Articoli filtrati per data: Giugno 2017

Caproni Ca.310 Libeccio - kit Azur - scala 1/72

Caproni Ca.310 Libeccio della 9^ Escuadrilla del Grupo 18 basato a San Joaquin nel 1939.

Kit della Azur, con diversi pezzi in resina e in fotoincisione. Direi nel complesso un bel modello anche se impegnativo data la complessità di assemblaggio del tutto e la difficoltà di far combaciare perfettamente tutti i pezzi ,soprattutto il muso del motore (totalmente vetrato), le NACA del motore, torretta dorsale e altri piccoli assemblaggi.

Il kit permette di realizzare due versioni di Libeccio della Guerra Civile Spagnola e due della Regia Aeronautica (uno nel 1939 e uno durante le prime fasi della II^ G.M.).

Andremo a realizzare il modello operante nella Guerra Civile Spagnola con codice “18-11”, e per la sua colorazione ho deciso di riprodurre le insegne di nazionalità colorandole evitando di usare le decal, e quindi dare una resa migliore al kit.

  

  

  

Partendo dagli interni, il velivolo risulta un po’ spoglio, ma poi alla fine andremo a chiudere tutto e quindi non si vedrà un granché all’interno. Ci sono diverse parti in fotoincisione nella plancia comandi che valorizzano i posti di pilotaggio, ma il resto degli interni sono inesistenti.

La chiusura della fusoliera risulta molto buona e tutto combacia perfettamente. Il problema principale lo abbiamo con il muso del Libeccio, il quale è totalmente vetrato e non combacia perfettamente con il resto della fusoliera, Bisogna procedere con cautela nel carteggiare e stuccare per far combaciare il tutto, compreso il vetro del posto di pilotaggio, per non perdere il dettaglio inciso nella plastica. Alla fine il tutto va al suo posto. Altro problema sono i motori in resina con le NACA degli stessi….non è semplice far coincidere il tutto e ci vuole molta pazienza e qualche piccolo ingegno per chiudere il tutto nel migliore dei modi.

  

  

  

Molto tempo si passa a mascherare i vetrini e la torretta dorsale, ma alla fine le fatiche saranno ricompensate. Molto ben dettagliato il carrello con fotoincisioni molto belle.

Ho deciso di rifare ad aerografo le croci di “Sant’Andrea” sulle ali e in coda, oltre a tutto il piano di coda bianco e alle fasce nere sotto le ali.

  

  

  

  

  

  

Poi sono passato alla colorazione, sotto ho usato il grigio mimetico (Gunze H317), poi sopra ho dato un paio di mani di giallo mimetico 4 (Gunze H71) e quindi sono passato alla mimetica con un reticolo in verde mimetico 3 (Gunze H303) con piccole macchie sparse in marrone mimetico 53193 (Gunze H37). Infatti, contrariamente a come molti sostengono, a mio avviso gli aerei portavano una livrea a tre tonalità, dato che la Caproni inserì quella a due tonalità solo verso la fine del 1941.

  

  

  

Tolte tutte le mascherature, sono andato ad aggiungere le decal che rimanevano (e devo dire che sono proprio delle ottime decal) ed in fine i tiranti. Un paio di mani di trasparente opaco ed il gioco è fatto.

  

  

  

  

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto "Cima" Cimarosti

 

Sukhoi Su-22 "Fitter J" - Kit Academy - scala 1/144

Magyar Légierő

Il Sukhoi Su-22 altro non è che il velivolo da esportazione del Sukhoi Su-17 "Fitter".

  

  

Il Sukhoi Su-17, (in russo Сухого Су-17, nome in codice NATO da "Fitter B" a "Fitter K" a seconda delle varianti/versioni) era un cacciabombardiere monomotore a getto ad ala a geometria variabile progettato dall'OKB 51 diretto da Pavel Osipovič Suchoj e sviluppato in Unione Sovietica negli anni sessanta.
Impiegato negli anni successivi principalmente dalla Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'aeronautica militare dell'Unione Sovietica, e da molte forze aeree delle nazioni del Patto di Varsavia (come in questo caso dall'Ungheria p meglio la Magyal Légiero) e filosovietiche era il modello derivato dal precedente Su-7 con la trasformazione dell'ala da freccia semplice ad una dotata di semiali esterne ad angolazione variabile, che hanno considerevolmente migliorato le prestazioni a bassa velocità ed il carico utile trasportabile.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Zampieri "Zampy" Luca

North American T-6G Texan - Kit Heller - scala 1/72

E.A.L.A. 13/72 in Algeria nel 1957

Vecchio stampo della Heller in plastica bianca molto rigida, con dettaglio interno molto spartano, come del resto tutti i modelli degli anni ’70. Il kit presenta due possibilità di realizzazione, una francese (la E.A.L.A. 13/72 operante in Algeria nel 1957) e una dell'Aeronautica del Gabon (Guardia Presidenziale basata in Gabon nel 1976).

  

  

Tutto il kit si presenta in positivo, quindi bisogna compiere (per chi volesse perdere un po di tempo) tutto un lavoro di re incisione delle pannellature e rifacimento di un minimo di interni.

Dopo un po’ di rifacimento interno, una mano di verde anticorrosione, nero per i pannelli e altri color per i vari pulsanti, un leggero lavaggio con grigio scuro e poi possiamo chiudere la cabina di fusoliera.

  

  

  

La fusoliera tutto sommato non presenta grossi problemi, e anche le ali si inseriscono bene.

Inizialmente ho fatto un preshading di nero, ma tale scelta si è rivelata un grosso problema, dato che con il giallo, il preshading rimaneva sempre molto in rilievo; sarebbe meglio evitare di farlo e dare il giallo direttamente sul velivolo. Comunque dopo il quarto passaggio il nero sottostante andava a spegnersi, ma il velivolo risultava di un giallo troppo acceso (ho usato il Gunze H34). Per tale motivo ho mescolato in dosi da 50%, il giallo H34 e un giallo crema sempre Gunze H329. Dopo un paio di passate leggere il tutto era più omogeneo ma ancora troppo “brillante”. Per tale motivo ho dato un altro paio di mani di Giallo Crema H329 da rendere il velivolo più conforme al colore impiegato per questi velivoli.

  

  

  

  

Il tricolore francese nel timone di coda è stato realizzato a mano con colori gunze.

Dopo una mano di lucido, sono passato ala posa della “bocca di squalo”, dove l’età della decal non ha dato scampo, rompendosi in più punti. Do dovuto colorare l’interno della bocca di nero e così ho ripreso un po’ tutto la bocca a pennello.

Colorate anche le parti di nero del muso e delle ali, do posato il restante delle decal, che tutto sommato (a differenza della “shark moth”) hanno risposto bene alla posa.

Un paio di mani di lucido Gunze e via con il lavaggio, ultimi dettagli e altro paio di mani di trasparente, questa volta opaco per chiudere il tutto.

  

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Cimarosti "Cima" Roberto

M3A2 Bradley - Kit Dragon - Scala 1/144

Iraq 2002

 
Il Bradley AFV venne progettato essenzialmente per contrastare il BMP-1 sovietico ed essere utilizzato sia come trasporto truppe (APC) che caccia-carri (tank-hunter). In particolare, fu disegnato per supportare il nuovo carro M1 Abrams, dal momento che il vecchio trasporto truppe M113 non era abbastanza veloce. Il risultato è un veicolo con ottime caratteristiche nel fuoristrada. Il materiale principale della costruzione è l'alluminio. La scelta di questo materiale ha causato delle critiche. Infatti, la corazza di alluminio tende a vaporizzarsi se colpita da proiettili HEAT. Ulteriore motivo di critiche è stata la grande riserva di munizioni portata a bordo. Nonostante questi due fattori sembrino rendere poco sicuro il Bradley, l'utilizzo sul campo non ha creato grossi problemi. Comunque si deve notare che, per ora, non è mai stato utilizzato in condizione di forte contrasto da mezzi corazzati.
L'armamento principale dell'M2 è il cannone da 25 mm, che può sparare fino a 200 colpi al minuto ed ha una portata utile di 2500 m. I due lanciamissili TOW gemellati sono in grado di distruggere un carro armato fino a 3750 m. Il Bradley monta anche una mitragliatrice coassiale M240C da 7,62 mm, fissata a destra del cannone principale da 25 mm e utilizzata dal capocarro.
Il modello base è stato ampiamente modificato. Il suo telaio è la base per l'M270 Multiple Launch Rocket System, un posto di comando mobile e un veicolo anti-aereo (M6 "Linebacker"). Il sistema di sospensioni è inoltre stato usato su versioni avanzate di un Amphibious Assault Vehicle dei Marines.
 
  
 
  
 
M2A2/M3A2
Presentata nel 1988, la versione A2 montava un motore migliorato dal 600 cavalli (447 kW) con trasmissione automatica e una corazza migliorata, con la possibilità di montare una corazza reattiva. Il sistema di stoccaggio delle munizioni è stato riorganizzato e sono state aggiunte delle protezioni anti-schegge. Il modello M2A2 è abilitato ad essere trasportato da un Boeing C-17 Globemaster III, Qualsiasi M2A2 può essere modificato in M2A2 ODS o M2A3 standard.
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
 
Zampieri "Zampy" Luca
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