Panzer III Ausf. G - Attack - 1/72

  13 Gennaio 2015

PzKpfw III Ausf. G – Kit Attack - scala 1/72

Afrika Korps - Africa settentrionale 1942

Il Panzer III, abbreviazione del nome completo Panzerkampfwagen III, il cui numero d'identificazione dell'esercito tedesco era Sd.Kfz. 141, fu un carro armato medio della seconda guerra mondiale.

Fu progettato alla luce delle esperienze raccolte con l'impiego dei Panzer I e II e, secondo i piani dello stato maggiore generale tedesco, divenne per alcuni anni il principale carro armato delle Panzer-Division creato espressamente come mezzo anticarro per contrastare i veicoli blindati avversari, ruolo che ricoprì con successo dal 1940 al 1942. Il Panzer III, migliorato nel corso del tempo con il potenziamento dell'armamento principale e il rafforzamento della corazzatura, costituì nella prima parte della seconda guerra mondiale il nucleo centrale e il punto di forza delle Panzer-Division tedesche che estesero il dominio del Terzo Reich su gran parte dell'Europa.

Tuttavia a partire dal 1943 il Panzer III fu progressivamente superato dall'introduzione di veicoli nemici più corazzati e dotati di armamento pesante; la Wehrmacht preferì quindi ritirarlo dalla prima linea nella seconda parte della guerra e impiegare nuovi carri più potenti per contrastare la crescente superiorità numerica e tecnica degli Alleati.

Ausführung G

Molto simile all'Ausf. F e appena più lunga (5,41 metri) e larga (2,95 metri), tale versione fu prodotta in 600 esemplari dall'aprile al novembre 1940 a fronte di un ordine iniziale di 1.200 unità, poi ridotto a causa dell'arrivo dei Panzer 38(t) di origine cecoslovacca. I primi cinquanta erano armati con il cannone da 3,7 cm a mantelletto interno e andarono a ripianare le perdite subite durante la campagna di Francia: si differenziavano dagli altri modelli per la corazza posteriore dello scafo spessa 30 mm e per il mantelletto da 37 mm, protezioni che aumentarono il peso a 20,3 tonnellate. Nel frattempo si era deciso di armare l'Ausf. G con il più potente 5 cm KwK 38 L/42 a mantelletto esterno, che andò a equipaggiare le restanti 550 unità prodotte a partire dal luglio 1940. L'installazione del nuovo pezzo impose la rimozione di una mitragliatrice dalla torretta e l'aggiunta di un aspiratore per liberare dal fumo dello sparo l'interno del carro. Da agosto anche le prime cinquanta unità furono dotate dello stesso pezzo d'artiglieria. Altre modifiche videro l'aggiunta di una nuova cupola (uguale a quella dei Panzer IV Ausf. E, F e G) e del visore Fahrersehklappe 30 con portello su cardini per il pilota; le unità di tarda produzione montarono cingoli larghi 400 mm. La serie fu la prima a essere equipaggiata con le Rommelkiste ("scatole di Rommel"), dei contenitori per trasporto di materiali fissati al retro delle torrette.

All'inizio del 1940 la FAMO costruì un prototipo con un treno di rotolamento a ruote sfalsate partendo dalla torretta di un Ausf. H e dallo scafo di un Ausf. G, detto "Panzer III G/H Schachtellaufwerk" e la cui meccanica s'ispirava ai carri studiati negli Stati Uniti d'America da John Walter Christie (simile alla tecnica dei semicingolati della stessa ditta). Il sistema si basava su ruote di grande diametro senza rulli di rinvio e sospensioni a barre di torsione, ma sia il peso proibitivo, sia il maggior impiego di materie prime pregiate provocarono il rifiuto del prototipo. Qualsiasi ulteriore sviluppo fu poi bloccato e il prototipo fu utilizzato come carro per l'addestramento.

La versione G fu impiegata a partire dalla primavera del 1940 in tutti i principali teatri bellici dove combatterono i tedeschi. I primi reggimenti ad avere questi carri furono l'8. in forza alla 15. Panzer-Division, il 5. della 21. Panzer-Division e il 35. della 4. Panzer-Division. Le unità inviate in Africa montarono radiatori più larghi e un filtro dell'aria supplementare. Nel settembre del 1944 cinquantaquattro Ausf. G erano segnalati ancora in servizio.

Africa Settentrionale

L'Afrikakorps del generale Erwin Rommel entrò in combattimento nella primavera 1941 con una forza corazzata principale costituita da Panzer III, equipaggiati appositamente per il teatro africano, sia del tipo originario con il cannone anticarro da 37 mm L/45 o L/46,5 sia di quello con il più efficace cannone da 50 mm L/42. Pur mostrando la consueta superiorità tattica e una notevole capacità di manovrare sul terreno desertico in combinazione con abili schieramenti di cannoni anticarro, gli equipaggi dei Panzer III, soprattutto dei modelli più vecchi, si trovarono in difficoltà negli scontri diretti contro i carri pesanti britannici Mk II Matilda. In alcune occasioni questi scontri costarono dure perdite ai reparti corazzati tedeschi, in particolare durante l'assedio di Tobruch, in aprile, e la battaglia di Halfaya, il 15 maggio 1941, dovute alla superiorità delle corazzature dei Matilda e alla pericolosità del loro cannone anticarro da 40 mm.

  

  

  

  

Nella battaglia di Ain el-Gazala l'Afrikakorps mise in campo 223 Panzer III Ausf. G o H armati con il cannone da 50 mm L/42 e diciannove Ausf. J o L equipaggiati con il più efficace cannone 50 mm da 60 calibri; le forze corazzate britanniche, più numerose, erano oltretutto dotate di nuovi carri pesanti di produzione statunitense ma sul campo si dimostrarono tatticamente inferiori alle Panzer-Division. Iniziata il 27 maggio 1942, la battaglia si concluse dopo circa un mese di scontri con una grande vittoria del generale Rommel: i Panzer III, abilmente impiegati dagli esperti equipaggi tedeschi e supportati dalle formazioni anticarro, raggiunsero i risultati più brillanti della loro carriera in Africa, nonostante alcune difficoltà contro i corazzati pesanti alleati. Le forze blindate britanniche, al contrario, furono quasi completamente distrutte.

  

  

  

  

  

Alla prossima..... Cima.

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