Articoli filtrati per data: Dicembre 2017

ANAKIN'S JEDI STARFIGHTER - kit Revell - Scala 1/58

Dal film STAR WARS - Revenge of the Sithö Episodio 3

 

Il modello della Revell è interessante dal punto di vista modellistico in quanto molto ben realizzato. Nessun punto di ritiro sulla plastica o problemi di altro tipo. Le quattro sprue contengono solo 21 pezzi, molto ben dettagliati e permettono un semplice lavoro di miglioramento (anche se non lo ritengo molto necessario).

La plastica utilizzata è buona, rigida e lavorabile perfettamente. Lo stampo Φ buono e coincidono perfettamente le due metα, di conseguenza sono molto pochi i baffi da togliere. I trasparenti sono di ottima fattura.

  

  

Le istruzioni sono molto chiare, un piccolo libretto di 12 fogli a colori con grandi figure.

Ogni figura spiega chiaramente la colorazione da seguire e alla fine una ottima figura riepilogativa spiega esattamente dove posizionare le decalcomanie presenti.

Se vogliamo trovare una pecca sul modello, bisogna ricercarla nella posizione delle decalcomanie. Purtroppo la posizione delle decals circolari è "incisa" sullo scafo pertanto è conveniente dipingerle anziché utilizzare quelle allegate. Un altro punto "debole" del modello è la congiunzione del vetro circolare anteriore con il resto della navicella. In questo punto viene richiesto l'utilizzo di un pò di stucco in quanto lascia un discreto spazio.

  

  

Un minimo di stucco è richiesto anche sulla linea di congiunzione tra la parte superiore e quella inferiore delle ali, ma è ben poca cosa

La colorazione esterna è minimale : grigio base e arancione (il mio è una mistura tra giallo e rosso fino al raggiungimento di una gradazione che mi ha soddisfatto) mentre gli interni, ben definiti nel complesso, sono una base grigia con dettagli rosso mattone e grigio scuro.

Le classiche ombreggiature e lumeggiature rendono molto gradevole il tutto.

  

  

In definitiva è un modello divertente da costruire e che, una volta terminato, fa la sua bella figura in vetrina.

Buon modellismo a tutti.

Mauro Scarpa

 

Suoercat Coyote - Kit Airfix - Scala 1/48

British Army - Afghanistan 2008

Il Jackal o MWMIK o meglio Mobility Weapon-Mounted è una famiglia di veicoli progettati e sviluppati dalla Supacat Ltd nella sua fabbrica di Honiton, nel Devon (Regno Unito) per essere utilizzati dalla British Army e dalla Royal Air Force Regiment. La Supercat, nel settembre del 2015 è stata rinominata SC Group, mantenendo comunque il marchio Supercat.

I(l ruolo primario del Supercat nella British Army, è la ricognizione in profondità, assalto veloce e supporto di fuoco sul campo di battaglia, nonché per la scorta dei convogli.

  

  

  

Il Coyote Tactical Support Vehicles è un veicolo basato sul telaio del Supercat HMT600 6x6 prodotto in circa 70 esemplari come unità media e trattore da artiglieria con diverse varianti di armamento, svolgendo il ruolo principale di veicolo tattico leggero.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Umberto Tagliapietra "Nonno Umbe"

Mikoyan Gurevich MiG-21RF - Kit Fujimi - Scala 1/72

46° Squadron della Egyptian Air Force durante gli anni ’70.

Bel kit della Fujimi, con dettagli minimi ma ben realizzati, con la possibilità di realizzare quattro velivoli, due egiziani, uno russo e uno polacco. Tre sono nella versione da ricognizione fotografica con pod ventrale, mentre uno può essere realizzato nella versione MF, appartenente al 26° Squadron della Egyptian Air Force. Andremo a realizzare la versione “Recce” delle forze aeree egiziane.

  

Gli interni sono sufficientemente dettagliati, anche se non esatti. Il tutto riceve una colorazione interna tipica dei velivoli sovietici con un verde smeraldo attenuato con dell’azzurro (verde H46 e un 20% di azzurro H25). La chiusura della fusoliera avviene senza alcun problema, tranne per il raddome superiore, che presenta una malformazione di stampa, dovendo far ricorso di una bella dose di stucco per portare alla pari tutto con la fusoliera. Gli interni del vano carrelli sono in grigio medio.

  

  

Il sotto del velivolo riceve una colorazione azzurrina con del H 314 e H 25 (rispettivamente 90% e 10%).

Per la colorazione superiore, il velivolo ha ricevuto una colorazione a tre tonalità (sabbia. Verde medio e Verde scuro). Per i sabbia ho usato una base di H310+H44 (dose al 50-50) ripassando poi le pannellature con H44 . Il verde medio con un H302+H303 (anche qui dose al 50-50) per poi ripassare la maggior parte della camo in H303. Mentre per il verde scuro ho usato lo H78.

  

  

Dopo la posa delle decal, ho dato i consueti lavaggi con prodotti AK paneliner e una volta chiuso il tutto con un trasparente lucido, ho passato una velatura con filtro True-Eart “Light & Fading 2”. E’ la prima volta che adopero questo prodotto, e tutto sommato non è malvagio, anche se credo sia più efficace se dato su una superficie opaca e  non lucida.

  

  

  

Alla fine sono stati montati i carrelli e tutti i piccoli particolari accessori al modello, nonché il pod fotografico.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Carro Medio M13/40 - Kit Zvezda - Scala 1/35

Preda bellica australiana - Africa Settentrionale 1942

 
L'M13/40 è stato un carro armato medio italiano durante la seconda guerra mondiale, il maggiormente prodotto ed utilizzato dal Regio Esercito assieme alle versioni successive M14/41 e M15/42. L'M13/40 è stato anche il primo blindato italiano a rappresentare una reale minaccia contro i carri avversari, operando soprattutto contro i britannici sul fronte dell'Africa settentrionale.
 
  
 
La progettazione di questo carro medio iniziò da parte della FIAT-Ansaldo nel 1937 e l'anno seguente venne realizzato il primo prototipo. Basato sul precedente carro medio M11/39, ne differiva in molti aspetti, tra i quali i più vistosi erano il tipo e la disposizione dell'armamento. Nel nuovo mezzo la dotazione offensiva primaria, un cannone da 47 mm L/32, era montata in una torretta girevole a forma di ferro di cavallo e non in casamatta, soluzione quest'ultima che nel suo predecessore riduceva notevolmente l'efficacia dell'arma. Come armamento secondario disponeva di 4 mitragliatrici da 8 mm: una coassiale al cannone, due in casamatta ed una opzionale con funzione antiaerea, installabile su un apposito supporto alla sommità della torretta. Una simile arma, assai interessante per un progetto di inizio guerra, rappresentava uno dei primi tentativi di fornire ai carri armati una propria difesa contro attacchi aerei a bassa quota; accorgimenti di questo tipo, sebbene pare fossero provvisori, erano già stati utilizzati sui T-26 repubblicani impiegati nella guerra civile spagnola.
 
  
 
Nel dicembre del 1939 tutta la produzione italiana di carri medi venne concentrata sull'M13-40 chiudendo la linea di assemblaggio degli M11/39, rivelatisi piuttosto fallimentari.
Nel 1941 venne realizzata una nuova versione dotata di un più potente e affidabile motore, uno dei punti deboli del veicolo; denominata M14/41, ne venne ricavato il semovente 75/18, che a dispetto del nome fu intensamente impiegato come cacciacarri. Tale veicolo è considerato come il miglior corazzato italiano impiegato durante la seconda guerra mondiale.
 
  
 
  
 
Buon modellismo a Tutti
 
Moreno Gandini "Gandi"
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