MATTEI GIULIO

MATTEI GIULIO

Eurofighter EF.2000 Typhoon - kit Revell - scala 1/48

X° Gruppo del 36° Stormo di Gioia del Colle

Il modello di questo articolo è il Revell in scala 1/48. Ho usato le mascherature e le fotoincisioni Eduard. Ho comprato le decal Twobobs ma alla fine le ho utilizzate ben poco.

Non mi piace iniziare i modelli “dall’inizio”: preferisco approcciare il lavoro da dettagli esterni più semplici, per familiarizzare.

Ho iniziato dall’estremità alare sinistra e dal vano carrello principale.  Inoltre ho riempito di piombini da pesca il muso, ed ho fissato il tutto con l’UHU TAC.

Ho incollato i vani carrello alle ali inferiori (le frecce in blu sono per essere sicuro di non sbagliare verso). Ecco i pod dei tip alari finiti. I serbatoi subalari hanno avuto bisogno di un po’ di mr. Surfacer.

Sulla presa d’aria si sono materializzate delle fessure enormi. Le ho riempite con mr. Surfacer, almeno due strati. Il problema si è poi riproposto quando si è trattato di incollare le prese d’aria alla fusoliera.
Ho iniziato l’abitacolo. Per prima cosa ho asportato tutto il dettagli in rilievo così da poter incollare le fotoincisioni Eduard. Per questo lavoro preferisco la cianoacrilica in gel, in quanto consente di avere un po` di tempo per ritoccare il posizionamento dei pezzi prima di solidificare.

Ho piegato le fotoincisioni che riproducono i laterali dell’abitacolo con gli strumenti Missionmodels.

Torniamo alla presa d’aria: è difficile arrivare a scartavetrare bene tutta la linea della presa d’aria, e questa è la mia soluzione: una spugnetta abrasiva “spinta” dentro con il manico di una limetta.

L’abitacolo ha visto l’inserimento delle consolles Eduard precolorate. Gli schermi multi-funzione sono neri in quanto riproduco un aereo spento. Ecco come ho incollato l’abitacolo alla semifusoliera di destra: ho assemblato il tutto senza colla, e dopo che tutto era in posizione ho incollato l’abitacolo al lato destro.

Unire le due semifusoliere è stato l’inizio della tragedia: qui una prova a secco. Ho dovuto forzare le due semifusoliere insieme, “puntarle” con dei punti di colla cianoacrilica e poi ho consolidato la giunzione con la Tamiya tappo verde. Ma il peggio doveva ancora venire….

Ora si arriva al punto 12 delle istruzioni: l’incollaggio delle ali inferiori alla carlinga. C’è un piccolo pezzo che deve essere messo in mezzo. Su questo le istruzioni non sono proprio eccellenti: mi ci è voluto un po` per leggere, documentarmi, ink@##@*mi per capire bene cosa il sig. Revell voleva che io facessi. E` stato abbastanza difficile capire il giusto posizionamento, anche dopo aver capito cosa dovevo fare: la giunzione è tremenda.

Quella sotto è la parte incriminata........…non combacia proprio bene.

Mentre litigavo con questi pezzi, e sforzavo tutta la struttura, sono riuscito a rompere la presa d’aria: la parte anteriore ha semplicemente collassato. Ma, anche in questo caso…la tragedia vera deve ancora arrivare. Centimetro dopo centimetro, cianoacrilica ed accelerante, ho forzato insieme le ali e la fusoliera inferiore come avevo fatto con le due semifusoliere, e nel farlo…HO SPACCATO UN’ALA!!!

Ho incollato gli estradossi alari, e per una volta non ci sono stati problemi. Ora. In fin dei conti ammettiamolo: io non sono certo questo gran modellista, e questa non è una novità`, ma questa fase della costruzione è deludente e frustrante. Il modello ora sembra un ferito: bende, colla e stucco ovunque per cercare di tenerlo insieme. Mentre lo stucco indurisce, la cianoacrilica tiene insieme tutto, e la colla asciuga mi sono dedicato al seggiolino: c’è stato bisogno di qualche limatina nella parte inferiore per farlo entrare nell’abitacolo.

Il canopy presenta la solita linea di giunzione nel mezzo. L’ho cancellata con un bastoncino abrasivo di grana molto fine, e poi ho lucidato il tutto con i compound Tamiya, strofinati con un cottonfioc.

Ho aggiunto alcuni dettagli ai vani carrelli.......d ai portelli.

Per risistemare le prese d’aria ho usato lo stucco bicomponente Milliput. Ecco come faccio: prendo dei pezzi dei due componenti, li arrotolo insieme, poi piego a “U” il salsicciotto che ne risulta e riarrotolo il tutto.

Il peggio è passato ora: dopo un enorme lavoro di stuccatura e carta abrasiva il tutto sembra avere un aspetto normale. Ho affinato il bordo d’uscita dei flaps. Ora il modello è pronto per il primer.

Ho aggiunto dei dettagli alle gambe del carrello: alla fine ho deciso di non usare i carrelli SAC: altro non sono che copie metalliche di quelli della scatola. Tanto vale usare questi!! Questi sono i componenti prima dell’assemblaggio finale, si nota “l’apparizione” di due coperture rosse per le prese d’aria: ho deciso infine di usarle per nascondere il disastro che si celava all’interno. Ho rimpiazzato le maniglie con del filo metallico.

Il primer ed il pre-shading. Non ho effettuato il pre-lighting (cioè passare del bianco al centro del pannello)in quanto questi velivoli raramente sono molto usurati. Ho cercato di far apparire la parte inferiore più sporca di quella superiore. Ho iniziato anche a colorare i vani carrello.

Ho utilizzato le decal della scatola alla fine: le istruzioni qui` sono un disastro: i numeri non combaciano e bisogna arrivare da soli a capire quale decal e dove il sig. Revell vuole che io la metta.

E questo e` il modello finito.

Aeritalia/Lockheed F-104S-ASA Starfighter - kit Hasegawa - scala 1/48

18° Gruppo Caccia Intercettori Ognitempo del 37° Stormo di Trapani 1991

Sono sempre stato innamorato dei jet, ed ovviamente sono sempre stato enormemente influenzato dall’F-104. Quando avevo 13 anni il principale ostacolo alla mia passione erano mio padre e la scuola, lavorando in combutta: mi era proibito comprare riviste di aeronautica perché` a scuola all’epoca non andavo granché bene, quindi dovevo tenerle ben nascoste. In una di queste, nel 1991, era raffigurato un F-104S-ASA-CBR con una colorazione sperimentale a toni di grigio.Questo :

Questo e l’aereo che intendo riprodurre. La mimetica era un esperimento dei tecnici del 18mo gruppo del 37° stormo di Trapani. I piloti dissero che la nuova mimetica funzionava benissimo, ma non fu adottata, anzi: lo SMA ordinò che venisse rimossa subito: così la MM6909 fu l’unico aereo ad averla.

Costruzione

Scatola Hasegawa, decals Tauro, due set  Eduard, vani carrelli Aires, motore Aires, prese d’aria dell’”S” clonate da un amico, seggiolino aires (mi pare).

Non mi piace iniziare gli aerei dall’abitacolo. Mi piace cominciare con cose più semplici, tanto per “fare amicizia” con la scatola prima di affrontare cose un po` più complicate.

Ho iniziate dalle ali. Qui ci sono i tanti criticati rivetti. Mi dicono che in realtà non sono rivetti ma viti piatte, per quanto mi riguarda il risultato è lo stesso: accumulano la sporcizia e devono essere evidenziati. Ho anche assemblato il cono del muso e l’ho riempito di piombini fissati con l’UHU tack.

Ho pulito le parti in resina ed ho fatto delle prove di assemblaggio con le semifusoliere: e` tutto perfetto –abbastanza sorprendente considerata la fama che ha Aires su questo punto-. Ho lavato e primerizzato il tutto.

Restando in tema di resina: ho lavato e preparato il motore, e` davvero molto bello.  Ecco tutti i pezzi colorati e pronti all’assemblaggio.

In dettaglio: il motore di resina ha dato qualche problema: le fotoincisioni non entravano bene nel tubo di resina, ed è stato necessario lavorare un po` di carta abrasiva per farle entrare. Alla fine, va detto, il risultato finale è molto buono. Il motore è stato colorato con argento, ha ricevuto un dry-brush alluminio e un lavaggio molto scuro.

Ho colorato I vani carrello di burnt metal, giallo, argento, azzurro e marrone. Ho dato un lavaggio MIG e un dry-brush in argento. Ho anche finito il lavoro sulle ruote.

Gli sportelli hanno ricevuto le fotoincisioni Eduard, sono stati colorati ed hanno ricevuto un dry-brush. Le luci saranno aggiunte alla fine.

L’abitacolo non è finito. E` stato colorato e molto dettagliato con le fotoincisioni Eduard, ha ricevuto un lavaggio scuro MIG, ma ancora abbisogna di qualche dettaglio sulla manetta e il pannello frontale: alcuni strumenti sulla parte superiore del pannello devono essere cambiati: il cockpit dell’F-104 G ed F-104 S/ASA erano leggermente diversi.

Il seggiolino completato, lo tengo da parte perché mi piace aggiungerlo alla fine.

Ora è il momento delle prese d’aria di resina. Queste sono diverse da quelle del G in quanto l’incisione sul lato è rettangolare e non trapezoidale. Queste prese d’aria non combaciano benissimo, ed è stato necessario usare un po` di stucco, soprattutto sulla parte inferiore. Forse valeva la pena reincidere le prese d’aria del kit…

Le gambe del carrello presentano dei residui di stampaggio, ed ho deciso di usare quelle SAC, che altro non sono che una replica in metallo di quelle del kit, ma senza residui di stampaggio. Ho aggiunto qualche cavo di resina e un paio di fotoincisioni sulla gamba frontale.

Ecco la fusoliera e le ali assemblate.

Ho controllato le giunzioni “delicate” con della vernice argento (che come sappiamo non perdona). La parte inferiore ancora ha bisogno di un po` di lavoro, ma il più è fatto. C’è bisogno di reincidere qualcosina vicino i vani carrelli principali, ma sono riuscito a salvare buona parte dei dettagli utilizzando del nastro Tamiya vicino le stuccature, proprio per proteggere le incisioni e le rivettature.

I serbatoi alari: ho fatto del pre-shading sia sulle line di pannellatura sia random, per dare varietà alla colorazione.

Ora la pinna ventrale: è diversa da quella del G. Ne avevo ricevuta una in resina ma la qualità era pessima, quindi ho preferito modificare quella del kit. Un lavoro più facile da fare che da descrivere: basta un po` di carta abrasiva.

Anche l’aereo è pronto per il primer. C’è stato bisogno di qualche piccola reincisione, soprattutto nella parte inferiore. Ora è il momento di aggiungere un po` di quei dettagli che fanno la differenza tra un F-104G ed un S-ASA.

Per reincidere ho usato del nastro dymo ed un “sofisticatissimo” strumento auto-costruito.

L’interno del canopy. Rimangono fuori solo le cerniere ed I blocchi del canopy, saranno aggiunti dopo la colorazione.

Questo è l’interno del canopy. Noterete che il pezzo a “V” dietro al seggiolino è montato al contrario… l’ho notato anche io. Ora è stato corretto. 

 La palpebra. Ho marcato a matita i contorni della mimetica, e poi dopo il primo grigio piu` chiaro ho messo l’UHU tack per mascherare.Le decal vanno in posizione benissimo: ho usato i prodotti Gunze, molto aggressivi sulle decal.

Questo pezzo deve essere ridipinto: un amico dal forum di www.modellismopiu.it ha prodotto un disegno della mimetica da cui si evince che così è totalmente sbagliato.

Siamo giunti alla fine......qui sotto abbiamo il velivolo terminato.....

Buon Modellismo a Tutti...!!!!

Come ti rovino un aereo

Preshading, scrostature, colature e sporcature

Lo scopo di questo scritto non è quello di far vedere un bel modello o mostrarne la costruzione, bensì quello di mostrare tutta una serie di tecniche di invecchiamento che ho scoperto su internet o sulle riviste specializzate e che ho provato nel corso del tempo.

Tutte queste tecniche sono state provate tutte insieme su un unico modello. Il modello risulterà quindi abbastanza invecchiato anche se probabilmente il velivolo vero non lo era. Lo scopo, ripeto, non è quello di fare un modello realistico o “da concorso” ma di invecchiarlo con tante tecniche diverse.

Il modello che ha fatto da cavia è l’OA-4M in 1/72 della Fujimi. Discreto modello con un bel dettaglio superficiale. La fase di assemblaggio è andata abbastanza liscia e non ho dovuto usare molto stucco. Gli interni non sono granché ma li ho lasciati così volendomi concentrare sulla colorazione e l’invecchiamento. Ho perfino messo le decal sulle consolles laterali e sul pannello strumenti per risparmiare tempo.

Terminato il montaggio ho spruzzato il primer bianco

Preshading

Dopo il primer ho iniziato con il preshading. Il preshading consiste nel passare con l’aerografo il nero o un colore molto scuro sulle principali pennellature o zone in ombra del modello. Le linee non devono essere per forza precisissime o molto sottili, anche solo un’abbozzatura andrà più che bene

per poi colorarlo con varie sottili mani di colore in modo da lasciare una piacevole varietà cromatica,  qui si può vedere la colorazione della parte inferiore:

Il modello dopo le prime due mani di colore:

Dopo la terza e la quarta :

Dopo la quinta:

Il colore deve essere diluito, io ho usato una miscela circa di 40% colore e 60% diluente, entrambi Gunze. Finita la colorazione con questa miscela ho schiarito i pannelli più grandi spruzzando a bassa pressione al centro dei pannelli il colore di base con un po’ di bianco

 

Scrostature

Facciamo un passo indietro, a prima della verniciatura e del pre-shading. Le scrostature delle vernici dei velivoli usurati possono essere fatte anche con un altro metodo, non solo riproducendole a pennello.

Questa tecnica dovrebbe essere limitata a scrostature estese, almeno in 1/72.

Prima di colorare il modello ho individuato le zone del modello che dovranno essere scrostate pesantemente, come il dorso, la deriva, le ali subito dietro gli slat, il bordo d’entrata delle ali, il muso ecc.

Ho colorato l’area del colore sottostante che poi verrà fuori con la scrostatura, in questo caso ho usato il gun metal.

Dopo aver predisposto le zone da scrostare vi ho depositato delle piccole gocce di maskol:

Per essere sicuro di non dimenticarmele in seguito ho segnato sulle istruzioni quali zone del modello sono state sottoposte a questo trattamento

Dopo aver colorato il modello, posizionato le decal e fatto asciugare un po’ il tutto sono andato con delle pinzette a portare via il maskol:

La zona pre-trattata

Con le pinzette ho preso il maskol per tiralo via….

Questo è ciò che rimane

I bordi della scrostatura possono rimanere sollevati, e quindi è bene carteggiare l’area su cui si è lavorato con carta abrasiva finissima ….

o spugnetta abrasiva ….

 

Sporcature (1^ fase)

Ora che il modello è colorato e scrostato sono passato alla sporcizia che si va ad accumulare sulle pennellature più esposte. Queste devono essere mascherate con nastro adesivo molto poco aderente (sono ideali i post-it).

Ho spruzzato poi del nero opaco molto diluito sul post-it in modo da far sbordare sull’ala solo una piccola parte di colore

L’effetto ottenuto dovrebbe essere più o meno così

Ecco altre immagini dell’ OA-4M

 

Colature

Una delle forme di invecchiamento più usuali sugli aerei  (e anche sui carri) è una colatura di liquidi che fuoriescono da pennellature, tappi ecc.

Ho riprodotto questo effetto così:

Ho posizionato sul punto da cui inizia la colatura una piccolissima parte di colore scuro ad olio (può essere terra di Siena bruciata, nero o grigio scuro) con uno stuzzicadenti

Dopodiché con un pennello piatto non troppo duro e umido di diluente (universal, acquraggia, trementina….) ho iniziato a tirare il colore ad olio verso poppa, seguendo il flusso aerodinamico.

Se la striatura risulta troppo lunga si può “tagliare” con dei movimenti del pennello trasversali ad essa. Il pennello deve essere sempre inumidito di diluente, ma non grondante, altrimenti porterà via tutta la colatura e bisogna ricominciare.

Sporcatura (2^ fase)

Ora il modello è quasi finito, è arrivato il momento di aggiungere un altro po’ di sporcizia nelle zone che sono rimaste più “inviolate” finora. Un modo molto comune per applicare della sporcizia sulla superficie di un modello è quello di strofinare sulla finitura opaca un pennello pieno di polvere di grafite tratta dalla punta di una matita “grattata” sulla carta abrasiva.

Qui invece ho optato per un’ altra tecnica, che vede di nuovo coinvolti i colori ad olio.

Ho posizionato una piccola parte di colore ad olio scuro sulla zona da sporcare, come per la tecnica precedente

Ho infilato il pennello nel diluente, questa volta il pennello deve essere zuppo.

Ho poi  agito sul colore ad olio depositato in precedenza, creando un alone sulla zona da sporcare

Ho passato, infine, il consueto lavaggio ad olio nei recessi e con una matita morbida ho evidenziato le pennellature.

Ecco qui il risultato finale

Spero di aver dato qualche spunto utile a tutti i modellisti che leggeranno queste pagine per “rovinare” i loro modelli.

Giulio

 

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