Articoli filtrati per data: Dicembre 2020

German 12,8 cm Kanone 43 bzw.44 (Krupp) - Kit Trumpeter - Scala 1/35

Fronte orientale autunno 1944

Il 12,8 cm Panzerabwehrkanone 44, abbreviato in 12,8 PaK 44, era un cannone controcarri pesante tedesco della seconda guerra mondiale.
l calibro da 128 millimetri fu scelto grazie alla disponibilità delle attrezzature impiegate per la produzione di cannoni navali in tale calibro. La progettazione fu assegnata alla Rheinmetall-Borsig e dalla Krupp. I primi prototipi furono consegnati per le prove alla fine del 1944. Il progetto della Rheinmetall era un derivato del cannone contraereo 12,8 cm FlaK 40, mentre la Krupp decise di progettare un'arma completamente nuova. Dopo i test iniziali il progetto Rheinmetall venne abbandonato e continuò lo sviluppo del solo modello Krupp, che entrò in produzione nel 1944. Tuttavia la Wehrmacht si rese presto conto che un cannone anticarro trainato del peso di 10 tonnellate era ingestibile e la produzione venne quindi interrotta.
Circa 50 bocche da fuoco furono utilizzate su affusti esistenti. Le armi che utilizzavano l'affusto GPF-T di preda bellica francese furono designati K 81/1, mentre quelle su affusto ex-russo erano i K 81/2. Entrambi i modelli erano trainati e troppo pesanti ed ingombranti per essere rapidamente schierati.

  

  

Nel 1943 si rese necessario un cannone pesante per armare il cacciacarri pesante Jagdtiger. Il PaK 44 finì per diventare l'armamento principale standard del cacciacarri pesante, oltre ad essere la prevista arma principale per la maggior parte dei futuri modelli di carro pesante in fase di sviluppo durante i mesi finali della seconda guerra mondiale, come il Panzer VIII Maus ed il Panzer E-100.
L'arma anticarro trainata e quelle installate sui carri subirono numerosi cambi di denominazione. Erano conosciute indifferentemente come K 44, PaK 44, K 81, PaK 80 e PjK 80.
I tedeschi indicavano i prototipi provvisoriamente con il numero 8 seguito da una seconda cifra. Quindi K 81, PaK 80 e PjK 80 sono da considerarsi nomi provvisori. Quando il pezzo fu accettato in servizio, furono adottate le denominazioni definitive K 44 e PaK 44: i due pezzi erano identici e differivano soltanto per l'impiego operativo.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Paolo Baldoin "Paul Steiner"

Messerschmitt Me.262B-1a/U1 Nachjäger - Kit Italeri - Scala 1/48

Rot “11” W.Nr. 1110494, pilotato dal Lt. Herbert Altner, in forza al 10./NachtJägdGeschwader 11 a difesa del Reich, nell’aprile del 1945.

 
Il Messerschmitt Me 262 era un aereo militare multiruolo a reazione, bimotore turbogetto e monoplano ad ala bassa e a freccia, sviluppato dall'azienda aeronautica tedesca Messerschmitt AG negli anni quaranta. Impiegato dalla Luftwaffe, l'aeronautica militare dell'allora Germania nazista durante le fasi finali della seconda guerra mondiale, detiene il primato di essere stato il primo caccia della storia con motore a getto ad entrare in servizio operativo e il primo caccia bireattore. Le versioni principali erano da caccia, soprannominata "Schwalbe", in tedesco rondine, bombardiere soprannominata "Sturmvogel", uccello delle tempeste e da addestramento biposto.
 
  
 
  
 
È considerato l'aereo più avanzato utilizzato dai tedeschi, precursore anche dei jet da combattimento realizzati nell'Unione Sovietica nell'immediato dopoguerra. Confrontato con i caccia in dotazione agli alleati in quel periodo, compreso il Gloster Meteor che sarebbe entrato in servizio di lì a poco, il jet tedesco si rivelava più veloce e più potentemente armato. Ma numerosi problemi di messa a punto ne ritardarono l'entrata in servizio e i problemi tecnici di cui soffriva permisero di renderne operativo un numero di esemplari troppo limitato per poter influenzare le sorti della guerra aerea in Europa. Tuttavia, a differenza degli aerei a reazione degli alleati, che furono usati limitatamente in servizio operativo e senza scontrarsi con i velivoli nemici, i Me 262 abbatterono oltre 700 aerei, tra bombardieri e caccia.
Derivato dal Messerschmitt Me 262 A , la versione B-1a/U1 venne sviluppata per realizzare un caccia notturno a reazione destinato ad arginare, nell’ultima fase del secondo conflitto mondiale, le numerose incursioni di bombardieri alleati sul cielo della Germania. Equipaggiato con le caratteristiche antenne a traliccio sul muso del sistema Neptun, si caratterizzava per la fusoliera biposto che ospitava il pilota e l’operatore radar. Era spinto, come la versione monoposto Me 262 A, da due motori a propulsione jet Junker Jumo 004-B che lo portavano ad una velocità record, per gli anni ’40, di 870 Km/h a 6.000 metri di quota rendendolo di fatto più veloce di circa 150 Km/h di qualsiasi caccia alleato con motore a pistoni. Pesantemente armato con 4 cannoni MK 108 da 30 mm montati sul muso, giunse ai reparti operativi troppo tardi ed in pochi esemplari ma ottenne rapidamente un buon numero di vittorie sugli aerei alleati.
 
  
 
  
 
Buon Modellismo
Umbero Tagliapietra "Nonno Umbe"

McDonnell Douglas AV-8B Harrier II - Kit - Scala 1/144

1° Gruppo Aereo "Lupi" della Marina Militare Italiana durante il 2003

McDonnell Douglas AV-8B Harrier II è una famiglia di aerei monomotori a getto da attacco al suolo appartenenti alla seconda generazione di aerei a decollo corto e atterraggio verticale o STOVL, sviluppati e prodotti dalla Boeing/BAE Systems a partire dagli anni novanta sulla base del progetto di generazione precedente messo a punto dalla British Aerospace negli anni ottanta.

  

  

 

Nel febbraio del 1995, la componente STOVL imbarcata sulla portaerei Garibaldi ebbe il suo primo impegno operativo reale: la partecipazione all'operazione "United Shield" in Somalia. Tre AV-8B Plus compirono numerose missioni di ricognizione e supporto allo sbarco anfibio dei Marines Americani e del Reggimento San Marco. Il 28 giugno 1996 il Gruppo Aerei Imbarcati ricevette la bandiera di guerra donatale dall'Associazione nazionale marinai d'Italia di Andria. Da marzo a giugno del 1997 il gruppo partecipava all'operazione Alba Neo (Albania Non Combat Evacuation Operation) con velivoli armati che giornalmente decollavano su scramble dalla base aerea di Grottaglie. Da aprile a giugno 1999, i Lupi della componente STOVL imbarcata sulla portaeromobili Garibaldi impiegavano per la prima volta gli armamenti in dotazione partecipando all'intervento NATO in Kosovo nel corso dell'operazione multinazionale Allied Force. Da novembre 2001 a marzo 2002 il Gruppo partecipava all'operazione multinazionale Enduring Freedom decollando dalla Garibaldi dislocata nell'oceano Indiano. I Wolves effettuavano un totale di 800 ore di volo in missioni di combattimento. Da agosto a ottobre 2006, il Gruppo partecipava all'operazione Leonte in Libano, effettuando missioni di ricognizione sul traffico mercantile da e per le coste libanesi.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

Carro M10 Wolverine - Kit Tamiya - Scala 1/35

Divisione Ariete dell'Esercito Italiano nel 1952

L'esordio in combattimento del carro avvenne durante la campagna del Nord Africa. Il mezzo si dimostrò in grado, con il suo cannone da 76 mm, di affrontare con successo i vari mezzi tedeschi e italiani presenti sul campo.Fu durante la campagna che seguì lo sbarco in Normandia, campo di battaglia nel quale erano presenti in numero rilevante i carri tedeschi più moderni, che il carro inizierà a mostrare i suoi limiti. Per la fine del 1944 si cominciò a sostituirlo con il più potente M36 Jackson. In ogni caso il mezzo rimase in servizio fino alla fine della guerra in Europa.

  

  

Nel Pacifico l'U.S. Army impiegò l'M10 nel più tradizionale compito di supporto alla fanteria. In questa situazione però la torretta aperta rendeva questi mezzi particolarmente vulnerabili agli attacchi ravvicinati della fanteria giapponese. All'Armata Rossa furono forniti 54 M10 ma non si conoscono dati sul loro impiego. 

Un M10 della Francia libera, con equipaggio composto da marinai, distrusse un Panzer V Panther a Place della Concorde durante la liberazione di Parigi. Dopo la guerra l'Esercito Italiano fu equipaggiato con M10 per un certo periodo.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Gianluca Pavanetto "Pava"

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