Articoli filtrati per data: Dicembre 2019

Aermacchi MB.326 - Kit Italeri - Scala 1/72

609^ Squadriglia Collegamento del 9° Stormo di Grazzanise all’inizio degli anni ‘80

 
 
L'Aermacchi MB-326 è un aereo da addestramento avanzato prodotto dalla Aermacchi di Varese e progettato dall'ingegner Ermanno Bazzocchi (M=Macchi, B=Bazzocchi). Venne anche sviluppata una versione da attacco al suolo (la K - combat) che riscosse un discreto successo di vendite all'estero.
Compì il primo volo a Lonate Pozzolo il 10 dicembre 1957, nelle mani del capo collaudatore della ditta Guido Carestiato, e fu realizzato per sviluppare un programma addestrativo avanzato su un jet a reazione per i piloti dell'Aeronautica Militare. Venne in seguito utilizzato per lungo tempo presso la Scuola di Volo Basico Iniziale nella base di Lecce-Galatina e poi sostituito dal successore MB-339. Molti MB.326 furono in oltre impiegati dalle Squadriglie Collegamento dei vari Stormi dell'Aviazione Militare Italiana, tra i quali troviamo il velivolo "9-01".
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
Consegnato all'Aeronautica nel 1962, questo aeroplano ha operato presso la scuola di Lecce sotto le insegne militari come MM.54168 sino ai primi anni '80; successivamente con il termine degli impieghi come addestratore, il velivolo ha trovato il suo nuovo  incarico in seno alla 609^ Squadriglia Collegamenti del 9 Stormo di Grazzanise e poi alla 606^ Squadriglia Collegamenti del 6 Stormo di Ghedi.
Terminata la vita operativa agli inizi degli anni '90, questo velivolo è stato collocato in "pensione" ed esposto  presso un parco giochi a San Possidonio nel modenese, dove e' rimasto per circa quindici anni.
Il restauro eseguito da Renzo Catellani con la supervisione della Federazione CAP - Club Aviazione Popolare - ha compreso la totale revisione della cellula, degli impianti elettrici, idraulici ed avionici del velivolo, tali da richiedere quattro lunghi anni di intenso e paziente lavoro. Il "macchino", pur essendo riportato allo splendore di un tempo e colorato nell'inconfondibile livrea originale arancione corredato dalle insegne dell'Aeronautica Militare, e' stato  pero' immatricolato nel registro aeronautico civile italiano con i codici I-RVEG.
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
 
Roberto Cimarosti "Cima"

Leopard 2 A7 - Kit Meng -Scala 1/35

Unità della Bundeswehr della Germania nel 2018

 
Il Leopard 2 è il carro armato da combattimento principale della Bundeswehr della Germania. Immesso in servizio a partire dal 1979, è considerato uno dei migliori mezzi corazzati del mondo. Il Leopard 2 è stato continuamente aggiornato per mantenerlo al passo con gli sviluppi tecnologici e operativi ed è stato esportato in molti paesi del mondo.
È nato da un programma congiunto tra lo stato tedesco e gli Stati Uniti d'America, ma in seguito a forti polemiche scoppiate tra i due paesi entrambi decisero di sviluppare autonomamente i propri carri. Il Leopard 2 è il miglioramento del Leopard 1, rispetto al quale ha maggiore potenza di fuoco, velocità e corazzatura. È prodotto dall'azienda tedesca Krauss-Maffei Wegmann, e dal 2003 è prodotto su licenza dalla compagnia spagnola Santa Bárbara Sistemas. Sviluppato durante gli anni '70 per rimpiazzare il Leopard 1, ne sono stati prodotti all'incirca 3480.
Ha una corazza composita, migliorata di serie in serie, un pezzo da 120 mm Rheinmetall ad anima liscia da 44 calibri (55 nella versione A6) dotato di un sistema elettro-idraulico con una riserva di 42 munizioni e motore da 1500 hp turbodiesel: tutte caratteristiche divenute standard di riferimento.
 
  
 
  
 
  
 
Dal 1979 il mezzo è stato più volte ammodernato, anche perché lo sviluppo del successore Leopard 3 è stato cancellato. Il carro è molto evoluto tecnologicamente, in quanto possiede un sistema di controllo di tiro EMES 15 con visore termico, per colpire obiettivi mimetizzati e sul lato destro del cannone è situato il sensore di allineamento, inoltre il miglioramento a questo e ad altri apparecchi ha aumentato le possibilità offensive dei Leopard 2, ad esempio il telemetro laser è stato modificato per accogliere non solo la seconda (come un tempo) ma anche la prima eco del laser conferendogli la capacità di abbattere anche elicotteri in volo a bassa quota.
Questo mezzo è considerato uno tra i migliori carri armati odierni data la sua grande velocità su ogni terreno, il potente ed avanzato cannone (dotato della considerevole velocità iniziale di 1750 m\s) e gli ottimi sistemi di puntamento dello stesso. Sono attualmente in corso nuove modifiche del Leopard 2 assimilabili nel progetto tedesco di rinnovamento. L'alta qualità del carro è testimoniata dall'elevato volume di vendite in tutto il globo, riguardanti la maggior parte delle versioni (A1, A2, A3, ma soprattutto A4, A5 e A6, e anche il nuovo modello A7) e agevolate dall'enorme surplus di carri tedeschi dopo la scomparsa della minaccia costituita dai carri sovietici alla fine della Guerra Fredda, che provocò una notevole diminuzione dei prezzi. Anche l'Italia pensò di acquistare 300 Leopard 2 dalla Germania, ma il progetto non venne concluso per dare la precedenza allo sviluppo del carro da combattimento nazionale C1 Ariete.
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
Luca Zampieri "Zampy"

Republic F-84G Thunderjet - Kit Italeri - Scala 1/72

5^ Aerobrigata dell’AMI di base a Villafranca (VR) nel 1953

Il monoreattore monoposto dalle prestazioni transoniche che volò per la prima volta il 28 febbraio 1946, il “Thunderjet”, fu uno dei cacciabombardieri maggiormente impiegati durante la guerra di Corea. Ne furono costruiti più di 4.400 esemplari, ¾ dei quali assegnati alle forze NATO; l’Italia ricevette, a partire dal maggio 1952, ben 254 “Thunderjet”, divenuti presto il simbolo per l’Aeronautica Militare dell’avvenuta adesione del nostro paese all’Alleanza Atlantica. L’entrata in linea degli F-84G coincide con una fase cruciale della ricostruzione dell’Aeronautica Militare che, a fronte delle nuove esigenze operative scaturite dagli impegni in ambito NATO, era impegnata non solo ad acquisire nuovi velivoli, ma anche ad adeguare il settore della formazione e dell’addestramento, delle tattiche e delle procedure d’impiego nonché a trasformare, spesso radicalmente, le infrastrutture.

  

  

  

Primo velivolo dell’Aeronautica Militare in grado di trasportare un ordigno nucleare tattico, l’F-84G fu utilizzato prevalentemente come cacciabombardiere convenzionale e strike. Primi ad esserne equipaggiati furono il 5° Stormo, ancora di stanza sulla base di Villafranca (Verona), il 51° Stormo di Aviano (Pordenone) e il 6° Stormo di Ghedi (Brescia). Entro breve tempo il 5° e il 51° Stormo – nel frattempo divenuta 51^ Aerobrigata – si trasferirono nelle nuove sedi di Rimini ed Istrana (TV). ​Di “Thunderjet” fu quindi dotata anche la Sezione Aerofotografica del 3° Stormo che, per compiti di ricognizione, utilizzò alcuni F-84G provvisti di fotocamere, alloggiate nel serbatoio alare sinistro. Con quattro F-84G ciascuna furono equipaggiate anche due pattuglie acrobatiche: i “Getti Tonanti” del 5° Stormo (1953) e le “Tigri Bianche” del 51° Stormo (1956). Progressivamente sostituiti dai Republic F-84F “Thunderstreak” e, nel ruolo di ricognitori, dai Republic RF-84F “Thunderflash”, gli F-84G furono radiati a partire dal 1956 e successivamente demoliti.

 

  

  

  

Il velivolo in questione riprende un F-84G Thunderjet appartenente alla 5^ Aerobrigata, di base a Verona-Villafranca nel corso del 1953, anno in cui fu operativa la Pattuglia Acrobatica delle "Tigri Bianche".

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Pantsir S-1 - Kit Tiger Model - Scala 1/35

Mosca nel maggio del 2001

 
Il sistema missilistico Pantsir (in russo: Панцирь, lit. '"Carapace"') fa parte della famiglia dai sistemi missilistici terra-aria semoventi a medio raggio. Il Pantsir-S1 (in russo: Панцирь-С1, nome in codice NATO SA-22 Greyhound) è la prima versione di questo tipo di batteria ed è un sistema combinato di missili terra-aria a corto e medio raggio ed arma d'artiglieria prodotto dalla KBP di Tula, in Russia . Il sistema è un ulteriore sviluppo di 2K22 Tunguska (nome in codice NATO: SA-19 ​​/ SA-N-11) e rappresenta la più recente tecnologia di difesa aerea, utilizzando radar a fasi per l'acquisizione e il tracciamento dei bersagli.
 
  
 
  
 
  
 
Anche se si prevede che ne verranno realizzati altri entro la fine del 2019, solo 112 dei 200 realizzati continuano a funzionare a causa della realizzazione di modelli più recenti ed efficienti.
Il Pantsir-S1 è stato progettato per fornire una difesa aerea alle installazioni militari, industriali ed amministrative, da impiegare contro aeromobili, elicotteri, missili di precisione, missili da crociera e UAV; e per fornire una protezione aggiuntiva alle unità di difesa aerea contro gli attacchi aerei nemici che impiegano munizioni di precisione, specialmente a distanze da basse a estremamente basse.
 
  
 
  
 
  

Buon Modellismo a Tutti

Paolo Baldoin "Stainer" 

Carro Ariete - Kit Trumpeter - Scala 1/35

32° Reggimento Carri della 132^ Brigata Corazzata "Ariete" - Iraq 2004 "Operazione Antica Babilonia"

 
La storia del 32º Reggimento carri iniziò il 1º settembre 1936 con la creazione del 2º Reggimento fanteria carristi; il 1º dicembre del 1938 rinominato 32º Reggimento fanteria carrista, allora alle dipendenze della 2ª Brigata corazzata, che l'anno successivo diverrà la 132ª Divisione corazzata "Ariete".
Durante la seconda guerra mondiale il Reggimento operò in Africa settentrionale fino all'aprile 1942, prima di essere trasferito in Sardegna dove rimase fino al suo scioglimento avvenuto il 31 agosto 1944.
Il 32º Reggimento carri propriamente detto nacque il 1º marzo 1964, diventando 32ª Brigata corazzata "Mameli" il 1 Ottobre 1975. I tre battaglioni del reggimento diventano rispettivamente:
III Battaglione carri → 3º Battaglione carri "M.O. Galas" (assegnata la bandiera di guerra del 32º Reggimento carri)
V Battaglione carri → 5º Battaglione carri "M.O. Chiamenti" (concessa la bandiera di guerra)
XXIII Battaglione bersaglieri → 23º Battaglione bersaglieri "Castel di Borgo" (assegnata la bandiera di guerra del 12º Reggimento) bersaglieri)
Il personale di entrambi i battaglioni servì poi, il 26 agosto 1992, per ricostituire il 32º reggimento carri attualmente parte della 132ª Brigata corazzata "Ariete".
 
  
 
  
 
il reggimento è stato impiegato a più riprese in Operazioni fuori dai confini nazionali. Con il Comando di reggimento è stato impiegato, nel 2000, nel 2002 e nel 2003 nell'Operazione "KFOR" operante in Kosovo, nel 2001 nell’esercitazione ”BRIGHT STAR” in EGITTO, nel 2012 il Comando reggimento è stato impiegato nell'Operazione “Leonte XII” in Libano e nel 2016-2017 nuovamente in Kosovo, costituendo, con il Comando ed un’aliquota del Reggimento, il MNBG-W su base 32º reggimento carri, nell'Operazione "KFOR".
Per aliquote, nel 1995 nell'Operazione "IFOR" operante in Bosnia; nel 1999 nell'Operazione "KFOR" operante in Kosovo nel 2004 un plotone carri Ariete, è stato impegnato in due periodi successivi nell’Operazione “ANTICA BABILONIA” in IRAQ, così come una compagnia in configurazione leggera; nel 2004 il 3º battaglione carri è stato impegnato nell’Operazione “DECISIVE ENDEAVOUR” in KOSOVO; nel 2005 n.4 plotoni, uno per ciascuna delle compagnie carri del reggimento sono stati impegnati nuovamente nell’Operazione “ANTICA BABILONIA” in IRAQ, così come nel 2006 un altro plotone carri; nel 2009 con una compagnia di Force Protection nell’Operazione “Leonte VII” in LIBANO, per due turni successivi.
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
Gianluca Pavanetto "Pava"

Sd. Kfz. 10/5 (flak da 38 mm) - Kit Revell - Scala 1/35

Fronte Russo 1943

 
La specifica era del 1932, e la ditta Demag, di Setter, Ruhr, realizzò questo mezzo con la classica struttura semicingolata tedesca: 5 ruote di sostegno sfalsate, rullo di rinvio, ruota motrice anteriore piena.
Il motore era davanti, come negli autocarri normali. Il prototipo venne approntato nel 1934, e la produzione partì nel 1937, per durare fino al 1944 pressoché inalterato.
Era un mezzo trattore d'artiglieria, capace di trasportare un massimo di otto uomini come squadra di serventi per il cannone portato, inizialmente un cannone controcarro da 37 mm PaK 35/36 o l'obice da 150 mm sIG 33. In seguito vennero rimorchiati anche cannoni controcarro da 50 o 75 mm, quando disponibili.
 
  
 
  
 
Infine, il mezzo non mancò di essere realizzato in alcune varianti speciali. La produzione venne eseguita sia a Vienna che a Cottbus, e totalizzò ben 17.000 semicingolati, rendendolo uno dei più prodotti della sua categoria.
Le versioni principali di questo mezzo erano la Sd.Kfz. 10/1 per la ricognizione chimica, il 10/2 e 10/3 per la decontaminazione. Questi mezzi, pensati per una guerra futura, vennero realizzati in pochi esemplari e non furono visti in azione.
Sd.Kfz. 10/4 e 10/5, con cannoni da 20 mm contraerei singoli, erano i primi semoventi contraerei tedeschi, e disponevano di sponde abbassabili per brandeggiare le armi, rispettivamente il Flak 30 e il Flak 38, più moderno e con maggiore cadenza di tiro. Essi vennero spesso usati anche per il supporto di fuoco terrestre e in tal caso vennero dotati spesso di corazze aggiuntive.
Altre modifiche campali riguardarono i veicoli porta-armi più pesanti, con cannoni controcarro da 37 e più raramente, da 50 mm.
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
Gandini Moreno "Gandi"
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