32° Stormo "Armando Boetto"

  02 Gennaio 2013

32° Stormo "Armando Boetto"

Storia

Il 32° Stormo venne costituito il 1° dicembre 1936 sull’Aeroporto di Cagliari Elmas su 2 Gruppi: il 38° (49^ e 50^ Squadriglia) dislocato ad Aviano e l’89° (228^ e 229^ Squadriglia) sull’aeroporto di Forlì attivato con il personale delle disciolte squadriglie 194^ e 195^. Nel febbraio del 1937 entrambi i Gruppi vennero riuniti nella base del Comando di Stormo allo Stormo fu assegnato il trimotore SIAI Marchetti SM.81 Pipistrello. Il 3 aprile dello stesso anno il Re consegnava al tenente colonnello Vincenzo Napoli, primo comandante del 32° Stormo, la Bandiera di Combattimento.  
Nel 1939, durante la transizione sul velivolo trimotore SIAI Marchetti SM.79 Sparviero, il 38° Gruppo rimase a Elmas mentre l’89° fu spostato sull’aeroporto di Alghero. Il 3 giugno 1940 il 32° Stormo si rischierò a Decimomannu.

In guerra

Con lo scoppio della guerra il reparto venne subito impegnato in operazioni belliche contro Biserta, contro la Corsica ed alla prima battaglia delle Baleari contro la Squadra Inglese e la Bandiera del Reparto meritò la medaglia d’Argento al Valor Militare.
Nell’agosto del 1940, lo Stormo ricevette alcuni Savoia Marchetti SM.82 Marsupiale (Armato), impiegati per il bombardamento pesante a lungo raggio, basati a Cagliari-Decimomannu. Questi aerei non ricevettero ne numero di Squadriglia ne quello individuale, ma solo una lettera alfabetica. Il 20 agosto, il velivolo “K”, decollava alle 18.40 per un’azione di bombardamento alla piazzaforte di Gibilterra, seguito un’ora più tardi dall’aereo “Y”. Il velivolo “K”, al comando del magg. G. B. Lucchini, venne colpito e precipitò in mare, mentre “Y” riusciva a raggiungere Gibilterra alle 01.50 scaricando il suo carico bellico. Rientrava in Sardegna alle 08.15.

Dopo un lungo periodo di pausa, verso la metà del 1941, il Comando Bombardieri, assegnava al 32° Stormo BT (la base era posta sempre in Sardegna), il compito di bombardare nuovamente Gibilterra. La loro prima missione bellica si ebbe il 5 maggio del 1941, con una pattuglia di due aerei. La particolarità di quell’attacco era dovuta al tipo di armamento trasportato dai bombardieri; erano delle motobombe “FF” (un tipo di bomba dotata di elichetta che assicurava all’ordigno una certa autonomia nella cosa sottomarina, con esplosione regolamentata a tempo).
L’8 maggio, in un aspro combattimento aereo cadde il comandante della 49^ Squadriglia, il capitano Armando Boetto, alla cui memoria fu concessa una Medaglia d’Oro al Valor Militare  ed al cui nome oggi è dedicato lo Stormo (dal 1999).
Le missioni contro Gibilterra vennero ripetute i giorni 11, 12, 13 e 14 di luglio, tutte con esito positivo, soprattutto il giorno 13 (compiuta da un solo aereo), quando venne affondata una nave nel porto di Gibilterra. Tutti gli attacchi vennero compiuti da due o tre velivoli dotati di bombe tipo “FF”, anche se sull’obiettivo giunse sempre un singolo velivolo, a causa dell’abbandono da parte dei gregari per causa tecniche (un velivolo dovette atterrare a Palma nelle isole Baleari). Altre azioni compiute con un singolo velivolo si ebbero nei giorni 5 e 12 giugno.
La fervida attività durante il conflitto mondiale è testimoniata dalle numerose azioni di guerra e dalle ore di volo prodotte; infatti dal 10 giugno 1940 al 1° settembre 1941 furono ben 258 le missioni di guerra (17 bombardamenti e 241 ricognizioni armate) per un totale di 1790 ore di volo, danneggiando parecchie tonnellate di naviglio nemico.
Al termine di questo intenso periodo il reparto si trasferiva a Bologna per un periodo riorganizzativo e di addestramento. Qui assunse la denominazione di 32° Stormo Aerosiluranti e nell’ottobre del 1941 ricevette in assegnazione i primi Savoia Marchetti SM.84 in sostituzione dei velivoli SM.79.
Il 1° maggio del 1942 lo Stormo venne trasferito sulla base di Gioia del Colle (Puglia). Il 9 agosto passava a Villacidro in Sardegna con 30 aerei, partecipando alla “Battaglia di mezz’agosto” contro il più grande convoglio inglese mai apparso nel Mediterraneo pagando nella lotta un alto tributo di sacrificio e di sangue.
Alla fine di agosto rientrava a Gioia del Colle, per prendere parte alla scorta di un convoglio navale, l termine del quale passò nuovamente in Sardegna a Milis.
Nell’isola sarda, lo Stormo manteneva costantemente dei distaccamenti ad Alghero, impiegando questo aeroporto come trampolino di lancio, perché più vicino alla zona d’operazione, e per essere impiegato in missioni contro le forze navali Alleate impiegate nello sbarco in Algeria (“Operazione Torch”). In questo periodo, lo Stormo poteva disporre di 25 aerei. Alla fine di novembre, il Comando di Stormo ed il 38° Gruppo furono trasferiti a Gioia del Colle.
Il 1° dicembre del ’42, 10 SM.84 dell’89° partiti dalla Sardegna per un’azione di bombardamento contro il porto di Bona, mancarono l’appuntamento con 12 Macchi MC.202 Folgore che dovevano scortarli. La missione venne comunque portata a termine, ma costò la perdita di tre aerei abbattuti dalla caccia nemica, tre rientrarono gravemente danneggiati tanto da distruggersi al suolo in fase d’atterraggio, mentre gli altri quattro, pur gravemente colpiti riuscirono ad atterrare senza procurare altri danni ai velivoli.
Il 10 gennaio del 1943, lo Stormo fu trasferito a Lecce, ritornando alla specialità iniziale di BT, mentre l’89° Gruppo divenne Autonomo, passando alle dipendenze dell’Aeronautica di Sardegna. Al posto dell’89° Gruppo, giunse il  43° Gruppo Combattimento (3^ e 5^ Squadriglia), proveniente dal 13° Stormo con i Caproni Ca.314. Il 27 gennaio, fu decisa la messa in posizione “quadro” dello Stormo ed i suoi Gruppi divennero Autonomi, il 34° passava sotto il comando della V^ Squadra Aerea, ed il 43° passava in Albania a Devoli.

La rinasciata

Ventiquattro anni dopo, il 10 settembre 1967, il 32° Stormo venne ricostituito sull’aeroporto “Orazio Pierozzi” di Casale-Brindisi con il ruolo di Caccia Bombardieri e Ricognitori (CBR), dove opererà fino al 1993. Veniva posto alle sue dipendenze il 13° Gruppo CBR (76a, 77a e 78a Squadriglia), equipaggiato con i Fiat/Aeritalia G.91R, sostituiti poi nell’aprile del 1974 G.91Y (verranno radiati solo nel novembre del 1992).

Nella primavera del 1992, sulla base di Foggia-Amendola, viene formato un distaccamento straordinario del 32° Stormo, sezione che doveva preparare il personale del 13° Gruppo al passaggio sugli Aeritalia/Aermacchi/Embraer AMX. In questo periodo, ad Amendola (FG), era presente la 60^ Brigata Aerea con il 201° e 204° Gruppo su G-91T, e proprio nella primavera del ’92, iniziarono i preparativi del 201° Gruppo al passaggio sugli AMX-T (cedendo i G-91T al reparto “gemello” 204° Gruppo, che portò il totale di G-91 a 20). Nel 1993, la base di Brindisi, viene offerta alla NATO per essere impiegata nelle operazioni sulla ex Jugoslavia, e per tale motivo venne deciso il trasferimento dello Stormo ad Amendola (FG), dove già si stavano formando i primi piloti di AMX. Qui la 60^ Brigata Aerea viene disattivata, mentre vengono radiati definitivamente i G-91Y “Yenkee”.
Il 32° Stormo giunge ufficialmente a Foggia-Amendola il 1° luglio del 1993 e poteva disporre del 13°, 201° e 204° Gruppo. L’AMX, in questo periodo era in forte ritardo secondo la tabella di marcia, a causa di notevoli problemi creati dai propulsori, e di messa a punto, e per tale motivo l’attività di volo era svolta dal 204° Gruppo, che in pratica manteneva in vita gli altri due reparti.


Alla fine del ’93, viene sciolta la Sezione Addestramento e Standardizzazione (SAS), che fino a quel momento aveva curato il passaggio dei piloti sugli AMX, e queste mansioni vennero prese in carico dal 201° Gruppo, che poco dopo si trasferiva a Villafranca (VR), dove finalmente nel novembre 1994, riceve gli AMX-T (biposto). Lo stesso mese, anche il 13° Gruppo riceve il suo primo monoposto. Il 31 luglio del 1995, viene posto in posizione “quadro” il 201° Gruppo, per essere ricomposto il 1° agosto come 101° Gruppo (in base ad un vecchi decreto della Regia Aeronautica, Gruppi con il 200, indicano reparti di seconda linea/addestramento); il 101° Gruppo era stato parte dell’8° Stormo, sciolto nell’aprile del 1995.
Dal 15 settembre anche il 204° Gruppo, presso il quale si sono svolti gli ultimi addestramenti pre-operativi per piloti militari, è stato messo in posizione quadro mentre il 30 settembre veniva radiato il glorioso velivolo G.91T “Tango”.

Attualmente il 13° Gruppo opera su velivolo AMX “Ghibli” ed il 101° Gruppo svolge attività di formazione su velivolo AMX-T (versione bi-posto del velivolo AMX). Dal 9 dicembre 1997 il 32° Stormo ha partecipato all’operazione “Deliberate Guard” per il mantenimento della pace in Bosnia. Si conclude così il periodo di transizione dello Stormo che raggiunge la piena operatività sul velivolo AMX “Ghibli”. Nella primavera del 1999, per fronteggiare la crisi del Kosovo, è stata costituita sulla base di Amendola la Sezione Operativa AMX. La stessa, posta alle dipendenze del comandante il 32° Stormo, era composta da velivoli ed equipaggi del 2°, 3°, 32° e 51° Stormo ed ha operato sul territorio balcanico effettuando oltre 220 missioni.


Successivamente e per ogni anno, lo Stormo partecipa con i suoi Gruppi ed il proprio personale di supporto, ai rischieramenti esteri, alle esercitazioni ed alle operazioni reali con il velivolo AMX “Ghibli”. Degno di nota è stato l’impiego del velivolo AMX anche per la sorveglianza dello spazio aereo di Roma in occasione dei funerali del Santo Padre Giovanni Paolo II, per l’insediamento del pontefice Benedetto XVI e per la firma del “Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa”.

 

Ma la scommessa tecnologica per il futuro è legata al terzo Gruppo di volo: il 1 marzo 2002 il Gruppo Velivoli Teleguidati è costituito presso il 32° Stormo col compito di acquisire e mantenere le capacità di condurre le operazioni aeree con velivoli “Predator” a pilotaggio remoto.


Dal 1° febbraio 2005, l’unità prende le insegne del 28° Gruppo “Le Streghe”, ricostituito dopo lo scioglimento del 3° Stormo di Villafranca, con il prestigioso compito di rinnovarne le tradizioni. Con l’acquisizione del velivolo Predator A+ e gli MQ-1 Predator B, il Gruppo vive una nuova sfida che lo pone in prima linea e all’avanguardia nelle potenzialità tecnologiche impiegabili negli scenari di crisi internazionali.
L’impiego operativo di questi velivoli a pilotaggio remoto è avvenuto in occasione di un rischiaramento in Iraq nel 2005 (con i Preedator A), ed esattamente tre esemplari che operarono dalla base di Camp Mittila/Talu (Nassirya), con compiti di ricognizione e sorveglianza. I droni rientrarono in Italia nell’ottobre del 2006.

Nel giugno del 2007 alcuni droni vennero rischierati in supporto alle forze nazionali ed alleate in Afghanistan, sulla base di Herat. Anche in questo caso erano dei Predator A.
Nel 2011 i Predator vengono nuovamente impiegati nel teatro afghano, e in questo caso sono dei Predator A+ (Plus o migliorati), i quali nel corso dell’anno raggiungeranno le 9.000 ore di volo e le 750 missioni. Il programma di miglioramento del RQ-1B Predeator A è iniziato nel corso del 2009 dando vita appunto al MQ-1C Predator A+.

Reparti di volo

Alle dipendenze del 32° Stormo “Armando Boetto”, dislocato sull’aeroporto di Amendola (Foggia), operano:
13° Gruppo Caccia Bombardieri su AMX,
101° OCU su AMX-T,
28° Gruppo Velivoli Teleguidati
632a Squadriglia Collegamenti con NH-500E.

Dotazione di Volo

AM-X, AMX-T, RQ-1A PREDATOR, MB. 339, NH 500E, SIAI 208M

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