General Dynamics F-16AM/BM Block 15 MLU - Revell - 1/72

  06 Gennaio 2015

General Dynamics F-16AM/BM Block 15 MLU Fighting Falcon - Kit Revell - Scala 1/72

"TIGER MEET 2009"

Breve storia

Impossibile non conoscere l’F-16, uno degli aerei più diffusi al mondo, e per me uno dei più affascinanti..e impossibile sintetizzare in poche righe la sua storia

L'F-16 Fighting Falcon è un aereo da combattimento multiruolo, monomotore, sviluppato originariamente dalla General Dynamics per l'aeronautica militare statunitense. Progettato come caccia leggero, successivamente evolse in un velivolo multiruolo. È stato selezionato dalle forze aeree di 25 nazioni. L'F-16 è il più grande progetto occidentale di aereo da combattimento con oltre 4 400 esemplari prodotti dall'inizio della sua produzione nel 1976. Anche se non è più acquistato dall'aeronautica statunitense, le versioni più recenti sono prodotte per il mercato estero.

Nel 1993 la General Dynamics vendette il dipartimento relativo alla costruzione di aerei alla Lockheed Corporation che in seguito divenne parte della Lockheed Martin dopo la fusione nel 1995 con la Martin Marietta.

È un aereo tattico multiruolo supersonico a singolo propulsore, progettato per essere un velivolo relativamente economico da impiegare per molti tipi di missione e mantenere la prontezza di intervento. È più piccolo e leggero dei suoi predecessori, ma impiega soluzioni aerodinamiche e sistemi avionici avanzati, tra cui il primo impiego di un sistema Fly-by-wire, per aumentare le performance nelle manovre. Molto agile, l'F-16 può raggiungere manovre a 9g e una velocità massima superiore a Mach 2.

È equipaggiato con un cannone da 20 mm M61 Vulcan, situato nell'ala sinistra, e i primi modelli potevano caricare fino a sei missili aria-aria a ricerca di calore AIM-9 Sidewinder, tra cui un singolo missile montato su un aggancio all'estremità di ogni ala. Alcuni varianti possono impiegare i missili aria-aria a guida radar AIM-7 Sparrow, mentre i modelli più recenti possono equipaggiare gli AIM-120 AMRAAM. Inoltre possono esser caricati altri tipi di missile aria-aria, un'ampia varietà di missili aria-terra, razzi o bombe, contromisure elettroniche, pod di navigazione, di identificazione del bersaglio o pod di armamento. Undici agganci sotto le ali e la fusoliera possono alloggiare dei serbatoi di carburante aggiuntivi.

Versione Mlu

Quando entrò in servizio, nel 1979, ci si aspettava una vita utile di circa vent’anni, ma si sa poi come vanno a finire le cose, quindi a partire dal 1991 e fino al 1997 si avviò la fase di aggiornamento di mezza vita, che comportò un miglioramento avionico/strutturale ed un allungamento delle ore di volo. Tra le nazioni partecipanti ci fu il Belgio, con uno degli aerei che viene presentato come soggetto dal sottoscritto.

Tigermeet

Le origini del Tiger Meet sono un po’ nebulose, ma sembra che tutto abbia avuto inizio con l’invito da parte dell’USAFE (United States Air Force Europe) 79th Tactical Fighter Squadron rivolto al 74° Squadron Royal Air Force di ritrovarsi insieme per qualche brindisi e scambio di saluti nel lontano 1960. Nel 1961 il meeting venne riproposto coinvolgendo anche i francesi dell’Escadron de Chasse 01.012. Nacquecosì la NATO Tiger Association.

Nel 1962 il tenente pilota Mike Dugan decise che tali meeting dovessero diventare qualcosa di più, e prese l’iniziativa d’inviare lettere a tutti gli Squadrons peri quali fu in grado di trovare gli indirizzi. Molte unità accettarono immediatamente, ma risposero al 79th TFS attraverso i canali ufficiali. Il Quartier Generale dell’USAFE reagì chiedendoal 79th TFS cosa diavolo stavano pensando di fare, ma il Wing Commander di Mike Dugan supportò l’iniziativa e convinse i suoi superiori della validità del NATO Tigers. All’inizio non tutto filò liscio, anzi si rischiò quasi un incidente diplomatico. All’epoca, infatti, nessun aeroplano militare tedesco poteva volare e atterrare in Inghilterra, ma gli americani non lo sapevano, perciò l’invito fu esteso anche agli Squadrons tedeschi. Immaginate la reazione dei media e della popolazione inglese quando furono avvistati nei cieli della Gran Bretagna aeroplani con le tipiche “ironcrosses” tedesche: il Primo Ministro inglese andò su tutte le furie e ci volle un’intera giornata per calmarlo e spiegargli cosa stava succedendo. Dopotutto l’iniziativa coinvolgeva la RAF e le altre forze NATO, perciò escludere la Germania sarebbe risultato molto difficile. L’avvio fu quindi un po’ burrascoso, poi tutto andò per il meglio. Fu deciso che tutti gli Squadrons dovessero avere l’emblema di una tigre nel lorocrest, e che i meeting dovessero avere una cadenza annuale. Nel 1962 vennero messi nero su bianco gli obiettivi dei meeting:

sviluppare la solidarietà tra i membri della NATO,creare e mantenere uno “spirito di corpo” e di sano “cameratismo” tra i membri partecipanti,scambiare esperienze e sviluppare una cooperazione in linea con gli scopi della NATO. Fin dal secondo evento ufficiale il Tiger Meet iniziò a evolvere in un’esercitazione aerea di alto livello, con i partecipanti impegnati a volare una serie di missioni combinate che coprono l’intero spettro delle operazioni militari: voli a bassa quota, rifornimento in volo, combattimento aereo, esercitazioni di tiro, ecc. Senza contare l’impagabile scambio di esperienze tra gli equipaggi delle varie Nazioni. E tutt’ora queste esercitazioni si susseguono, aumentando le competenze e le strategie, e anche la sana competizione tra i reparti, che si sfidano per le livree più belle, riempiendo di gioia gli occhi (e gli scaffali) dei modellisti.

Il modello

Il modello Revell si presenta nella consueta scatola blu apribile ai lati, cosa che personalmente ritengo scomoda, preferisco avere da subito una bella panoramica del modello già da quando apro la scatola.

  

  

Buona plastica, incisioni in negativo e di buonissima fattura, decals molto molto belle, poi posizionarle sarà un altro discorso.

Istruzioni chiare e ben dettagliate, peccato il solito problema del riferimento dei colori, ma facilmente ovviabile.

La costruzione procede liscia, poco stucco, utile per chiudere piccole fessurette sul raccordo presa d’aria/fusoliera e sul fissaggio delle antenne davanti al cockpit. Meglio aspettare di attaccare la coda, per posizionare meglio la grande decal.

Colorazione

La colorazione segue quella classica a due toni di grigio in uso all’aviazione belga con il medium grey FS36270 (Gunze H306) e il light grey FS36375 (Gunze H308).

  

  

Si sigilla con la future e ci si arma di molta pazienza per la posa delle decals…alcune di esse sono molto estese e molte fuori dall’acqua tendono a contorcersi e a deformarsi, conviene con molta cura tagliarle e poi ricomporle sul velivolo, facendo molta attenzione a non far vedere la zona del taglio; soprattutto la zona dei piani di coda risulta la più difficile per le asperità della superficie da ricoprire, stesso discorso per la zona attorno al cockpit. Una volta posizionate le lenz..le decals ho applicato abbondantemente del mark softer per ben farle aderire, ed il risultato è stato buono. Altra mano di future per sigillare il tutto e dare comunque al soggetto la giusta lucidità, dal momento che parliamo di uno “special” , lavaggi non necessari in quanto parliamo di un soggetto ampiamente pulito e quindi il falcon è pronto per far bella mostra di sé.

  

  

  

È stato un montaggio piacevole, qualche sospiro con le decals che è stato poi ampiamente gratificato dalla visione del modello finito, i “tiger meet” sono capolavori su ali!

Buon modellismo a tutti!

Kekko

 

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