Autoblindo Sd.Kfz.222 Afrika Korps

  27 Marzo 2020

Sd.Kfz.222 Leichter Panzerspähwagen - Kit HobbyBoss - Scala 1/35

Africa Settentrionale 1942

 
L'autoblindo Sd.Kfz. 221 si dimostrò un progetto versatile, ma venne sottolineato che soffriva troppo spesso di guasti meccanici e l'armamento venne presto considerato insufficiente. Le nuove specifiche dell'esercito impedirono di sfruttare un telaio automobilistico: mentre la Weserhütte sviluppava il nuovo veicolo la Horchwerke appartenente alla Auto Union progettò un telaio del tutto nuovo. Il montaggio finale fu eseguito dalla Schichauwerke di Elbing.
 
  
 
Il nuovo Sd.Kfz. 222 aveva una sagoma simile al predecessore, misurava le stesse dimensioni (tranne per la luce libera di 25 cm) ma il retro dello scafo presentava una forma più rastremata che ricordava quella di una piramide. La torretta, ora formata da 10 pannelli saldati, era stata allargata per accogliere un cannone KwK 30 da 20 mm L/55 con rateo di fuoco di 280 colpi al minuto affiancato a sinistra da una MG 34, e continuarono a essere caricati MP 38 o 40: in totale nel veicolo venivano trasportati 180 colpi per il cannone, 1.050 cartucce per la mitragliatrice, 10-11 caricatori e anche 12 bombe a mano. Il disegno, l'inclinazione e la consistenza delle corazzature non subirono modifiche eccetto sul frontale del veicolo, dove erano spesse 14,5 mm: le modifiche fecero aumentare il peso a 4,8 tonnellate. Il motore, la trasmissione, il cambio, la meccanica e il modello di ruote furono invece tutti mantenuti; la capienza del serbatoio del pari non cambiò ma all'aumento di mole corrispose una diminuita velocità su strada di 80 km/h (la metà su terreni accidentati) e un'autonomia di 300 chilometri (180 su terreno vario). Come l'Sd.Kfz. 221 poteva affrontare pendenze fino a 20°. Importante fu l'aggiunta di un terzo membro all'equipaggio addetto alla radio, che così permetteva al comandante una migliore gestione del veicolo in battaglia: in torretta rimase dunque poco spazio per muoversi, circostanza dovuta anche all'aggiunta di una copertura a rete metallica, utile a impedire la caduta di granate nel veicolo ma che portò l'altezza complessiva a 2 metri, rendendo più facilmente individuabile il mezzo.
 
  
 
  
 
Alla fabbricazione parteciparono la Weserhütte, la Schichauwerke, la Büssing e la MNH, che dal 1936 al giugno 1943 costruirono 989 esemplari suddivisi in due versioni: l'Ausf A comprendeva i mezzi completati fino al 1939 e l'Ausf. B tutti i veicoli completati dal 1940 in avanti. Quest'ultima variante era basata sul telaio rinforzato sPkw 1 Horch 108 Type V dotato di freni idraulici e disponeva di un motore Horch a 8 cilindri a V da 90 hp a 3.600 giri al minuto, con sistema di raffreddamento ad acqua e capacità di 3,8 litri; la corazzatura frontale venne portata a 30 mm e fu introdotto il cannone KwK 38 da 20 mm L/112,5 in grado di sparare 420-480 colpi al minuto. Infine la torretta venne privata della rete superiore e il supporto delle armi fu modificato per consentire un'elevazione di +87°: in questo modo si potevano impegnare bersagli aerei a bassa quota.
Nel 1938 l'Sd.Kfz. 222 venne venduto in 12 esemplari alla Cina nazionalista insieme al lotto di Sd.Kfz. 221; venti unità furono del pari acquistate dalla Bulgaria per il distaccamento da ricognizione della Bronirana brigada. Lo stesso anno entrò in servizio nell'esercito, andando a formare gli squadroni da esplorazione dei reparti da ricognizione (Aufklärung-Abteilung): il battesimo del fuoco durante la campagna di Francia lo segnalò come un veicolo ben riuscito e apprezzato dagli equipaggi, tanto che acquisì una grande popolarità divenendo il ricognitore standard dell'arma meccanizzata tedesca. L'allargamento dei teatri bellici vide l'Sd.Kfz. 222 operare in Nordafrica e Unione Sovietica, dove i vasti spazi evidenziarono una certa modestia nel raggio d'autonomia; in particolare venne rimpiazzato sul fronte orientale dal semicingolato Sd.Kfz. 250/9, un derivato del Sd.Kfz. 250 su cui era stata installata la torretta dell'autoblindo e capace di assolvere meglio al compito.
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
 
Moreno Gandini "Gandi"
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