BUZZO MATTEO

BUZZO MATTEO

Mistel 2 - Kit Revell & Hasegawa - scala 1/32

Fin da piccolo, quando perdevo ore e ore sui libri dedicati ai profili aerei, rimanevo sempre affascinato alla vista di questo strano oggetto. Già non riuscivo a comprendere come un aereo potesse volare figuriamoci poi due attaccati. Il Mistel tedesco ("Vischio") era una strana combinazione fra un caccia (Bf.109 o Fw.190, aereo madre, praticamente l'aereo pilota che comandava l'intero sistema) e la bomba volante (uno Ju88 modificato, con una bomba ad alta penetrazione al posto della cabina). Appartenente a quella schiera di armi che dovevano rivoluzionare il corso della guerra nelle sue fasi finali fu progettato principalmente per l'abbattimento di ponti, affondamento di navi e distruzione di strutture pesantemente corazzate (la testa di guerra dello Ju.88 aveva un'immane potenza). Goffo e pericoloso nel volo, ottenne risultati militari limitati rimanendo però, per le sue strane fattezze, un appetibile soggetto da modellare. Costruito in più tipi (con relative versioni addestrative) fu prodotto in circa 250 esemplari di cui solo una decina documentati. Tutti i libri che approfondiscono l'argomento Mistel attestano che questi assetti erano dei veri e propri assemblati, costruiti riciclando aerei di provenienza diversa e spesso rattoppati (soprattutto gli 88, tanto dovevano essere distrutti). Quindi ci si trovava ad avere perfino aerei con mimetiche diverse disegnate sulla medesima fusoliera.

Il Kit

Io modello in scala 1/32 e pur dedicandomi ai soli jet era da anni che accarezzavo l'idea di riprodurre questo bestione nella mia scala preferita. Il problema era che, data la scala e la difficoltà, sul mercato non c'era una scatola definitiva dedicata. La soluzione la trovai a luglio 2013 quando incappai nel sito internet della AIMS Models, ditta inglese che produce conversioni (costose) in resina dedicate allo Ju.88 e ai Mistel. Nel giro di una settimana, e spendendo circa 150 euro, mi sono accaparrato la conversione più uno Ju.88A-1 della Revell in 32 (consigliato però l'A-4, nel proseguo spiegherò perché) e un Hasegawa Fw.190A-8 sempre in 32.

La conversione contiene tutti i pezzi per portare lo Ju.88A allo standard G modificando quindi i motori, la deriva e i tip alari. Contiene poi la componentistica in metallo bianco per la costruzione della struttura d'aggancio con il 190 e le decal (con cui si possono allestire più versioni del sistema d'arma).

 

 

 

La conversione NON contiene il "traliccio" che sostiene la coda del 190 che è stato acquistato a parte (un semplice tondino da 1,5 mm, leggermente fuori scala ma molto utile per sostenere il peso del 190). Consiglio, se affronterete la costruzione, di studiare a memoria le istruzioni della conversione (sono solo 2 paginette) perché non sono assolutamente perfette e funzionali alla costruzione. Imparando le istruzioni a memoria vi permetterà di ragionare in corso d'opera e perfezionare/alleggerire la gravosità della costruzione saltando/correggendo alcuni passaggi. L'esemplare riprodotto sulle istruzioni è un Mistel 2 con colorazione corretta di fine guerra ma non enfatizza l'idea di "aereo assemblato". Ho deciso quindi di ragionare di realizzare un Mistel avente un 190 residuato bellico ricondizionato e quindi ampiamente usurato nei colori e uno Ju.88G con un ala derivante da Nachtjager. La colorazione finale, quindi, avrebbe enfatizzato la caratteristica di aereo "Frankenstein".

Iniziamo la costruzione. Una volta staccato le resine dalle matarozze e pulito il tutto il primo grande problema è la costruzione dei motori. Costruita l'ala bisogna tagliare dalla plastica gli alloggiamenti dei motori Jumo, assemblare i BMW (3 enormi pezzi di resina ciascuno) e dopo una serie infinita di allineamenti e prove a secco incollare il tutto alla plastica (CONSIGLIO VIVAMENTE DI UTILIZZARE COLLE BICOMPONENTE A MEDIA ESSICAZIONE CHE VI PERMETTONO IL CORRETTO POSIZIONAMENTO DELLA RESINA SULLA PLASTICA). Montati i motori si continua con i prolungamenti delle ali, relativi alettoni e sistemazione degli impennaggi di coda.

  

Sistemate le ali la costruzione della bomba volante procede abbastanza spedita. Si monta la testata e la deriva.

  

E si giunge quindi al secondo problema: il dorso. La conversione ha un orribile pezzo in vacuuform su cui deve essere alloggiata l'antenna girevole caratteristica delle versioni dall'A-4 in poi (quindi anche i G). Ecco perché quindi è consigliato comprare un Revell A-4 e non A-1, perché contiene già il dorso modificato e la relativa antenna. Io invece, partendo da uno Ju88A-1 dovevo lavorare il vacuuform o ingegnarmi qualcos'altro. Come già detto il vacu era orribile e allora ho modificato il dorso in plastica dell'A-1. Ho stuccato la pannellatura quadrata presente al centro del dorso, ho inciso col cutter a compasso una pannellatura rotonda che fungesse da alloggiamento ed infine, con nero lucido e decal rubata da una scatola di He.219 ho riprodotto l'antenna rotativa. Terzo problema: costruzione del traliccio anteriore e sostegno posteriore. Anche qui, previa pulitura delle sbavature del metallo bianco e infiniti allineamenti si montano prima i sostegni principali laterali ed infine, con il mock del 190, si allinea il tutto aggiungendo i montanti centrali (FOTO 12-13).  

  

Qui ci vuole estrema pazienza e tanto tempo (ci ho messo 3 ore per concludere il tutto) e molto importante è l'utilizzo continuo del mock del 190 per allineare il tutto alla precisione. Stessa cosa vale per il sostegno posteriore. Bisogna forare la fusoliera dell'88 in perfetta corrispondenza alla coda del 190, forare la coda del 190 e tagliare il tondino alla lunghezza corretta per dare l'elevazione corretta al gruppo 88-190 (utilissimi i profili laterali che si possono facilmente ritrovare in internet). Il tondino deve essere lavorato preventivamente perché nella realtà il sostegno ha una sezione rettangolare alla base (e di diverso colore) e sul suo corpo scorrono i cablaggi elettrici che comandano lo sgancio (riprodotti con filo da pesca poi pitturato). Sempre sul tondino, in posizione adeguata in base al profilo, deve essere riprodotta (mediante lima a coda di castoro) una scanalatura che va a replicare la cerniera di chiusura del supporto (in fase di sgancio il supporto posteriore si piegava per facilitare l'uscita del 190).

Risolto questi 3 problemi avete praticamente finito quasi tutte le difficoltà di questa costruzione e la strada poi è in discesa.

  

Si monta il 190, si primerizza, preshading e colorazione.

  

  

  

  

  

  

I colori usati sono i classici RLM 74-75-76 per il 190, 76 con macchie e punti in 75 per l'88 e 70-71-65 per la testa di guerra. Come dicevo prima l'88 ha ricevuto un ala riciclata da uno Nachtjager quindi con mimetica diversa e fondo nero mentre la testata l'ho intesa come "factory fresh", con i colori dei primi 88.

Infine la parte più divertente, decal ed invecchiamento. L'invecchiamento, così come la colorazione, sono stati un punto centrale del progetto.

  

  

  

 

Le camo diverse dell'88 e la pesante usura del 190 hanno sottolineato l'insolito carattere di questo Mistel e la sua provenienza da aereo "riciclato". L'invecchiamento del 190 è stato effettuato chippando con alluminio e grigio l'intera struttura, insistendo sul bordo delle pannellature. Con una spugnetta e color argento poi ho “lavorato” le ali tramutando il 190 in un vero e proprio rottame. Il tutto è stato infine sigillato con i vari passaggi di trasparente, oli e sfumature col nero dato ad aerografo.

  

  

  

  

  

  

  

Che dire, un progetto corposo che ha comportato 6 mesi di lavoro, qualche idea giusta al momento giusto ed enorme pazienza nella lavorazione delle resine. Una conversione assolutamente non adatta ai neofiti. 

  

  

  

  

  

Buon modellismo a tutti e se vi servono altre info non esitate a chiedere. Ciao

Northrop F-5N Tiger II - kit Hasegawa - scala 1/32

U.S. Navy - VFC-111 "Sun Downers" (Fighter Squadron Composite 111)

In Top Gun interpretava il nemico, quel nero e splendidamente appuntito Mig-28 che molestava il mitico Gattone. Nella realtà il Mig-28 lasciava spazio all'F-5E Tiger II, un aerodinamicissimo aviogetto di pura caccia che, grazie alla sua semplice e risparmiosa manutenzione, ha trovato spazio nelle file delle "aviazioni povere" del blocco occidentale e, insieme all'A-4, ha cercato di controbilanciare le vendite esponenziali del concorrente sovietico, il mitico Mig-21. La vetustà del progetto ormai si fa sentire e nell'US Navy, seppur con avionica aggiornata, è relegato a ruolo di adversary (il "nemico" nelle simulazioni di combattimento aereo nelle scuole caccia) mentre il suo cugino T-38 svolge ancora la funzione di trainer per l'USAF.

Dopo aver fallito la realizzazione del F/A-18C Adversary in scala 1/32 sempre della Marina USA per problemi legati al primer avevo un "conto in sospeso" con gli aggressor USA, soprattutto volevo vedere se riuscivo a realizzare il famigerato "azzurro aggressor" che non è chippato da nessuna casa produttrice di colori per modellismo. Ho scelto questo esemplare

Il kit, l'unico a disposizione in 1/32, è il vecchio Hasegawa in positivo. Ho cercato di aggiornare il kit agli standard di oggi e quindi ho ripannellato il tutto tralasciando, per problemi di vista, la ri-rivettatura. Ho aggiornato, con un minimo di scratch, la cabina portandola allo standard F-5N

  

 

e ho proseguito con la realizzazione/dipintura del complesso sedile-canopy in quanto quest'ultimo non è infulcrato sulla carlinga ma, tramite un sistema pneumatico, direttamente sull'eiettabile (nel mio caso una referenza in resina della True Details)

Fatto questo ho stuccato il tutto usando, in base alla stuccatura da effettuare, tecniche diverse. Ho usato il semplice stucco Tamiya asportato/lisciato con del cottonfiok imbevuto col thinner Gunze per lacche (tecnica perfetta per le stuccature di fino e ad angolo), stucco verde Squadron carteggiato ed infine anche la colla Tamiya tappo arancione addensata con dello sprue fuso (praticamente plastica liquida, molto valida per le stuccature difficili dove si ha poco spazio per carteggiare ma abbastanza luce da chiudere).

Proseguendo ho primerizzato il tutto, ho tolto la polvere di primer con una carta 12000 e infine ho iniziato il preshading sui bordi di pannellatura e ho dato del bianco al centro delle pannellature stesse per cercare di dare una base più chiara alle superfici esposte al sole in zenitale (il risultato poi è stato minimo in quanto il grigio di base della mimetica è scuro, a differenza di quello F-4/Tomcat più chiaro).

E adesso la mia parte preferita, camo e decal! Le referenze TwoBobs, la ditta che produce le decal per il presente progetto, davano il grigio chiaro coerente con quello reale, il celeste come non chippato dalla Gunze e il grigio più scuro troppo chiaro e piatto rispetto a quello reale. Il celeste è stato realizzato con Gunze H323 schiarito col bianco mentre il grigio scuro con del greyish blu corretto con del nero e clear blue per scurirlo e nel contempo dargli una vena di blu/viola che si accosta molto al colore dell'aereo reale.

La mimetica è stata quindi lumeggiata, con i medesimi colori schiariti con del bianco, per attenuarne i contrasti, e ho decalizzato il tutto. Dopo una mano di lucido Gunze sono passato a dei lavaggi mirati e leggeri sulle pannellature e a degli effetti di colatura random su slat e flap. Infine, dopo aver ri-sigillato il tutto con l'opaco Puravest (secondo me il miglior opaco sul mercato), ho definitivamente concluso il modello cercando di realizzare delle leggere chip di pittura nuova con i colori di base.

  

 

  

Spero vi piaccia. Un saluto a tutti e buon modellismo

 

Grumman E-2C Hawkeye - kit Kinetic - scala 1/48

Squadron VAW-123 "The Screwtops" - USS Enterprise

Uno tra i velivoli più curiosi ed intriganti da costruire. Per l'occasione ho scelto il kit della Kinetic, ditta che da pochi anni opera nel settore del modellismo ma che sforna in continuazione delle opere d'arte.

Questo kit ne è la riprova...!!! A parte la miriadew di pezzi da assemblare, devo dire che il kit si monta pratcamente da solo. Le stuccature sono quasi inesistenti, e facendo un pò di attenzione quasi quasi si possono anche evitare. Le pannellature sono di ottima fattura, ed il kit si può montare sia con le ali aperte che ripiegate.

In tal senso ho voluto ricreare il velivolo del VAW-123 imbarcato a bordo della portaerei USS Enterprise, con ali ripiegate.....anche per una ragione di spazio.....nel mio "ponte di volo" a casa gli spazzi si stanno restringendo kit dopo kit....

Se dovessi trovare un difetto al kit direi che la cabina in acetato è un pò rognosetta da montare, creando alcuni problemi in fase di allineamento con il resto della carlinga.

Anche le dedcal sono ottime, anche se devo dire che non pochi problemucci mi hanno dato le decal a spirale del radar rotante.

Un kit che consiglio a tutti, facile, bello, pulito e soprattutto divertente nel montarlo.....

Buon Modellismo a tutti.....

IAI Kfir Shabtai 555 - kit Revell - scala 1/32

Partendo da un vecchio kit di Mirage V della Revell (datato 1983), e con l'aiuto di un buon set di conversione in resina, cercheremo di trasformarlo in uno stupendo caccia israeliano della IAI, meglio conosciuto Kfir.

Il kit è stato completamente ripannellato e tagliato per il 40%, asportato il tronco di coda originale per innestare la strike camera e un anello più corto di circa 1 cm, asportate dalle ali e dalla fusoliera (poi allargata) le baie dei carrelli e sostituite con quelle di resina, asportati gli slat originali e inseriti quelli a dente di cane, asportate completamente cabina e radome, modificata la deriva con innesto dello scoop, bucata la fusoliera per inserire 4 scoop, chiusi gli aerofreni con lo stucco in quanto verranno poi sostituiti da decal.

E ovviamente ho dovuto prendere a parte anche i missili, i Python 3, anche questi in resina. La cosa che mi ha colpito è la taglia, sono ben più grandi e grossi dei Sidewinder pari scala.

Finita la stuccatura di grosso e di fino, ho ripannellato quello che si era perso e ho montato le resine principali che danno le forme (airscoop, canard e piloni posteriori). Primerizzato il tutto con Mr.Surfacer 1200 dato ad aerografo, eliminato la granulosità dell'aggrappante con carta a grana finissima.....

siamo pronti per la mimetica..... Preshading....

Ho incollato i carrelli per non maneggiare tanto il modello nella posa del lucido e poi delle decal e ho infine provato a posticciare i serbatoi per avere una visione d'insieme dell'aereo e devo dire che mi sento realizzato.

Montaggio tettuccio con specchietti ed il gioco è fatto. Anche se il lavorò è stato tanto tra taglia, cuci e stucca, devo dire che alla fine il tutto è stato ripagato con un ottimo modello.....

Buon Modellismo a tutti.

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