferito il sano e vecchio stucco della Milliput bianco che va steso come una sfoglia sopra le parti interessate e poi va inciso con un piccolo cacciavite a taglio, la trama risulterà irregolare in alcuni punti ma secondo me ci guadagna il realismo. Altra pecca del kit è la mancanza delle griglie del motore e anche qui si può rimediare o con set fotoincisi dedicati o con del tulle, io ho optato per l'economico tulle ^_^ La canna è una referenza Jordi Rubio; io ho optato per la TG-06 che montava la versione Late del mezzo mentre per chi volesse riprodurre la versione early c'è la TG-14. Infine l'ultima miglioria ha riguardato i cingoli che sono stati sostituiti con quelli prodotti dalla FriulModel; erroneamente io ho montato gli ATL-22 credendo che la serie Porsche montasse solo questi essendo i primi esemplari prodotti mentre dopo aver letto questa discussione sul forum di Zimmerit ho scoperto l'errore. In pratica volendo eralizzare una versione Late ho montao i cingoli di un Early mentre avrei dovuto montare gli ATL-37 che invece sono adatti ad un Late. Beh casini a parte questo è ciò che ne è uscito:

 

Il carro è stato colorato in dunkelgelb usando l'Humbrol 83 per riprodurre un carro operante in Normandia nel '44; i danni alla zimmerit sono stati riprodotti col rosso-minio mentre con una mistura di stucco a base acquosa, vinavil e sassolini d'acquario per pesci rossi ho riprodotto il fango su cingoli e tutta la parte bassa del mezzo che ho poi colorato con varie tonalità di marrone e rifiniti con pigmenti MIG old mud. Infine dopo una serie di lavaggi con colori ad olio diluiti con la benzina dello zippo ho riprodotto le scrostature con una matita color argento comprata in un negozio di belle arti.

La missione UNIFIL è nata con la Risoluzione 425 adottata in data 19 marzo 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell'invasione del Libano da parte di Israele (marzo 1978). Successive Risoluzioni hanno prorogato, con cadenza semestrale, la durata della missione. A seguito di un attacco alle Israeli Defence Force (IDF), avvenuto il 12 luglio 2006, a Sud della Blue Line nelle vicinanze del villaggio israeliano di Zar'it, da parte di elementi Hezbollah, vennero uccisi otto soldati israeliani mentre altri sei vennero feriti e due catturati da dette milizie. Al rifiuto della richiesta di rilascio, Israele iniziò una campagna militare in Libano mirata ad annientare le milizie di Hezbollah ed altri elementi armati; in conseguenza di ciò, milizie Hezbollah condussero degli attacchi contro infrastrutture civili israeliane nel Nord di Israele. L'escalation delle ostilità portò le IDF a condurre una vasta campagna militare nel Nord della Blue Line contro le milizie armate di Hezbollah. Le ostilità continuarono per 34 giorni durante i quali venne svolta una intensa attività diplomatica internazionale tesa al conseguimento di una tregua/cessate il fuoco per la successiva creazione di stabili condizioni di pace, che è culminata con la Risoluzione n. 1701 dell'11 agosto 2006 con la quale si sanciva la cessazione delle ostilità a partire dal 14 agosto 2006. Dall'inizio del cessate il fuoco, le IDF continuarono ad occupare larghi tratti dell'Area di Operazioni (AO) di UNIFIL mentre gli Hezbollah e gli elementi armati rimasero nel Sud del Libano. Durante i giorni di conflitto, inoltre, i contingenti di UNIFIL di India e Ghana continuarono ad occupare le proprie postazioni nella AO mentre, dal 24 luglio 2006, i 4 posti di osservazione vennero abbandonati dagli osservatori ONU.

il kit Trumpeter ha ricevuto una nuova canna in alluminio della RB molto bella anche se non proprio facile da montare, le ruote in resina della Royal Model bellissime ma prive dell'effetto peso e infine le decals della Egys create apposta per la versione in Libano (c'è da dire che con un foglio Egys si può realizzare una versione in livrea bianca e una in livrea verde e ancora avanza qualche decal) Come considerazioni finali posso dire che è stato molto appagante realizzare questo kit, bello ma anche complicato in alcune parti tipo la piega delle fotoincisioni e sarebbe stato ancor più bello se il made in China si potesse realizzare con le ruote sterzate.

Dopo aver letto "La campagna d'Italia vista dai tedeschi 1943 1945" di Daniele Guglielmi ho avuto l'ispirazione per realizzare questo diorama ambientato in Italia nel '44 nei pressi di Forlì.

Il Tigre è il Tamiya 89566 ed è tutt'altro che buono; il kit è privo di zimmerit ed io ho voluto riprodurlo con un set dedicato della Tamiya che riproduce lo zimmerit su un foglio di carta che va ritagliato ed incollato sulle parti interessate. SCONSIGLIATO. Molto meglio riprodurre lo zimmerit con stucco o con un pirografo. lo scafo è privo dei sostegni dei parafanghi laterali e visto che volevo riprodurlo senza ho dovuto rifarli in plasticard; mancano anche i supporti inferiori dei cingoli di scorta sulla torretta, il kit prevede solo quelli superiori. Mancano anche tutti gli iposcopi fortunatamente il grande Paolone ne ha da vendere. Per migliorare il kit ho utilizzato i cingoli Friulmodel ATL-06, una canna in metallo Jordi Rubio e un vecchio set di fotoincisioni dedicato al Tiger I che ho utilizzato per migliorare le griglie del motore. Inoltre con fotoincisioni di recupero ho voluto ricreare piccole modifiche campali traendo spunto da alcune foto.

Per quanto riguarda la mimetica ho voluto riprodurre un carro dello Schwere Pz. Abt. 504 e quindi un classico tre toni utilizzando gli smalti della humbrol 94, sabbia su tutto il mezzo, 160 (marrone rosso) e 105 (verde medio). I cingoli invece hanno ricevuto una base di 98 Humbrole vari lavaggi ad olio con ocra e bruno van dick; anche il carro ha ricevuto vari lavaggi oltre agli insostituibili pigmenti Mig per "amalgamare" il carro al terreno.

Il terreno è stato riprodotto mescolando insieme stucco da muro, vinavil, acqua, sassolini per acquario e pigmenti Mig mentre l'erba è quella prodotta dalla Mininatur. I figurini sono della MB tranne il capocarro che è quello della scatola Tamiya mentre gli animali provengono dall'ormai introvabile kit Livestock Tamiya; sono stati dipinti a smalti tranne l'incarnato che è stato dipinto con l'apposito set dell'andreacolors.

affascinato da questa foto trovata in rete e da una discussione letta sul forum di Zimmerit ho voluto realizzare questo mezzo particolare partendo dal kit Dragon 9045 costruito completamente da scatola, il tutto ambientato a fine guerra nella Prussia Orientale. Partiamo dalla storia: La Battaglia di Königsberg è stata una delle ultime operazioni di guerra sul Fronte Orientale. Essa cominciò già dal gennaio 1945 e terminò il 9 aprile 1945 dopo tre giorni di violenta guerra urbana. Durante l'ultimo giorno di battaglia l' ultima linea di difesa crollò e tutte le truppe tedesche si resero conto che la battaglia era persa e che ogni tentativo di resistenza sarebbe stato inutile. Perciò il generale Otto Lasch decise di sua spontanea volontà non rispettando gli ordini di Hitler di inviare alcuni soldati a trattare la resa. Alle 18:00 i soldati giunsero alle linee sovetiche e poco dopo fu inviata una delegazione di soldati dell'Armata Rossa al bunker del generale Otto Lasch. Verso mezzanotte i tedeschi si arresero. Alla fine della guerra quasi l'ottanta per cento della città era stato distrutto, prima dalla Royal Air Force nei bombardamenti aerei dell'Agosto 1944 e successivamente dalla battaglia dell'Aprile 1945. Dopo la guerra la Prussia Orientale fu annessa all'URSS e la città di Königsberg fu rinominata Kaliningrad. Dopo l'espulsione dei tedeschi la città fu ripopolata da russi e in minoranza da bielorussi e ucraini. La Regione di Kaliningrad adesso appartiene alla Russia. Per questo diorama ho pensato ad una carro catturato dai sovietici a fine guerra che viene caricato su cun convoglio ferroviario e spedito in Russia per essere studiato, inoltre come suggeritomi sempre su Zimmerit non era raro che l'equipaggio catturato venisse impiegato per lavori di manovalanza ulteriormente giustificato dal fatto che, essendo presenti delicate tecnologie IR, è bene che chi le maneggi sappia che cosa fare.

per quanto riguarda il carro siccome immagino non abbia operato molto l'ho riprodotto pressocchè integro quasi come fosse appena uscito dalla fabbrica a parte qualche leggera sporcatura con i pigmenti della MiG sulla parte inferiore. Anche il vagone è una vecchia referenza Dragon regalatami da un amico mentre i binari e il pezzo di stazione sono Verlinden. A tal proposito vorrei spendere sue parole sull'edificio che è stupendo e ben dettagliato ma è in gesso e si sgretola solo guardandolo. Il tutto figurini compresi è stato dipinto con smalti Humbrol.

"Il rumore prodotto dal Tigre, dal suo motore e dai suoi cingoli, era qualcosa che ti gelava il sangue nelle vene. Quando sapevamo che nella nostra zona c'erano mezzi di questo tipo semplicemente ci ritenevamo già morti. Tra noi si diceva che se un colpo ti centrava senza ucciderti, avevi solo tre secondi per balzare fuori dal tuo carro prima dell'arrivo del secondo proiettile…tanto impiegavano infatti i carristi tedeschi a ricaricare il loro pezzo". ( Un carrista britannico) Il 26 maggio del 1941, durante l'incontro relativo allo sviluppo di nuovi armamenti , Adolf Hitler ordinò sia al Dr.Porsche che ad Henschel di fornire i loro disegni per un carro armato pesante, che doveva essere pronto nell'estate del 1942. Krupp invece era incaricato di fornire l'armamento principale e la produzione di torrette per i disegni sia di Henschel che di Porsche. Lo sviluppo del Tiger Henschel era basato su precedenti modelli di VK 3001 (H) e VK 3601 (H) , mentre il Tiger sviluppato da Porsche era basato sul precedente disegno di VK 3001 (P) Leopard . Il nuovo panzer da 45 tonnellate doveva essere armato con una 88 millimetri KwK L/56. Entrambi i mezzi, sia il prototipo Henschel sia quello di Porsche, arrivarono ad una stazione vicino a Rastenburg (Ketrzyn) il 19 aprile del 1942 e poi viaggiarono per 11 km verso Rastenburg. Il 20 aprile del 1942 alle ore 11.00, sia il prototipo Porsche che l'Henschel vennero presentati ad Adolf Hitler (giorno del suo compleanno) a Wolfschanze , Prussia Orientale. Nel luglio del 1942, entrambi sono stati testati presso la scuola di carro armato in Berka, Germania. Durante le prove il Tiger Porsche VK 4501 (P) fu un fallimento, mentre il Tiger della Henschel VK 4501 (H) fu un grande successo. Nel luglio del 1942, il Tiger Henschel - VK 4501 (H) fu approvato ed entrò in produzione. Il nuovo mezzo era dotato di scafo saldato, caratterizzato da linee perfettamente squadrate con corazzatura che raggiungeva lo spessore di 102 mm e che rappresentava, insieme all'armamento, il punto di forza del Tiger: il carro armato tedesco venne realizzato infatti prima che gli ingegneri e costruttori tedeschi imparassero la lezione del T-34 russo nel quale le piastre di protezione, notevolmente inclinate, conferivano una capacità di resistenza pressoché identiche a quelle dei carri tedeschi pur dotati di una corazzatura più spessa ma costituita da piastre verticali. La torretta, come lo scafo, risultava pesantemente corazzata, con 110 mm d'acciaio sulla scudatura, e aveva la caratteristica pianta a ferro di cavallo; il suo brandeggio, ottenuto attraverso un sistema elettromeccanico, era molto lento a causa del peso complessivo e rappresentava uno dei difetti maggiori del Tiger. L'armamento principale, come già detto, era costituito dal cannone anticarro KwK 36 da 88 mm (lungo 56 calibri) che, installato in torretta e protetto da una pesante scudatura d'acciaio spessa 110 mm, era in grado di perforare qualunque carro statunitense o britannico a più di 1500 m di distanza, mentre con i carri pesanti sovietici del tipo JS-2 si rivelava inefficace, con penetrazioni possibili sul frontale soltanto entro i 300 m. Nella torretta era installata anche una mitragliatrice MG34 da 7,92 mm coassiale al cannone che veniva azionata dal puntatore mediante un pedale; mentre un'altra MG34 era posizionata nella parete anteriore destra dello scafo. Le sospensioni erano a barra di torsione e, per diminuire la pressione sul terreno del carro, furono adottati cingoli larghi 725 mm, che potevano essere sostituite da cingoli più stretti da 520 mm per il trasporto del Tiger su ferrovia. Il suo potente motore richiedeva una costante manutenzione (ogni 3 ore il carro veniva acceso per circa 20 minuti) e soprattutto una gran quantità di carburante (il serbatoio da 540 litri era sufficiente per soli 195 km su strada, molto meno in condizioni di terreno accidentato), che l'esercito tedesco non fu più in grado di fornire nelle ultime fasi del conflitto.

 

Il kit utilizzato per riprodurre questo modello è il fantastico Dragon 6253 della serie 3 in 1 che permette di realizzare un Tiger Late production, un Final o un carro comando; unica pecca del kit la mancanza della zimmerit in quanto per il resto è super accessoriato: canna in metallo, fotoincisioni e cingoli magic-truck. Per chi volesse una recensione completa del kit la può trovare sul sito di perthmilitarymodelling. E' importante decidere subito quale versione realizzare onde evitare sbagli seguendo le istruzioni, io ho realizzato la versione carro-comando montato praticamente da scatola con la sola aggiunta dei cingoli Friul Model ATL-06. Per realizzare la zimmerit si può ricorrere a diverse case di aftermarket che producono la zimmerit in fotoincisione o su carta (tipo Tamiya), io come sempre ho preferito il buon vecchio metodo casalingo stendendo una sfoglia finissima di stucco bicomponente Milliput che poi sono andato ad incidere con un cacciavite piatto molto piccolo; altro particolare per chi non lo sapesse è che la trama della zimmerit in torretta è diversa dalla zimmerit sullo scafo. Per quanto riguarda il montaggio delle fotoincisioni bisogna dire che danno al modello quel tocco in più ma non tutte sono facili da montare; io ne ho lasciate parecchie nella mia banca dei pezzi. La mimetica di un Tiger Late è solo a tre toni, si possono trovare diversi profili su internet, io ho steso una base di Humbrol 94 e poi con Humbrol 160 e Humbrol 105 dati ad aerografo ho riprodotto la mimetica. Dopo alcuni lavaggi ad olio con Bruno Van Dyck sono passato ai pigmenti stesi puri sul mezzo utilizzando i Mig Dark Mud e Dry Mud per dare contrasto ma rendere il modello omogeneo con la basetta che ho creato.

Con la Risoluzione n. 1701 dell'11 agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha previsto il potenziamento del contingente militare UNIFIL fino a un massimo di 15.000 uomini, da schierare in Libano in fasi successive, espandendo l'area di operazioni a tutto il territorio libanese a sud del fiume Litani. In tale contesto le unità di UNIFIL, su richiesta del Governo libanese, agiscono come "forze cuscinetto" tra i contendenti. Il 1° novembre 2006 il Comandante della Joint Landing Force - Lebanon ha assunto la responsabilità del Settore Ovest dell'AoR (Area of Responsibility) di UNIFIL e, contestualmente, della Brigata Ovest della forza ONU, composta da due battaglioni italiani, un battaglione francese ed un battaglione ghanese. L'Italia, allo scopo di contribuire all'incremento del pacchetto di forze a disposizione di UNIFIL, partecipa alla missione internazionale, denominata in ambito nazionale Operazione "Leonte", con un contingente militare di circa 2.500 unità. .

 

l'opel blitz dell'italeri è stato costruito praticamente da scatola con la sola aggiunta del telone e delle ruote in resina prodotte dalla MIG. La fase di montaggio fila via liscia (forse ci sono un pò troppe stuccature da fare) l'unica cosa è ricordarsi di lasciare il mezzo scomposto per poterlo pitturare bene in seguito. Il mezzo è stato poi dipinto ad aerografo con smalti humbrol ed invecchiato con colori ad olio diluiti nella benzina dello zippo.

 

Joomla SEF URLs by Artio
seoLinks

SPONSOR

CERCA NEL SITO

TECNICHE E COLORI

RECENSIONE AEREI

RECENSIONE MEZZI CORAZZATI

STORIA

Visite:

Oggi:230
Questo Mese28122
Visite Totali1179353