Lockheed P-38J Lightning - Academy - 1/72

  24 Novembre 2012

Lockheed P-38J-10-LO Lightning - kit Academy - scala 1/72

55th Fighter Squadron del 20th Fighter Group / Inghilterra giugno 1944

Storia

Il Lockheed P-38J Lightning ("Fulmine" in inglese) era un caccia pesante bimotore statunitense a largo raggio d'azione, impiegato durante la seconda guerra mondiale dalla RAF e dagli Stati Uniti (AAC/AAF). Alla sua apparizione, nel 1939, era un aereo rivoluzionario, estremamente innovativo, grazie soprattutto alla fusoliera bitrave, ai due motori a V Allison con turbocompressori all’interno delle travi di coda e al carrello d’atterraggio a triciclo anteriore. Il pilota sedeva in un ampio abitacolo con ottima visibilità, ma la cabina di pilotaggio risultava torrida d'estate e gelida ovunque e in qualsiasi stagione ad alta quota. L'aereo era molto stabile grazie ai due motori che, girando in senso contrario, annullavano la tipica tendenza ad imbardare, tipica dei caccia ad elica monomotore. Ma i propulsori Allison erano delicati e scarsamente affidabili.

L'aereo volò alla fine degli anni trenta e un esemplare andò perduto perché in picchiata arrivò a superare gli 840 km/h, andando in un regime di compressibilità da alto numero di Mach per via della sua finezza, tale problema che comportava la perdita di efficacia dei comandi di volo fu riscontrato anche su altri velivoli (ad es. sul P-47). Nel 1939, sorvolò gli Stati Uniti da costa a costa, in appena 7 ore e 2 minuti con due sole soste per il rifornimento, una prestazione che a quei tempi aveva dell’incredibile. Il P-38 fu probabilmente il caccia più silenzioso della storia, dato che gli scarichi erano smorzati dai turbo della General Electric dei due motori Allison, e perdonava molti errori di pilotaggio ma la sua velocità di rollio era troppo bassa perché potesse eccellere come caccia da duelli aerei. Ne vennero prodotti, in totale, 9.942 esemplari. Curiosamente, questo moderno e potente caccia ad elica, divenne l'ultima vittima abbattuta da un biplano da caccia - un Fiat CR.42 - nella storia.

Recensione

Ottimo kit della Academy, in scala 1/72. All’interno possiamo trovare delle stampate ottimamente rifinite, con particolari ben evidenziati. La scatola fornisce la possibilità di realizzare due soggetti operanti nel teatro europeo. Il primo è un P-38J del 55th FS del 20th FG basato in Inghilterra nel giugno del 1944, il secondo un aereo del 392nd FS del 367th FG, nel corso del 1945.

Io andrò a realizzare il primo soggetto, un P-38J-10-LO Lightning (s/n 42-67916) pilotato dal Lt. Richard O. Loehnert, con livrea in Olive Drab (verde oliva) con le classiche fasce bianche/nere dello sbarco in Normandia.

Partendo dal posto di pilotaggio, devo dire che il tutto è molto ben definito, con due paratie laterali particolareggiate. Mi sono limitato ad aggiungere una paio di cavi di rame posteriormente al sedile dove ci sono gli apparati radio e le cinture nel seggiolino della Eduard precolorate e dedicate ai velivoli dell’USAAF. Gli interni sono comunque stati colorati in Interior Green Gunze (H58), e poi fatto un leggero lavaggio con olio “terra d’ombra bruciato”. Quindi un leggero drybrush sempre in “Interior Green” per risaltare le parti.

Poi sono passato ai vani carrelli, dove anche in questo caso vano aggiunti alcuni cavi all’interno, ma nel complesso sono abbastanza buoni anche da scatola. Gli interni dei carrelli sempre in “Interior Green” Gunze (H58) con lo stesso procedimento di lavaggio ad olio e drybrush.

Alla fine montiamo il tutto (fusoliera, ali e tronconi delle fusoliere). Dopo le dovute stuccature sono passato alla realizzazione delle “Invasion Streep”, le caratteristiche strisce bianco/nere colorate sui velivoli impiegati nel teatro della Francia del nord durante le fasi iniziali del.o sbarco in Normandia (giugno 1944). Per primo ho dato un bianco di fondo Gunze (H11) su ali e fusoliere, quindi con nastro Tamiya sono passato alla realizzazione delle mascherature. Le strisce sono di 9 mm, e quindi sono passato al nero Gunze (H12). La parte anteriore dei motori (con le ogive), invece, dopo il bianco di base hanno ricevuto un giallo Gunze (H329), caratteristico del velivolo in questione.

Al termine di questi passaggi ho praticamente mascherato tutto (Invasion Streep e il giallo dei motori) e sono passato alla parte posteriore.

Ho dato una prima mano di Neutral Gray della Gunze (H53), dopo di che schiarendo un po’ con un grigio più chiaro, do dato alcune passate per evidenziare le pannellature sotto.

Mascherato il tutto, sono passato alla parte superiore del velivolo. In questo caso ho usato un Olive Drab, sempre rigorosamente Gunze (H304), schiarito poi con un verde più chiaro (Gunze H312) per evidenziarne le pannellature interne.

Al termine di tutto ciò via tutto…..mascherature, nastro Tamiya e tutto quello che c’era sopra il velivolo. Il risultato sembra buono, anche se vanno fatte alcune correzioni sulle “invasion streep” e sul giallo dei motori, oltre a qualche ritocco qua e la con grigio e verde.

Passiamo al vano carrelli. Le gambe del carrello vanno dotate di cavetto per i freni e quindi rifinite. Gli interni del vano carrelli ricevono qualche cavo qua e la per le tubazioni idrauliche.

Via alla posa delle decal. Un foglio deal fornito dalla Academy molto ben dettagliato e fornito anche di diversi stencil. Sono molto fini e quindi dopo una passata di lucido e poi con l’opaco alla fine la resa dovrebbe essere ottima. Dopo le decal, come al solito una velatura di lucido Gunze.

Poi si passa all’invecchiamento. Le sporcature le effettuo con i gessetti, mentre le pannellature le ripasso con colori ad olio “Bruno di Van Dyck” molto diluito. Per i fumi degli scarichi ho usato prima i gessetti e poi uno Smoke Grey della Gunze (H95).

Alla fine per chiudere il tutto uso l’opaco della Gunze ed il modello è quasi praticamente terminato. Ultime rifiniture…..tettuccio aperto, fili delle antenne, vetrini per le luci di posizione in fusoliera, mitragliatrici sul muso, antenne ed il gioco è fatto.

 

Buon Modellismo a Tutti

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