Come ti rovino un aereo - tecniche di invecchiamento

  17 Agosto 2012

Come ti rovino un aereo

Preshading, scrostature, colature e sporcature

Lo scopo di questo scritto non è quello di far vedere un bel modello o mostrarne la costruzione, bensì quello di mostrare tutta una serie di tecniche di invecchiamento che ho scoperto su internet o sulle riviste specializzate e che ho provato nel corso del tempo.

Tutte queste tecniche sono state provate tutte insieme su un unico modello. Il modello risulterà quindi abbastanza invecchiato anche se probabilmente il velivolo vero non lo era. Lo scopo, ripeto, non è quello di fare un modello realistico o “da concorso” ma di invecchiarlo con tante tecniche diverse.

Il modello che ha fatto da cavia è l’OA-4M in 1/72 della Fujimi. Discreto modello con un bel dettaglio superficiale. La fase di assemblaggio è andata abbastanza liscia e non ho dovuto usare molto stucco. Gli interni non sono granché ma li ho lasciati così volendomi concentrare sulla colorazione e l’invecchiamento. Ho perfino messo le decal sulle consolles laterali e sul pannello strumenti per risparmiare tempo.

Terminato il montaggio ho spruzzato il primer bianco

Preshading

Dopo il primer ho iniziato con il preshading. Il preshading consiste nel passare con l’aerografo il nero o un colore molto scuro sulle principali pennellature o zone in ombra del modello. Le linee non devono essere per forza precisissime o molto sottili, anche solo un’abbozzatura andrà più che bene

per poi colorarlo con varie sottili mani di colore in modo da lasciare una piacevole varietà cromatica,  qui si può vedere la colorazione della parte inferiore:

Il modello dopo le prime due mani di colore:

Dopo la terza e la quarta :

Dopo la quinta:

Il colore deve essere diluito, io ho usato una miscela circa di 40% colore e 60% diluente, entrambi Gunze. Finita la colorazione con questa miscela ho schiarito i pannelli più grandi spruzzando a bassa pressione al centro dei pannelli il colore di base con un po’ di bianco

 

Scrostature

Facciamo un passo indietro, a prima della verniciatura e del pre-shading. Le scrostature delle vernici dei velivoli usurati possono essere fatte anche con un altro metodo, non solo riproducendole a pennello.

Questa tecnica dovrebbe essere limitata a scrostature estese, almeno in 1/72.

Prima di colorare il modello ho individuato le zone del modello che dovranno essere scrostate pesantemente, come il dorso, la deriva, le ali subito dietro gli slat, il bordo d’entrata delle ali, il muso ecc.

Ho colorato l’area del colore sottostante che poi verrà fuori con la scrostatura, in questo caso ho usato il gun metal.

Dopo aver predisposto le zone da scrostare vi ho depositato delle piccole gocce di maskol:

Per essere sicuro di non dimenticarmele in seguito ho segnato sulle istruzioni quali zone del modello sono state sottoposte a questo trattamento

Dopo aver colorato il modello, posizionato le decal e fatto asciugare un po’ il tutto sono andato con delle pinzette a portare via il maskol:

La zona pre-trattata

Con le pinzette ho preso il maskol per tiralo via….

Questo è ciò che rimane

I bordi della scrostatura possono rimanere sollevati, e quindi è bene carteggiare l’area su cui si è lavorato con carta abrasiva finissima ….

o spugnetta abrasiva ….

 

Sporcature (1^ fase)

Ora che il modello è colorato e scrostato sono passato alla sporcizia che si va ad accumulare sulle pennellature più esposte. Queste devono essere mascherate con nastro adesivo molto poco aderente (sono ideali i post-it).

Ho spruzzato poi del nero opaco molto diluito sul post-it in modo da far sbordare sull’ala solo una piccola parte di colore

L’effetto ottenuto dovrebbe essere più o meno così

Ecco altre immagini dell’ OA-4M

 

Colature

Una delle forme di invecchiamento più usuali sugli aerei  (e anche sui carri) è una colatura di liquidi che fuoriescono da pennellature, tappi ecc.

Ho riprodotto questo effetto così:

Ho posizionato sul punto da cui inizia la colatura una piccolissima parte di colore scuro ad olio (può essere terra di Siena bruciata, nero o grigio scuro) con uno stuzzicadenti

Dopodiché con un pennello piatto non troppo duro e umido di diluente (universal, acquraggia, trementina….) ho iniziato a tirare il colore ad olio verso poppa, seguendo il flusso aerodinamico.

Se la striatura risulta troppo lunga si può “tagliare” con dei movimenti del pennello trasversali ad essa. Il pennello deve essere sempre inumidito di diluente, ma non grondante, altrimenti porterà via tutta la colatura e bisogna ricominciare.

Sporcatura (2^ fase)

Ora il modello è quasi finito, è arrivato il momento di aggiungere un altro po’ di sporcizia nelle zone che sono rimaste più “inviolate” finora. Un modo molto comune per applicare della sporcizia sulla superficie di un modello è quello di strofinare sulla finitura opaca un pennello pieno di polvere di grafite tratta dalla punta di una matita “grattata” sulla carta abrasiva.

Qui invece ho optato per un’ altra tecnica, che vede di nuovo coinvolti i colori ad olio.

Ho posizionato una piccola parte di colore ad olio scuro sulla zona da sporcare, come per la tecnica precedente

Ho infilato il pennello nel diluente, questa volta il pennello deve essere zuppo.

Ho poi  agito sul colore ad olio depositato in precedenza, creando un alone sulla zona da sporcare

Ho passato, infine, il consueto lavaggio ad olio nei recessi e con una matita morbida ho evidenziato le pennellature.

Ecco qui il risultato finale

Spero di aver dato qualche spunto utile a tutti i modellisti che leggeranno queste pagine per “rovinare” i loro modelli.

Giulio

 

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