Dumper Trailer - kit Italeri - scala 1/24

Ho comperato questo kit non appena uscito in commercio, ma solo ora ho avuto tempo per realizzarlo.

Questo kit l’ho trovato molto buono dal punto di vista costruttivo; nessuna sbavatura sulle stampate ed incastri perfetti (alcuni pezzi non sarebbe neanche stato necessario incollarli).

Questo kit però ha un solo neo, il telaio del rimorchio è costituito da pezzi di colore blu e da pezzi di colore nero assemblati insieme e quindi si è costretti per forza a verniciare tutto di un unico colore! (Il kit da la possibilità di fare il telaio blu oppure nero).

Le varianti dei pezzi bianchi sul cassone sono stati voluti da me inquanto per strada ho visto un rimorchio così e mi piaceva di più.

Infine il kit prevede la possibilità di assemblare o no la copertura telonata del cassone, nel mio caso ho preferito lasciarla arrotolata sul lato.

Eurofighter EF.2000 Typhoon - kit Revell - scala 1/48

X° Gruppo del 36° Stormo di Gioia del Colle

Il modello di questo articolo è il Revell in scala 1/48. Ho usato le mascherature e le fotoincisioni Eduard. Ho comprato le decal Twobobs ma alla fine le ho utilizzate ben poco.

Non mi piace iniziare i modelli “dall’inizio”: preferisco approcciare il lavoro da dettagli esterni più semplici, per familiarizzare.

Ho iniziato dall’estremità alare sinistra e dal vano carrello principale.  Inoltre ho riempito di piombini da pesca il muso, ed ho fissato il tutto con l’UHU TAC.

Ho incollato i vani carrello alle ali inferiori (le frecce in blu sono per essere sicuro di non sbagliare verso). Ecco i pod dei tip alari finiti. I serbatoi subalari hanno avuto bisogno di un po’ di mr. Surfacer.

Sulla presa d’aria si sono materializzate delle fessure enormi. Le ho riempite con mr. Surfacer, almeno due strati. Il problema si è poi riproposto quando si è trattato di incollare le prese d’aria alla fusoliera.
Ho iniziato l’abitacolo. Per prima cosa ho asportato tutto il dettagli in rilievo così da poter incollare le fotoincisioni Eduard. Per questo lavoro preferisco la cianoacrilica in gel, in quanto consente di avere un po` di tempo per ritoccare il posizionamento dei pezzi prima di solidificare.

Ho piegato le fotoincisioni che riproducono i laterali dell’abitacolo con gli strumenti Missionmodels.

Torniamo alla presa d’aria: è difficile arrivare a scartavetrare bene tutta la linea della presa d’aria, e questa è la mia soluzione: una spugnetta abrasiva “spinta” dentro con il manico di una limetta.

L’abitacolo ha visto l’inserimento delle consolles Eduard precolorate. Gli schermi multi-funzione sono neri in quanto riproduco un aereo spento. Ecco come ho incollato l’abitacolo alla semifusoliera di destra: ho assemblato il tutto senza colla, e dopo che tutto era in posizione ho incollato l’abitacolo al lato destro.

Unire le due semifusoliere è stato l’inizio della tragedia: qui una prova a secco. Ho dovuto forzare le due semifusoliere insieme, “puntarle” con dei punti di colla cianoacrilica e poi ho consolidato la giunzione con la Tamiya tappo verde. Ma il peggio doveva ancora venire….

Ora si arriva al punto 12 delle istruzioni: l’incollaggio delle ali inferiori alla carlinga. C’è un piccolo pezzo che deve essere messo in mezzo. Su questo le istruzioni non sono proprio eccellenti: mi ci è voluto un po` per leggere, documentarmi, ink@##@*mi per capire bene cosa il sig. Revell voleva che io facessi. E` stato abbastanza difficile capire il giusto posizionamento, anche dopo aver capito cosa dovevo fare: la giunzione è tremenda.

Quella sotto è la parte incriminata........…non combacia proprio bene.

Mentre litigavo con questi pezzi, e sforzavo tutta la struttura, sono riuscito a rompere la presa d’aria: la parte anteriore ha semplicemente collassato. Ma, anche in questo caso…la tragedia vera deve ancora arrivare. Centimetro dopo centimetro, cianoacrilica ed accelerante, ho forzato insieme le ali e la fusoliera inferiore come avevo fatto con le due semifusoliere, e nel farlo…HO SPACCATO UN’ALA!!!

Ho incollato gli estradossi alari, e per una volta non ci sono stati problemi. Ora. In fin dei conti ammettiamolo: io non sono certo questo gran modellista, e questa non è una novità`, ma questa fase della costruzione è deludente e frustrante. Il modello ora sembra un ferito: bende, colla e stucco ovunque per cercare di tenerlo insieme. Mentre lo stucco indurisce, la cianoacrilica tiene insieme tutto, e la colla asciuga mi sono dedicato al seggiolino: c’è stato bisogno di qualche limatina nella parte inferiore per farlo entrare nell’abitacolo.

Il canopy presenta la solita linea di giunzione nel mezzo. L’ho cancellata con un bastoncino abrasivo di grana molto fine, e poi ho lucidato il tutto con i compound Tamiya, strofinati con un cottonfioc.

Ho aggiunto alcuni dettagli ai vani carrelli.......d ai portelli.

Per risistemare le prese d’aria ho usato lo stucco bicomponente Milliput. Ecco come faccio: prendo dei pezzi dei due componenti, li arrotolo insieme, poi piego a “U” il salsicciotto che ne risulta e riarrotolo il tutto.

Il peggio è passato ora: dopo un enorme lavoro di stuccatura e carta abrasiva il tutto sembra avere un aspetto normale. Ho affinato il bordo d’uscita dei flaps. Ora il modello è pronto per il primer.

Ho aggiunto dei dettagli alle gambe del carrello: alla fine ho deciso di non usare i carrelli SAC: altro non sono che copie metalliche di quelli della scatola. Tanto vale usare questi!! Questi sono i componenti prima dell’assemblaggio finale, si nota “l’apparizione” di due coperture rosse per le prese d’aria: ho deciso infine di usarle per nascondere il disastro che si celava all’interno. Ho rimpiazzato le maniglie con del filo metallico.

Il primer ed il pre-shading. Non ho effettuato il pre-lighting (cioè passare del bianco al centro del pannello)in quanto questi velivoli raramente sono molto usurati. Ho cercato di far apparire la parte inferiore più sporca di quella superiore. Ho iniziato anche a colorare i vani carrello.

Ho utilizzato le decal della scatola alla fine: le istruzioni qui` sono un disastro: i numeri non combaciano e bisogna arrivare da soli a capire quale decal e dove il sig. Revell vuole che io la metta.

E questo e` il modello finito.

Il Fuggitivo - kit della Dragon/Zvezda/Verlinden/Tumpeter - scala 1/35

Guerra del Golfo

 

Per questo diorama ho utilizzato il kit Dragon 3535 dell’M1A1 AIM e il kit Zvezda 3552 del T72A oltre ai figurini della Verlinden e della Trumpeter.

 

Il kit Dragon non si discute, ottimo in tutto si monta da se e non necessita di alcun aftermarket visto che dispone già di cingoli maglia a maglia, fotoincisioni, canna in alluminio e un sacco di accessori con cui poter riempire la torretta.

Il T72 invece sembra un kit di 30 anni fa, mi son subito procurato i cingoli della Friulmodel che contengono anche le ruote motrici, la canna in alluminio della Aber e un kilo di stucco.

 

non serve dire quindi che il montaggio è stato un lavoraccio visto che proviene da mamma Zvezda e non mi ripeterò dicendo che le stampate fanno schifo ma questo avevo e mi devo accontentare (così dice Monti)
lo scafo è stato montato da scatola, le ruote hanno ricevuto una fresata per simulare la gomma rovinata e i cingoli sono i classici Friul (che contengono già la ruota motrice in alluminio all'interno della scatola)
alla torretta invece ho tolto tutti i particolari già prestampati, l'ho poi testurizzata con lo stucco Tamiya diluito con l'acetone, ho aggiunto tutti i cablaggi e qualche maniglia con filo di rame, ho ricreato la mensola che supporta il congegno per le contromisure elettroniche antimissile in uso presso gli irakeni e ho cercato di migliorare la mitragliatrice Utes.

I figurini sono stati dipinti con una mano di base ad acrilico Vallejo a cui son seguite luci e ombre (per la verità ombre e luci) ad olio con cui secondo me è più facile sfumare il colore

 

I carri invece hanno ricevuto entrambi un preshading col nero poi l’Abrams è stato colorato di base con un mix di Tamiya  XF-59 desert yellow e XF-60 dark yellow a cui son seguiti i primi lavaggi generali con del bruno van dick diluito in white spirit; ho poi ripreso le pennellature schiarendole con il colore di base leggermente più chiaro e in alcuni punti ho creato delle luci col Buff della Tamia infine sapendo che i mezzi sono arrivati in Iraq con la mimetica continentale ho riprodotto graffi e scrostature con vari toni di verde.

Il t72 doveva risultare sicuramente più vissuto son quindi partito con una base di Tamiya XF-60 dark yellow a cui son suiti diversi lavaggi con bruno van dick, terra di siena naturale e terra d’ombra bruciata; ho poi schiarito le pennellature con del Buff molto diluito e con un vecchio pennello e un po’ di colore acrilico ho “spruzzato” piccoli schizzi su quasi tutto lo scafo, alcuni poi son stai ripresi ad olio per evidenziare delle colature di sporco o di ruggine; altre scrostature son stae fatte con un ruggine Vallejo a cui son stati ripassati i contorni con un panna sempre della Vallejo.

Su entrambi i mezzi la polvere è stata ricreata con un mix di pigmenti mig fissati con del white spirit.

 

OT-130 FLAME-THROWING TANK – SKIF – 1/72

STORIA

L'OT-130 è un carro armato lanciafiamme basato sul carro armato leggero T-26, inizialmente realizzato usando il singolo turrito T-26 modello 1933.

È stato prodotto a partire da 1936 da riconversioni di T-26S esistenti, in un primo momento con lo stesso modello 1933 come il lanciafiamme OT-26, ma in seguito, con il lanciafiamme modello 1938.

Il carro OT-130 aveva un serbatoio di 360 litri di carburante per il lanciafiamme.

Il modello 1939 aveva la capacità di fiammate lunghe 45-50 metri ed un intervallo di 6’40” oppure, utilizzando un apposito compressore, fiammate lunghe 100 metri ed un intervallo di 10-25”.

La produzione totale di questo carro dal 1936 al 1939 è stata di 401 pezzi.

Recensione

Il modello che mi è capitato tra le mani è della ditta russa СкiФ (che si può tradurre in italiano con SKIF) in scala 1/72. La scatola non è molto accattivante in quanto riporta un’immagine “old style” ed il mezzo non è dei più belli.

Quello che mi ha colpito è stata la scritta “140 parts” e l’altra scritta “photoetched”. Così ho deciso di costruire il mio primo carro armato.  Aperta la scatola ho trovato:

Un foglio di istruzioni in russo (con qualche divagazione in inglese) con gli stessi disegni “da tradurre”.

Le tre stampate di un colore verde, sono di fattura decisamente non conforme al nome della ditta. Non ho controllato la posizione dei rivetti o l’esistenza o meno di tutti gli anelli ma quelli che sono presenti hanno dimensioni e rilievi da ritenersi adeguati. Inoltre le parti in negativo (apertura portelli) hanno una profondità ed una larghezza anche questi adeguata (non troppo profonda o troppo larga da renderla assurda).

Il foglio delle fotoincisioni è piccolo ma completo! Sono presenti anche degli anelli che andranno incollati perpendicolarmente alla struttura. Per la piegatura dei singoli pezzi ed il loro posizionamento bisogna “tradurre” le istruzioni e seguire le linee, in quanto la comprensione non è proprio così immediata.

I cingoli sono in gomma e, per praticità (illusione temporanea) di sistemazione e dimensioni del mezzo possono andare anche bene.

Le decalcomanie sono con un film sottile e sono presenti anche simboli che non andranno utilizzati, buoni per una banca dei pezzi.

L’assemblaggio della parte plastica del carro richiede poco tempo, se si escludono i treni di rotolamento superiori (due ruote da unire per 8 volte) o quelli inferiori con gli ammortizzatori (composti da soli 11 pezzi cadauno).

La ruota dentata di trascinamento è composta da due fotoincisioni tenute assieme da un pezzo in plastica di dimensioni molto relative (e qui con il cianoacrilato è un attimo lasciarci un dito o incollarci una pinzetta)

La parte plastica dello scafo presenta anche degli inviti dove collocare precisamente le fotoincisioni.

Per il montaggio dei cingoli a modello finito ho dovuto lottare un po’ in quanto uno lo ho trovato troppo lungo (tagliato nella parte inferiore ho recuperato un pezzo per “allestire” la parte superiore del carro stesso) mentre l’altro ho dovuto un po’ tirarlo.

Al termine dell’assemblaggio di parti plastiche e metalliche il modello si presenta così:

Qualche piccola aggiunta del tipo pala, pezzo di cingolo, catena e ruota di rotolamento, recuperati puntualmente dalla banca dei pezzi, possono essere utili per muovere un po’ l’estetica del mezzo.

La colorazione proposta per questo carro è molto “strana” in quanto prevede due possibilità: tutto bianco con scritte in nero oppure tutto verde con scritte bianche e riga bianco/azzurra sulla sommità della torretta con delle strane righe blu irregolari sparse sulla superficie.

Non avendo trovato alcuna rispondenza a queste due colorazioni ne tra i miei libri e tantomeno in internet ho deciso di farlo “a modo mio” (come la Lavazza) quindi tutto verde e scritte nere, dandogli una parvenza di carro russo.

Mi faccio coraggio e parto con una colorazione di fondo con l’aerografo (dopo circa 7 anni torno ad utilizzarlo) con un verde scuro della Vallejo, procedo poi con il nero di china a pennello per evidenziare i negativi dei pannelli, altra spruzzata di verde più chiaro solo su alcune parti e poi una bella mano di drybrush con uno splendido pennello marca Pelikan – mis. 7 con pelo a perdere.

Ancora troppo piatto e allora via di marrone, nero, cacki, filtro di invecchiamento, altro dry brush.

Non metto codici per i colori utilizzati in quanto sono mescolanze di più colori fino a trovare la gradazione che mi aggradava.

Arrivo al termine di questa fatica e comincio ad attaccare le decalcomanie. Belle, precise, piccole ma fragilissime. Si sono rotte tutte solo togliendole dal supporto di carta, prima ancora di arrivare al posizionamento. Ho dovuto quindi fare tre stelle rosse, due numeri e due righe con il pennello.

Alla fine, dopo un po’ di colorazioni, lavaggi, sporcaggi, drybrush e preshadow, è venuto fuori così:

Per trarre una conclusione da tutto ciò: si tratta di un modello veloce da costruire, che da discrete soddisfazioni per la realizzazione ma che nel contempo non permette di effettuare variazioni sul tema in quanto la documentazione esistente è abbastanza scarsa e quella che si trova non è nemmeno tutta univoca, ogni fonte da una interpretazione grafica diversa.

Vista l’esiguità dimensionale del prodotto finito (ingombro massimo cm.7 in lunghezza e cm. 3 in larghezza) ho deciso di realizzare una ambientazione molto scarna e montare il tutto su una base da coppe 10x10 in modo tale da farlo diventare un fermacarte cingolato.

Buon Modellismo a Tutti

1^ Mostra Concorso "Città di Mira" 

27 e 28 ottobre 2012

 

BEST OF SHOW

Serie di navi in legno fine '800 - inizio '900 di MUCCI FRANCESCO - Old Crow Team

 

CATEGORIA A1 – AEREI IN 1/72 ED INFERIORI

1° CLASSIFICATO

Foke Wulf Fw.200 Condor di BOTTAZZO GRAZIANO - GMPAT

 

2° CLASSIFICATO

Northrop N-3PB di BIANCHI MATTEO – Club Modellisti Varedo

McDD AV-8B Harrier II Plus di CARAMANICO MARCO - Club Modellismo Santerno-Imola

 

3° CLASSIFICATO

Heinkel He.177A-5 Greif di ZINATO LUCIO – GMPAT

Skoda D1 di ULIVI MASSIMO - Modellisti Aretini

 

CATEGORIA A1 – AEREI IN 1/48 E SUPERIORI

1° CLASSIFICATO

Grumman F6F-6 Hellcat di BARLOTTI ANDREA – Club Modellismo Santerno-Imola

 

2° CLASSIFICATO

Fiat G.55 Centauro di PARON FERDINANDO – GAMS Udine

Sukhoi Su-25K di RUSSO SERGIO – Old Crow Team

Airco DH.2 di SCHIAVON LORENZO - GMPAT

 

3° CLASSIFICATO

Curtiss Hawk di DAL ZIO ROBERTO – CIM Badia Polesine

Hawker Tempest di MORO DENIS – GM San Daniele

Macchi MC.202 Folgore di ZAGHETTO STEFANO – GMPAT

 

BEST OF AIRPLANES

Fokker D VII - Carl Degelw di COLAIANNI ROBERTO – GAMS Udine

 

PREMIO “Best of Display” (offerto dai Modellisti Aretini)

Serie di Lockheed F-104 Stafighter di MAININI SILVANO – Old Crow Team

 

PREMIO SPECIALE “Italeri”

Republic F-105F Thunderchief di CAPRIOLI  IVANO – Asso di Picche

 

PREMIO SPECIALE “MBL”

Nieuport 28C-1 di RIGHINI ADRIANO – GM San Daniele

 

PREMIO SPECIALE “IPMS”

Reggiane Re.2002 di ULIVI MASSIMO - Modellisti Aretini

 

PREMIO SPECIALE “Shangri-La”

Aerospatiale SE-33130 Alouette II di SCHIAVON LORENZO - GMPAT

 

 

CATEGORIA B1 – MEZZI MILITARI IN 1/48, 1/72 e minori

1° CLASSIFICATO

Jagdpanzer IV - S.Giovanni V.no luglio 1944 di FIANI GIANNI – Modellisti Aretini

 

2° CLASSIFICATO

Male IV di FORABOSCO FABRIZIO – GM San Daniele

 

3° CLASSIFICATO

Challenger 1 MKZ "Sabyka" di Ceschiat Andrea – Asso di Picche

Dodge WC51 di Giuliano Domenico – GMPAT

 

 

CATEGORIA B2 – MEZZI MILITARI IN 1/35 e superiori

1° CLASSIFICATO

Opel Blitz "Jurassic Truck" di ZAGHETTO STEFANO - GMPAT

 

2° CLASSIFICATO

Staghound Mk.I di CARAMANICO MARCO – Club modellismo Santerno-Imola

LVPT 51 di TOSO ROBERTO – Modellisti Aretini

 

3° CLASSIFICATO

T34/85 Model 1943 - Zavod 112 di FARINA PIERANTONIO – Asso di Picche

Dodge Ambulanza di FORABOSCO FABRIZIO – GM San Daniele

VCR Lynx di VIGNOCCHI ALDO – Asso di Picche

Welcome to the Jungle di ZULIAN DAVIDE – GMPAT

 

PREMIO SPECIALE “Italeri”

Semovente 75/18 di MENEGAZZO LORENZO – GMPAT

Autoblinda AB-41 di PANZARSA MICHELE – GMPAT

 

PREMIO SPECIALE “IPMS”

M14/41 fuori uso di VANDELLI ALESSANDRO – Asso di Picche

 

 

CATEGORIA C – MEZZI CIVILI

1° CLASSIFICATO

Ferrari 126 C2 di PASTORELLO PAOLO EGIDIO – PanzerGruppe Venezia

 

2° CLASSIFICATO

Bentley 1930 di CALLEGARI FRANCO – GMPAT

Mercedes CLK di GALASSINI MASSIMO – Modellisti Aretini

 

3° CLASSIFICATO

Jawa 500 Speedway di BESENZON GIANNI – GMPAT

Mercedes CLKR “24 ore Le Mans” di CASSANDRO LUCA - GMPAT

Lancia 037 di MARTINIS DANIELE – AMB Brescia

 

PREMIO SPECIALE “Italeri”

Ape Car di GAMBETTI GABRIELE – Club Modellisti Varedo

 

PREMIO SPECIALE “IPMS”

Alfa Romeo P3 T. Nuvolari di CALLEGARI FRANCO - GMPAT

 

CATEGORIA D1 – MEZZI  NAVALI  IN LEGNO (tutte le scale)

1° CLASSIFICATO

Emdem di MUCCI FRANCESCO – Old Crow Team

 

2° CLASSIFICATO

Amerigo Vespucci di CITON ROBERTO – Privato

 

3° CLASSIFICATO

San Felipe di CARPI VALERIA – Privato

Galeazza Veneta di VERONESE LOREDANO – GMPAT

 

 

CATEGORIA D2 – MEZZI  NAVALI  IN ALTRI  MATERIALI (tutte le scale)

1° CLASSIFICATO

U-Boot 82 di COLAIANNI ROBERTO – GAMS Udine

 

2° CLASSIFICATO

Elco 80 di CALLEGARI FRANCO - GMPAT

 

3° CLASSIFICATO

HMS Wood di GARGANO DINO – 4 Vele

 

BEST OF SHIP

Soleil Royal di PADOAN MICHELE – Privato

 

PREMIO SPECIALE “BSM”

American’s Cup di PENACCHIO GIORGIO - Privato

 

 

CATEGORIA E1 – FIGURINI E BUSTI STANDARD

1° CLASSIFICATO

Cavaliere Strozzi di FANTONI FABRIZIO – Modellisti Aretini

 

2° CLASSIFICATO

Ribellione Blackyre di FELTRIN FABIO – Old Crow Team

 

3° CLASSIFICATO

Souvenirs- Francia 1918 di RUZZA MAURIZIO – 4 Vele

 

 

CATEGORIA E2 – FIGURINI E BUSTI MASTER

1° CLASSIFICATO

Ala Triste – “El Capitan” di BENETELLO STEFANO – 4 Vele

 

2° CLASSIFICATO

Acri 1291 di GIORA GIANLUCA - GMPAT

 

3° CLASSIFICATO

Mamelucco – Chef d’Escadron di MENEGAZZO LORENZO - GMPAT

 

BEST OF FIGURES

Il Sicario di MAZZINI PAOLO – Club Modellismo Santerno-Imola

 

 

CATEGORIA F – FANTASY E FANTASCIANZA

1° CLASSIFICATO

Vita da nani di MOLINARI ANDREA – GM San Daniele

 

2° CLASSIFICATO

Baneblade di SORMANNI VLADIMIRO - Club Modellismo Santerno-Imola

Al-Hassarrun – Assassin di TREVISIOL CESARE – Old Crow Team

 

3° CLASSIFICATO

Mazinkaiser Version di FELTRIN FABIO – Old Crow Team

Ithanoir di MAZZINI PAOLO - Club Modellismo Santerno-Imola

 

PREMIO SPECIALE “IPMS”

El Diablo di SANTIMARIA DIEGO – 4 Vele

 

 

CATEGORIA G – DIORAMI

1° CLASSIFICATO

6^ PanzerDivision di COLAIANNI ROBERTO & FEREGOTTO ITALO – GAMS Udine

 

2° CLASSIFICATO

Il Bottino di MARINI FABIO – AMB Brescia

 

3° CLASSIFICATO

Ortigara 1917 di MOLINARI ANDREA – GM San Daniele

La Borsa Nera di ZULIAN DAVIDE – GMPAT

 

BEST OF MILITARY

L’agguato di MARINI FABIO – AMB Brescia

 

CATEGORIA J – JUNIORES

CIMAROSTI VERONICA

CIRLAN VLAD

COLAIANNI CRISTIAN

DAL MAS LORENZO

DEPPIERI ALESSANDRO

FABBRI IACOPO

FORCELLATO FRANCESCO

GALASSINI GABRIELE

GALLO ALICE

GALLO EMILY

MAXIM JULIAN

MORESCO NICOLO’

PADOAN LORENZO

PAPACCIO ELENA

PAPACCIO FILIPPO

PAPACCIO GIACOMO

PAVANETTO ISABEL & SOFIA

PENNINO FILIPPO

PIERAZZOLI ARTURO

SCARPA BEATRICE

VELLANTE ALICE

VEZZALI MATTEO

ZAGO FRANCESCO

 

PREMIO SPECIALE “Flying Lions”

Republic P- 47D Thunderbolt di MORESCO NICOLO’

 

PREMIO SPECIALE “IPMS”

Junkers Ju.87 Stuka di COLAIANNI CRISTIAN

 

 

 

Lockheed P-38J-10-LO Lightning - kit Academy - scala 1/72

55th Fighter Squadron del 20th Fighter Group / Inghilterra giugno 1944

Storia

Il Lockheed P-38J Lightning ("Fulmine" in inglese) era un caccia pesante bimotore statunitense a largo raggio d'azione, impiegato durante la seconda guerra mondiale dalla RAF e dagli Stati Uniti (AAC/AAF). Alla sua apparizione, nel 1939, era un aereo rivoluzionario, estremamente innovativo, grazie soprattutto alla fusoliera bitrave, ai due motori a V Allison con turbocompressori all’interno delle travi di coda e al carrello d’atterraggio a triciclo anteriore. Il pilota sedeva in un ampio abitacolo con ottima visibilità, ma la cabina di pilotaggio risultava torrida d'estate e gelida ovunque e in qualsiasi stagione ad alta quota. L'aereo era molto stabile grazie ai due motori che, girando in senso contrario, annullavano la tipica tendenza ad imbardare, tipica dei caccia ad elica monomotore. Ma i propulsori Allison erano delicati e scarsamente affidabili.

L'aereo volò alla fine degli anni trenta e un esemplare andò perduto perché in picchiata arrivò a superare gli 840 km/h, andando in un regime di compressibilità da alto numero di Mach per via della sua finezza, tale problema che comportava la perdita di efficacia dei comandi di volo fu riscontrato anche su altri velivoli (ad es. sul P-47). Nel 1939, sorvolò gli Stati Uniti da costa a costa, in appena 7 ore e 2 minuti con due sole soste per il rifornimento, una prestazione che a quei tempi aveva dell’incredibile. Il P-38 fu probabilmente il caccia più silenzioso della storia, dato che gli scarichi erano smorzati dai turbo della General Electric dei due motori Allison, e perdonava molti errori di pilotaggio ma la sua velocità di rollio era troppo bassa perché potesse eccellere come caccia da duelli aerei. Ne vennero prodotti, in totale, 9.942 esemplari. Curiosamente, questo moderno e potente caccia ad elica, divenne l'ultima vittima abbattuta da un biplano da caccia - un Fiat CR.42 - nella storia.

Recensione

Ottimo kit della Academy, in scala 1/72. All’interno possiamo trovare delle stampate ottimamente rifinite, con particolari ben evidenziati. La scatola fornisce la possibilità di realizzare due soggetti operanti nel teatro europeo. Il primo è un P-38J del 55th FS del 20th FG basato in Inghilterra nel giugno del 1944, il secondo un aereo del 392nd FS del 367th FG, nel corso del 1945.

Io andrò a realizzare il primo soggetto, un P-38J-10-LO Lightning (s/n 42-67916) pilotato dal Lt. Richard O. Loehnert, con livrea in Olive Drab (verde oliva) con le classiche fasce bianche/nere dello sbarco in Normandia.

Partendo dal posto di pilotaggio, devo dire che il tutto è molto ben definito, con due paratie laterali particolareggiate. Mi sono limitato ad aggiungere una paio di cavi di rame posteriormente al sedile dove ci sono gli apparati radio e le cinture nel seggiolino della Eduard precolorate e dedicate ai velivoli dell’USAAF. Gli interni sono comunque stati colorati in Interior Green Gunze (H58), e poi fatto un leggero lavaggio con olio “terra d’ombra bruciato”. Quindi un leggero drybrush sempre in “Interior Green” per risaltare le parti.

Poi sono passato ai vani carrelli, dove anche in questo caso vano aggiunti alcuni cavi all’interno, ma nel complesso sono abbastanza buoni anche da scatola. Gli interni dei carrelli sempre in “Interior Green” Gunze (H58) con lo stesso procedimento di lavaggio ad olio e drybrush.

Alla fine montiamo il tutto (fusoliera, ali e tronconi delle fusoliere). Dopo le dovute stuccature sono passato alla realizzazione delle “Invasion Streep”, le caratteristiche strisce bianco/nere colorate sui velivoli impiegati nel teatro della Francia del nord durante le fasi iniziali del.o sbarco in Normandia (giugno 1944). Per primo ho dato un bianco di fondo Gunze (H11) su ali e fusoliere, quindi con nastro Tamiya sono passato alla realizzazione delle mascherature. Le strisce sono di 9 mm, e quindi sono passato al nero Gunze (H12). La parte anteriore dei motori (con le ogive), invece, dopo il bianco di base hanno ricevuto un giallo Gunze (H329), caratteristico del velivolo in questione.

Al termine di questi passaggi ho praticamente mascherato tutto (Invasion Streep e il giallo dei motori) e sono passato alla parte posteriore.

Ho dato una prima mano di Neutral Gray della Gunze (H53), dopo di che schiarendo un po’ con un grigio più chiaro, do dato alcune passate per evidenziare le pannellature sotto.

Mascherato il tutto, sono passato alla parte superiore del velivolo. In questo caso ho usato un Olive Drab, sempre rigorosamente Gunze (H304), schiarito poi con un verde più chiaro (Gunze H312) per evidenziarne le pannellature interne.

Al termine di tutto ciò via tutto…..mascherature, nastro Tamiya e tutto quello che c’era sopra il velivolo. Il risultato sembra buono, anche se vanno fatte alcune correzioni sulle “invasion streep” e sul giallo dei motori, oltre a qualche ritocco qua e la con grigio e verde.

Passiamo al vano carrelli. Le gambe del carrello vanno dotate di cavetto per i freni e quindi rifinite. Gli interni del vano carrelli ricevono qualche cavo qua e la per le tubazioni idrauliche.

Via alla posa delle decal. Un foglio deal fornito dalla Academy molto ben dettagliato e fornito anche di diversi stencil. Sono molto fini e quindi dopo una passata di lucido e poi con l’opaco alla fine la resa dovrebbe essere ottima. Dopo le decal, come al solito una velatura di lucido Gunze.

Poi si passa all’invecchiamento. Le sporcature le effettuo con i gessetti, mentre le pannellature le ripasso con colori ad olio “Bruno di Van Dyck” molto diluito. Per i fumi degli scarichi ho usato prima i gessetti e poi uno Smoke Grey della Gunze (H95).

Alla fine per chiudere il tutto uso l’opaco della Gunze ed il modello è quasi praticamente terminato. Ultime rifiniture…..tettuccio aperto, fili delle antenne, vetrini per le luci di posizione in fusoliera, mitragliatrici sul muso, antenne ed il gioco è fatto.

 

Buon Modellismo a Tutti

Panzerjager Tiger (P) Elefant "Ferdinand" - kit Dragon - scala 1/35

653ma Schwer Panzerjager Aungbteil - Nikopol nel dicembre 1943

Il Panzerjäger Tiger (P) Elefant, il cui numero di identificazione dell'esercito (Heer) era Sd.Kfz. 184, era un cacciacarri pesante della Wehrmacht utilizzato durante la seconda guerra mondiale. Furono originariamente denominati Ferdinand in onore del loro progettista Ferdinand Porsche e in seguito ribattezzati Elefant.

Recensione

Per questo progetto mi son procurato il Ferdinad della Dragon 6317, i cingoli della Friulmodel e la canna tornita della Aber.

Il montaggio è filato via liscio e veloce visto la precisione del kit e l’assenza totale degli interni che comunque a montaggio finito non si vedrebbero.

Mi son così dedicato anima e core alla pittura: dopo il primer ho eseguito un presheding col nero e ho quindi dato il dunkelgelb di base utilizzando un mix (50 + 50) con i Tamiya XF 59 e XF60, ho ricreato poi la mimetica ad aerografo con del verde Tamiya  Nato Green (unico che avevo in casa al momento) e infine sono andato a schiarire tutte le macchie giallo sabbia con del buff vallejo.

Mi son così ritrovato un Ferdinand del 653rd schwere panzerjager abteilung appena uscito di fabbrica ma volendo ricrearne uno operativo a Nikopol nel Natale del ’43 ho preso in mano gli ormai inseparabili oli e ho iniziato con dei lavaggi generali con del bruno van dick a cui son seguiti del lavaggi selettivi per evidenziare alcuni dettagli e/o pennellature.

A questo punto con un pennello finissimo e con del beff vallejo ho  evidenziato tutti i bulloni e i vari spigoli del mezzo; con un pannello vecchio e del colore acrilico ho “spruzzato” il carro per ricreare varie puntinature di ruggine (occhio a non esagerare) poi riprese con l’olio per ricreare effetto colatura, infine ho fatto le graffi e scrostature con del rosso minio a cui ho fatto i bordi con del panna per dargli profondità.

Son seguite poi varie colature di sporco e ruggine con dei prodotti appositi della Mig e con i pigmenti (sempre MIg) e l’inseparabile white spirit ho cercato di ricreare il fango.

Il diorama

Son quindi passato alla realizzazione del diorama:

la casa e la strada sono referenze miniart che avevo da molto tempo mente i figurini provengono da un vecchio diorama andato in pezzi l’anno scorso; non mi restava altro che riprodurre le macerie e ricreare la neve; per quest’ultima ho utilizzato delle sferette della prochima avanzate incollate con della vinavil diluita con acqua mentre per il fango ho utilizzato della resina Mig mescolata a dei pigmenti.

 

Iveco Fiat - Oto Melara Puma (4x4) - kit Trumpeter - scala 1/35

Missione "Leonte" - Libano 2006

Il Puma è un veicolo trasporto truppe (APC) ruotato leggero pensato per il combattimento in operazioni a bassa intensità, per l'esplorazione tattica e l'uso da parte di reparti di cavalleria. Il Puma è prodotto in due versioni (4×4 e 6×6) con differenze nella trazione e nelle dimensioni, quindi anche nella capienza. Il Puma, prodotto dal "consorzio Iveco Fiat - Oto Melara", risponde ad un requisito specifico dell'Esercito Italiano.

Recensione

Finalmente è arrivato il Puma 4x4 made in Trumpeter cod 05525 che farà contenti molti di noi.
il modello a prima vista risulta ben realizzato con stampate pulite e prive di ritiri.
aprendo la scatola troviamo 8 stampate + 1 trasparente, scafo superiore e inferiore, 4 ruote in gomma (tipo centauro) 2 lastrine di fotoincisioni e un misero foglio decal che ci permette di riprodurre una versione bianca con insegne UN da ambientare in Libano e una versione tre toni nato priva d'insegne di reparto,
unica pecca il noiosissimo lavoro di tagliare e incollare ad uno ad uno tutti i circa 50 bulloni sul mezzo, perché non li abbiano già stampati sul guscio non mi è chiaro.

Le fotoincisioni sono in perfetto stile trumpeter (tipo centauro) e quindi rognose da piegare.

Ho iniziato a pitturarlo e volendo riprodurre la versione bianca presente in Libano la domanda è: come procedere? non avendo primer in casa ho dato una mano di fondo con un nato green (scelta sbagliatissima) poi ho evidenziato tutte le pannellature, gli spigoli e i numerosi bulloni con del nero e infine ho steso una leggera mano di bianco, morale ... la preombreggiatura non si nota per niente .

che fare allora non potendo schiarire il bianco ??? dalle numerose foto in mio possesso ho notato che la vernice bianca data hai mezzi devono averla comprata scaduta perché salta via ovunque e allora ho deciso di ricreare un mezzo particolarmente scrostato, quindi con un pennellino fine, un nato green della Vallejo e molta pazienza ho ricreato un'infinità di scrostature seguendo sempre come riferimento le foto che ho.
infine dopo qualche lavaggio leggero leggero e un pò di filtri con l'olio per smorzare la monotono del bianco il risultato ... non mi convince ancora.

ho quindi rimesso  mano all' aerografo per ricreare delle velature come suggeritomi sul forum con del colore mooolto diluito e il risultato finale è molto più accettabile.

Buon Modellismo a Tutti.

Aeritalia/Lockheed F-104S-ASA Starfighter - kit Hasegawa - scala 1/48

18° Gruppo Caccia Intercettori Ognitempo del 37° Stormo di Trapani 1991

Sono sempre stato innamorato dei jet, ed ovviamente sono sempre stato enormemente influenzato dall’F-104. Quando avevo 13 anni il principale ostacolo alla mia passione erano mio padre e la scuola, lavorando in combutta: mi era proibito comprare riviste di aeronautica perché` a scuola all’epoca non andavo granché bene, quindi dovevo tenerle ben nascoste. In una di queste, nel 1991, era raffigurato un F-104S-ASA-CBR con una colorazione sperimentale a toni di grigio.Questo :

Questo e l’aereo che intendo riprodurre. La mimetica era un esperimento dei tecnici del 18mo gruppo del 37° stormo di Trapani. I piloti dissero che la nuova mimetica funzionava benissimo, ma non fu adottata, anzi: lo SMA ordinò che venisse rimossa subito: così la MM6909 fu l’unico aereo ad averla.

Costruzione

Scatola Hasegawa, decals Tauro, due set  Eduard, vani carrelli Aires, motore Aires, prese d’aria dell’”S” clonate da un amico, seggiolino aires (mi pare).

Non mi piace iniziare gli aerei dall’abitacolo. Mi piace cominciare con cose più semplici, tanto per “fare amicizia” con la scatola prima di affrontare cose un po` più complicate.

Ho iniziate dalle ali. Qui ci sono i tanti criticati rivetti. Mi dicono che in realtà non sono rivetti ma viti piatte, per quanto mi riguarda il risultato è lo stesso: accumulano la sporcizia e devono essere evidenziati. Ho anche assemblato il cono del muso e l’ho riempito di piombini fissati con l’UHU tack.

Ho pulito le parti in resina ed ho fatto delle prove di assemblaggio con le semifusoliere: e` tutto perfetto –abbastanza sorprendente considerata la fama che ha Aires su questo punto-. Ho lavato e primerizzato il tutto.

Restando in tema di resina: ho lavato e preparato il motore, e` davvero molto bello.  Ecco tutti i pezzi colorati e pronti all’assemblaggio.

In dettaglio: il motore di resina ha dato qualche problema: le fotoincisioni non entravano bene nel tubo di resina, ed è stato necessario lavorare un po` di carta abrasiva per farle entrare. Alla fine, va detto, il risultato finale è molto buono. Il motore è stato colorato con argento, ha ricevuto un dry-brush alluminio e un lavaggio molto scuro.

Ho colorato I vani carrello di burnt metal, giallo, argento, azzurro e marrone. Ho dato un lavaggio MIG e un dry-brush in argento. Ho anche finito il lavoro sulle ruote.

Gli sportelli hanno ricevuto le fotoincisioni Eduard, sono stati colorati ed hanno ricevuto un dry-brush. Le luci saranno aggiunte alla fine.

L’abitacolo non è finito. E` stato colorato e molto dettagliato con le fotoincisioni Eduard, ha ricevuto un lavaggio scuro MIG, ma ancora abbisogna di qualche dettaglio sulla manetta e il pannello frontale: alcuni strumenti sulla parte superiore del pannello devono essere cambiati: il cockpit dell’F-104 G ed F-104 S/ASA erano leggermente diversi.

Il seggiolino completato, lo tengo da parte perché mi piace aggiungerlo alla fine.

Ora è il momento delle prese d’aria di resina. Queste sono diverse da quelle del G in quanto l’incisione sul lato è rettangolare e non trapezoidale. Queste prese d’aria non combaciano benissimo, ed è stato necessario usare un po` di stucco, soprattutto sulla parte inferiore. Forse valeva la pena reincidere le prese d’aria del kit…

Le gambe del carrello presentano dei residui di stampaggio, ed ho deciso di usare quelle SAC, che altro non sono che una replica in metallo di quelle del kit, ma senza residui di stampaggio. Ho aggiunto qualche cavo di resina e un paio di fotoincisioni sulla gamba frontale.

Ecco la fusoliera e le ali assemblate.

Ho controllato le giunzioni “delicate” con della vernice argento (che come sappiamo non perdona). La parte inferiore ancora ha bisogno di un po` di lavoro, ma il più è fatto. C’è bisogno di reincidere qualcosina vicino i vani carrelli principali, ma sono riuscito a salvare buona parte dei dettagli utilizzando del nastro Tamiya vicino le stuccature, proprio per proteggere le incisioni e le rivettature.

I serbatoi alari: ho fatto del pre-shading sia sulle line di pannellatura sia random, per dare varietà alla colorazione.

Ora la pinna ventrale: è diversa da quella del G. Ne avevo ricevuta una in resina ma la qualità era pessima, quindi ho preferito modificare quella del kit. Un lavoro più facile da fare che da descrivere: basta un po` di carta abrasiva.

Anche l’aereo è pronto per il primer. C’è stato bisogno di qualche piccola reincisione, soprattutto nella parte inferiore. Ora è il momento di aggiungere un po` di quei dettagli che fanno la differenza tra un F-104G ed un S-ASA.

Per reincidere ho usato del nastro dymo ed un “sofisticatissimo” strumento auto-costruito.

L’interno del canopy. Rimangono fuori solo le cerniere ed I blocchi del canopy, saranno aggiunti dopo la colorazione.

Questo è l’interno del canopy. Noterete che il pezzo a “V” dietro al seggiolino è montato al contrario… l’ho notato anche io. Ora è stato corretto. 

 La palpebra. Ho marcato a matita i contorni della mimetica, e poi dopo il primo grigio piu` chiaro ho messo l’UHU tack per mascherare.Le decal vanno in posizione benissimo: ho usato i prodotti Gunze, molto aggressivi sulle decal.

Questo pezzo deve essere ridipinto: un amico dal forum di www.modellismopiu.it ha prodotto un disegno della mimetica da cui si evince che così è totalmente sbagliato.

Siamo giunti alla fine......qui sotto abbiamo il velivolo terminato.....

Buon Modellismo a Tutti...!!!!

31 Ottobre 2012

Video

VIDEO

 

Joomla SEF URLs by Artio

CERCA NEL SITO

TECNICHE E COLORI

RECENSIONE AEREI

RECENSIONE MEZZI CORAZZATI

STORIA

Visite:

Oggi:1127
Questo Mese11647
Visite Totali4757044