7° Gruppo Assalto / Caccia Terrestre - Regia Aeronautica

  18 Gennaio 2015

7° Gruppo Combattimento / Assalto / CT della Regia Aeronautica

In questo articolo andremmo ad analizzare la Storia del 7° Gruppo dalla sua formazione nella "Grande Guerra" fino al giorno della sua disattivazione nel corso della II^ Guerra Mondiale, avvenuta nel 1943.

Il VII Gruppo Aeroplani

Il VII Gruppo Aeroplani da Ricognizione per l'Artiglieria del Corpo Aeronautico Militare del Regio Esercito, fu costituito il 30 aprile del 1916 con sede a Verona per le esigenze dell’Artiglieria. Il Gruppo, posto inizialmente alle dirette dipendenze del Comando della 1^ Armata, svolgeva operazioni di ricognizione aerea con le Sezioni della 46^ Squadriglia d’Artiglieria schierate sui campi di volo di Verona ed Asiago e con la 48^ Squadriglia a Belluno. A seguito del riordinamento della primavera del 1917, il VII Gruppo acquisì altre Squadriglie e si trasferì a Nove di Bassano (Vicenza), alle dipendenze del Comando di Aeronautica della 6^ Armata con sede a Bassano, dove rimase fino a tutto il 1917. Le sue Squadriglie (26^, 32^, 33^, 49^, 62^ e 115^) partivano dai campi di volo di Villaverla, Casoni, Nove e San Pietro in Gù, fra le provincie di Vicenza e Padova, mentre la scorta aerea era assicurata dalla 79^ Squadriglia Caccia con base ad Istrana, in provincia di Treviso.

Nieuport 27 della 79^ Squadriglia Caccia.

A seguito degli eventi di Caporetto, al 20 novembre 1917 il Comando di Gruppo poteva disporre quattro Squadriglie d’Artiglieria (26^, 33^, 115^ e 139^) schierate a San Pietro in Gù e Nove, dove era ripiegata anche la 79^ Squadriglia Caccia operante in seno al Gruppo. In vista della battaglia di Vittorio Veneto dell’ottobre 1918, il Gruppo si concentrò sul campo di volo di San Pietro in Gù (Padova) insieme alle sue Squadriglie da ricognizione  (26^, 32^ e 33^) avendo ceduto precedentemente la 79^ Squadriglia.  Il VII Gruppo rimase attivo come tale fino all’agosto del 1919, quando si trasformò in Gruppo da Ricognizione per Artiglieria con sede ad Aiello.

Velivolo della 26^ Squadriglia da ricognizione.

Il dopo guerra

Dopo la pausa post-bellica e la nascita della Regia Aeronautica avvenuta nel marzo del 1923, fu costituito il VII Gruppo Autonomo Caccia, con sede sull’aeroporto di Ciampino Sud. Dal 30 maggio del 1924 il Gruppo, costituito dalla 73^ e 74^ Squadriglia, fu assegnato al 1° Stormo Caccia. Il 25 dicembre con alle dipendenze le Squadriglie 76^, 84^, 86^ e 91^ andò a fondare, rimanendo nella sede di Ciampino, il 2° Stormo Caccia insieme all’8° Gruppo di Mirafiori e al 13° Gruppo dislocato sull’aeroporto di Venaria Reale, anch’esso distaccato dal 1° Stormo. Nel febbraio del 1927 lasciò il 2° Stormo e, rimanendo nella sede di Ciampino Sud, diventò VII Gruppo Autonomo Caccia Terrestre fino al maggio 1928 quando, con le Squadriglie 76^, 84^, 86^ e 91^ su Ansaldo AC-3, venne aggregato all’8° Stormo “Misto” per poi ritornare Autonomo e posto alle dipendenze della 3^ Z.A.T.  in data 10 ottobre 1929, dopo aver ricevuto gli aerei Fiat CR-20.

La storia successiva del Gruppo è legata alla nascita della specialità dell’Aviazione d’assalto fortemente voluta dal Tenente Colonnello Amedeo Mecozzi, comandante del Gruppo. Dietro forti insistenze di Mecozzi, nel 1929 il Gruppo fu autorizzato dallo Stato Maggiore ad effettuare sperimentazioni di attacco al suolo che portarono a definire in modo chiaro le specifiche per l'aereo da impiegare nella nuova specialità nonché le sue modalità di impiego. A seguito della sperimentazione, nel 1930 il Gruppo si trasformò prima in VII Gruppo Autonomo da Caccia e poi nel 1931 in VII Gruppo Autonomo da Caccia e d'Assalto, con sede nell'aeroporto di Roma-Ciampino Sud. In questo periodo era equipaggiato con gli Ansaldo AC-3 (Ansaldo Caccia 3), altri non era che il Dewoitine D.9 costruito su licenza dalla ex Ansaldo, visto che da poco tempo era stata assorbita dalla Fiat/Aeritalia. Questo aereo era praticamente un caccia declassato al ruolo di assaltatore (specialità in oltre in via di formazione, artefice proprio Mecozzi).

IMAM Ro.41, impiegato dalla 98^ Squadriglia per prove valutative a Roma-Ciampino

Rimanendo in quella sede, dal 1° gennaio 1934 con le Squadriglie 76^, 86^ e 98^ entrò a far parte  del 5° Stormo d’Assalto e con esso dal 1° luglio 1936 della 5^ Brigata Aerea d’Assalto. Molti suoi piloti e specialisti parteciparono alla Guerra di Spagna.

  76^ Squadriglia

   86^ Squadriglia 

Il 1° gennaio del 1934, con le Squadriglie 76^, 86^ e 98^, entrava a far parte del 5° Stormo Assalto, mantenendo in linea gli ormai obsoleti AC-3. Nel luglio del 1935, lo Stormo passava alle dipendenze della 5^ Squadra Aerea (che comprendeva il 5° e 50° Stormo), iniziando a radiare finalmente i suoi vecchi aerei e transitando sui Caproni AP.1 (detti anche Ca.301) e Breda 64. Comunque nel 1936 erano ancora in linea diversi AC.3 distribuiti nelle varie Squadriglie.

Tra il 1936 ed il 1937, gli ultimi AC.3 vennero definitivamente radiati in favore dei Caproni AP.1 e dei Breda 64. In questo periodo, molti suoi piloti e specialisti parteciparono alla Guerra di Spagna.

Entro il 1938, anche tutti gli AP.1 furono radiati perché non adatti al ruolo assaltatori.

 

La II^ Guerra mondiale

Squadriglie 76, 86 e 98

Nell’autunno del 1939, questo reparto era operativo  sulla 76^, 86^, 98^ Squadriglia, inquadrato nel 5° Stormo Assalto, dotato di Breda 88 Lince (quattro dei quali con doppi comandi), ricevuti il 6 maggio del ’39. Il 1° novembre del 1939, il reparto era operativo con 35/40 aerei di questo tipo.

Nel maggio-giugno del 1940, aveva base in Libia inquadrato nella 5^ Squadra Aerea, settore che lasciò il giorno prima dell’entrata in guerra dell’Italia.

Rientrato in Italia, prese base a Campiglia Marittima, inserito nella 1^ Squadra Aerea, divenendo Gruppo Autonomo l’11 giugno. Qui fu impiegato per le operazioni sulle Alpi francesi, oltre che per la sorveglianza della costa Toscana, e compiendo anche alcune missioni di bombardamento e mitragliamento in Corsica. Al termine della breve campagna contro la Francia, il reparto passava a Lonate Pozzolo, sempre con i Br.88 Lince ed alcuni Br.65/A80, dove il 13 luglio, rientrò a far parte del 5° Stormo Assalto.

Il 9 agosto 1941, lasciava nuovamente le file dello Stormo, passava in Libia per appoggiare l’avanzata su Sidi Barrani. Il 10 agosto del 1940, prese base a Derna, con un organico di 32 aerei dotati di filtri antisabbia, dove ca. 20 erano in condizioni di volo. Proprio i filtri antisabbia, causarono una riduzione della velocità e la comparsa di fenomeni di surriscaldamento ai motori, penalizzando ulteriormente i Breda 88 già sottopotenziati. Tra i velivoli troviamo il Breda 88 “7 nero” (MM.4038).

Velivolo appartenente al 7° Gruppo nell’estate del 1940 in Africa settentrionale.

 

Il difficile ambiente in cui questi aerei dovevano operare, deteriorò il materiale di volo a tal punto, che l’11 agosto, erano operativi solo 13 aerei, che continuarono comunque ad operare nel settore di Sidi-Barrani, ma con scarsi risultati.

A metà settembre, il reparto venne frazionato con compiti di difesa di punto: la 76^ Squadriglia passò a Derna, l’86^ Squadriglia a Benina e la 98^ Squadriglia a Tobruk T2.

La prima missione bellica del reparto con i Breda 88 venne compiuta solo il 19 settembre del 1940. Dopo poche ore di servizio attivo in combattimento, ci si rese conto dell’inutilità del velivolo, che fu immediatamente ritirato dal servizio in qualità di bombardiere veloce o assaltatore.

Si cercò di impiegarlo come intercettore, ma fu ugualmente deludente, e in questa veste in ASI, accumulò solo 38 ore di volo

Il 14 ottobre 1940, dei 29 Breda in carico al Gruppo, solo 10 erano ancora in grado di volare.

Solo la 76^ Sqd. Era ancora operativa in Africa settentrionale, operando fino a metà novembre, quando anch’essa, con soli 2 aerei disponibili (a Castel Benito), dovette essere rimpatriata. I due aerei rimasero nel settore africano, dove assieme ad altri (inservibili) fungevano da aerei “civetta” durante gli attacchi inglesi nei campi di volo. Con il rientro in Italia della 76^ Sqd., tutto il gruppo fu sciolto.

Macchi MC.200 Saetta "Rosso 5" della 86^ Squadriglia CT.

Venne ricostituito nel gennaio del 1941 sulla base di Palermo-Boccadifalco, con la 76^, 86^ e 98^ Squadriglia, nel marzo del 1941, venne inserito nel 54° Stormo CT, con i Macchi MC.200 Saetta. In questo mese la sua 76^ Sqd. venne subito trasferita d’urgenza in A.S.I., sulla base di Benina, mentre il resto del reparto passava in basi nel nord Italia. La Sqd. in Africa settentrionale, poco dopo il suo arrivo in questo settore, perse quasi tutti gli aerei a terra durante gli attacchi inglesi sui campi di volo.

Nell’aprile del ’41, la sua 86^ Sqd., partecipava alle azioni belliche contro la Jugoslavia ritornando poco dopo alle vecchie missioni di protezione del territorio metropolitano.

Il 25 maggio del 1941, il Gruppo si trasferiva in Sicilia per essere impiegato in missioni di scorta ai convogli navali commerciali, scorta ai bombardieri diretti a Malta e compiti di difesa di punto.

(Altri dati mi danno che : A protezione delle città italiane del nord, il Gruppo vi rimase fino a dicembre, dopo di che, passava in Sicilia, per iniziare un ciclo operativo contro l’isola di Malta. )

 

All’inizio del 1942, una sua Sezione venne trasferita a Palermo, e a giugno il Gruppo era nuovamente impiegato in compiti di scorta ai bombardieri diretti su Malta, per poi passare ala scorta convogli nel luglio. La 76^ Squadriglia restava a Pantelleria fino all’inizio di agosto con compiti di scorta.

Nel luglio del 1942, dopo aver ricevuto alcuni Fiat CR.42CN Falco, con compiti di caccia notturna, il reparto passava in Grecia, rientrando poco dopo (settembre), venendo frazionato in varie basi italiane, per assolvere al compito di servizio su allarme contro i bombardieri alleati in territorio metropolitano

 

Macchi MC.200 dell’86^ Sqd. del 7° Gr. CT, 54° Stormo Caccia a Palermo, nell’estate del 1942

 

Il 13 agosto del 1942, il Ten. Adriano Visconti, abbatteva un Supermarine Spitfire, nel settore del Mediterraneo. Visconti volava con un Macchi MC.202 Folgore, appartenente alla 76^ Squadriglia.

Nel settembre del 1942, il reparto iniziava a ricevete i Macchi MC.202 Folgore sulla base di Crotone, passando totalmente su quest’aereo dall’inizio del 1943 sulla base di Torino-Caselle.

Il 23 marzo del 1943, il 7° Gruppo fu inviato in Tunisia per arginare l’avanzata alleata in quel settore dopo lo sbarco in Algeria. Giungeva in Tunisia il 25 marzo, dove assieme al 16° Gruppo, diedero vita al 54° Stormo CT. Da subito il reparto trasferiva alcune Sezioni sulle aviosuperfici K34 e K41. Il 6 maggio, 14 Macchi, decollati da Soliman, finirono per ingaggiare in combattimento alcuni Curtiss P-40, nei presidi Capo Bon. Fu l’ultima azione della Regia Aeronautica dalle basi tunisine.

Il 7 maggio del 1943, troviamo il Gruppo a Soliman con le sue Sqd. dotate complessivamente di 19 aerei. Il giorno dopo, dato che la base di Soliman era troppo esposta ai bombardamenti nemici, il reparto, al comando del Magg. Molinari, raggiungeva il reparto “gemello” (il 16° Gruppo) a Korba. Lo Stormo in questo periodo era al comando del Ten. Col. G. Zappetta. Tale spostamento non passava inosservato dal nemico, così il 9 dello stesso mese, la base di Korba fu oggetto di ben cinque ondate di bombardamento, tra le 11.00 e le 19.00. Dei 19 aerei del 7° Gruppo, se ne salvarono solo quattro. Lo stesso giorno i quattro aerei, con 8 piloti a bordo decollarono dalla Tunisia passando in Sicilia. Un quinto aereo riuscì a prendere il volo dopo alcune riparazioni, con un pilota ed un armiere.

Macchi MC.202 Folgore all’inizio del 1943 appartenente alla 98^ Squadriglia.

 

La sera del 9 maggio, quindi, facevano scalo a Pantelleria, raggiungendo la base di Sciacca in Sicilia il 10 maggio del 1943 assieme al “gemello” 16° Gruppo, esso fu l’ultimo reparto ad essere impiegato in Africa. Con il rientro in Sicilia il 18 maggio, il 7° Gruppo CT rimase senza aerei ne equipaggi, e così venne sciolto il 27 maggio, assieme al 54° Stormo CT.

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