SPAD S.XIII - Esci - 1/72

  15 Febbraio 2012

SPAD S.XIII - kit Esci - scala 1/72

Francesco Baracca - 91^ Squadriglia

Storia

Lo SPAD S.XIII era un caccia monoposto biplano prodotto dall'azienda francese Sociéte Pour l'Aviation et ses Dérivés, o più brevemente SPAD, negli anni dieci del XX Secolo.

Utilizzato durante la prima guerra mondiale, fu uno dei migliori velivoli del conflitto ed uno di quelli prodotti in maggior numero: 8 472 esemplari con ordini per altri 10 000 che vennero cancellati con l'armistizio.

Lo SPAD S.XIII era uno sviluppo del precedente S.VII e del meno riuscito S.XII. Sull'S.XIII vennero introdotte un gran numero di modifiche, tra cui un timone ed ali di maggiori dimensioni, atti a beneficiare di sostanziali miglioramenti aerodinamici. Il motore, il francospagnolo Hispano-Suiza 8Be 8 cilindri a V, grazie alla maggior potenza espressa di 223 CV (164 kW) garantiva un considerevole incremento delle prestazioni del velivolo. Il velivolo francese era più veloce dei pari ruolo britannico Sopwith Camel e del tedesco Fokker D.VII, ma la sua minore maneggevolezza lo rendeva piuttosto ostico nelle mani di piloti inesperti, in particolare durante le manovre di atterraggio, a causa della sue scarse caratteristiche di veleggiatore e della sua repentina entrata in stallo. Era invece ottima la sua solidità come le sue doti di picchiata.

L’Italia fu uno dei 16 Paesi che operarono con quest’aereo, pilotato da numerosi assi di tutte le nazioni. L’Italia tra i maggiori ebbe il famoso Francesco Baracca.

E’ proprio questo il modello che andremmo a realizzare.

Recensione modello

Il vecchio modello della Esci si presenta molto spartano. E’ praticamente privo di posto di pilotaggio, quindi dobbiamo ricavarlo ex novo. Le stampate in oltre presentano delle vistose sbavature da correggere e fastidiosissimi segni degli estrattori sulle ali. Quindi dobbiamo correggerli con della colla e poi carteggiare bene il tutto, in quanto sono in una posizione ben visibile. Altro passo sarà quello di abbassare i piani di coda e dare movimento al timone di coda.

Ho intenzione di riprodurre il velivolo del’asso italiano Francesco Baracca, sul suo SPAD XIII (codice S.2900) della 91^ Squadriglia.

Per il posto di pilotaggio ho usato un vecchio seggiolino in metallo bianco della Aeroclub, trovato tra vecchi pezzi “stoccati” in attesa di utilizzo… il pezzo e anche un seggiolino di aerei francesi della I^ GM, quindi cade a pennello. Gli spazzi sono molto ristretti e ho cercato di dare una forma pressoché decente a questo posto di pilotaggio che rimarrà pressoché invisibile. Per la colorazione degli interni ho usato colori Lifecolor come il bruno opaco (LC 17) e sabbia (UA 112).

Sono passato ai montanti delle ali, dettagliandoli con i tiranti interni. Quindi sono passato alla chiusura della fusoliera e al montaggio del carrello di atterraggio.

Il giorno seguente ho iniziato a colorare il modello. Sono partito dalla parte sotto con un grigio neutro della LifeColor (UA046). Mentre si asciugava sono passato a colorare i montanti e l’elica dando diverse mani di marrone dal più chiaro al più scuro, per poi passare a secco con un marrone LifeColor (LC 17) per l’effetto delle striature del legno.

Fatto ciò sono passato alla colorazione della mimetica a cinque toni tipica di questo periodo. I colori sono stati il verde scuro LifeColor (UA 051), verde oliva della Gunze (H303), marrone cioccolato della Humbrol (Matt 98), nocciola/sabbia della LifeColor (UA 112) e alla fine le macchie di nero create con i nuovi colori della Italeri acrilici..ho usato il “Gloss Black 4695AP”.

Dopo un quattro giorni di colorazione della mimetica, sono passato al fissaggio dell’ala superiore. Grosso modo non ci sono grandi problemi, l’unico inconveniente è che si vede eccessivamente la base dei montanti sull’ala inferiore e quella superiore.

Poi sono passato ai tiranti del velivolo…e sono davvero tanti. Ho usato lo sprue stirato, ed il lavoro è stato abbastanza lungo e tedioso.

Alla fine ho dato una mano di trasparente lucido della Gunze (H30) e un leggero lavaggio con un nero della Testor (Model Master opaco). Per quanto riguarda le decals, essendo un kit degli anni ’80, ho dato una mano di Liquid Deal Film (Microscale), passando poi alla messa a dimora. Mancavano le coccarde dell’ala superiore, ed ho dovuto riciclarle da un set della Tauro Model.

Invecchiamento di rifinitura con scarichi motore e quant’altro ed il gioco è fatto.

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