IAI Kfir C2 - Kit Italeri - Scala 1/48

109° Squadron “Valley” di base a Ramat David nel 1978.

Lo IAI Kfir (in ebraico: כפיר, "Leoncino") era un caccia multiruolo prodotto dalla israeliana Israeli Aircraft Industries, derivato dal IAI Nesher. Rispetto al suo predecessore questo si differenziava principalmente per il motore J79 di seconda generazione, che sostituiva il vecchio Atar 9C, fornendo all'apparecchio una spinta di circa due tonnellate superiore rispetto al suo predecessore, oltre che per altre caratteristiche migliorate. Con una fusoliera più stretta, alette canard per una migliore manovrabilità e un'elettronica migliorata, il Kfir è stato un cacciabombardiere economico e robusto dalla massa contenuta. Il motore era inoltre lo stesso usato dall'F-4E Phantom II e dall'F-104S Starfighter, caratteristica quest'ultima che rende interessante il confronto tra i due cacciabombardieri.

  

  

  

Il Kfir entrò in servizio con la IAF nel 1975 con le prime unità assegnate alle squadriglie. Negli anni successivi il numero di Kfir andò mano mano aumentando tanto che il Kfir divenne il caccia intercettore primario del IAF, anche se mantenne questo ruolo solo per un breve periodo, dal momento che a partire dal 1976 furono consegnati i primi F-15 Eagle.
Il Kfir partecipò poi per la prima volta a un'operazione militare nel novembre del 1977 in un bombardamento aereo di un campo di guerriglieri nel sud del Libano a Tel Azia. Il 27 giugno 1979 un Kfir abbatté un MiG-21 siriano, questo è l'unico abbattimento effettuato da un Kfir israeliano.
Dal 1982 con l'invasione del Libano da parte di Israele gli F-15 e gli F-16 avevano preso il ruolo di intercettori al posto del Kfir, che poteva quindi esser utilizzato come aereo d'attacco al suolo in quanto capace di operare senza scorta dal momento che era in grado di affrontare da solo anche caccia nemici.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

 

Carro Veloce C.V. 33 - Kit Model Victoria - Scala 1/35

Sicilia nel settembre del 1941

Il CV 33, abbreviazione della dicitura completa Carro Veloce 33, è stato un carro armato leggero italiano sviluppato tra le due guerre mondiali come miglioramento del CV 29, a sua volta una copia fedele del tankette Carden-Loyd Mk VI, acquistato dal Regno Unito. Il carro veloce fu un mezzo leggerissimo impiegato dalle truppe celeri (cavalleria e bersaglieri) e corazzate del Regio Esercito, così come figura nei ruoli di alcune unità della Guardia Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, che si impadronirono di alcuni carri dopo l'8 settembre 1943.

  

  

  

Gli studi per il nuovo carro veloce incominciarono presso la ditta Ansaldo nel 1930, attraverso la realizzazione di una serie di prototipi, alcuni ancora montati sullo scafo del tankette Mk VI[3], e poi di una preserie: i CV29.
La prima versione definitiva venne realizzata nel 1933, da cui il nome del carro. Già l'anno seguente vennero apportate alcune modifiche all'armamento e ad altre parti dando così vita alla II serie.
Nel 1936 venne messa in produzione una versione migliorata denominata CV35 (in seguito L. 35) che presentava come principale innovazione l'imbullonatura delle lamiere di protezione in precedenza solamente saldate.
Nel 1938 venne prodotta un'ultima versione, detta, non ufficialmente, CV38, poi L38, che presentava alcune modifiche al sistema delle sospensioni e ai cingoli.

  

Complessivamente vennero prodotti più di 2.000 esemplari (comprese le versioni speciali).
Alcuni carri sopravvissero alla Seconda guerra mondiale e furono utilizzati dai reparti della Polizia di Stato nell'immediato dopoguerra.
All'apertura delle ostilità (nel giugno 1940) erano presenti in Africa 339 carri tipo L33 nelle diverse versioni. Inadatti ad affrontare i tank inglesi, e anche le armi anticarro il loro numero si ridusse rapidamente a zero durante la ritirata seguita alla controffensiva inglese dell'inverno 1940/1941. Nel febbraio 1941 giunsero, al seguito della divisione Ariete 117 carri L. 33 (24 nella versione lanciafiamme) che presero parte alla controffensiva delle truppe dell'Asse. Comunque all'inizio del 1942 ne rimanevano pochi esemplari per lo più non efficienti.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

Panavia Tornado IDS - Kit Italeri - Scala 1/72

80° Anniversario del 21° Gruppo del 51° Stormo e 75° Anniversario AMI

Il 21º Gruppo Tigre è un reparto volo, operativo dell’Aeronautica Militare facente parte del 9º Stormo Francesco Baracca, e basato sull'Aeroporto di Grazzanise (CE), operante su territorio nazionale e internazionale in operazioni di "Combat SAR" ed in supporto alle Operazioni speciali, con elicotteri HH 212/A AMI-SAR e HH 212-ICO, e dalla fine del 2019 su HH-101A.
Il 26 Settembre 1996, dopo il Tiger Meet di Beja, in Portogallo, dove il 21º Gruppo sfoggiò l'ultimo special color su F-104, si effettuò l'ultimo volo su F-104 in quanto il reparto stava transitando sul nuovo velivolo Tornado F.3 ADV. Il 14 Febbraio 1997 il 21º Gruppo prendeva in carico il primo Tornado F.3 ADV ed entro l'estate ne completava l'organico con dodici velivoli.

  

  

L'anno successivo, il 1998, durante il Tiger Meet di Lechfeld (20 km a sud di Augsburg) il 21º Gruppo si aggiudica, per la prima volta l'ambitissimo trofeo, la Silver Tiger, data al reparto che maggiormente si distingue durante l'esercitazione. In questo periodo si apre la crisi Balcanica, ed il 21º Gruppo è chiamato a rischierarsi sulla Base di Gioia del Colle per prendere parte alle operazioni NATO.
Il 29 luglio 1999 il reparto fu trasferito all'Aeroporto di Gioia del Colle, entrando a far parte dell’organico del 36º Stormo.
Dal 1º marzo 2001, dopo aver operato a bordo del nuovo velivolo anche in operazioni fuori dai confini nazionali a protezione delle Forze NATO nei cieli di Bosnia e del Kosovo, il 21º Gruppo è messo in posizione quadro.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Francesco Sfriso "Kekko"

Messerschmitt Me.263A-1 - Kit Czech Model - Scala 1/48

Ipotetica colorazione in seno al I./JG 400 (1946)

Gli ingegneri Alexander Lippisch e Willy Messerschmitt tra il 1943 ed il 1944 tentarono di migliorare il Messerschmitt Me 163 correggendone i difetti principali. Fu così deciso di sostituire il pattino d'atterraggio, che aveva creato molti problemi, con un normale carrello retrattile e fu aumentata la capacità interna di carburanti per avere una maggiore autonomia. Venne sviluppata un'apposita versione del motore a razzo Walter dotata di diverse camere di combustione, per il volo di crociera e per il volo alle massime prestazioni. Queste modifiche ovviamente comportarono un importante ingrandimento della fusoliera e la riprogettazione di altri dettagli del velivolo, che venne denominato Me 163 D.

  

  

  

Fu deciso di trasferire successivamente il progetto alla Junkers GmbH, cosa che rese necessaria una ridesignazione: esso divenne pertanto lo Junkers Ju 248. Sotto la supervisione dell'ingegner Heinrich Hertel, il progetto venne ulteriormente modificato con una fusoliera più profonda ed aerodinamica, dotata di una cappottina a goccia per l'abitacolo e dopo i positivi test nella galleria del vento venne decisa la costruzione di un prototipo. Questo venne completato per la metà del 1944, ma prima che potesse compiere il primo volo fu deciso da parte del Reichsluftfahrtministerium di trasferire il progetto nuovamente alla Messerschmitt, per cui l'aereo prese la designazione definitiva di Me 263. La Junkers continuò comunque ad occuparsi delle prove dell'aereo.

  

  

L'unico Me 263 V1 fu costruito a Dessau e qui, nell'estate del 1944, compì diverse prove di volo. Le prove avvennero con l'aereo trainato da uno Junkers Ju 188 dato che in questa fase era ancora privo di motore in quanto il Walter HWK 109-509.C-4, sviluppo di quello del Me 163, non era disponibile a causa delle condizioni in cui versava la Germania nel tardo 1944.
Da documenti fotografici dell'epoca si evince che il motore fu infine montato sull'aereo, ma solo per prove a terra, in quanto il Me 263 non volò mai con questa configurazione. La sorte del prototipo è sconosciuta, ma sicuramente di esso o delle sue parti si impossessarono i sovietici dopo la guerra e servirono per lo sviluppo del caccia Mikoyan-Gurevich I-270.

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Panzer I Ausf.A - Kit Takom - Scala 1/16

Africa settentrionale nel 1941

Il Panzer I, nome abbreviato rispetto all'originale Panzerkampfwagen I, il cui numero d'identificazione dell'esercito era Sd.Kfz. 101, è stato un carro armato leggero della Germania nazista, progettato tra 1931 e 1934 ed entrato in servizio con la Reichswehr, dalla quale lo ereditò lo Heer.
Pensato solamente come carro da addestramento (funzione che ricoprì egregiamente), fu utilizzato invece in combattimento fino al 1942. Facile da produrre, veloce e manovrabile, ma con una corazzatura e un armamento inadatti alla guerra, fu il primo carro armato prodotto in massa dall'industria tedesca. Terminato il servizio in prima linea dopo le pesantissime perdite, fu adibito a compiti di polizia o lotta antipartigiana. Il telaio e lo scafo furono riutilizzati per produrre una varietà di semoventi, mezzi d'assalto e veicoli comando.
La campagna di Polonia del 1939 lo vide schierato in un numero pari a circa 1 445 unità (circa il 50% dei carri disponibili) ripartiti nel seguente modo: 68 alla 1. Panzer-Division e 136 a ciascuna delle 2., 3., 4. e 5. Panzer-Division. Nonostante la sua relativa leggerezza, il Panzer I rimase ugualmente bloccato a volte nel fango come avvenne nella battaglia del fiume Bzura, registrando alla fine delle ostilità 89 perdite complessive, pari circa al 45% delle perdite totali tedesche.

  

  

  

Due dozzine parteciparono alla campagna di Norvegia e 523 alla campagna di Francia[5], mentre la 5. Leichte-Division lo utilizzò, opportunamente modificato con filtri antisabbia, nello scacchiere del Nordafrica.
Nel 1941 cominciarono a essere sostituiti, trovando tuttavia ancora impiego (nel numero di 619 unità) nei primi mesi dell'operazione Barbarossa. Nel maggio 1942 cinque Ausf. F vennero assegnati alla 1ª compagnia del Panzer-Abteilung z.b.V. 66 che doveva entrare in linea nella battaglia di Creta, ma invece fu inviata nel settore di Leningrado dove fu unita alla 12. Panzer-Division con cui rimase fino al luglio 1943. Ancora, nel maggio 1943 altri cinque Ausf. F arrivarono alla 2ª compagnia corazzata di polizia che se li vide tutti distrutti nell'agosto 1944 dall'Armata Rossa. In precedenza, nel marzo 1943, due Ausf. C e otto Ausf. F rinforzarono la 1. Panzer-Division la quale li usò in Unione Sovietica, Jugoslavia e Grecia fino alla fine dell'anno. Per ultimo, 38 Ausf. C figurarono nella riserva del LVIII Panzer-Korps che li perse in Normandia nel 1944.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

Aermacchi MB.339A-PAN - Kit Frems - Scala 1/48

Pattuglia Acrobatica Nazionale "Frecce Tricolori" 55° Anniversario

La Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), il cui nome ufficiale è 313º Gruppo Addestramento Acrobatico, ma che è comunemente conosciuta come le Frecce Tricolori, è la pattuglia acrobatica dell'Aeronautica Militare Italiana, nata nel 1961 in seguito alla decisione dell'Aeronautica stessa di creare un gruppo permanente per l'addestramento all'acrobazia aerea collettiva dei suoi piloti; ha sede operativa presso l'aeroporto di Rivolto (UD).

  

  

Con dieci aerei (dal 1982 utilizzano come velivolo gli Aermacchi MB.339 A/PAN MLU), di cui nove in formazione e uno solista, sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo, e il loro programma di volo, comprendente una ventina di acrobazie della durata di circa mezz'ora, le ha rese famose e riconosciute come una delle migliori pattuglie aeree acrobatiche a livello internazionale, compiendo acrobazie tutto l'anno.

Nel 2016, il 313° Gruppo A.A. "Frecce Tricolori", compie 55 anni, e per l'occasione il velivolo del comandante Slangen, "Pony 0", viene decorato con il numero "55" in coda al velivolo.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Focke-Achgelis Fa.225 - Kit AMP - Scala 1/72

Prototipo durante il 1943

 

Il Focke-Achgelis Fa.225 era un aliante ad ala rotante monoposto sperimentale costruito nella Germania dalla Focke-Achgelis nel 1942. Ne fu costruito un solo esemplare.
Nella prima metà della seconda guerra mondiale, l'aliante d'assalto DFS.230B è stato utilizzato principalmente per il trasporto di truppe e rifornimenti, ma si è rivelato di capacità limitata in quanto necessitava di un'area di atterraggio relativamente ampia. Il Fa.225 è stato concepito per accorpare il rotore del Focke-Achgelis Fa.223 con la fusoliera del DFS.230B, consentendo all'aliante di atterrare in 18 m o meno.

  

  

  

Il rotore era montato su un'intelaiatura di montanti sopra il baricentro e su entrambi i lati e in coda erano montate unità di telaiatura rinforzate a corsa lunga.
Trainato da uno Junkers Ju.52/3m, Carl Bode pilotò il Fa.225 durante il suo primo volo nel 1943. La costruzione dell'aereo richiese solo sette settimane, ma la produzione in serie non fu portata avanti a causa della velocità di traino relativamente lenta e dei cambiamenti nelle dottrina operativa.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Carro Peante KV-2 - Kit Zvewzda - Scala 1/35

Settore di Mosca nel 1941

Il KV-2 è stato un carro armato pesante progettato in Unione Sovietica nei primi mesi del 1940 e utilizzato durante la seconda guerra mondiale: prese parte alle catastrofiche battaglie dell'Operazione Barbarossa, alla difesa di Mosca e agli scontri nella Russia meridionale, ma l'eccessiva mole e il troppo alto profilo fecero sì che il veicolo fosse ritirato dal fronte nel 1942.
Il nuovo carro armato pesante fu integrato nell'Armata Rossa con il nome "KV-2", ovvero le iniziali del ministro della Difesa Kliment Efremovič Vorošilov seguite dal numero 2.

  

  

   

I mastodontici KV-2 si rivelarono subito problematici: la meccanica e il motore, infatti, sotto perenne sforzo a causa della mole, tendevano spesso a guastarsi. La torretta era tanto pesante che ruotarla mentre si percorrevano pendii o terreni scoscesi significava rischiare di ribaltare il carro o guastare il meccanismo di brandeggio. Oltretutto la sua forma a scatola, facilmente individuabile, era un bersaglio perfetto per i cannoni anticarro avversari, sebbene fosse ben corazzata. In compenso l'obice da 122 mm, poi scambiato con uno da 152 mm, era un'arma dal grande potere distruttivo, fattore che unito alle spesse corazzature rendevano il KV-2 un ostico avversario.
Le deficienze delineate ebbero conferma quando nell'estate 1941, mentre si sviluppava in tutta la sua gravità l'attacco tedesco, la 41ª Divisione corazzata segnalò la perdita di due terzi dei suoi trentatré KV-2: soltanto cinque erano stati effettivamente distrutti dall'azione avversaria. A causa della situazione critica e delle vaste perdite, i sovietici continuarono ad utilizzarlo; alcuni esemplari, infatti, combatterono durante la battaglia di Mosca dell'inverno 1941 e qualche carro era presente anche nelle file della 62ª Armata schierata a difesa di Stalingrado. I KV-2 ancora funzionanti vennero comunque sospesi dal servizio attivo prima della fine del 1942 e rispediti in fabbrica, dove furono convertiti agli standard del loro predecessore KV-1 e inviati nuovamente al fronte.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Enrico Maina "Coach"

Flettner Fl.282 Kolibrì - Kit RS Models - Scala 1/72

Flettner Fl.282B-2 (V-23) basato a Sauersberg nell’aprile del 1945

Il Flettner Fl.282 Kolibri era un elicottero da riconoscimento imbarcato dotato di una coppia di rotori intersecantisi bipala ciascuno, realizzato dall'azienda aeronautica tedesca Flettner Flugzeugbau GmbH nei primi anni quaranta.
I ruoli previsti di Fl.282 includevano il trasporto di oggetti tra navi e la ricognizione. Tuttavia, con il progredire della guerra, la Luftwaffe iniziò a considerare di convertire l'Fl 282 per l'uso sul campo di battaglia. Fino a quel momento il velivolo era stato pilotato da un solo pilota, ma a quel punto era stata aggiunta una postazione per un osservatore nella parte posteriore del velivolo, che troviamo nella versione B-2. Successivamente il B-2 si dimostrò un utile velivolo da avvistamento per il tiro dell'artiglieria e nel 1945 fu istituita un'unità di osservazione composta da tre elicotteri Fl.282 e tre Fa.223.

  

  

La buona manovrabilità in caso di maltempo portò il ministero dell'Aeronautica tedesco a stipulare un contratto nel 1944 con la BMW per la produzione di 1.000 unità. Tuttavia, lo stabilimento di Monaco fu distrutto dai bombardamenti alleati dopo aver prodotto solo 24 macchine.
Verso la fine della seconda guerra mondiale la maggior parte degli Fl.282 sopravvissuti erano di stanza a Rangsdorf, nel loro ruolo di osservatori di artiglieria, ma gradualmente caddero vittima dei combattenti sovietici e del fuoco antiaereo.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Sd.Kfz. 251/17 Ausf.C - Kit AFV - Scala 1/35

Sicilia 1943

Lo Sd.Kfz. 251 era un veicolo militare da trasporto truppe semicingolato di costruzione tedesca impiegato su tutti i fronti dalla Wehrmacht durante il corso del secondo conflitto mondiale. Fu prodotto in quattro modelli, denominati Ausf. A, B, C e D, utilizzanti lo stesso telaio, ma con carrozzerie diverse, in base all'evoluzione delle esigenze emerse nel corso della guerra. Su questi veicoli base fu costruita una serie notevole di veicoli specializzati per i diversi compiti sul campo di battaglia. Il Sd.Kfz. 251 fu utilizzato principalmente come veicolo da combattimento della fanteria, in quanto dal vano del veicolo la fanteria era in grado di usare le armi di propria dotazione.
Il Sd.Kfz. 251, dato il suo particolare ruolo tattico, fu usato dalle divisioni Panzergrenadiere ("fanteria meccanizzata") e dalle unità di altre armi (principalmente genio e servizi) delle divisioni corazzate. Le unità di Panzergrenadiere operavano sia nell'ambito delle divisioni corazzate, sia in divisioni di fanteria meccanizzata (Panzergrenadieredivision).

  

  

I primi veicoli di questo tipo vennero assegnati all'inizio del 1939, alla 1. Panzer-Division, per essere successivamente distribuiti a tutti i reparti meccanizzati dell'esercito tedesco. Nonostante questo obiettivo fosse bene in mente ai pianificatori in realtà non fu mai raggiunto, a causa dei limiti della capacità produttiva tedesca. Nell'ambito delle unità a cui fu assegnato il Sd.Kfz. 251 operò su tutti i fronti in cui operarono le forze tedesche, sia sul fronte occidentale sia su quello orientale e su quello mediterraneo.
Lo Sd.Kfz. 251/17 Schützenpanzerwagen mit 2 cm FlaK 38: armato con cannone 2 cm FlaK 38 sebbene il cannone fosse destinato all'uso contraerei, il veicolo era utilizzato come appoggio alle unità da ricognizione, costruito nel 1944 e 1945 in un numero limitato di esemplari. Oltre a questo modello standardizzato esistevano diverse modifiche campali del SdKFz 251 che utilizzavano il cannone 2 cm FlaK 30, utilizzate anche dalla Luftwaffe, quindi impiegando il cannone nel suo ruolo naturale, cioè contraerei.

  

  

Buon Modellismo a tutti

Moreno Gandini "Gandi"

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