Carro Medio M 13/40 - Zvezda - 1/35

  22 Ottobre 2012

Carro Medio M13-40 - kit Zvezda - scala 1/35

Divisione Ariete - Africa Settentrionale estate 1942

 L'M13/40 è stato un carro armato medio italiano durante la seconda guerra mondiale, il maggiormente prodotto (710 esemplari) ed utilizzato dal Regio Esercito assieme alle versioni successive M14/41 e M15/42. L'M13/40 è stato anche il primo blindato italiano a rappresentare una media minaccia contro i carri avversari, operando soprattutto contro i britannici sul fronte dell'Africa settentrionale.

foto postata a scopo di discussione modellistica

La progettazione iniziò da parte della Fiat-Ansaldo nel 1937 e l'anno seguente venne realizzato il primo prototipo. Basato sul precedente carro medio M11/39, ne differiva in molti aspetti, tra i quali i più vistosi erano il tipo e la disposizione dell'armamento.

Nel nuovo mezzo la dotazione offensiva primaria, un cannone da 47 mm L/32, era montata in una torretta girevole a forma di ferro di cavallo e non in casamatta, soluzione quest'ultima che nel suo predecessore riduceva notevolmente l'efficacia dell'arma. Come armamento secondario disponeva di 4 mitragliatrici da 8 mm: una coassiale al cannone, due in casamatta ed una opzionale con funzione antiaerea, istallabile su un apposito supporto alla sommità della torretta. Una simile arma, assai interessante per un progetto di inizio guerra, rappresentava uno dei primi tentativi di fornire ai carri armati una propria difesa contro attacchi aerei a bassa quota; accorgimenti di questo tipo, sebbene pare fossero provvisori, erano già stati utilizzati sui T-26 repubblicani impiegati nella guerra civile spagnola.

Nel dicembre del 1939 tutta la produzione italiana di carri medi venne concentrata sull'M13-40 chiudendo la linea di assemblaggio degli M11/39, rivelatisi piuttosto fallimentari.

Nel 1941 venne realizzata una nuova versione dotata di un più potente e affidabile motore, uno dei punti deboli del veicolo; denominata M14/41, ne venne ricavato il semovente 75/18, che a dispetto del nome fu intensamente impiegato come cacciacarri. Tale veicolo è considerato come il miglior corazzato italiano impiegato durante la seconda guerra mondiale.

Venne anche realizzato un prototipo sperimentale per trasporto aereo utilizzando un aeroplano Caproni CA 180 che avrebbe dovuto trasportare il carro agganciato sotto la fusoliera.

 Recensione modello

Dopo tanto tempo che ci giro attorno, finalmente ho deciso di provare a realizzare un carro in scala 1/35. Questa per me è la prima volta, quindi sicuramente non sarò esente dai classici errori da principiante, ma nel complesso spero di riuscire a dare un senso computo al modello.

Ho scelto come prima volta un carro italiano medio, lo M 13/40 della Zvezda (stessa stampata di Italeri), da ambientare in Libia nel corso del 1942.

Essendo la prima volta ho studiato attentamente il foglio di istruzioni, e come uno scolaretto sono andato a montare i vari pezzi uno ad uno guardando attentamente le istruzioni e i numeri sulla stampata. Come inizio mi sembra ottimo, anche se devo dire che prima del montaggio ho voluto dare una mano di color sabbia a tutte le parti da montare. Questo dovuto dal fatto che non sapendo quello che rimane visibile o meno, ho appunto optato per una arografata generale con il sabbia della Lifecolor (UA 117). Montato tutto il treno di rotolamento e la parte superiore del caro devo dire che il tutto risulta molto fluido e semplice…pensavo più complicato…

Poi ho dato uno sguardo ai cingoli inseriti nella scatola, e devo dire che mi lasciano perplesso…voglio vedere alla Friul Model cosa propongono in merito al M 13/40. Trovato i cingoli Friul Model dedicati al carro M13-40, posso proseguire con il montaggio.

Montato la maggior parte del carro, ho dato una mano di fondo in marrone “cioccolato” della Humbrol (MATT 88) e quindi sono passato alla colorazione con un sabbia della Tamiya XF-60, insistendo maggiormente sulle pannellature interne. Al termine ho applicato le decal, ed ho compiuto un lavaggio con il “Bruno di Van Dyck”. Asciugato il tutto ho ripassato nuovamente con il Tamiya XF-60 all’interno delle pannellature, e sono passato ad una serie di “lavaggi” ad olio su tutto il carro localizzando a zone ben specifiche il colore desiderato.

Ho ripreso in ultima tutta la bullonatura del carro una ad una, prima con un lavaggio ad olio in “Bruno di Van Dyck” e poi con un acrilico color sabbia molto chiaro….bullone per bullone. Difficoltà l’ho riscontrata sui cingoli…..non riuscivo a trovare il colore esatto e qui è stata fondamentale la consulenza degli amici carristi del Club. Alla fine spero che il tutto renda onore a questo carro….per ultima una passatina con i pigmenti della MIG con un “Gulf War Sand” (P037). Anche questi sono stati una novità per me, e devo dire che sono ottimi, soprattutto nel caso vorrò (un giorno) cimentarmi su un carro infangato…..

Il figurino proviene dalla MiniArt, il quale dopo una colorazione di fondo con del sabbia acrilico, ho dato diversi lavaggi con tonalità diverse di marroni e sabbia…..

Buon Modellismo a tutti.....Occhiolino

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