ZAMPIERI LUCA

ZAMPIERI LUCA

Let L-13 Blanik - Kit Mark models - Scala 1/144

Centro Volo a Vela dell'Aeronautica Militare Italiana 1980

Il LET L 13 Blaník è un aliante ad ala alta progettato da Karel Dlouhý, prodotto dall'azienda cecoslovacca, poi ceca Let Kunovice dagli anni cinquanta. Il primo L-13 venne portato in volo per la prima volta nell'anno 1956.

 

Diverse aeronautiche militari hanno impiegato alcuni di questi alianti per il volo a vela, come Argentina, Brasile, Cile, Spagna, Stati Uniti e anche la nostra Aeronautica Militare Italiana, dove il Centro Volo a Vela, impiegò due di questi alianti durante gli dal 1977 fino la fine degli anni '80/inizio anni '90.

 
  
 
  
 
  
 
  
 
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Luca Zampieri "Zampy"

Eurofighter Typhoon - Kiy PIT - Scala 1/144

4° Stormo "Amedeo D'Aosta" basato a Grosseto

 
 
È uno degli aerei in dotazione all'Aeronautica Militare, che ne ha dichiarato la «capacità operativa iniziale» e lo ha immesso in servizio d'allarme il 16 dicembre 2005. Il primo reparto ad averlo in dotazione è stato il 4º Stormo Amedeo D'Aosta con base a Grosseto; l'arrivo del primo esemplare fu il 16 marzo 2004. Il Typhoon ha sostituito gli ultimi F-104S come caccia per superiorità aerea, nonché i Tornado (nella versione ADV) ed i caccia F16.
 
  
 
  
 
  
 
Gli esemplari acquistati sono 96, (82 monoposto + 14 biposto). Un F-2000A (MM7278/RS-23) appartenente al Reparto Sperimentale di Volo, si è schiantato in mare il 24 settembre 2017 a largo di Terracina durante un'esibizione, morto il pilota. Ne sono attualmente in servizio 73 come caccia intercettore e 12 in configurazione d'addestramento. Sono in dotazione al 4º Stormo di Grosseto, al 36º Stormo di Gioia del Colle (Bari) ed al 37º Stormo di Trapani Birgi.
 
  
 
  
 
  
 
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Zampieri Luca "Zampy"

Fouga CM-170 Magister - Kit Special Hobby - Scala 1/72

Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Lubnaniyya

Il Fouga CM-170 Magister era un addestratore a getto prodotto dagli anni cinquanta dall'azienda francese Établissements Fouga et Cie e, dal 1970, dalla Aérospatiale.

Benché spesso citato come il primo addestratore biposto a getto, deve in realtà il primato al Fokker S.14 Machtrainer che effettuò il primo volo, venne messo in produzione e consegnato ai reparti un anno prima.

  

  

Nel dicembre 1950 l'Armée de l'air commissionò 3 prototipi, il primo dei quali venne portato in volo per la prima volta il 23 luglio 1952, i quali furono valutati positivamente. Nel giugno 1953 venne quindi emesso un primo ordine di 10 esemplari di preserie al quale seguì un successivo ordine, emesso il 13 gennaio 1954, per la fornitura dei primi 95 esemplari di serie. Per sopperire alle richieste si ritenne necessario costruire un nuovo stabilimento a Tolosa-Blagnac dedicato solamente alla linea di produzione del Magister.

  

A causa delle successive acquisizioni ed accorpamenti aziendali il velivolo acquisì una serie di diverse designazioni, dall'originale "CM-170 Fouga Magister" alle successive "Potez (Fouga) CM-170 Magister", "Sud (Fouga) CM-170 Magister" ed "Aérospatiale (Fouga) CM-170 Magister" in base allo stabilimento di costruzione.

Dal Magister venne successivamente sviluppato il CM-175 Zéphir, una versione imbarcata appositamente attrezzata e destinata all'addestramento dei piloti dell'Aviation navale all'appontaggio ed in generale alle condizioni operative tipiche delle portaerei.

La produzione francese del Magister venne interrotta nel 1962 rimanendo comunque in produzione presso la finlandese Valmet fino al 1967.

Il Libano, preso la sua Aeronautica (Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Lubnaniyya), impiegò 8 Magister ex Luftwaffe.

  

  

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Zampieri Luca "Zampy"

North American P-51D Mustang - Kit Academy - Scala 1/144

51° Stormo - Base Aerea di Sant'Angelo di Treviso nel 1951

 
Nel dopoguerra, il 51º Stormo, equipaggiato con Spitfire Mk.IX e gli statunitensi ex USAAF North American P-51 Mustang e Republic P-47 Thunderbolt, si trasferì sull'aeroporto di Treviso-Sant'Angelo. 
Il 1º febbraio 1953 il 51º Stormo divenne 51ª Aerobrigata iniziando a operare sull'aeroporto di Istrana, in provincia di Treviso.  Negli anni successivi la linea di volo dell'Aerobrigata vide avvicendarsi i Republic F-84G Thunderjet, i Republic F-84F Thunderstreak, i North American F-86K Sabre e, per un breve periodo, anche i Fiat G.91R.
 
  
 
  
 
Nel settembre 1963 fu la volta dei Lockheed F-104G Starfighter. Nel settembre 1967 l'Aerobrigata tornò ad essere 51º Stormo. Nel giugno 1969 il 22º Gruppo del 51º Stormo fu il primo reparto dell'A.M. equipaggiato con l'F-104S.
 
  
 
  
 
  
 
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Luca Zampieri "Zampy"

Fiat 639N CM52 - Kit Tommasoner Art Model - Scala 1/87

Esercito Italiano - 1960

 
Malgrado la grave crisi finanziaria e morale che seguì la fine della guerra, la Fiat aveva conservato attivi i suoi uffici studi ed aveva messo a punto un piano di rilancio con nuovi modelli di automobili, autocarri, trattori agricoli, macchine di lavori pubblici, treni, aerei ed autobus. Più che mai lo slogan "terra mare cielo" si confermava.
 
  
 
  
 
  
 
A partire dal 1949 nascono i nuovi modelli medi e pesanti con cabina avanzata (detta unificata):
i medi Fiat 639N e 640N dotati del motore Fiat 364 - 6 cilindri di 6032 cm³ e 72  CV a 2200 g/mn;
i pesanti Fiat 670N e 680N, dotati del motore Fiat 368 - 6 cilindri di 10.170 cm³ a 1800 g/mn.
Il nuovo piccolo Fiat 615N conserva invece la cabina semi-arretrata.
 
  
 
  
 
Il Fiat 639N fu impiegatio anche dall'Esercito Italiano, chiamato 639N CM 52 e in base alle regole NATO doveva essere un camion 4x4, il quale poi fu prodotto dal 1952 al 1955.
 
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Luca Zampieri "Zampy" & Franco Favaro

Rheintochter - Kit Bronco - Scala 1/35

Germania 1944/45

Il Rheintochter era un missile terra-aria radiocontrollato sviluppato dalla Rheinmetall-Borsig per l'esercito tedesco (Heer) durante la seconda guerra mondiale. Il suo nome è tratto dalle Rheintöchter, personaggi mitologici del ciclo operistico di Wagner L'anello del Nibelungo.
 
Il missile era un razzo multistadio di difesa aerea a propellente solido, alto 6,3 m con un diametro di 54 cm e con un carico massimo di 150 kg di esplosivo ad alto potenziale. Furono realizzati tre modelli diversi di missili chiamati R1, R2 ed R3.

Missile R1

La variante R1 è quella iniziale ed era alimentata da un razzo a due stadi a combustibile solido.
 
 
  
 
  
 
  
 
  
 

Missile R2 

Il missile R2, non ha fornito alcun miglioramento rispetto al R1, ed è stato abbandonato nel dicembre 1944.
 
 
  
 
  
 
  
 
  
 

Missile R3

Ultimo missile sviluppato di questa famiglia era il modello R3, che aveva un motore a combustibile liquido con booster per combustibili solidi ("strap-ons"). Sono stati prodotti solo sei missili di prova.
 
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
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Luca Zampieri "Zampy"

Piaggio P.108 - Kit Flying Machines - Scala 1/72

274^ Squadriglia BGR della Regia Aeronautica nel 1942

Il Piaggio P.108 fu un bombardiere strategico quadrimotore monoplano ad ala bassa sviluppato dall'azienda aeronautica Italiana S.A. Piaggio & C. nei tardi anni trenta.
Entrato in servizio nel 1941 ed utilizzato dalla Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale, fu l'unico quadrimotore pesante utilizzato come bombardiere dalle potenze dell'Asse nel corso del conflitto, inoltre fu uno dei pochi velivoli militari italiani che si poteva paragonare ai migliori tra gli equivalenti prodotti dagli Alleati.

  

Il prototipo effettuò il primo volo il 24 novembre 1939. Dimostrò di fornire ottime prestazioni in una serie di prove e richiese poche modifiche di rifinitura, ma ci fu bisogno di tempo prima che i piloti prendessero confidenza con il comportamento in volo. Il P.108 venne consegnato a un solo reparto operativo, la 274ª Squadriglia Bombardamento a Grande Raggio (BGR), inquadrata all'interno del 46º Stormo con sede a Pisa, dove arrivò nel 1941. Vi furono però alcuni incidenti, in uno dei quali perse la vita il figlio del capo del governo Benito Mussolini. Il 7 agosto 1941 Bruno Mussolini, comandante della squadriglia, stava pilotando uno dei prototipi del bombardiere allora segreto, quando, secondo la versione ufficiale, i motori persero potenza in fase di atterraggio, l'aereo scese di quota urtando contro una casa. La sezione della cabina di pilotaggio si staccò dal resto del velivolo e, pur non incendiandosi, rimase completamente distrutta nell'impatto. Con Mussolini, deceduto sul colpo per le ferite riportate, morirono anche altri due aviatori.

  

  

Il primo ed unico reparto a cui furono assegnati bombardieri P.108 fu la 274ª Squadriglia Bombardamento a Grande Raggio (BGR), che, al momento dell'assegnazione dei velivoli, era operativa solo da pochi mesi (1º giugno 1941).
Nonostante i numerosi incidenti e la non facile ambientazione del personale di volo, il 9 giugno 1942 due P.108B trovarono il loro primo impiego operativo in missione di ricerca e bombardamento navale nella zona delle Isole Baleari. Nello stesso anno vennero effettuate varie missioni di bombardamento principalmente sulle installazioni inglesi di Gibilterra, facendo decollare gli apparecchi dal campo di volo di Decimomannu, in Sardegna.
Negli ultimi mesi del 1942 e nei primi del 1943, in seguito all'Operazione Torch ed allo sbarco alleato in Nord Africa, il P.108 fu impiegato principalmente sull'Algeria. Dopo l'armistizio, i pochi esemplari rimasti di P.108B furono requisiti dalla Luftwaffe e non vennero utilizzati operativamente, contrariamente a quanto avvenne per la versione "T" dello stesso velivolo.

  

  

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Luca Zampieri "Zampy"

Grumman/General Motors FM-2 Wildcat - kit Sweet Model - scala 1/144

VC-36 dell'U.S. Navy, Atlantico 1944

Questa unità, Composite Squadron 36, venne formato il 1° marzo del 1943, sulle orme del VGS-36 (quest'ultimo formato alcuni giorni prima, il 21 febbraio 1943).

  

  

Imbarcato a bordo della portaerei di scorta USS Core, nel 1944 era equipaggiato con velivoli Grumman FM-2 Wildcat, una versione costruita dalla General Motors con motore Wight R-1820 da 1.350 CV, 4 mitragliatrici M2 e la possibilità di trasportare 227 kg di bombe da 250 libbre.

In questo periodo era operante nel settore dell'oceano Atlantico in supporto e difesa dei convogli diretti in Inghilterra e Russia. Assieme ai bombardieri in picchiata, cotribuì all'affondamento di 6 U-Boot.

  

  

il reparto fu poi disattivato nel luglio del 1945.

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Luca Zampieri "Zampy"

Sukhoi Su-22 "Fitter J" - Kit Academy - scala 1/144

Magyar Légierő

Il Sukhoi Su-22 altro non è che il velivolo da esportazione del Sukhoi Su-17 "Fitter".

  

  

Il Sukhoi Su-17, (in russo Сухого Су-17, nome in codice NATO da "Fitter B" a "Fitter K" a seconda delle varianti/versioni) era un cacciabombardiere monomotore a getto ad ala a geometria variabile progettato dall'OKB 51 diretto da Pavel Osipovič Suchoj e sviluppato in Unione Sovietica negli anni sessanta.
Impiegato negli anni successivi principalmente dalla Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'aeronautica militare dell'Unione Sovietica, e da molte forze aeree delle nazioni del Patto di Varsavia (come in questo caso dall'Ungheria p meglio la Magyal Légiero) e filosovietiche era il modello derivato dal precedente Su-7 con la trasformazione dell'ala da freccia semplice ad una dotata di semiali esterne ad angolazione variabile, che hanno considerevolmente migliorato le prestazioni a bassa velocità ed il carico utile trasportabile.

  

  

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Zampieri "Zampy" Luca

M3A2 Bradley - Kit Dragon - Scala 1/144

Iraq 2002

 
Il Bradley AFV venne progettato essenzialmente per contrastare il BMP-1 sovietico ed essere utilizzato sia come trasporto truppe (APC) che caccia-carri (tank-hunter). In particolare, fu disegnato per supportare il nuovo carro M1 Abrams, dal momento che il vecchio trasporto truppe M113 non era abbastanza veloce. Il risultato è un veicolo con ottime caratteristiche nel fuoristrada. Il materiale principale della costruzione è l'alluminio. La scelta di questo materiale ha causato delle critiche. Infatti, la corazza di alluminio tende a vaporizzarsi se colpita da proiettili HEAT. Ulteriore motivo di critiche è stata la grande riserva di munizioni portata a bordo. Nonostante questi due fattori sembrino rendere poco sicuro il Bradley, l'utilizzo sul campo non ha creato grossi problemi. Comunque si deve notare che, per ora, non è mai stato utilizzato in condizione di forte contrasto da mezzi corazzati.
L'armamento principale dell'M2 è il cannone da 25 mm, che può sparare fino a 200 colpi al minuto ed ha una portata utile di 2500 m. I due lanciamissili TOW gemellati sono in grado di distruggere un carro armato fino a 3750 m. Il Bradley monta anche una mitragliatrice coassiale M240C da 7,62 mm, fissata a destra del cannone principale da 25 mm e utilizzata dal capocarro.
Il modello base è stato ampiamente modificato. Il suo telaio è la base per l'M270 Multiple Launch Rocket System, un posto di comando mobile e un veicolo anti-aereo (M6 "Linebacker"). Il sistema di sospensioni è inoltre stato usato su versioni avanzate di un Amphibious Assault Vehicle dei Marines.
 
  
 
  
 
M2A2/M3A2
Presentata nel 1988, la versione A2 montava un motore migliorato dal 600 cavalli (447 kW) con trasmissione automatica e una corazza migliorata, con la possibilità di montare una corazza reattiva. Il sistema di stoccaggio delle munizioni è stato riorganizzato e sono state aggiunte delle protezioni anti-schegge. Il modello M2A2 è abilitato ad essere trasportato da un Boeing C-17 Globemaster III, Qualsiasi M2A2 può essere modificato in M2A2 ODS o M2A3 standard.
 
  
 
  
 
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Zampieri "Zampy" Luca

DGG 177 Classe "Atago" - Kit Hasegawa - Scala 1/450

Marina Giapponese - Giappone 2008

 
La classe Atago è una classe navale giapponese costituita da 2 cacciatorpediniere, derivate dalla precedente classe Kongō, che hanno una funzione di difesa aerea della flotta, grazie alla presenza di un sistema AEGIS con il radar SPY-1D e lanciamissili Mk 41 con 90 armi (61 a prua +29 a poppa). Esse sono un leggero ingrandimento della classe americana classe Arleigh Burke, e hanno come principale differenza i cannoni OTO Melara da 127mm. Compatto a prua. Furono prodotte due unità la DDG 177 Atago e la DGG 178 Ashigara ,le quali divennero  operative rispettivamente nel 2007 e 2008.
 
  
 
  
 
  
 
Il ruolo delle due navi come quello della precedente classe Kongo è quello di protezione delle flottiglie di navi giapponesi, ma le prestazioni del sistema AEGIS e dei missili SM-3 fornisce anche la capacità di difesa dai missili balistici di teatro, che teoricamente la Corea del Nord o la Cina potrebbero minacciare di lanciare
 
  
 
  
 
  
 
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Zampieri "Zampy" Luca

Cannone 10.5 cm Kanone  sK.18 - Kit Trumpeter - Scala 1/35

La 10 cm schwere Kanone 18 (10 cm sK 18) era un cannone campale tedesco della seconda guerra mondiale, di calibro 105 mm.
 
 
Il calibro standard dell'esercito tedesco per l'artiglieria campale era il 105mm dal tempo della ricostituzione negli anni '30. Esso venne giudicato migliore di una nuova artiglieria in 75mm, valutata troppo leggera per le esigenze del supporto a livello divisionale.
Il cannone sK 18 e la sua versione migliorata sK 18/40 era un progetto che partì dalla necessità di riequipaggiare i reparti d'artiglieria con un cannone da 105mm, non divisionale, ma di corpo d'armata. Quindi l'artiglieria doveva essere dotata di eccellenti prestazioni in termini di gittata, ottenibili solo con una struttura pesante e complessa. I tedeschi cercarono quindi di riequipaggiare con tali armi le unità d'artiglieria di alto livello, stabilendo, in uno dei primi concorsi postbellici, quali fossero i requisiti da soddisfare. Fin dal 1926 sia la Krupp che la Rheinmetall avevano prodotto progetti campione e presentarono i prototipi nel 1930.
 
  
 
  
 
L'esercito tedesco scelse salomonicamente la bocca da fuoco Rehinmetall, ma su affusto Krupp, e i primi cannoni vennero distribuiti nel 1934. Dopotutto, all'epoca anche gli italiani avevano cannoni da 105mm (Schneider) per l'artiglieria di corpo d'armata. Ma si trattò di un sostanziale errore: il calibro 105mm non giustificava il costo e il peso di questo cannone a lungo raggio. Il successivo piano di meccanizzazione giunse quando oramai il cannone era divenuto di bassa priorità. Infatti, ci si rese conto che con lo stesso peso gli obici da 149mm erano molto più efficaci.
Si decise quindi almeno di aumentare la gittata, con una canna da 60 calibri anziché 52, ma pochissime armi di questo tipo vennero prodotte, esse si chiamarono K 18/40.
 
  
 
  
 
  
 
Nell'insieme si trattò di uno sterile esercizio di balistica applicata. Il suo impiego venne via via limitato alla sola difesa costiera, dove la mancanza di mobilità non era un problema, come anche il lavoro degli artiglieri non appariva eccessivo.
Il cannone di per sé era lungo, sottile, elegante, con congegno di recupero sopra la canna, ruote in acciaio gommate e con fori di alleggerimento. Era alto oltre 2 metri, e questo non era un problema da poco in ambito tattico.
 
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Zampieri "Zampy" Luca

Macchi MC.200AS Saetta - Kit Sweet Model - Scala 1/144

85^ Squadriglia del 18^ Gruppo CT della RA - Africa settentrionale estate 1942

L'85^ Squadriglia Caccia, era una delle tre Squadriglie che componevano il 18° Gruppo CT della Regia Aeronautica ; le altre due erano la 83^ e 95^ Squadriglia.

  

  

il reparto precedentemente operò con i Fiat CR.42, partecipando alle campagne di Francia, poi in Belgio con il C.A.I. rientrando in Italia tra la fine del 1940 e l'inizio del 1941. Dopo un primo turno in Africa settentrionale con i Fiat CR.42 Falco, il Gruppo rientrava in Italia per il passaggio sui Macchi MC.200 Saetta.

Con questi aerei passava per un breve periodo in Grecia (dicembre 1914-maggio 1942), per poi rientrare in Italia, riequipaggiarsi con gli stesso MC.200 Saetta ma nella versione Assalto, con l'aggiunta di travetti alari per portare delle bombe di piccolo calibro sotto le ali. Fu trasferito quindi in Africa Settentrionale, giungendo a Tripoli il 18 luglio 1942. In questo settore rimarrà fino al marzo del 1943, essendo uno degli ultimi reparti italiani a lasciare l'Africa. Qui, in questo settore, il reparto dall'ottobre del 1942 iniziò a passare gradualmente sui Macchi MC.202 Folgore, ma pur mantenendo nelle sue file diversi MC.200 Saetta provenienti ai vari reparti che lasciavano l'Africa.

  

  

  

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Zampieri "Zampy" Luca

Messerschmitt Me.262 - Kit Trumpeter - Scala 1/144

Germania - Aprile 1945

Il Messerschmitt Me 262 era un aereo militare multiruolo a reazione, bimotore turbogetto e monoplano ad ala bassa e a freccia, sviluppato dall'azienda aeronautica tedesca Messerschmitt AG negli anni quaranta. Impiegato dalla Luftwaffe, l'aeronautica militare dell'allora Germania nazista durante le fasi finali della seconda guerra mondiale, detiene il primato di essere stato il primo caccia della storia con motore a getto ad entrare in servizio operativo e il primo caccia bireattore.
Le versioni principali erano da caccia, soprannominata "Schwalbe", in tedesco rondine, bombardiere soprannominata "Sturmvogel", uccello delle tempeste e da addestramento biposto.

  

  

È considerato l'aereo più avanzato utilizzato dai tedeschi, precursore anche dei jet da combattimento realizzati nell'Unione Sovietica nell'immediato dopoguerra.
Confrontato con i caccia in dotazione agli alleati in quel periodo, compreso il Gloster Meteor che sarebbe entrato in servizio di lì a poco, il jet tedesco si rivelava più veloce e più potentemente armato. Ma numerosi problemi di messa a punto ne ritardarono l'entrata in servizio e i problemi tecnici di cui soffriva permisero di renderne operativo un numero di esemplari troppo limitato per poter influenzare le sorti della guerra aerea in Europa.
Tuttavia, a differenza degli aerei a reazione degli alleati, che furono usati limitatamente in servizio operativo e senza scontrarsi con i velivoli nemici, i Me 262 abbatterono oltre 100 aerei, tra bombardieri e caccia.

  

  

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Zampieri Luca

Panavia Tornado ECR - Kit Dragon - Scala 1/144

155° Gruppo ETS del 50° Stormo dell'A.M.I. verso il 2002

Nel gennaio del 1985, il reparto viene trasferito a Ghedi in forza al 6° Stormo, dove inizia a transitare sul Panavia Tornado. Il 23 luglio 1990 il 155º Gruppo viene riassegnato al 50º Stormo alla base di Piacenza-San Damiano.

Dal settembre 1990 il 155º Gruppo ha preso parte all'Operazione Locusta, operando dalla Base di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti, nell'ambito di una forza multinazionale, per l'applicazione delle risoluzione dell'ONU in seguito all'invasione irachena del Kuwait. Dal 17 gennaio al 27 febbraio 1991 velivoli e personale del 155º Gruppo sono impiegati nell'operazione "Desert Storm" per la liberazione del Kuwait effettuando nei 42 giorni di guerra 91 sortite contro obiettivi militari in Kuwait ed in Iraq e in una di queste, nella notte tra il 17 e il 18, un Tornado con un equipaggio del 155º Gruppo venne abbattuto e il Maggiore Gianmarco Bellini e il Capitano Maurizio Cocciolone, rispettivamente pilota e navigatore dall'aereo abbattuto, vennero fatti prigionieri e rilasciati al termine della guerra.
A partire dal 1992 si comincia a parlare di guerra elettronica e nel corso del 1993 iniziano ad arrivare i primi Tornado SEAD (SEAD- Suppression Enemy Air Defence), cioè dei Tornado IDS (Interdictor/Strike) ottimizzati per essere armati di missili antiradar HARM.
Tra il 1993 e il 1995 i velivoli del reparto partecipano all'operazione Sharp Guard e il 24 febbraio 1995 la designazione del 155º Gruppo passa da CBOC (Caccia Bombardieri Ognitempo Convenzionali) a ETS.
 
  
  
 
Negli anni a seguire lo Stormo è stato impiegato in varie operazioni nella ex Jugoslavia, partecipando tra il 1996 e il 1999 a Joint Guard, Joint Forge, Decisive Endeavour e Allied Force, dopo che il 28 febbraio 1998 era stato preso in consegna il primo esemplare di Tornado ECR.
 
Tra il 24 marzo e il 17 giugno 1999 nel corso della Guerra del Kosovo i Tornado ECR (Electronic Combat Reconnaissance) del 155º gruppo compiono 176 missioni sganciando 115 missili HARM (High speed Anti Radiation Missile), contro le postazioni radar serbe e in tale circostanza i piloti del 155º Gruppo sono stati i primi ad usare gli NVG (Night Vision Goggles: occhiali da visione notturna) nell'Aeronautica Militare.
  
  
  
 
Il 14 settembre 2016, a seguito della soppressione del 50º Stormo sulla base di Piacenza-San Damiano, il 155º Gruppo ETS viene trasferito al 6º Stormo a Ghedi, rendendo così la base bresciana l'unica dotata di tali velivoli.
 
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Luca Zampieri

British Aerospace Harrier GR.9 - Kit Revell - scala 1/144

20° (R) Squadron RAF durante il 2002, di base in Gran Bretagna.

Tra la fine del 1945 e l’inizio del 1946, lo Squadron era equipaggiato con i Supermarine Spitfire Mk.XIV, basato a Mingaladon, in Birmania. Poco dopo, sempre nel 1946, si trasferiva ad Agra, in India, transitando sugli Hawker Tempest MK.2, impiegato in missioni di difesa aerea e d’addestramento del personale di volo indiano per una futura riorganizzazione dell’aeronautica locale. Nel 1955, il reparto era equipaggiato con i Canadair/North American (F-86) Sabre Mk.1.

Nel 1962/63, lo Squadron era basato a Tengah, in Singapore, impiegato in missioni belliche sull’Indonesia, con i suoi Hawker Hunter FGA Mk.9. Nel maggio del 1963, lo troviamo nel Borneo (poi Burnei), e nel febbraio del 1964, quattro suoi aerei erano stati basati a Labuan, mentre altri quattro erano a Kuching, con comando di reparto a Tengah. In questo periodo operava sotto il controllo della FEAF (Far East Air Force), con compiti di attacco al suolo. Nel 1971, lo troviamo equipaggiato con la versione F Mk.6.

Riattivato il 1° dicembre del 1970 in Germania occidentale a Wildenrath, ricevendo i primi BAe Harrier GR MK.1 solo il mese seguente. Con questi aerei, assieme al 3° Squadron, formo il Wildenrath Wing, che ebbe però vita breve. Infatti, lo Squadron poco dopo, veniva disattivato nel dicembre 1976.

  

  

Ricomposto il 1° gennaio del 1977 sui SEPCAT Jaguar GR Mk.1, lo troviamo basato a Brüggen, in Germania Federale fino all’inizio del 1985. Dal 29 giugno del 1984, iniziava a transitare sui Panavia Tornado, sulla base tedesca di Laarbruch; lo stemma del reparto è “un’aquila che brandisce una spada”, posto sulle prese d’aria dei motori.

Con lo scioglimento definitivo dello Squadron nel 1992, la bandiera di guerra, con emblema e tradizione, venne ceduto alla 233^ OCU.

  

Fu ricomposto come 20° Reserve Squadron nel 2000 in seno al Joint Stike Wing, unità composta di vari reparti RAF e FAA dotati di Harrier ed impiegato per l'addestramento e conversione operativa dei piloti. Impiegava gli Harrier GR Mk.9 ed operò fino al 31 marzo del 2011, dopo di che cedette uomini e materiale al Operational Conversion Unit (OCU) No.4.

  

  

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Zampieri Luca

Lockheed F-104G Starfighter - Kit Revell - Scala 1/144

Germania 1974

Il Lockheed F-104 Starfighter è un aereo monomotore ad alte prestazioni e supersonico, sviluppato originariamente per la United States Air Force (USAF) come caccia intercettore. Fu uno degli aerei della Century Series e fu in servizio con l'USAF dal 1958 fino al 1969, proseguendo la carriera operativa nella Air National Guard fino a quando non fu radiato negli Stati Uniti nel 1975. La National Aeronautics and Space Administration (NASA) ebbe in dotazione fino al 1994 una piccola flotta mista di varie versioni di F-104, utilizzati per prove nei regimi supersonici di volo e a supporto dei programmi spaziali.

L'F-104C venne impiegato dall'USAF durante la guerra del Vietnam, mentre gli F-104A vennero schierati dal Pakistan nel corso delle guerre indo-pakistane. AlcuniStarfighter dell'aviazione militare della Repubblica di Cina (Taiwan) si scontrarono nel 1967 con aerei della Repubblica Popolare Cinese sui cieli dell'isola contesa di Quemoy. La versione finale dell'F-104 fu l'F-104S, caccia intercettore ogni-tempo, progettato dalla Fiat aviazione, divenuta poi Aeritalia, per l'Aeronautica Militare italiana e dotata di missili aria-aria a guida radar AIM-7 Sparrow. Una versione di F-104 ad ala alta ampiamente riprogettata e denominata CL-1200 Lancer(o Lockheed X-27), non andò oltre lo stadio di realizzazione del mock-up.

  

  

Da una serie di modifiche rispetto al progetto originale, nacque il modello F-104G, che vinse il concorso NATO per un nuovo cacciabombardiere. Vennero anche prodotte diverse versioni biposto da addestramento, la più numerosa delle quali è stata la TF-104G. Nel complesso vennero realizzati 2578 Starfighter, per lo più da aziende aeronautiche di paesi membri della NATO. L'F-104 andò in dotazione alle forze aeree di oltre una dozzina di nazioni, concludendo il servizio operativo con la radiazione da parte dell'Aeronautica Militare italiana nel maggio 2004, circa 46 anni dopo la sua introduzione nel 1958 da parte dell'USAF.

  

  

Lo Starfighter arrivò all'attenzione del pubblico a causa dell'alto numero di incidenti e in particolare a causa delle perdite subite dalla aviazione militare tedesca. L'emergere dello scandalo Lockheed relativo a gravi casi di corruzione in occasione della stesura dei contratti di acquisto di velivoli prodotti dalla azienda statunitense, causò notevoli controversie politiche in Europa e in Giappone.

Buon modellismo a Tutti

Luca Zampieri

Polokarpov I-16 - kit Zvezda - scala 1/144

Russia nell'estate del 1941

Il Polikarpov I-16 (in caratteri cirillici Поликарпов И-16) era un caccia monomotore ad ala bassa a sbalzo, realizzato dall'OKB 84 diretto da Nikolaj Nikolaevič Polikarpov e sviluppato in Unione Sovietica negli anni trenta. Fu il primo monoplano al mondo, regolarmente prodotto, con carrello d'atterraggio retrattile, ed il primo caccia sovietico ad avere una corazzatura dell'abitacolo.

  

Impiegato negli anni successivi principalmente dalla Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'aeronautica militare dell'Unione Sovietica, rimase operativo dalla metà degli anni trenta fino all'inizio della Seconda guerra mondiale costituendo in quel periodo il principale modello a disposizione dei reparti di caccia sovietici ed in grado di competere con le prime versioni dei tedeschi Messerschmitt Bf 109 in condizioni di quasi parità. Fuori dai confini nazionali ebbe risalto prima durante la guerra civile spagnola, dove venne erroneamente impiegato dalle Fuerzas Aéreas de la República Española in combattimenti manovrati con i più agili biplani italiani, il Fiat C.R.32, a disposizione dell'Aviazione Legionaria, poi a disposizione dei piloti cinesi durante la Seconda guerra sino-giapponese.

  

  

Quando la Germania attaccò l'Unione Sovietica nell'estate del 1941 aprendo il fronte orientale, l'I-16 risultava ormai superato e, pur essendo ancora in linea in un gran numero di esemplari, era sottopotenziato e lento nei confronti dei Bf 109E ed F avversari. Sfruttando però la sua grande robustezza e rusticità, nonché le tecniche d'attacco quasi suicide (la collisione in volo ed i tentativi di segarne le ali e gli impennaggi con le eliche blindate in acciaio), il caccia sovietico continuò ad opporsi tenacemente alla Lutwaffe, mentre l'industria sovietica iniziava la produzione in grande serie di caccia decisamente più moderni, contribuendo ad iniziare la controffensiva dell'Armata Rossa. L'I-16 venne infatti ritirato dei reparti di prima linea solo nell'estate del 1943, dopo che la battaglia di Stalingrado, aveva capovolto le sorti del conflitto sul fronte orientale, continuando a trovare largo impiego nelle scuole di volo, dove le sue caratteristiche "difficili" si rivelarono perfettamente adatte a preparare i piloti destinati ai MiG, ai Lavochkin Gorbunov Gudkov LaGG-1, agli LA e agli Yakovlev Yak-1, nessuno dei quali fu un aereo "facile".

  

  

Buon modellismo a Tutti

Luca Zampieri

EFA Eurofighter - Kit Revell - Scala 1/144

Italia 1998

L'Eurofighter Typhoon, il cui prototipo era designato EFA (European Fighter Aircraft), è un velivolo multiruolo (Swing Role), bimotore con ruolo primario di caccia da superiorità aerea e intercettore, caccia di quarta generazione e mezza. Il Typhoon è stato progettato ed è prodotto da un consorzio di tre società: Alenia Aermacchi (confluita in Leonardo-Finmeccanica dal 2016) Airbus Group e BAE Systems attraverso una holding comune, Eurofighter GmbH, costituita nel 1986. Il progetto è gestito dalla NATO Eurofighter and Tornado Management Agency, che agisce anche come il primo cliente.

  

  

Lo sviluppo del velivolo è iniziato nel 1983 con il programma Future European Fighter Aircraft, una collaborazione multinazionale tra il Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna. A causa di disaccordi sulle autorità costruttive e funzionali, la Francia ha lasciato il consorzio per sviluppare indipendentemente il Dassault Rafale. Un primo aereo di dimostrazione tecnologica, il British Aerospace EAP, ha effettuato il primo volo il 6 agosto 1986; il primo prototipo dell'Eurofighter ha invece avuto il battesimo del volo il 27 marzo 1994. Il nome del velivolo, Typhoon, è stato formalmente adottato nel settembre 1998 e nello stesso anno sono stati firmati i primi contratti di produzione.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Zampieri Luca

 

Messerschmitt Bf-109G-4 - Kit Mark I Model - scala 1/144

"Bianco 1" della 365a Squadriglia CT del 150° Gruppo CT "Gigi Tre Osei" nell'estate del 1943 in Sicilia.

Il 30 giugno il 150° Gruppo aveva la 363^ Squadriglia al comando del capitano Bellagambi, la 364^ Squadriglia al comando del tenente Giuseppe Giannelli e la 365^ Squadriglia al comando del tenente Fausto Filippi. Il materiale di volo era rappresentato da 25 Messerschmitt Bf.109 dei quali solo 14 in E.B. (efficienza bellica).

  

  

Il velivolo in questione ritrae un velivolo della 365^ Squadriglia, impegnata attivamente contro le forze aeree Alleate sempre più numerose. numerosi gli scontri con i caccia statunitensi e molti piloti italiani si fecero onore seppur in numero inferiore, riuscendo ad ottenere diverse vittorie in sanguinosi duelli sui cieli italiani.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Zampieri Luca

Messerschmitt Bf.109G-2/Trop - kit Mark I Model - scala 1/144

"Nero 1", del Hauptmann Franz Schiess, Tunisia 1943

Franz Schiess (o Schieβ), nacque a St. Polten in Austria, il 21 febbraio del 1921. Dopo l'annessione dell'Austria alla Germania, il futuro asso, iniziò l'iter per diventare un pilota di aereo nella Luftwaffe, ricevendo il brevetto di volo nel corso del 1940.

Entrò nella caccia e prestò servizio inizialmente nella Stab/JG 53, il famoso Geschwader "Asso di Picche". Dopo un periodo nel settore della Manica (inizio 1941), fu trasferito con tutto il reparto sul fronte orientale russo, dove parteciperà all'invasione della Russia nell'Operazione Barbarossa, ottenendo le sue prime vittorie aeree.

  

Rientrava in Germania con il suo Geschwader entro la fine del 1941, per un breve periodo di riposo e di riequipaggiamento (al suo attivo Franz Schiess aveva 14 vittorie aeree). Nel gennaio del 1942, sempre con la Stab/JG 53, passava in Italia per un periodo di operazioni su Malta e successivamente Africa Settentrionale. Qui il pilota ottenne diverse vittorie aeree. Sempre nel settore del Mediterraneo, Schiess passava alla 8./JG 53, ottenendo ulteriori vittorie aeree sul fronte africano e Malta. L'ultima vittoria si registra il 30 agosto del 1943, ai danni di un Lockheed P-38 Lightning statunitense a Sud-Ovest di Castel Volturno.

  

Due giorni dopo, verrà abbattuto verso le 13:45 del 2 settembre 1943, durante un'azione contro dei bombardieri americani North American B-25 Mitchell scortati dai soliti P-38 Lightning, nel settore del Golfo di Napoli. Dopo un furioso combattimento aereo, due Lightning riuscirono a colpirlo e ad abbatterlo, con la morte del pilota. Fu abbattuto nei pressi di Cancello a sud-ovest di Napoli.

  

  

In quel momento volava su un Bf.109G "Nero 1 + I", e aveva al suo attivo 67 vittorie aeree (14 sul fronte orientale e 53 nel settore del Mediterraneo), per un totale di 657 missioni di guerra.

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri

Mc Donnell Douglas F-15E Strike Eagle - Kit Revell - Scala 1/144

335th Fighter Squaron, di base sulla AFB Seymour Johnson, North Carolina.

Il 335th Fighter Squadron è una unità della United States Air Force, inquadrato nel  4th Operations Group, con base operativa sulla Seymour Johnson Air Force Base, North Carolina.

Trae origine dal 121° Squadron “Eagles”, formato in Gran Bretagna il 14 maggio del 1941 in seno alla RAF con volontari dell’USAAC. Quando gli USA entrarono in guerra, i piloti di questi reparti vennero trasferiti in reparti statunitensi e quindi nel neoformato 335th Fighter Squadron del 4th Fighter Group (22 agosto 1942). Nel periodo di attività nella RAF dello Squadron, volò con i Supermarine Spitfire ed Hawker Hurricane.

  

  

Il reparto dopo la II^ Guerra mondiale, parteciperà alla guerra di Corea e Vietnam, fino a giungere nel 1990, quando in fase di transizione dai Mc Donnell Douglas F-4 Phantom II ai Mc Donnell Douglas F-15E Eagle. In questo periodo, in oltre, parteciperà anche alle azioni belliche contro l’Iraq.

A tutt’oggi (2016), lo Squadron vola ancora con gli F-15E Strike Eagle.

  

  

 

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Luca Zampieri

Aero L-39C Albatros - kit Attak - scala 1/144

Forza Aerea Irachena / Al-Quwwat al-Jawwiyya al-'Iraqiyya verso il 1987

L'Aero L-39 Albatros è un monomotore a getto da addestramento avanzato ad alte prestazioni, prodotto dall'azienda cecoslovacca Aero Vodochody negli anni settanta ed utilizzato nelle forze aeree del Patto di Varsavia, principalmente nella forza aerea sovietica Sovetskie Voenno-vozdušnye sily, ed in molte altre forze filosovietiche a livello mondiale.
 
  
  
Primo esempio di addestratore a getto di seconda generazione e primo ad essere equipaggiato di motore turboventola, l'Albatros sostituì gradualmente il precedente L-29 Delfín rimanendo in produzione dal 1970 al 1990 ed eguagliando il suo successo con circa 2 800 esemplari realizzati. Successivamente fornì la base per ulteriori sviluppi che si concretizzarono nei modelli L-59 Super Albatros ed Aero L-159 ALCA caratterizzati dall'incremento nelle prestazioni complessive. Analogamente ai pari ruolo contemporanei di produzione occidentale, alla versione da addestramento ne venne affiancata una da attacco leggero dotata di armamento.
  
  
L'Iraq fu il primo acquirente estero di questo velivolo a partire dalla fine degli anni '70. durante la prima guerra del Golfo la IQAF (1990) perse 66 aerei di questo tipo su 67 in linea di volo.
Buon Modellismo a Tutti
Zampieri Luca

Mikoyan Gurevich MiG-25 "Foxbat" - kit Revell - scala 1/144

Voenno-vozdušnye sily Rossijskoj Federacii 

Il Mikoyan-Gurevich MiG-25 (in cirillico Микояна и Гуревича МиГ-25, nome in codice NATO Foxbat[3]) è un caccia intercettore bimotore a getto ad ala a freccia progettato dall'OKB 155 diretto da Artëm Ivanovič Mikojan in collaborazione con Michail Iosifovič Gurevič e sviluppato in Unione Sovietica negli anni sessanta.
  
Il prototipo volò per la prima volta nel 1964 ed il caccia entrò in servizio nei reparti della Sovetskie Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'aeronautica militare sovietica, nel 1970. Con una velocità massima di oltre Mach 2,83, un potente radar e quattro missili aria-aria, il MiG-25 risulta essere ad oggi il caccia intercettore operativo più veloce al mondo, portando allo sviluppo della sua controparte occidentale, il McDonnell Douglas F-15 Eagle, verso la fine dello stesso decennio.
  
  
Oggi Russia, Ucraina e altre ex repubbliche sovietiche. Circa 300 MiG-25 nelle versioni da intercettazione hanno prestato servizio nei reparti della difesa antiaerea sovietica nei momenti di maggiore espansione dell'arma. Numerosi erano anche i "Foxbat" da ricognizione e addestramento. Al giorno d'oggi gli apparecchi sono dispersi nelle varie repubbliche post-sovietiche, ma concentrati maggiormente presso l'aviazione della Federazione Russa.
  
  
Oltre alla Russia, il velivolo è stato impiegato dalle aviazioni di Algeria, India, Iraq, Libia, Siria.
Buon Modellismo a Tutti
Luca Zampieri

McDonnell Douglas F/A-18C Hornet - kit Dragon - scala 1/144

Strike Fighter Squadron 105 (VFA-105) "Gunslingers" anni '90

Il 17 dicembre del 1990, il VA-105 fu trasformato in VFA-105, ricevendo in dotazione i McDonnell Douglas F/A-18C Hornet, venendo inserito nel CVW-3 della USS John F. Kennedy (CV-67), a partire dal 1° settembre del 1991. Compì la sua prima crociera nell'ottobre del 1992.

Nel 1998 verrà impiegato in supporto alla Operation Southern Watch e all'Operation Desert Fox a bordo della portaerei USS Enterprise (CVN-65).

  

  

Nel luglio del 2006 divenne il primo reparto della EAst Coast a ricevere i Boeing F/A-18E Super Hornet, compiendo la prima crociera operativa nel marzo del 2007. Nel 2013 troviamo lo Squadron a bordo della USS Harry S. Truman (CVN-75), impiegato in una crociera nel Mediterraneo.

  

  

Buon modellismo a Tutti

Luca Zampieri

Grumman F-14A Tomcat - Kit Revell - Scala 1/144

VF-84 "Jolly Rogers" - Mediterraneo 1988

Lo Squadron VF-84 “Jolly Rogers”, riceveva i Grumman F-14A Tomcat nel 1976, radiando i suoi Mc Donnell Douglas F-4J Phantom II. Compiva la sua prima missione nel Mediterraneo nel 1978 a bordo della USS Nimitz (CV-68), inserito nel CVW-8 con codici di coda AJ.

  

Equipaggiato con i Grumman F-14A Tomcat, nel corso del 1985-86, il reparto era aggregato all’8° CVW, imbarcato sulla portaerei USS Nimitz (CV-68), con codici di coda AJ. La base di terra è Oceana NAS, in Virginia, e nell’estate del 1988, lo troviamo imbarcato sulla USS Theodore D. Roosvelt (CVN-71), con l’8° CVW, durante una crociera nel Mediterraneo. Nel 1990 il reparto era sulla Norfolk NAS, sempre con l’8° CVW, codici di coda AJ e nave d’imbarco la CVN-71; in questo periodo, lo Squadron compì un periodo addestrativo, prima dell’imbarco, di quattro settimane, sulla Fallon NAS nel Nevada. L’unità verrà impiegata nel settore dei Balcani e nel golfo Persico durante le crisi belliche in questi settori. Il VF-84 “Jolly rogers”, fu disattivato il 1° ottobre del 1995, radiando i suoi F-14 Tomcat.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri

Harniot HD-1 - Kit Vallom - scala 1/144

Harniot HD- 1 del maresciallo Guido Nardini (78^ Squadriglia) e dell'81^ Squadriglia

Questo fu il primo aereo realizzato dalla Société Anonyme des Appareils d'Aviation Hanriot, meglio conosciuta come Hanriot. Il primo prototipo decollò nel giugno del 1916.

  

  

Il progetto fu realizzato da Emile Dupont , dopo un incontro col comandante della missione italiana per l'aeronautica che gli indico i difetti dei Nieuport allora in servizio e i possibili miglioramenti, che lo dotò di una cellula alare simile a quella del Sopwith 1½ Strutter, sul cui progetto aveva lavorato René Hanriot, responsabile della società francese.

  

  

L'aereo era costituito in gran parte di legno (con l'eccezione dell'impennagio di coda in tubi d'acciaio) ed era rivestito in tela e duralluminio, utilizzato per il tronco anteriore della fusoliera. Il motore, un Le Rhône rotativo con 9 cilindri, non era tra i più evoluti e così l'Aviation Militaire gli preferì gli SPAD S.VII.

La Francia permise la vendita di aerei e licenza di costruzione alla Regia Aeronautica e permise alla Macchi di realizzarli. La società italiana ne produsse in tutto 901 a partire dal novembre del 1916. 125 HD.1 francesi furono invece veduti all'aviazione militare belga.

  

  

Al termine del primo conflitto mondiale 16 aerei italiani furono acquistati dalla Schweizerische Fliegertruppe, designazione in lingua tedesca dell'allora nascente arma aeronautica svizzera, ancora integrata nell'esercito.

  

Altri furono acquistati invece da paesi dell'America Latina.

Il pilota Guido Nardini, asso con 6 vittorie aeree.

Buon modellismo a Tutti

Luca Zampieri

Albatros D.III (Oeffag) - Kit Roden - Scala 1/72

Aereo personale di Julius Arigi (32 vittorie) - Albania 1918

L'Albatros D.III era un caccia biplano monoposto prodotto dall'azienda tedesco imperiale Albatros Flugzeugwerke GmbH, utilizzato principalmente dalla forza aerea del'Impero tedesco, la Luftstreitkräfte, e dalla forza aerea austro-ungarica, la k.u.k. Luftfahrtruppen, durante la prima guerra mondiale.

  

Il D.III fu pilotato da molti piloti famosi, tra i quali si ricordano Manfred von Richthofen, Ernst Udet, Erich Löwenhardt, Kurt Wolff, Karl Emil Schäfer e Godwin Brumowski. Fu il caccia predominante durante la fase del conflitto nota come Bloody April (Aprile di sangue). Vi furono anche molti famosi piloti austro-ungarici a pilotare il D.III come Julius Arigi.

  

  

Nell'autunno del 1916 la Oesterreichische Flugzeugfabrik AG (Oeffag) ottenne la licenza per la costruzione dei D.III a Wiener-Neustadt e le consegne iniziarono a maggio 1917.

I mezzi della Oeffag furono prodotti in tre versioni (serie 53, 153, 253) che utilizzavano rispettivamente un motore Austro-Daimler di 185, 200 o 225 PS, versioni migliorate rispetto ai motori Mercedes D.IIIa tedeschi.

  

Gli ingegneri della Oeffag notarono il difetto della rottura dell'ala inferiore ed apportarono delle modifiche al progetto rinforzando l'ala con una costolatura rigida e risolvendo in buona misura i problemi del velivolo. In servizio, i mezzi della Oeffag, si dimostrarono sicuri, robusti ed efficaci.

  

  

Da notare che i piloti austriaci erano soliti rimuovere l'ogiva sull'elica, in quanto tendeva a staccarsi. L'Oeffag studiò un nuovo muso che eliminò completamente l'ogiva e conferì al velivolo una velocità maggiore di ben 9 miglia orarie.

Tutte le varianti prodotte dall'Oeffag erano armate con due mitragliatrici Schwarzlose. In molti aerei queste erano completamente inglobate nella fusoliera e pertanto irraggiungibili dai piloti. Successivamente la serie 253 fu modificata e le armi furono installate sulla fusoliera. Durante i combattimenti le mitragliatrici Schwarzlose si dimostrarono inferiori rispetto alle LMG 08/15, soffrendo di problemi di sincronizzazione del fuoco con l'elica e di un bassa cadenza di fuoco.

L'Oeffag realizzò circa 526 aerei tra maggio 1917 e l'armistizio.

  

 

 Julius Arigi (Děčín, 3 ottobre 1895 – Attersee, 1 agosto 1981) è stato un aviatore austro-ungarico, asso della k.u.k. Luftfahrtruppen, l'aviazione austro-ungarica, con 32 vittorie accreditate sia sul fronte orientale che sul fronte italiano.

Buon Modellismo a Tutti 

Luca Zampieri

Fokker E.III - Kit Revell - Scala 1/72

Fronte Occidentale inverno 1915/1916

 

Il Fokker E.III è stata la principale versione prodotta del caccia tedesco Fokker Eindecker impiegato nella prima guerra mondiale. Questo modello fu il primo, agli inizi del 1916, ad essere disponibile in quantità sufficienti da permettere la formazione di speciali reparti da caccia detti Kampfeinsitzer Kommandos o KEK. In precedenza i Fokker erano assegnati singolarmente alle unità, Feldflieger Abteilungen, che effettuavano le ricognizioni. Il primo reparto specializzato nella caccia fu formato il 10 agosto 1916 ed era completamente equipaggiato con gli E.III.

  

  

La Fokker costruì 249 esemplari dell'E.III, 49 dei quali erano degli E.II portati durante le revisioni allo standard superiore. Il velivolo entrò in servizio sul fronte occidentale nel dicembre del 1915. Alcuni esemplari vennero forniti anche alla Marina Imperiale tedesca e all'Austria-Ungheria dove vennero assegnati sia all'Esercito che alla Marina. Anche la Turchia ricevette 22 velivoli basandoli in parte in Palestina, a Beer Sheba, e parte in Mesopotamia, dove presero parte all'assedio di Kut-Al-Amara.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Z.

Ansaldo S.V.A. 5 – Kit Fly - scala 1/72

87a Squadriglia Aeroplani “La Serenissima” - San Pelagio (PD) agosto 1918

Gli Ansaldo S.V.A. erano una famiglia di biplani da ricognizione e bombardamento italiani, sviluppati nella seconda fase della prima guerra mondiale. Protagonisti di diverse imprese, come il volo su Vienna con Gabriele D'Annunzio nel 1918 od il raid Roma-Tokyo di Arturo Ferrarin e Guido Masiero nel 1920, ottennero un discreto successo nell'esportazione, venendo utilizzati da 11 paesi, tra i quali Francia e Stati Uniti, e furono costruiti in circa 2 000 esemplari.

  

Lo S.V.A.5 fu la principale versione di serie prodotta durante il conflitto. Versione migliorata dello S.V.A.4 e capace di una maggiore autonomia, venne impiegata principalmente come ricognitore/bombardiere, ma anche come caccia di scorta per i trimotori Caproni (Ca.33, Ca.40, Ca.41, Ca.44 e Ca.45). L'armamento era di due mitragliatrici fisse anteriori e di due bombe da 25 kg ciascuna, montate sui fianchi della fusoliera. Il carico offensivo, modesto, era compensato dalla buona autonomia del velivolo, che consentiva profonde penetrazioni in territorio nemico.

  

I primi S.V.A. di serie andarono ad equipaggiare la 1a Sezione S.V.A. di Ponte San Pietro, venendo impiegato inizialmente con compiti di ricognizione. Aumentata la confidenza dei piloti nel velivolo iniziò ad esse impiegata anche nel ruolo di caccia. Con l'arrivo dello S.V.A.5 iniziò l'impiego anche come bombardiere. Il 28 febbraio 1918, un gruppo di quattro S.V.A, con ai comandi Palli, Orsini, Arrigoni e Palma di Cesnola, attaccò lo snodo ferroviario di Innsbruck. 3 aerei bombardarono (6 bombe da 25 kg) e mitragliarono l'obbiettivo, mentre il quarto velivolo, quello ai comandi di Palma di Cesnola, effettuava una ricognizione fotografica.

  

Il reparto più noto ad impiegare gli S.V.A. durante la prima guerra mondiale, fu l’87a Squadriglia “La Serenissima”, che già prima del Volo su Vienna del 9 agosto 1918 si era distinta per diverse missioni. Tra queste la ricognizione fotografica del lago di Costanza del 21 maggio, compiuta dai due S.V.A. di Ferrarin e Locatelli, e le missioni di scorta ai trimotori Caproni.

  

  

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Luca Z.

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