VIANELLO GIANLUCA

VIANELLO GIANLUCA

JS Chōkai (DDG-176) - Kit Hasegawa - Scala 1/700

Oceano Pacifico 2011

 
JS Chōkai (DDG-176) è un cacciatorpediniere lancia missili teleguidati, appartenente alle imbarcazioni classe Kong della Forza Marittima di Autodifesa del Giappone (Japan Maritime Self-Defense Force o JMSDF).
 
 
Fu chiamata Chōkai in onore al Monte Chōkai.
Fu proposta dalla IHI Corporation di Tokyo il 29 maggio 1995, inizio lavori il 27 agosto 1996; e varata il 20 marzo 1998.
 
  
  
 
Questa nave é una delle numerose nella flotta della JMSDF che prese parte alle operazioni di soccorso dopo il terremoto e il conseguente tsunami del 2011 a Tōhoku. Nel 2016, ha partecipato all'esercitazione biennale RIMPAC.
  
  
  
  
  

 Buon Modellismo a Tutti

Gianluca Vianello "Polpetta"

El Alamein - Kit Italeri - scala 1/72

El Alamein - Egitto 1942

La seconda battaglia di El Alamein venne combattuta tra il 23 ottobre e il 3 novembre 1942 durante la campagna del Nordafrica della seconda guerra mondiale. Lo scontro vide fronteggiarsi le forze dell'Asse dell'Armata corazzata italo-tedesca comandate dal feldmaresciallo Erwin Rommel, e l'Ottava armata britannica del generale Bernard Law Montgomery.

  

  

La battaglia ebbe inizio con l'offensiva generale britannica (nome in codice operazione Lightfoot) e continuò per alcuni giorni con intensi combattimenti dall'esito alterno e pesanti perdite per entrambe le parti. L'Armata corazzata italo-tedesca del feldmaresciallo Rommel venne infine costretta a ripiegare con i pochissimi mezzi rimasti, di fronte alla netta superiorità numerica e materiale britannica. Interi reparti dell'Asse, soprattutto italiani, furono costretti alla resa perché sprovvisti di veicoli a motore. Il ripiegamento venne inoltre ritardato dagli ordini di Adolf Hitler che imponevano una resistenza estrema sul posto, nonostante il parere contrario del feldmaresciallo Rommel.

  

  

La vittoria britannica in questa battaglia segnò il punto di svolta nella campagna del Nordafrica, che si concluderà nel maggio 1943 con la resa definitiva delle forze dell'Asse in Tunisia.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Gianluca Vianello "Polpetta"

Peterbilt 377 - kit Italeri - Scala 1/24

United States of America

Peterbilt Motors Company è una società statunitense costruttrice di autocarri, con base a Denton, Texas, che fa parte della Paccar. Questa tradizione di traker iniziata nel 1939, con numerazioni varie in base ai modelli dei veicoli, è tutt'oggi in produzione.

 

Nello specifico questa versione del Peterbilt, con capotta in vetroresina e fari incorporati nella telaiatura, venne iniziata nel 1986, chiudendola produzione nel 2000, venendo sostituito dalla versione migliorata Peterbilt 387 (anche se la versione 385-120 sarebbe la sua naturale evoluzione). Dello stesso veicolo esistono modelli diversi in base alla trazione del veicolo stesso.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Gianluca Vianello "Polpetta"

Opliti greci - kit Italeri - scala 1/72

"L'ultimo Baluardo"

L'oplita (o oplite; in greco antico: Ὁπλίτης, hoplìtes), al plurale opliti, era un soldato della fanteria pesante dell'antica Grecia.
La sua armatura, definita con il termine panoplia, era costituita da un elmo, in greco kranos, da una corazza in lana lavorata che proteggeva efficacemente dalle frecce ed era accessibile alla gran parte della popolazione (solo i nobili potevano permettersi corazze più elaborate in bronzo), da schinieri in bronzo, da una corta spada in ferro (xiphos), da una lancia (dory) ed infine da uno scudo bronzeo rotondo (hoplon) fornito di un passante centrale e di un'impugnatura lungo il bordo (antilabē).
Questo tipo di scudo, che consentiva una tenuta molto salda in posizione di difesa contro gli assalitori, costituì un'innovazione decisiva e sembra da mettere in relazione con il sorgere della falange, formazione compatta di combattenti che con gli scudi si coprivano a vicenda.
L'innovazione consisteva nelle dimensioni dello scudo, che variavano dai 60 cm ai 90 cm, sufficienti a proteggere le parti del corpo più vulnerabili.
A partire dal 1300-1200 a.C. alcune popolazioni anatoliche iniziarono ad utilizzare, presto imitate nell'Egeo, armature pesanti e ampi scudi, atti a ripararsi adeguatamente dalle armi degli arcieri a cavallo, dei carri da guerra e dalle avverse fanterie. Questi guerrieri iniziarono anche ad utilizzare ben presto lunghe lance, invece di corti giavellotti e lance leggere.
  
  
Lo scudo di legno e di vimini che copriva l'intera persona fu sostituito da quello di metallo, il quale copriva tre quarti del guerriero. Le parti esposte venivano protette con armature specifiche per le gambe, le braccia e la testa. Il complesso di queste armi, compresa la spada, costituiva la panoplia. Essa era meno costosa della dotazione del cavaliere e quindi poteva essere posseduta dai cittadini della classe media. Gli opliti spartani erano tenuti ad avere armature tutte uguali, mentre nelle altre polis si stabiliva solo il tipo di dotazioni necessarie ed ogni singolo oplita se le procurava in base ai suoi gusti ed alle sue possibilità.
 
Gli opliti in battaglia operavano in ranghi serrati costituendo un muro di metallo da cui spuntavano le lunghe lance e tale formazione fu tanto efficace che il ruolo della fanteria leggera, della cavalleria e dei carri da guerra, fu notevolmente ridimensionato in Grecia. La filosofia bellica dell'oplite si basava sulla moderazione e l'aiuto reciproco e non sulle gesta valorose di un eroe, non esistono infatti opliti nei poemi omerici.
 
  
  
  
Nei sec. VII-VI a.C. gli opliti divennero la forza preponderante negli eserciti di Atene, di Sparta e di altre città greche, e tale struttura militare si diffuse in Occidente sia nelle comunità della Magna Grecia, sia attraverso la società etrusca a Roma, dove furono valorizzati politicamente nella metà del VI secolo a.C. con la costituzione centuriata di Servio Tullio. In seguito, con il decadere dei regimi aristocratici, gli opliti rimasero il corpo militare per eccellenza, nel quale venivano però arruolati, ormai a spese dello stato, anche cittadini delle classi meno abbienti.
La struttura militare dell'esercito oplitico venne superata prima dagli eserciti organizzati sempre in falange, macedoni, e infine dai romani, la cui tecnica militare si era evoluta nella tattica manipolare.
 
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Vianello "Polpetta" Gianluca

Hikawa Maru - Kit Hasegawa - Scala 1/700

Nave ospedale della Marina imperiale Giapponese nel 1940-45

 
Hikawa Maru è stata completata il 25 aprile 1930. Il suo viaggio inaugurale avvenne il 13 maggio 1930 nella tratta Yokohama-Seattle, giungendo a Seattle il 27 maggio. Ha compiuto 73 crociere fino ad agosto 1941. Era una nave da trasporto passeggeri, economica ma di buona fattura, con la cucina per passeggeri molto rinomata.
 
  
 
  
 
Nel 1940-41, prima dell'ingresso del Giappone nella seconda guerra mondiale, centinaia di profughi ebrei fuggirono dalla persecuzione nazista in Canada e negli Stati Uniti passando per il Giappone, e molti di loro hanno navigato su Hikawa Maru. Nell'agosto del 1940 un gruppo di 82 ebrei tedeschi e lituani che avevano viaggiato in l'URSS fino a Vladivostok raggiunsero Seattle  bordo della Hikawa Maru. 
 
Nel luglio 1941 negli Stati Uniti ed altri Paesi condannarono l'invasione giapponese dell'Indocina francese, sequestrando molti beni giapponesi. Tuttavia, gli Stati Uniti non sequestrarono le navi ancorate nei loro territori, facendo in modo che la Heian Maru e la Hikawa Maru continuassero il loro servizio regolare con glii Stati Uniti. In ottobre 1941 Hikawa Maru fu l'ultima nave NYK ad attraccare in un un porto degli Stati Uniti prima dell'entrata in guerra degli U.S.A.. Nell'ultimo viaggio trasferì molti profughi a Seattle, e nel suo viaggio di ritorno ha rimpatriato 400 cittadini giapponesi
 
  
 
Tutte e tre le navi della classe Hikawa Maru furono inserite poi nella  Marina Imperiale Giapponese (IJN) nel novembre del 1941. il 1° dicembre del 1941, la  Mitsubishi Zosen a Yokohama iniziò i lavori di conversione della nave in nave ospedale, terminando i lavori il 21 dicembre. Nel corso del conflitto mondiale, la Hikawa Maru fu danneggiata per ben tre volte dalle mine, e fu sempre riparata, operando fino alla fine del conflitto.
 
  
 
  
 
Alla fine della guerra, fu requisita dalle forze armate statunitensi per rimpatriare i giapponesi finiri in prigionia, ritornando in possesso giapponese nel 1947, fino al 1953 operò come nave da trasporto, dopo di che, dopo alcuni lavori di messa a punto, ritornò alle origini, con trasporto passeggeri nella tratta Yokohama – Seattle , operando fino al 21 dicembre 1960.
 
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Vianello "118" Gianluca
 

Stazione ferroviaria di Scicli - Kit Italeri - scala 1/72

Scicli : Luglio 1943

Il 10 luglio 1943, forze armate Alleate, sbarcano in Sicilia (Operation Husky), dove le forze armate italiane e tedesche riescono a tener testa in alcuni settori per diverso tempo, prima dello sfondamento alleato e la ritirata totale delle forze dell'Asse in Sicilia.

  

  

Lo sbarco in Sicilia costituì una delle più grandi operazioni anfibie della seconda guerra mondiale, a cui presero parte due grandi unità alleate: la 7ª Armata statunitense al comando del generale George Smith Patton e l'8ª Armata britannica al comando del generale Bernard Law Montgomery, riunite nel 15º Gruppo d'armate sotto la responsabilità del generale britannico Harold Alexander. Le due armate sbarcarono nella zona sud-orientale della Sicilia con il compito di avanzare contemporaneamente all'interno dell'isola: la 7ª Armata di Patton sarebbe dovuta progredire verso Palermo e occupare la parte occidentale dell'isola, mentre l'8ª Armata di Montgomery avrebbe dovuto marciare lungo la parte centro-orientale della Sicilia verso Messina, compiendo in linea teorica un'azione a tenaglia che avrebbe dovuto imprigionare le forze dell'Asse, raggruppate nella 6ª Armata italiana comandata dal generale Alfredo Guzzoni.

  

  

Dal punto di vista strategico la campagna ebbe un esito deludente per gli Alleati, che non riuscirono a impedire la ritirata delle truppe italo-tedesche del generale Hans-Valentin Hube (che ai primi di agosto subentrò a Guzzoni). Da un punto di vista politico, invece, l'invasione della Sicilia ebbe decisiva influenza in Italia: favorì la destituzione di Benito Mussolini, la caduta del fascismo e il successivo armistizio di Cassibile, con cui le forze armate italiane cessarono le ostilità contro gli anglo-statunitensi.

  

  

  

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Gianluca Vianello

German Submarine IXB & IXC e Torpedo boat S.100 - kit Bronco - scala 1/700

Mare del Nord 1944

Mare del Nord 1944. Un U-Boot Classe IXB e una motosilurante classe S.100 fuggono dall'attacco aereo nemico, mentre un secondo U-Boot Classe IXC viene colpito ed affondato.

  

  

  

  

Tutti i modelli sono della casa Bronco, in scala 1/350, vascelli di ottima fattura e molto piacevoli nel montaggio, seppur "sacrificando" un sommergibile per realizzare un affondamento.

  

  

  

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Gianluca Vianello

Silurante giapponese PT-15 - Kit Tamiya - Scala 1/72

Giappone fine anni '70

Le motosiluranti (inglese: Motor Torpedo Boat o MTB) sono state delle piccole unità militari navali di attacco le cui caratteristiche erano la maneggevolezza e la velocità con cui si avvicinavano alle navi nemiche per il lancio di siluri. Prive di ogni protezione contro il fuoco nemico la loro principale arma di difesa era la velocità e manovrabilità soprattutto mentre si ritiravano), oltre alla silenziosità e alla difficoltà di individuarne la sagoma di notte o nella nebbia (nell'attacco a bassa velocità).

  

  

  

Il loro dislocamento andava da 20 a 30 tonnellate, anche se esistevano piccole motosiluranti di circa 10 tonnellate, mentre quelle maggiori utilizzate dai tedeschi nella seconda guerra mondiale raggiungevano e superavano le 100 tonnellate a pieno carico. Anche i sovietici e i cinesi negli anni '50 produssero delle motosiluranti di grosse dimensioni, prossime alle 200 tonnellate e progettate per operare anche in mare aperto, mentre alla fine degli anni '30 la marina dell'URSS mise in produzione alcune MTB particolarmente veloci ma praticamente incapaci di tenere il mare in tempesta e, per lo scafo in leghe super-leggere, costrette ad essere ricoverate fuori dall'acqua salata quando non erano impegnate.

  

  

  

Nella US Navy vennero utilizzate le PT Boat, acronimo di Patrol/Torpedo Boat, cioè Battello da Pattugliamento e Silurante; queste unità leggere vennero usate spesso nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale in operazioni di pattugliamento e sbarramento, per esempio contro l'Espresso di Tokyo. 

  

  

Dopo la fine della II^ GM, molte motosiluranti furono impiegate da diversi paesi stranieri, tra i quali il Giappone, che nel corso degli anni sviluppò anche alcuni proprie motosiluranti.

  

  

  

La silurante giapponese PT-15, fu completata nel luglio del 1975 dalla Shimonoskei filiale della Mitsubishi Heavy Industries Ltd.

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Gianluca V.

USS Fletcher (DD/DDE-445) - Kit Tamiya - Scala 1/350

Guerra di Corea - Pacifico estate/autunno 1951

Questa nave fu chiamata così in onore dell’Ammiraglio Frank Friday Fletcher, nave ammiraglia della classe di cacciatorpediniere successive. Operò nem Pacifico durante la II^ G.M., ricevendo ben 15 stelle di battaglia, e altre cinque se ne aggiusero in seguito durante la Guerra di Corea.

Fu ordinata al Federal Shipbuilding and Dry Dock Company, di Kearny, nel New Jersey il 2 ottobre del 1941. Varata il 3 maggio del 1942 e sponsorizzata dalla Mrs. F. F. Fletcher, vedova dell’Ammiraglio Fletcher, fu posta sotto il comando del Lieutenant Commander William M. Cole il 30 giugno 1942. Giunse in zona di guerra il 2 ottobre del 1942 a Nouméa in Nuova Caledonia, per compiere missioni di pattugliamento nelle operazioni di Guadalcanal. Parteciperà a tutte le battaglie più importanti della guerra contro i giapponesi nel Pacifico. Alla fine della guerra, il cacciatorpediniere USS Fletcher fu posto in riserva (7 agosto del 1946) per alcuni mesi.

Il 3 ottobre del 1949, fu ricommisionato come unità antisommergibile (antisubmarine warfare - ASW), venendo convertito in cacciatorpediniere di scota (DDE-445), iniziando ad operare il 1° maggio del 1951 con un turno di servizio nel Pacifico in seno alla 7th Fleet del Pacifico. Quando scoppiò la guerra in Corea, la USS Fletcher fu inviata in zona, giungendo il 3 luglio 1951, con il Valley Forge Group. Rientrò nelle Hawaii l’11 novembre per un breve rifornimento, ripartendo il 19 dello stesso mese per un secondo turno di servizio nel Pacifico, sempre con compiti antisom.

Dal 1954 al 1962 (ogni anno), il cacciatorpedienere fu impiegato in missioni in Estremo Oriente.

Rientrato in patria, dal 1° agosto del 1969 fu dismesso, ed il 22 febbraio del 1972 venduto per essere rottamato.

  

  

  

  

  

  

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Gianluca V.

Messerschmitt Bf.109G-6 - Kit Italeri - scala 1/72 

Jagfliegerschule di base a Pilsen nel maggio 1945

Il Bf.109G “Gustav” fu il velivolo di punta della serie “109” spinto a uno dei migliori motori dell’epoca, il DB.605 da 1475 cavalli. Fu la versione più prodotta in assoluto, con punte di oltre 1.000 macchine mensili nel 1944. Infinite combinazioni di kit di modifica furono applicati per ottenere i migliori risultati possibili con le macchine disponibili.

  

 

  

 

Come detto prima, il motore era il Daimler-Benz DB.605AM-12 da 1.475 CV (1.100 kW). Raggiungeva una velocità di 620 km/h (385 mph) a 6.900 metri (22.640 piedi) e 610 km/h a 4.000 metri (13.125 piedi). Poteva salire fino a 11.500 metri (37.895 piedi) e aveva un'autonomia di 600 km, che arrivava a 1.000 km con serbatoi sganciabili da 300 litri. Il peso a vuoto era di 2.700 kg. Il peso massimo al decollo saliva a 3.200 kg. Era armato con un cannone MK.108 da 30 mm o da un MG.151 da 20 mm, sparanti attraverso il mozzo dell'elica, e due mitragliatrici MG.131 da 13 mm montate sulla cappottatura motore e sincronizzate col movimento dell'elica. Alcuni modelli potevano montare anche due cannoncini da 20 o 30 millimetri sotto le ali. Fu il modello utilizzato dal maggior numero paesi. Fu adottato, infatti, dalle forze aeree di: Bulgaria, Croazia, Finlandia, Ungheria, Italia, Romania, Slovacchia, Spagna e Svizzera. Test di volo furono condotti con Bf.109 G-6 nel ruolo di caccia-notturno, ma le condizioni del tempo in inverno resero queste operazioni estremamente rischiose. Il Bf.109G-12 era un biposto da addestramento ricavato da precedenti modelli “G”.

  

 

Buon Modellismo a Tutti

Gianluca V.

Schnellboot S-100 - kit Revell - scala 1/72

Kriegsmarine 1944

L'S-1 entrò in servizio il 7 agosto 1930 e da allora la Kriegsmarine ricevette una grande varietà di tipi e di classi di motosiluranti.Queste piccole unità non avevano un nome individuale ed erano contraddistinte dal prefisso S e da un numero; la sigla della prima unità di ogni nuova classe ne costituiva il nome. Dopo il prototipo S-1 furono costruite quattro S-2, estremamente simili alla precedente ma leggermente più grandi e con diverse modifiche di dettaglio; i loro motori erano tre Daimler-Benz BFz a 12 cilindri a V con compressore, da 1100CV e inizialmente ebbero anche un motore ausiliario Maybach da 100CV per la marcia silenziosa che, tuttavia, fu presto sbarcato perché ritenuto inutile.

Lo sviluppo delle Schnellboote fu caratterizzato dalla continua crescita e, infatti, le S-7, entrate in servizio tra l'ottobre del 1934 e il dicembre del 1935, erano dei bei motoscafi con la prua allungata di 4,50m e un dislocamento di 68t. Questi battelli avevano una linea tradizionale, con la prua piuttosto verticale e lo specchio di poppa completamente piatto e verticale. Le S-7 non erano sufficientemente veloci per la Kriegsmarine, che ne ebbe soltanto sette, ma interessarono alcune marine straniere: la Cina ne volle tre, 5 andarono alla Bulgaria e 8 alla Jugoslavia. La classe S-14 del 1936 era ancora più grande per accogliere un motore MAN L 11/Zu Diesel a 11 cilindri ma anche questa versione venne costruita soltanto in due unità. Partendo dal progetto dell'S-7, nel 1938 fu avviata la costruzione di otto S-18, con tre nuovi motori Daimler-Benz MB 501 Diesel da 2050CV, con i quali i battelli arrivavano a 39,5 nodi (73 km/h). Sempre sulla base dello stesso progetto, nel 1939 e nel 1940 furono costruite quattro S-26, immediatamente riconoscibili per un castello di prua che nascondeva i due tubi lanciasiluri da 533mm, dando alla prora di queste unità un aspetto caratteristico che sarà mantenuto da tutte le classi successive. Le S-26 arrivarono a 35 m e a 84 t.

  

  

  

  

La produzione delle S-26 riprese nel 1939 con una versione, l'S-38, oggetto di modifiche e varianti, costruita in 91 unità. La sottoclasse S-38b, in costruzione a partire dall'S-69, era il risultato di un progetto maturo e altamente efficace, dalla lunghezza di circa 35m e con dislocamento standard di 84t e 104t a pieno carico. I suoi motori erano i Daimler-Benz MB 511 a 12 cilindri, raffreddati a liquido, da 2200CV che consentivano una velocità massima di 39,5 nodi. Le S-38b erano normalmente armate con due lanciasiluri da 533mm più un cannone Rheinmetall MG C/38 da 20mm in postazione prodiera, un impianto binato Zwillingsockel 36 con due mitragliatrici MG 34 da 7,92 mm a centro nave e un cannone Bofors Flak 28 da 40 mm a poppavia; il suo equipaggio variava tra 21 e 30 persone. Con poche modifiche, la classe S 38 diede vita, nel 1943, all'S-100, costruita in 81 unità, alcune delle quali ebbero modifiche sperimentali. Si tornò a unità molto più piccole con le otto S-151 che erano motosiluranti olandesi Gusto, prodotte su licenza inglese. Queste unità erano state catturate incomplete a Scheidam, nei Paesi Bassi, nel maggio 1940 ed erano state in seguito completate. Bisogna ricordare inoltre le 12 Leichte-Schnellboote, motosiluranti leggere progettate per essere trasportate a bordo degli incrociatori ausiliari e dei sottomarini, per compiere colpi di mano con siluri o stendere campi minati.

  

  

Questi battelli erano lunghi 12,50 m e dislocavano circa 10t. Il prototipo fu costruito dal cantiere Naglo e le 11 unità successive dalla Dornier. Questi motoscafi ebbero almeno due soluzioni motrici: due Daimler-Benz MB 507 da 850CV oppure due Jumo 205 aeronautici da 700CV. L'armamento prevedeva due siluri da 450mm o mine marine e una torretta aeronautica HD 151 con un cannone Mauser MG 151/20 da 20mm. Le LS non vennero mai impiegate in correlazione con i sommergibili ma tre di esse furono imbarcate sulle navi corsare Komet, Kormoran e Michel e le restanti furono dislocate nel Mar Egeo, che avevano raggiunto per ferrovia.

Le Schnellboote della Kriegsmarine avevano quali bersagli principali i convogli alleati e, durante la Seconda guerra mondiale, circa 230 unità affondarono 101 navi mercantili per complessive 214.728t. Non mancarono però i bersagli prettamente militari e gli equipaggi si aggiudicarono la distruzione di 12 cacciatorpediniere, 11 dragamine, 8 unità per operazioni anfibie, 6 motosiluranti, due cannoniere, una torpediniera, un posamine e un sommergibile. Risultati considerevoli vennero ottenuti anche con le mine: 37 mercantili per complessive 148.535 t, un cacciatorpediniere, due dragamine e 4 unità da sbarco.

  

  

  

  

  

Nel dopoguerra una si queste unità venne acquistata dalla Marina Militare nel mercato dell'usato e dopo lavori di ripristino venne immesa in servizio come MC 485, operando sino al 1965.

Buon Modellismo a Tutti 

Gianluca V.

Portaerei USS Kitty Hawk (CV-63) - kit Academy - scala 1/700

"First in Flight"

 
Le portaerei della classe Kitty Hawk sono state costruite in maniera molto simile, tanto che spesso sono considerate solo 3 sottoclassi o lotti appartenenti ad un unico progetto, quello della USS Kitty Hawk, da cui le altre tre portaerei discendono.
 
  
 
  
Si tratta in tutto di 4 navi, costruite sul progetto migliorato della classe Forrestal e tra le ultime portaerei a propulsione convenzionale dell'US Navy. Possiedono anch'esse 4 catapulte, innovazione avuta con l'avvento della classe Forrestal.
  
La USS America, è stata dismessa nel 1996, considerate le pessime condizioni in cui era ridotta prima di essere demolita, questa nave fu usata per creare un vero scontro a fuoco a fine di addestramento e affondata in un'esercitazione nel 2005.
  
La USS Constellation è stata ritirata dal servizio nel 2003 e sostituita dalla USS Ronald Reagan, entrata in servizio nello stesso anno.
 
La USS John F. Kennedy è stata ritirata dal servizio nel 2007 e non è stata sostituita da una nuova portaerei, riducendo così il numero da 12 a 11.
  
Commissionata il 29 aprile del 1961, la USS Kitty Hawk è stata ritirata dal suo ultimo porto base di Yokosuka in Giappone il 12 maggio del 2009, dove è stata sostituita come unica portaerei americana con base all'estero dalla USS George Washington, è stata sostituita nella US Navy dalla USS George H. W. Bush, entrata in servizio nello stesso anno
  
 
  
 
 
 
Buon Modellismo a tutti......

USS Philippine Sea (CG-58) - Kit Dragon - scala 1/700

Unità navale lanciamissili Cruise della Marina statunitense appartenente alla Classe "Ticonderoga". Seconda unità dell'U.S. Navy a ricevere il nome di "USS Philippine Sea" (la prima fu una portaerei, la CVN-47).

Varata il 18 marzo del 1989, nel 2001 partecipava alle operazioni belliche nel Golfo Persico in seno all'Operation "Enduring Freedom".

Nel corso del 2003 la nave fu assegnata al Cruiser-Destroyer Group 12.

  

Il 7 maggio 2011 la "USS Philippine Sea" salpava dal porto di Mayport per una crociera in seno alla U.S. Fifth Fleet e alla U.S. Sixth Fleet Area of Responsibility. il 3 giugno dello stesso anno visitava il porto di Kiel in Germania, partecipando poi alla Baltic Operations 2011 (BALTOPS-2011), dove hanno partecipato unità navali Statunitensi, russe, danesi, francesi e polacche, concludendosi il 21 giugno del 2011.

  

  

il 6 luglio, la nave traeva in salvo 26 membri d'equipaggio filippino di una superpetroliera battente bandiera liberiana, attaccata da pirati a sud-est di Aden nello Yemen, che con un RPG causarono un incendio a bordo della stessa.

  

il 23 settembre del 2014, la nave fu impiegata nel lancio di missili Tomahawk contro siti dello Stato Islamico di Iraq in Siria. In questa missione la nave era inserita nello Strike Carrier Group della USS George H.W. Bush.

Attualmente nel 2015 è ancora operativa.

  

  

  

Buon Modellismo a tutti. Gianluca V.

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