Articoli filtrati per data: Luglio 2023

Dornier Do.335A-0 Pfeil - Kit Zoukei Mura - Scala 1/32

Germania aprile del 1945

Il Dornier Do 335 "Pfeil" ("Freccia" in tedesco), designazione aziendale P 231, era un caccia pesante sperimentale[2] multiruolo bimotore ad ala bassa prodotto dalla tedesca Dornier-Werke GmbH nel 1943.
Progettato come caccia ad alta velocità, ha rappresentato l'apice del design degli aerei a pistoni: nonostante il notevole peso (più di 10 tonnellate a pieno carico), grazie ai due motori Daimler-Benz DB 603 raggiungeva i 750 km/h a 6400 metri di altitudine, l'aereo tedesco a pistoni più veloce della seconda guerra mondiale.
Aveva un sistema, brevettato nel 1937, di due gruppi motoelica collocati assialmente: uno a prua della fusoliera, l'altro dietro la cabina di pilotaggio, che azionava l'elica posteriore. Le prestazioni dello Pfeil erano assai superiori a qualsiasi altro progetto, grazie alla sua configurazione traente-spingente. Il Do 335 fu introdotto durante le fasi finali della seconda guerra mondiale, quando ormai la Luftwaffe era in una situazione critica: solo 38 aerei furono consegnati.

  

  

Il Dornier Do 335 Pfeil fu la massima espressione dell'aereo da combattimento a elica; gli aerei della generazione successiva avrebbero avuto la propulsione a getto.
Gli esemplari prodotti furono: 14 prototipi, 10 velivoli A-0 di pre-produzione, 11 A-1 monoposto di serie, e 3 A-10 e A-12 a due posti in tandem addestratori.
I primi dieci Do 335 A-0 furono inviati a maggio per i test. Nel tardo 1944 iniziò la produzione del Do 335 A-1 di serie. Simile all'A-0, montava i più potenti motori DB 603E-1 e due piloni subalari per bombe addizionali, serbatoi ausiliari o mitragliatrici. Era in grado di raggiungere una velocità massima di 765 km/h a 6 500 m con la potenza di combattimento dell'MW 50, o 686 km/h in condizioni normali, e poteva salire a 8 000 m in meno di 15 minuti. Con queste caratteristiche, il Do 335 A-1 superava ogni aereo alleato. Anche col solo motore posteriore e l'elica anteriore a bandiera, fu registrata una velocità di 563 km/h.
Le consegne iniziarono nel gennaio 1945. Quando le Forze Armate Statunitensi conquistarono la fabbrica di Oberpfaffenhofen alla fine di aprile, solo undici caccia monoposto Do 335 A-1 e due Do 335 A-6 convertiti ad addestratori erano stati completati.
Nel suo libro Le Grand Cirque ("La grande giostra"), l'asso francese Pierre Clostermann afferma di essere stato il primo ad ingaggiare un combattimento con uno Pfeil, nell'aprile del 1945. Mentre conduceva una formazione di quattro Hawker Tempest del Terzo Squadrone della Royal Air Force (RAF) sulla Germania del Nord incontrò per caso un Do 335 solitario alla massima velocità e a bassissima quota. Non appena si accorse degli aerei britannici, il pilota tedesco invertì la rotta per tentare la fuga: i Tempest della RAF non riuscirono a raggiungerlo,

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

Focke Wulf Fw.189 Autogiro - Kit Planet Models - Scala 1/72

Prototipo con matricola D-ISTQ nel luglio 1938.

Nel luglio 1935, il Reichsluftfahrtministerium emanò una richiesta per la realizzazione di un velivolo con caratteristiche STOL da utilizzarsi nel ruolo di aereo da collegamento e ricognizione. Al bando, oltre alla Focke-Wulf Flugzeugbau AG, partecipò anche la Gerhard-Fieseler-Werke la quale presentò il progetto di quello che diventerà il famoso aereo STOL Fieseler Fi 156 Storch e la Siebel Flugzeugwerke KG con il suo Siebel Si 201.

 

Per progettare l'Fw 186 Henrich Focke, allora concentrato nella realizzazione dell'Fw 61, incaricò il Dipl.-Ing. Erhard Kosel, il quale si era basato sull'esperienza acquisita dall'azienda nel produrre su licenza i britannici Cierva C.30. Così prese come base di partenza un Fw 56 Stösser, un addestratore realizzato in tecnica mista, del quale conservò l'intera fusoliera abbinandola ad un supporto centrale che sosteneva il rotore a tre pale posto dove era posizionata originalmente l'ala alta a parasole e integrando inferiormente la struttura con delle travature che avevano il compito di collegare le ruote anteriori del carrello d'atterraggio.

  

  

La motorizzazione era affidata, come nello Stösser, ad un Argus As 10 C, un 8 cilindri a V invertita da 177 kW (240 CV) e che aveva, oltre a fornire il moto all'elica posizionata sul muso, la funzione di mettere temporaneamente in movimento il rotore tramite una frizione, necessario questo per effettuare il decollo.
Il Reichsluftfahrtministerium alla fine delle prove comparative preferì lo Storch in quanto velivolo più moderno e versatile, di conseguenza il progetto dell'Fw 186 venne definitivamente abbandonato.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Sd.Kfz 223 Leichte Panzerspähwagen (F) - Kit Tamiya - Scala 1/35

Africa settentrionale nel 1941

Con i numeri d'inventario Sd.Kfz. 221, 222 e 223 sono stati indicati degli autoblindo concepiti dalla Germania nel corso degli anni trenta per riarmare l'esercito tedesco. La serie è collettivamente nota come Leichte Panzerspähwagen, "veicoli corazzati leggeri da ricognizione" tradotto in lingua italiana, e conobbe un intensivo impiego durante la seconda guerra mondiale.

  

  

Nel 1935 il telaio dell'Sd.Kfz. 221 venne nuovamente studiato e ne fu sviluppato un autoblindo centro-radio la cui strumentazione comprendeva una FuG 10, una FuG Spr Gerät Ausf. a e una caratteristica antenna a parallelepipedo fissata sopra lo scafo che garantiva le comunicazioni su grandi distanze: il veicolo fu designato Sd.Kfz. 223 kleine Panzerfunkwagen. Un'altra differenza che correva tra le due autoblindo risiedeva nella torretta spostata nel retro, composta da 9 pannelli saldati ed equipaggiata soltanto con una MG 34; per il resto le componenti meccaniche e le corazzature erano le medesime. L'equipaggio ebbe invece aggiunto un terzo membro e il peso salì a 4,4 tonnellate; le prestazioni rimasero nella media delle altre versioni, con un'autonomia di 300 chilometri, velocità di punta pari a 85 km/h e pendenza gestibile se inferiore o uguale a 20°.

  

  

Nel 1935 iniziò il ciclo costruttivo, del quale furono incaricate la Weserhütte, la Büssing e la MNH: le ditte fabbricarono un totale di 550 veicoli suddivisi in quattro serie fino al gennaio 1944. La prima parte della serie era spinta dal motore Horch da 3,5 litri con una potenza di 75 hp; a partire dal maggio 1942 cominciarono a essere utilizzati telaio e scafo dell'Sd.Kfz. 222 Ausf. B, equipaggiati con l'Horch da 3,8 litri erogante 90 hp. L'Sd.Kfz. 223 venne integrato nei reparti esplorativi delle divisioni Panzer, motorizzate e di fanteria, servendo su tutti i fronti fino al termine del conflitto con buoni risultati.
Una piccola quantità di Sd.Kfz. 223 fu comprata dalla Bulgaria

Buon Modellismo a Tutti

Maina Enrico "Coach"

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