BALDOIN PAOLO

BALDOIN PAOLO

Autoblindo Vesa Caproni-Fuscaldo - Kit WIP3D - Scala 1/35

2° Prototipo di Autoblinda

L'autoblindo Vespa-Caproni era un veicolo militare italiano, ideato dalle industrie aeronautiche Caproni. Ne fu costruito solo un prototipo, lungamente testato il 2 febbraio 1942 presso il Centro Studi della Motorizzazione ma, nonostante fosse un progetto particolarmente innovativo, non entrò mai in produzione.
L'idea iniziale era quella di dotare l'esercito italiano di un veicolo blindato ragionevolmente piccolo, leggero, agile e veloce.
La Vespa-Caproni poteva ospitare due uomini d'equipaggio.

  

  

La sua caratteristica più evidente - probabilmente unica nel campo dei veicoli militari - era la posizione delle ruote, che erano disposte a rombo, o losanga: una anteriore e una posteriore (come una motocicletta), e due centrali, coassiali, poste ai due lati del mezzo; in pratica una configurazione 1x2x1. Questo conferiva al veicolo un raggio di sterzata particolarmente ridotto, qualità utile per un'autoblindo destinato principalmente alla rapida esplorazione e ricognizione.
Aveva un motore a 8 cilindri Lancia Astura da 82 cavalli di potenza; era lunga 3,90 metri, larga 2 metri e alta 1,85 metri. Il peso era di 3,4 tonnellate. La corazza frontale era spessa 26mm e quella laterale 14mm. Poteva raggiungere la velocità di 86 km/h ed aveva un'autonomia di 200 km su strada. Era armato di una mitragliatrice Breda Mod. 38 da 8mm.

  

  

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Paolo Baldoin "Paul Steiner"

Fiat 611 - Kit WIP3D - Scala 1/35

Eritrea estate del 1936

La Fiat 611 è un'autoblindo prodotta in Italia dalla Fiat in collaborazione con l'Ansaldo per uso coloniale.
Progettata dalla Ansaldo nel 1932 intorno all'autocarro Fiat 611 C (Coloniale), progenitore anche del Fiat Dovunque 33, venne adottata l'anno successivo dal Corpo guardie di pubblica sicurezza. Allo scoppio della guerra di Abissinia, fu requisita dal Regio Esercito ed inviata in Somalia con la sezione autonoma di autoblindo speciali, dove operò insieme alla più anziane Lancia 1Z ed ai carri veloci CV33. In questa prima prova del fuoco emersero le deficienze dovute all'elevato peso, alla bassa velocità e maneggevolezza su terreno vario. Fu impiegata poi in Africa Orientale Italiana durante la seconda guerra mondiale fino alla fine delle ostilità, con scarso successo vista la difficoltà di reperire parti di ricambio ed un'intrinseca obsolescenza del progetto.

  

È basata sul telaio dell'autocarro Fiat 611 C, un telaio a 6 ruote con le 4 ruote posteriori gemellate motrici e le prime 2 singole, folli e direttrici. Le ruote di scorta sono poste in folle tra il primo ed il secondo assale, in modo da facilitare il superamento degli ostacoli. È caratterizzata dal doppio posto di guida, anteriore e posteriore, in modo da velocizzare il disimpegno in caso di imboscata. Entrambe queste caratteristiche che saranno riprese sulle successive AB40/41. La blindatura è costituita da piastre d'acciaio di 15 mm di spessore. Il cofano di lamiera blindata con aperture protette da alette sul radiatore e sui fianchi, si raccorda posteriormente alla camera di combattimento. Questa presenta due finestre anteriori con portelli corazzati ad apertura variabile per il conduttore ed il meccanico-servente. Al vano di combattimento, munito di feritoie sui lati per il fuoco con le armi individuali, si accede da due porte laterali. Posteriormente sulla sinistra una finestra, anch'essa con portello blindato, è a disposizione del mitragliere-secondo conduttore per la guida contromarcia. Sulla destra, su blindosfera, sono installate 1 o 2 mitragliatrici (a seconda della versione) per la copertura del settore posteriore. Due gonne blindate proteggono le ruote posteriori.

  

Furono prodotte due versioni della blindo che differivano unicamente per il tipo di torretta e la disposizione dell'armamento. Una versione era armata di 3 mitragliatrici Breda Mod. 5C da 6,5 mm, delle quali due installate in torretta su supporti snodati indipendenti ed una nello scafo "in fuga", sulla blindosfera posteriore. L'altra versione era armata con un cannone Vickers-Terni da 37/40 Mod.30 nella torretta e di due mitragliatrici Breda Mod. 5C installate posteriormente nello scafo. Questa versione si rivelò poco efficace poiché in attacco non poteva servirsi delle mitragliatrici. L'armamento secondario era costituito dai fucili Mod. 91 TS dell'equipaggio, adoperabile dalle feritoie, e da una dotazione di 20 granate.
L'equipaggio era di 4-5 persone: capocarro e servente del cannone o mitragliere (a seconda della versione) in torretta, un conduttore anteriore affiancato da un servente-meccanico ed un conduttore-mitragliere posteriore che attivava anche le mitragliatrici "in fuga".

  

  

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Paolo Baldoin "Paul Stainer"

Autocarretta Blindata Ferroviaria - Kit WIP3D - Scala 1/35

Regio Esercito, Jugoslavia 1942

Nel 1942 venne realizzato il prototipo di Autocarretta ferroviaria blindata su richiesta del Comando Superiore FF.AA. di Slovenia e Dalmazia, che aveva la necessità di sostituire le autoblindo AB40 sulle linee ferroviarie a scartamento ridotto dell'Erzegovina. Testata in Val Gardena dal Genio ferrovieri, il mezzo venne adottato il 18 dicembre 1942 come Autocarretta ferroviaria blindata Mod. 42. Essa derivava dall'autotelaio della OM 36, dotato di una casamatta blindata con mitragliatrice Breda Mod. 38 su supporto sferico.

  

  

L'equipaggio era di due persone, conduttore e mitragliere, con la possibilità di trasportare altri uomini o materiali nel vano di trasporto munito di feritoie di tiro. Raggiungeva la velocità di 15 km/h e, non essendo dotata di doppia guida, per invertire la marcia l'autocarretta veniva sollevata dal binario con un martinetto idraulico e girata manualmente. Prodotta in 20 esemplari riuniti in un Reparto autonomo su due plotoni, alcuni esemplari furono impiegati, dopo l'Armistizio di Cassibile, dalla Wehrmacht.

  

  

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Paolo Baldoin "Paul Stainter"

Gepard A2 - Kit Takom -Scala 1/35

Germania 2008

Il Gepard è un semovente antiaereo tedesco, con una torretta armata di 2 cannoni da 35 mm Oerlikon svizzeri, un radar sul tetto per la ricerca e uno anteriore per il tiro. La torretta è stata in larga parte progettata in Svizzera, dagli arsenali di Thun in quanto avrebbe dovuto equipaggiare la versione antiaereo del Pz-68 Svizzero (versione realizzata solo a livello di prototipo). Lo scafo è quello del Leopard 1, non si sa se con una leggera diminuzione della corazzatura o meno, ma la torretta può essere adattata anche a carri come l'OF-40.
Negli anni cinquanta ben 500 M42 Duster vennero forniti all'esercito della Germania Occidentale. Sebbene queste armi fossero molto potenti, esse non avevano un sistema di tiro sofisticato, non avevano che alimentazione in forma di 'clip' di 5 colpi; non davano inoltre alcuna capacità di difesa NBC, mancando inoltre di luci IR notturne e di protezione balistica per il mezzo. Oltretutto avevano un motore dal grande consumo di benzina, che nonostante l'ottima efficienza meccanica non consentiva autonomia elevata (praticamente 2 ore di moto alla massima velocità).

  

  

L'esercito tedesco ebbe l'esigenza di nuovi mezzi antiaerei; la gara iniziò nel 1966, prendendo in considerazione veicoli con cannoni da 30 e 35 mm. Alla fine la spuntò la migliore e più costosa soluzione possibile, il Gepard, con torretta ed armi svizzere su carro Leopard 1 (per le armi da 30 si era forse pensato al Marder).
I primi mezzi vennero approntati nel 1976 e dimostravano già tutte le caratteristiche definitive del veicolo, chiamato ufficialmente flakpanzer Gepard.
I primi Gepard entrarono in produzione nel 1976, ma la velocità all'epoca era tale che entro 4 anni ne vennero prodotti ben 570. 420 mezzi sono stati ordinati dalla Germania Ovest, quasi sostituendo in rapporto 1:1 i precedenti M42 Duster, 95 per i Paesi Bassi (con elettronica olandese), e 55 per il Belgio. Anche l'Italia era interessata, ma si ritirò giudicandolo troppo costoso.
A tutt'oggi i Gepard vengono aggiornati con limitate modifiche ai computer e agli apparati di mira ottici.

  

  

  

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Paolo Baldoin "Paul Stainer"

Soviet SS-23 - Kit Hobby Boss - Scala 1/35

Forze Armate della Slovacchia durante gli anni '90

Il missile a corto raggio OTR-23 Oka (anche: R-400 Oka. Nome in codice NATO: SS-23 Spider) è un sistema d'arma che entrò in servizio nel giugno 1988. Progettato come sostituto dello Scud, venne ritirato dal servizio nell'ottobre 1989 per rispettare i termini del Trattato INF.
La necessità di un sostituto dell'SS-1 Scud emerse negli anni settanta, quando i vertici dell'Armata Rossa si resero conto che si trattava di un sistema d'arma ormai obsoleto, caratterizzato da lunghi tempi di preparazione al lancio e di una scarsa precisione.

  

  

  

Il nuovo missile venne sviluppato dal KB Mashinostroyenia, che lo designò 9K714. Si trattava di un deciso miglioramento rispetto al predecessore, sia come strumentazione, sia come prestazioni (la gittata superava i 400 km, contro i 300 dello Scud), sia come tempi di lancio (appena 30 minuti, un terzo del predecessore). La velocità era di 9 Mach, e la precisione era decisamente più elevata. Inoltre, questo sistema d'arma era decisamente più piccolo e leggero del predecessore. Come lo Scud, il sistema di lancio previsto era da rampa mobile, precisamente un camion 8x8 modificato BAZ-6944,completamente anfibio(unico tra i lanciatori mobili) e dotato di buone caratteristiche fuoristrada.
L'SS-23 entrò in servizio con le forze armate sovietiche il primo giugno 1988. Tuttavia, ben presto iniziarono le operazioni di smantellamento di questi (ed altri) missili, in seguito alla ratifica del Trattato INF sulla riduzione delle armi a medio raggio.
L'ultimo missile venne smantellato il 27 ottobre 1989, e nello stesso giorno anche l'ultimo impianto di lancio ebbe la stessa sorte.
Le Forze armate russe contano oggi di sostituire l'SS-23 con l'SS-26 Stone.
L'SS-23 entrò in servizio, oltre che in Unione Sovietica (239 esemplari costruiti), anche in Germania Est, in Bulgaria ed in Cecoslovacchia. Le esportazioni riguardarono poche decine di esemplari.

  

  

  

  

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Paolo Baldoin "Paul Stainer"

Panhard AML-90 - Kit Tiger Model - Scala 1/35

Esercito Francese nel 1965

L'autoblindo Panhard AML (sigla di Auto-Mitrailleuse Legeré) è un veicolo corazzato su ruote sviluppato e prodotto in Francia, adatto principalmente per compiti di esplorazione. Caratterizzato da uno scafo particolarmente leggero e piccolo, questo mezzo ha un equipaggio di 3 uomini, 1 dei quali nello scafo e gli altri 2 nella torretta biposto. Lo sviluppo iniziò negli anni cinquanta, per sostituire i mezzi all'epoca in dotazione all'esercito francese quali il Daimler Ferret, che fu giudicato essere troppo poco armato per le esigenze operative del momento. Il Panhard AML entrò in servizio con l'esercito francese nel 1961.
In servizio, il nuovo mezzo venne ben accolto, anche se andava usato secondo precise regole per non cadere vittima delle limitazioni relative alla protezione e al movimento fuoristrada.
L'AML era di per sé molto più piccola di un carro, quindi difficile da avvistare, anche assai silenziosa, e su strada anche molto più mobile. Aveva quindi una ragionevole possibilità di non essere avvistata e se così fosse stato, eseguire un tiro pericoloso per chiunque nel raggio di 1 km.
Il successo dell'AML divenne rapidamente di scala mondiale, e il veicolo, usato sia come mezzo da esplorazione che come macchina cacciacarri, venne esportato in numerosi Paesi. In Sudafrica venne riprodotto come Eland, un nome di antilope locale, ma in generale gli ampi spazi pianeggianti erano l'ideale per tale veicolo e l'Africa ha costituito la destinazione di molti dei 4000 veicoli prodotti.

  

  


La carriera bellica dell'AML ha avuto una serie incredibile di eventi, quasi tutti dati da conflitti locali in Paesi del Terzo Mondo, mentre in Europa essa venne usata con maggiore parsimonia, data la vulnerabilità in presenza di forze convenzionali molto organizzate e potenti. Il cannone dell'AML-90, capace di mettere fuori uso ogni carro dell'epoca, l'ha resa in conflitti regionali un formidabile mezzo da combattimento, veloce, sfuggente, dotato di semplice meccanica e impiegato in missioni in cui i carri armati non potevano essere impiegati, lenti e complessi come erano (e comunque, molti Paesi africani non ne disponevano). Le versioni con armi di calibro inferiore hanno avuto molto meno successo, e raramente se ne è sentito parlare o viste fotografie. Il cannone da 90 era l'unica arma capace di mettere fuori uso un carro armato e questo fatto ha reso l'autoblinda AML-90 molto più popolare degli altri modelli, anche se più costosa e pesante. Le AML, come gli altri, pochi mezzi corazzati in servizio in Africa, hanno partecipato spesso alle sanguinose guerre civili o di confine, che tanto hanno afflitto il continente.
L'Eland ha combattuto anche contro forze organizzate in un conflitto convenzionale, contro il corpo di spedizione cubano e l'esercito angolano durante numerose operazioni militari negli anni settanta-ottanta. Essendo vulnerabile a qualunque arma pesante nemica, è stata usata per colpire e scappare, con rilevante successo. Infatti, la sua persistenza in combattimento, con un numero di colpi appena sufficiente per sostenere un conflitto a fuoco di pochi minuti, e la vulnerabilità ad ogni mitragliera pesante o arma anticarro, la rendeva inadeguata ad un uso prolungato in azioni di prima linea.
Durante la Guerra delle Falklands, il terreno cedevole ha reso praticamente impossibile alle poche AML-90 argentine il movimento fuori da Port Stanley, e i cingolati leggeri Scorpion, che pure avevano molto da perdere nello scontro, poterono muoversi indisturbati nelle lande dell'arcipelago.
L'esercito Israeliano ha impiegato un piccolo numero di AML, ma le ha radiate presto data la loro complessiva vulnerabilità.
Ancora oggi vi sono veicoli di questo tipo in servizio in almeno 40 eserciti africani, asiatici e latino-americani, anche se la loro sostituzione con mezzi a 6 o 8 ruote ha significato l'evoluzione verso veicoli decisamente più costosi e pesanti: la Rooikat sudafricana, per esempio, raggiunge le 28 tonnellate. Persino i 'gipponi' moderni, leggermente corazzati, tendono a superare in peso e potenza le piccole blindo francesi, che hanno fatto epoca, ma che sono ormai totalmente obsolete.
Anche il fabbricante francese provvide a progettare una sostituta più moderna, presentando la ERC nel 1977.

  

  

  

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Paolo Baldoin "Paul Steiner"

German 12,8 cm Kanone 43 bzw.44 (Krupp) - Kit Trumpeter - Scala 1/35

Fronte orientale autunno 1944

Il 12,8 cm Panzerabwehrkanone 44, abbreviato in 12,8 PaK 44, era un cannone controcarri pesante tedesco della seconda guerra mondiale.
l calibro da 128 millimetri fu scelto grazie alla disponibilità delle attrezzature impiegate per la produzione di cannoni navali in tale calibro. La progettazione fu assegnata alla Rheinmetall-Borsig e dalla Krupp. I primi prototipi furono consegnati per le prove alla fine del 1944. Il progetto della Rheinmetall era un derivato del cannone contraereo 12,8 cm FlaK 40, mentre la Krupp decise di progettare un'arma completamente nuova. Dopo i test iniziali il progetto Rheinmetall venne abbandonato e continuò lo sviluppo del solo modello Krupp, che entrò in produzione nel 1944. Tuttavia la Wehrmacht si rese presto conto che un cannone anticarro trainato del peso di 10 tonnellate era ingestibile e la produzione venne quindi interrotta.
Circa 50 bocche da fuoco furono utilizzate su affusti esistenti. Le armi che utilizzavano l'affusto GPF-T di preda bellica francese furono designati K 81/1, mentre quelle su affusto ex-russo erano i K 81/2. Entrambi i modelli erano trainati e troppo pesanti ed ingombranti per essere rapidamente schierati.

  

  

Nel 1943 si rese necessario un cannone pesante per armare il cacciacarri pesante Jagdtiger. Il PaK 44 finì per diventare l'armamento principale standard del cacciacarri pesante, oltre ad essere la prevista arma principale per la maggior parte dei futuri modelli di carro pesante in fase di sviluppo durante i mesi finali della seconda guerra mondiale, come il Panzer VIII Maus ed il Panzer E-100.
L'arma anticarro trainata e quelle installate sui carri subirono numerosi cambi di denominazione. Erano conosciute indifferentemente come K 44, PaK 44, K 81, PaK 80 e PjK 80.
I tedeschi indicavano i prototipi provvisoriamente con il numero 8 seguito da una seconda cifra. Quindi K 81, PaK 80 e PjK 80 sono da considerarsi nomi provvisori. Quando il pezzo fu accettato in servizio, furono adottate le denominazioni definitive K 44 e PaK 44: i due pezzi erano identici e differivano soltanto per l'impiego operativo.

  

  

  

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Paolo Baldoin "Paul Steiner"

Pantsir S-1 - Kit Tiger Model - Scala 1/35

Mosca nel maggio del 2001

 
Il sistema missilistico Pantsir (in russo: Панцирь, lit. '"Carapace"') fa parte della famiglia dai sistemi missilistici terra-aria semoventi a medio raggio. Il Pantsir-S1 (in russo: Панцирь-С1, nome in codice NATO SA-22 Greyhound) è la prima versione di questo tipo di batteria ed è un sistema combinato di missili terra-aria a corto e medio raggio ed arma d'artiglieria prodotto dalla KBP di Tula, in Russia . Il sistema è un ulteriore sviluppo di 2K22 Tunguska (nome in codice NATO: SA-19 ​​/ SA-N-11) e rappresenta la più recente tecnologia di difesa aerea, utilizzando radar a fasi per l'acquisizione e il tracciamento dei bersagli.
 
  
 
  
 
  
 
Anche se si prevede che ne verranno realizzati altri entro la fine del 2019, solo 112 dei 200 realizzati continuano a funzionare a causa della realizzazione di modelli più recenti ed efficienti.
Il Pantsir-S1 è stato progettato per fornire una difesa aerea alle installazioni militari, industriali ed amministrative, da impiegare contro aeromobili, elicotteri, missili di precisione, missili da crociera e UAV; e per fornire una protezione aggiuntiva alle unità di difesa aerea contro gli attacchi aerei nemici che impiegano munizioni di precisione, specialmente a distanze da basse a estremamente basse.
 
  
 
  
 
  

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Paolo Baldoin "Stainer" 

Medium Mark A "Whippet" - Kit TAKOM - Scala 1/35

FreiKorps Service - Berlino gennaio 1919

 
Il Medium Mark A Whippet fu un carro armato medio britannico concepito nella seconda metà della prima guerra mondiale ma utilizzato soltanto nel 1918. Chiamato come l'omonima razza di levriero, era equipaggiato con sole mitragliatrici in una struttura fissa e ricopriva il ruolo della cavalleria, cioè sfruttare eventuali brecce nel fronte avversario per attaccare le retrovie.
Entrati ufficialmente in servizio del dicembre 1917, i primi esemplari furono consegnati al Tank Corps di stanza nella Francia settentrionale all'inizio del 1918: in particolare il 3º battaglione carri ricevette 48 esemplari il 21 marzo, stesso quantitativo fornito al 6º battaglione in un giorno imprecisato dello stesso mese.
 
  
  
  
 
Non era stato ideato per il semplice attraversamento delle trincee, ma per accompagnare le grandi avanzate che avrebbero dovuto compiere i carri armati più grandi nel 1919. Progettato da William Tritton, il prototipo, mosso da 2 motori Tylor, gli stessi in dotazione ai bus londinesi dell'epoca, era già pronto nel febbraio 1917, ma la prima produzione non comparve che a fine anno. Il Whippet entrò in azione per la prima volta nel marzo 1918, ma fu usato inizialmente per "riempire i buchi" che si erano formati nelle prime linee. Il Whippet mostrava tutta la sua abilità nei contrattacchi, quando riusciva con facilità a passare in profondità dietro le linee nemiche, creando il terrore nelle retrovie tedesche. Dopo la guerra fu usato in Irlanda, e un certo numero fu esportato in Giappone negli anni venti.
  
  
  
 
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Paolo Baldoin "Stainer!

Sexton II 25pdr SP Traked - Kit Dragon - Scala 1/35

Francia 1944

 
Il 25 pdr SP, Tracked, Sexton, conosciuto anche come Sexton, era un veicolo semovente d'artiglieria basato sul carro armato medio Ram ("ariete") canadese, peraltro esteticamente molto simile all'M4 Sherman, ma con una sovrastruttura aperta armata con un obice Ordnance QF 25 lb da 88 mm inglese a brandeggio limitato. Esso aveva una buona sistemazione complessiva, che era equivalente all'M7 Priest. Venne usato dalle forze del Commonwealth, specie canadesi e britanniche.
 
  
 
  
 
  
 
Il mezzo entrò in servizio nel settembre del 1943 e giocò un ruolo attivo in tutte le campagne che seguirono lo sbarco in Normandia. Il veicolo fu molto apprezzato e rimase in servizio presso l'esercito inglese fino al 1956 e fino a pochi anni fa in qualche altro esercito. Dal suo progetto derivò anche il SP 25 Yeramba, veicolo semovente d'artiglieria australiano.
 
  
  
  
 
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Paolo Baldoin "Stainer" 

Berlino 1945 - kit Dragon/Tamiya - scala 1/35

L'ultimo atto.....

Ultime ore di Berlino. L'Armata Rossa irrompe a Berlino e i combattimenti si fano aspri e durissimi. Tre le rovine di una città devastata, gli ultimi soldati di Hitler resistono....

  

  

  

  

  

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Baldoin Paolo "Stainer"

Semovente M109 - Kit Italeri - Scala 1/35

Esercito Israeliano - Guerra dello Yom Kippur, ottobre 1973

 
L'M109 è un semovente d'artiglieria di produzione USA. Introdotto nel 1962, ha una grande torretta con 28 colpi, motore anteriore, uno scafo in alluminio che offre una certa protezione dalle armi leggere, un peso di 23/28 (a seconda delle versioni) tonnellate; porta un obice leggero con un grande freno di bocca con canna corta da circa 23 calibri, con una portata di 14 km. Può guadare un fiume fino a 1,8 m di profondità: con un kit aggiuntivo, che richiede una lunga preparazione, può affrontare profondità superiori. Il mezzo è stato largamente modificato per tenere il passo dei progressi tecnologici.
 
  
  
  
 
La produzione ebbe luogo a cominciare dalla fine del 1962 presso la fabbrica carri dell'esercito a Cleveland, che era gestita dalla Cadillac Car. Poi l'impianto passò alla Chrysler, ma negli anni '70 arrivò alla Bowen-McLaughlin-York, meglio nota come BMY.
I tre gruppi d'artiglieria di una divisione americana tipica, meccanizzata, corazzata o cavalleria, hanno ciascuno 18 pezzi ripartiti in 3 batterie.
Molto rapidamente, questo veicolo è entrato in linea in grandi quantità. Anche se in Vietnam è stato impiegato in pochi esemplari, esso ha avuto clienti come, in ordine alfabetico, dall'Arabia Saudita alla Turchia. Esso è stato impiegato in numerosi conflitti durante gli ultimi decenni, come la Guerra del Vietnam, la Guerra dello Yom Kippur e tutte le guerre del Golfo, da parte Iraniana e poi americana.
 
  
  
  
 
Ciònondimeno, i semoventi M109 non sono stati lasciati così come erano stati progettati, bensì sono stati migliorati in maniera sostanziale. Il numero dei pezzi d'artiglieria prodotti nel frattempo è asceso nell'ordine delle migliaia. A metà anni '80 negli USA ve n'erano più di 2500, in Italia 260, in Iran 450, in Svizzera quasi 300.
 
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Paolo Baldoin "Stainer"

ISherman M-51 - Kit Academy/Dragon - scala 1/35

Israeli Defence Forces - Israele 1968

Lo Sherman M-50 ed M-51, impiegati dalle Forze militari israeliane erano chiamati Super Sherman. Per l'esattezza lo Sherman M-50 era chiamato Super Sherman, mentre lo Sherman M-51 era chiamato ISherman (Israeli Sherman), entrambi derivati dal famoso carro statunitense M4 Sherman. Questi carri servirono in Israele dalla metà degli anni '50, fino all'inizio degli anni '80. 

  

  

  

Nel corso degli anni '60 fu introdotto il cannone più potente da 105 mm il francese Modèle F1, dalla caratteristica canna allungata con il finale a "baffi". Questi carri così modificati iniziarono ad operare con l'Israele a partire dal 1965.

  

  

  

  

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Paolo Baldoin "Stainer"

Legkaya Broneploshadka PL-37 - Kit Trumpeter - Scala 1/35

Russia 1942

Il Legkaya Broneploshadka PL-37 fu un progetto russo per standardizzare i vagoni ferroviari per l'artiglieria leggera, trainati da locomotive blindate. Il vagone blindato di artiglieria leggera, aveva una struttura siile a qualsiasi vagone ferroviario, venendo poi blndatocon paratie di acciaio, sovrapponendo poi due cannoni e aggiungendo quattro mitragliatrici laterali (due per lato). Al cento, in mezzo ai due cannoni, era posizionata la torretta di osservazione del comandante delle batterie per il tiro dell'artiglieria.

  

  

  

I due cannoni campali erano da 2 x 76.2mm Mod. 1902/30, cannoni molto efficaci contro molte corazzature nemiche. A questi due cannoni c'erano da 4 a 6 mitragliatrici da 7,62 mm raffredate ad acqua, impiegate soprattutto per la difesa del convoglio ferroviario contro la fanteria nemica. L'unico inconveniente delle mitragliatrici era il raffreddamento ad acqua che doveva essere sempre disponibile.
Vennero costruiti un totale di 24 vgoni PL-37, impiegati soprattutto in appoggio alle truppe di terra. La guerra moderna però ha evidenziato i vari limiti che può offrire un treno blindato, veicolo lento, molto esposto all'attacco aereo e soprattutto mezzo vincolato da una linea ferroviaria facilmente esposta ad attacchi e sabotaggi della linea stessa. Con il trascorrere del conflitto furono impiegati soprattutto in compiti di seconda linea, per la difesa di un settore o per attaccare sacche di resistenza rimase isolate dalla prima linea.

  

  

  

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Paolo Baldoin "Stainer"

Panzertriebwagen Nr.16 (PzTrWg 16) - kit Trumpeter - scala 1/35

Polonia 1944

Panzertriebwagen Nr.16 (PzTrWg 16) era un treno ferroviario blindato "unidirezionale" prodotto dai tedeschi per l'impiego nel corso el secondo conflitto mondiale. Apparso alla fine del 1942 fu impiegato dai tedeschi fino alla fine della guerra in Europa nel maggio del 1945. Il suo compito primario era quello di pattugliare le porzioni sud-occidentali della Polonia occupata soprattutto contro le formazioni partigiane polacche (1943/44), per poi essere impiegato nei settori di Rawa Ruska e Lublino. Fu impiegato in pattugliamenti lungo la rotabile di Radom, partecipando ai combattimenti nei pressi di Kielce. Portato nelle retrovie per modifiche e riparazioni, rientrò in azione nell'aprile del 1945 durante i combattimenti a Nieuruppin. Fu poi catturato dai sovietici a Nieustadt, e ceduto in seguito alle forze polacche che lo impiegò nel dopoguerra fino alla fine degli anni '60.

  

  

  

Questo treno blindato, usava una locomotiva a motore diesel WR550D14 da 550 cavalli. A questo locomotore furono applicate delle piastre di protezione, rendendo l'aspetto del locomotore come una scatola. L'armamento originale era composto da due armi anti-aeree (AA) da 20 mm FlaK 38 posizionate davanti e dietro il locomotore. Prima della fine del 1942, la Flak fu sostituita da due torrette Putilov 76.2 Mod. 02/30 (cannoni da campagna). I cannoni erano di preda bellica. La potenza del fuoco è stata aumentata durante la metà del 1944 quando le torrette furono sostituite da altre due del tipo Soviet T-34 poste sempre davanti e dietro al PzTrWg 16.

  

  

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Paolo Baldoin "Steiner"

M113 A2 - Kit Tamiya - scala 1/35

3° Battaglione Commando del 5° Rgt Cavalleria dela 1^ Brigata in Bosnia nel 1996

L'M113 è un veicolo trasporto truppe (VTT) completamente cingolato progettato negli anni cinquanta, con in mente la possibilità di ospitare una squadra di fanteria completamente equipaggiata e di fornire alle truppe l'appoggio di fuoco ravvicinato. L'M113 doveva avere capacità di movimento anfibio senza preparazione e la capacità di protezione dei soldati trasportati dal fuoco di armi leggere. La funzione tattica del veicolo era di trasportare i soldati fino al campo di battaglia e, una volta sul campo di battaglia, di sostenerli con il fuoco delle armi in dotazione al veicolo.

  

  

Non era previsto (e quindi non era possibile) il combattimento delle truppe trasportate da bordo del veicolo. Solo veicoli di progettazione successiva (veicoli da combattimento della fanteria) permisero ai fanti di essere portati entro il campo di battaglia e di combattere direttamente dall'interno del veicolo. Sullo scafo dell'M113 fu realizzato un gran numero di veicoli specializzati, con funzioni particolari sul campo di battaglia.

  

  

  

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Paolo B.

Sturmpanzerwagen A7V - Kit Tauro Model - scala 1/35

Francia1918

Prima della fine della guerra ne vennero prodotti alcune decine di carri A7V, una piccola quantità, ma che riuscì anche a scontrarsi con i similari veicoli inglesi. I primi combattimenti tra carri.

Il primo venne consegnato il 1º ottobre 1917, ed entrò in servizio nell'Abteilung I (un reparto con 5 carri in tutto, costituito con una forza di oltre 170 uomini il 29 settembre) Solo nel febbraio 1918 i primi carri apparvero in un'esercitazione, senza suscitare tuttavia grande impressione.

  

  

Il 21 marzo l'Abteilung I partecipò al suo primo combattimento, presso St. Quentin, ma fu il 24 aprile che i panzer tedeschi passarono davvero alla storia. Infatti, il reparto partecipò allo scontro a Villers-Bretonneux, causando agli alleati lo stesso terrore da carri che ebbero 2 anni prima i tedeschi. Ma in quell'azione memorabile, alcuni dei 13 carri tedeschi si scontrarono con dei Mark IV inglesi. Questa fu la prima battaglia tra carri armati, e vide gli inglesi effettivamente impreparati a battagliare contro i tedeschi. Dei 10 carri britannici presenti, 7 erano Whippet e 2 Mk IV 'femmina', mentre solo un carro aveva anche cannoni da 57mm, il Mk IV del comandante. I carri tedeschi del Gruppo 3 si scontrarono contro i veicoli inglesi; 1 Mk IV 'femmina' (armato solo di mitragliatrici) fu colpito, ma non venne distrutto dalle cannonate del carro germanico comandato da Bilz. L'Mk IV riuscì a rispondere al fuoco, nonostante la nebbia e il fatto che i gas avessero ridotto l'equipaggio a 6 uomini. 3 cannonate colpirono il grosso A7V e uccisero 3 uomini. Nel frattempo, un altro A7V cadeva in una cava e venne perduto. Ma i carri leggeri Whippet, nell'avanzare verso i tedeschi, finirono sotto il fuoco di un altro A7V, contro cui non potevano rispondere. Da 270 metri 3 di essi vennero messi fuori uso o bruciati. Alla fine entrambe le parti si ritirarono con perdite, e con importanti lezioni apprese.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Paolo B.

Carro Vk.45.02 (P) H - kit Dragon - scala 1/35

Ottimo modello della Dragon, riguardante un carro pesante tedesco realizzato alla fine della guerra e mai entrato in produzione.

Questo modello realizzato ottimamente dalla Dragon, è ricco di particolari, con un foglio di fotoincisioni molto interessanti.

Il montaggio risuta semplice, anche se vengono apportate alcune corezzioni con del plasticar in alcuni punti.

La mimetica, essendo un carro non entrato mai in combattimento, è stata riprodotto un pò di fantasia, immaginando il teatro operativo a cui andava a combattere. Quindi un fondo sabbia con Tamyia X-60 e poi delle striature con verde Gunze H-303 e del marrone Gunze H-310 con una piccola percentuale (10% circa) di H-37.

Viene poi dato un lavaggio con colori ad oltio (Bruno Van Dyck) e quindi passaggi per l'invecciamento con oli di diverso tipo.

Non essendoci una unità specifica, le insegne si limitano alle croci in tottetta e nel retro del carro.

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