Volkswagen "Beetle" - Revell - 1/24

  20 Giugno 2014

Volkswagen “Beetle”cabriolet 1970 – Kit Revell  - scala 1/24

"Maggiolino"

Storia

La Volkswagen Typ 1, meglio conosciuta come Maggiolino in Italia è un'automobile compatta prodotta dalla Volkswagen dal 1938 al 2003, è sicuramente l'automobile tedesca più conosciuta al mondo, assurgendo a simbolo della rinascita industriale tedesca nel secondo dopoguerra, nonché il primo modello Volkswagen in assoluto, detiene attualmente il record di auto più longeva del mondo, essendo stata prodotta ininterrottamente per sessantacinque anni. Inoltre, ha detenuto a lungo il primato di auto più venduta al mondo, con 21.529.464 esemplari.

La sua produzione ha inizio per scelta di Adolf Hitler, che in un discorso del 1934 annunciò la sua scelta di mettere in commercio un'auto per tutti, convinto che l'automobile non dovesse essere un privilegio. In quegli anni le automobili, almeno in Europa, non avevano prezzi accessibili al cittadino medio. D'altro canto lo sviluppo della motorizzazione di massa avrebbe permesso alla Germania una maggiore flessibilità per il posizionamento delle fabbriche nei confronti dei quartieri residenziali.

I progettisti interpellati furono Ferdinand Porsche e Jakob Werlin della Mercedes-Benz. Vinse il progetto del primo, che ebbe il compito di realizzare un'auto con le seguenti caratteristiche, fornite da Adolf Hitler stesso, soprattutto in funzione di viaggiare comodamente sulle prime autostrade: capacità di trasportare 5 persone o tre soldati e un mitragliatore, viaggiare oltre i 100 km/h consumando in media 7 litri per 100 km e non avere un prezzo superiore ai 1000 Reichsmark. Per fare un esempio, un operaio guadagnava in media 130 Reichsmark al mese (ma i meno abbienti erano stipendiati con circa 110 Reichsmark al mese, con ben poche possibilità di risparmio). In realtà, Ferdinand Porsche aveva in mente un progetto simile già dal 1929, quando aveva proposto la sua idea alla Mercedes-Benz prima, e alla Zündapp, produttrice di motociclette, in seguito. Nel 1932, con la Zündapp, Porsche aveva sviluppato tre prototipi marcianti di un modello denominato Porsche Typ 12, detto anche "Auto für Jedermann" ("Auto per tutti"), con motore radiale a cinque cilindri raffreddato ad acqua (scelto dall'azienda), e nel 1935 due prototipi di Porsche Typ 60, con motore boxer a quattro cilindri raffreddato ad aria. Nessuno dei prototipi andò in produzione.

Nel 1936, vennero allestiti i primi tre prototipi (due berline ed una cabriolet). Hitler ordinò allora di realizzare in Germania quello che fino ad allora era accaduto solo negli Stati Uniti: la penetrazione della motorizzazione privata in tutti gli strati sociali.

L'automobile venne inizialmente nominata KdF-Wagen, Kraft durch Freude Wagen, ovvero "auto della Forza attraverso la Gioia", dal nome dell'ente dopolavoro/ricreativo di stato. Porsche tentò di opporsi a tale nome, ma la scelta era indiscutibile. La messa in atto, il finanziamento e l'organizzazione della motorizzazione di massa vennero nel Reich affidate alla KdF, l'istituzione pubblica che offriva a prezzi popolari vacanze, spettacoli e divertimenti in genere. I colossali investimenti necessari alla enorme capacità produttiva richiesta alla fabbrica, uniti al fatto che il prezzo alla vendita previsto per l'auto non garantiva alcun ritorno all'industria privata, costituivano un problema di difficile soluzione: per rispettare la promessa propagandistica, si decise che i lavoratori stessi si sarebbero accollati i costi dell'operazione. Ai lavoratori tedeschi venne quindi proposto uno schema di accantonamento che prevedeva una quota settimanale, da devolvere per aver in seguito diritto all'auto di famiglia: le enormi somme anticipate dalle schiere di lavoratori (convinti dal promesso prezzo allettante) permisero la realizzazione del grande complesso produttivo Volkswagen (in tedesco "auto-del-popolo") nei pressi del castello di Wolfsburg.

Questo primo modello, caratterizzato dal piccolo lunotto posteriore separato in due parti, è noto in Italia come "due vetrini". Inoltre l'auto veniva semplicemente chiamata Volkswagen, essendo l'unica vettura destinata alle vendite. Infatti il nome "Maggiolino" non le è stato attribuito sin dall'inizio. In azienda era identificata come "Type 1". Solamente nel 1967 in una brochure pubblicitaria fu definita per la prima volta "Der Käfer" (il Maggiolino).

La Volkswagen debuttò al Salone di Berlino nel 1939, riscuotendo un grande successo. Ma, nello stesso anno, l'inizio della seconda guerra mondiale portò a convertire la Volkswagen per la produzione bellica.

Il modello

Quanta storia ci sarebbe da raccontare su questa splendida macchina…mi sono soffermato sugli albori, sulla sua nascita perché risulterei lungo nel discorrere…ma per chi come me è cresciuto a pane e “Maggiolino tutto matto”, era d’obbligo costruire un modello celebrativo..e l’occasione mi è sorta poiché il prossimo 20 settembre sarà un maggiolino così a portare il sottoscritto e la sua fidanzata all’altare! Ho comprato il modello e mi sono messo subito all’opera! Ottime stampate, ruote in vinile, decals per parecchi esemplari e fine stampata in plastica cromata, istruzioni chiare; vi è la possibilità di costruire un modello “inglese” con tutti i relativi pezzi ed istruzioni per la guida anglosassone.

  

Il modello si monta davvero facilmente e con divertimento, è ben dettagliato se si vuole lasciare il vano motore aperto, per il cofano bagagliera davanti c’è qualcosina in più da fare, ma tanto lo farò chiuso.....

  

Si può fare sia il modello cabrio oppure vi è la possibilità di montarlo col tettuccio montato, a discrezione.

L’ho montato direttamente da scatola, senza ulteriori dettagli, i pezzi combaciano perfettamente e non serve assolutamente lo stucco, i meccanismi ben studiati permettono la sterzatura delle ruote.

La colorazione è a totale discrezione di chi monta il modello, io ho scelto lo sky blue H25 della Gunze perché è quello dell’auto che volevo rappresentare, ho dato tre mani con diluizione 50/50, dopodichè ho passato la future, decalizzato e chiuso il tutto ancora con la future.

  

  

Ho voluto aggiungere un piccolo tocco nuziale recuperando due nastrini da una vecchia bomboniera, anche per coprire il piccolo segno dell’estrattore sul paraurti cromato, poiché si notava nell’assieme.

Ottimo modello e molto rilassante, chissà non mi venga voglia di costruire il pullmino al più presto!

  

  

Buon modellismo a tutti!

Kekko.

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