Articoli filtrati per data: Marzo 2018

North American P-51D Mustang - Kit Academy - Scala 1/144

51° Stormo - Base Aerea di Sant'Angelo di Treviso nel 1951

 
Nel dopoguerra, il 51º Stormo, equipaggiato con Spitfire Mk.IX e gli statunitensi ex USAAF North American P-51 Mustang e Republic P-47 Thunderbolt, si trasferì sull'aeroporto di Treviso-Sant'Angelo. 
Il 1º febbraio 1953 il 51º Stormo divenne 51ª Aerobrigata iniziando a operare sull'aeroporto di Istrana, in provincia di Treviso.  Negli anni successivi la linea di volo dell'Aerobrigata vide avvicendarsi i Republic F-84G Thunderjet, i Republic F-84F Thunderstreak, i North American F-86K Sabre e, per un breve periodo, anche i Fiat G.91R.
 
  
 
  
 
Nel settembre 1963 fu la volta dei Lockheed F-104G Starfighter. Nel settembre 1967 l'Aerobrigata tornò ad essere 51º Stormo. Nel giugno 1969 il 22º Gruppo del 51º Stormo fu il primo reparto dell'A.M. equipaggiato con l'F-104S.
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
Luca Zampieri "Zampy"

Fiat 639N CM52 - Kit Tommasoner Art Model - Scala 1/87

Esercito Italiano - 1960

 
Malgrado la grave crisi finanziaria e morale che seguì la fine della guerra, la Fiat aveva conservato attivi i suoi uffici studi ed aveva messo a punto un piano di rilancio con nuovi modelli di automobili, autocarri, trattori agricoli, macchine di lavori pubblici, treni, aerei ed autobus. Più che mai lo slogan "terra mare cielo" si confermava.
 
  
 
  
 
  
 
A partire dal 1949 nascono i nuovi modelli medi e pesanti con cabina avanzata (detta unificata):
i medi Fiat 639N e 640N dotati del motore Fiat 364 - 6 cilindri di 6032 cm³ e 72  CV a 2200 g/mn;
i pesanti Fiat 670N e 680N, dotati del motore Fiat 368 - 6 cilindri di 10.170 cm³ a 1800 g/mn.
Il nuovo piccolo Fiat 615N conserva invece la cabina semi-arretrata.
 
  
 
  
 
Il Fiat 639N fu impiegatio anche dall'Esercito Italiano, chiamato 639N CM 52 e in base alle regole NATO doveva essere un camion 4x4, il quale poi fu prodotto dal 1952 al 1955.
 
Buon Modellismo a Tutti
Luca Zampieri "Zampy" & Franco Favaro

Humber Mk.II - Kit Revell - Scala 1/76

11° Ussari - Africa Settentrionale 1942

La Humber Armoured Car era realizzata dalla Rootes ed in pratica era una combinazione del telaio del trattore di artiglieria Karrier KT4 sul quale era montato lo scafo corazzato della Guy Armoured Car. Il primo ordine per 500 esemplari venne emesso nel 1940. La produzione iniziò nel 1941 e si concluse nel 1945. In totale furono 5.400 gli esemplari prodotti, molte delle quali della versione Mk IV armata con un cannone da 37 mm.

Il primo impiego del veicolo in combattimento avvenne nel 1941 durante la campagna del Nord Africa con l'11° Ussari e altre unità dislocate su quel teatro operativo. Venne utilizzata, dopo lo sbarco in Normandia, nella campagna di Europa come veicolo da ricognizione delle divisioni corazzate britanniche.

  

Pochi veicoli furono utilizzati, con compiti di scorta e pattugliamento, lungo il cosiddetto corridoio iraniano attraverso il quale passavano i rifornimenti per l'Unione Sovietica.

Un esemplare della versione MK IV fu catturato dai tedeschi e impiegato dalla 9ª divisione Panzer delle SS ad Arnhem, durante i combattimenti dell'Operazione Market-Garden. Esemplari di MK I e MK II risultano da alcune foto come prede belliche italiane in Africa Settentrionale.

  

  

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale fu impiegata, nel 1948-1949, dall'Egitto. Altri veicoli furono utilizzati dalle forze armate di Cipro, Burma, Sri Lanka, Messico, Portogallo, Danimarca e Paesi Bassi. Molte furono utilizzate anche come bersagli nei poligoni militari.

Erano ancora in uso in qualche esercito di qualche paese dell'estremo oriente nei primi anni sessanta.

Circa 100 Humber Mk IV furono utilizzate, con armamento modificato nel tempo, fino alla fine agli anni sessanta dalla Polizia di Stato.

  

  

  

Alcune autoblindo Humber trovarono impiego anche nei "Gruppi Difesa" dell'Aeronautica Militare Italiana, restando in servizio sugli aeroporti della Difesa Aerea fino ai primi anni '80.

Buon Modellismo a Tutti

Mauro Scarpa

Savoia Marchetti SM.81 Pipistrello

62^ Squadriglia del XXIX Gruppo del 9° Stormo di base a Gura in Eritrea nel gennaio del 1936

  

Vecchia stampata della gloriosa Super Model, con dettaglio tutto in positivo e con la possibilità di realizzare due velivoli, uno impiegato in Africa Orientale Italiana (A.O.I.) verso la fine degli anni ’30 con la 10a Squadriglia BT, e uno impiegato poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia, appartenente alla 213a Squadriglia BN. Gli interni sono praticamente inesistenti, e quindi ho dovuto ricostruire tutto, non prima di aver ripanellato gran parte del modello. Il montaggio della fusoliera avviene in modo pressoché veloce senza problemi alcuni, tranne qualche piccola stuccatura qua e la. Le giunture delle ali hanno bisogno di maggior attenzione con qualche piccola stuccatura in più.

  

  

  

  

  

  

La chiusura della fusoliera non ha grossi problemi.Le maggiori difficoltà le ho riscontrate quando sono andato a posizionare il carrelli d’atterraggio. Gli incastri sono inesistenti e quindi bisogna fare molta attenzione che il carrello non cambi di posizione durante la fase di incollaggio…..molte le correzioni da effettuare e ancor di più alla fine le stuccature tra i travi e le gondole dei carrelli.Per la colorazione ho usato il color “Radome” della Gunze (H 318) schiarito a un buon 50% con del bianco (H 1). Poi sono passato alla clorazione delle fasce alari da alta visibilità rosse e alla fine l’effetto è veramente magnifico. Il tricolore in coda è stato completamente colorato con colori Gunze.

  

  

  

  

Dopo un paio di mani di trasparente lucido, sono passato alla posa delle decal, e qui ho trovato il disastro. Le decal si frantumavano al solo contatto dell’acqua. Grazie ad un amico mi sono fatto recapitare delle nuove decal, ma di un reparto diverso da quello da me pensato, la 62^ Squadriglia, una unità che ha operato anch’essa in territorio dell’Africa Orientale Italiana.Alla fine tutto è andato per il meglio. Kit decisamente impegnativo, ma poi alla fine l’impatto visivo paga di tutte le difficoltà.

  

  

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima" 

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