Messerschmitt Bf.109G-6 - kit Italeri - scala 1/72

"Bianco 1" della 364^ Squadriglia pilotato dal Capitano Mario Bellagambi

Anche questo “datato” (ma non troppo) kit di Italeri si presenta molto interessante sotto il punto di vista del dettaglio. L’interno del cockpit è abbastanza ben dettagliato, e basta solo alcune lievi aggiunte e devo dire che il tutto si presenta molto bene.

Come prima cosa ho deciso di abbassare gli aerofreni , quindi ho dovuto re incidere le ali per modificare appunto i flap. Anche gli alettoni di coda sono stati reincisi e piegati per dare movimento al modello parcheggiato a terra. In oltre sugli aerofreni è stato messo un pezzetto di plasticar evergreen di 10 mm x 1,5 mm, per simulare il filtro d’uscita  delle prese d’aria.

Gli interni sono stati colorati in RLM 02 con colore H70 della Gunze. Dopo opportuni lavaggi e colorazione dei dettagli, al sedile ho aggiunto le cinghie di sicurezza.

Il montaggio della fusoliera non è particolarmente entusiasmante, in quanto il troncone di coda è staccato e si combacia male al resto della fusoliera, poi la cofanatura motore è separata anch’essa e suddivisa in due sezioni…. Si  potrebbe sfruttare questo “neo” inserendo un motore e tenete una parte di cofanatura aperta… Anche l’attaccatura delle ali non combacia perfettamente con la fusoliera e qui si dovrà ricorrere ad una bella stucatura. Un grosso errore della stampata riguarda il pannello di ispezione  di coda, il quale è posto troppo indietro rispetto all’originale, in oltre manca completamente l’incisione di una centina...proprio quella davanti al pannello di ispezione. Quindi bisogna stuccare e rifare il pannello di ispezione ed incidere il segno della centina. Un errore grossolano che disturba molto e può succedere (come è successo a me) di accorgersi del fattaccio a modello già montato e magari già colorato.

Il tettuccio trasparente, seppur suddiviso in tre pezzi, ha difficoltà a innestarsi bene sulla fusoliera, e anche in questo caso richiede una buona dose di pazienza per stuccare il tutto.

Sono passato alla colorazione del modello. Ho iniziato on la parte sotto e le fiancate in RLM 76 (Gunze H 314). Poi sono passato al RLM 75 (Gunze H 317) e quindi in RLM 76 (Gunze H 68). Con gli stessi colori ho fatto anche le sfumature sulla fusoliera e poi con gli stessi colori schiariti con una goccia di grigio chiari (Gunze H61) sono ripassato per schiarire le pannellature del velivolo.

Gli aerei destinati alla Regia Aeronautica erano aerei tedeschi di seconda mano e quindi sul campo vennero cancellate le insegne tedesche con un grigio simile al RLM 02. Quindi sulle croci tedesche sulle ali e in fusoliera (da dietro alla cabina fino ai piani di coda) è stato steso questo RLM 02, ripreso poi anche per le macchie sfumate in fusoliera.

Per il giallo sul cofano motore (parte sotto) ho usato il giallo RLM 04 della Model Master, mentre la fascia bianca in fusoliera sulle ali ed ogiva motore, è stato impiegato il bianco Gunze H 11.

Alla fine di tutto è stata data una prima invecchiatura con gessetto nero per simulare gli scarichi e i fumi delle armi di bordo, quindi ho dato un paio di mani di trasparente lucido della Humbrol. Quindi sono passato con un nero acrilico della Italeri molto diluito per risaltare le pannellature, quindi ho messo le decal. Per gli stensil ho usato quelli della scatola Italeri (anche se seguendo le istruzioni si finisce per sbagliare di metterle visto che non è corretto il loro posizionamento. Per le insegne italiane e nello specifico della 364^ Squadriglia e velivolo “1 bianco” del Capitano Mario Bellagambi. Ho usato le decal della Tauro Model.

Una mano di lucido opaco Gunze H 30 e i giochi si possono dire conclusi….

Buon modellismo a tutti

MACCHI MC.202 FOLGORE

Storia

Considerato da molti il miglior caccia italiano della II^ GM, il prototipo del MC.202 Folgore volava a Lonate Pozzolo il 10 agosto del 1940, pilotato da Guido Carestiato. Il velivolo finalmente poteva disporre di un apparato motore di tutto rispetto, inizialmente con motore tedesco DB.601A-1, poi realizzato su licenza dalla Alfa Romeo come RA 1000 RC41. Il velivolo poteva raggiungere i 596 km/h a 6.000 mt di quota, raggiunta in 6 minuti e 26 secondi.

I primi esemplari vennero consegnati al 1° Stormo nel maggio del 1941, seguito dal 4° Stormo di Gorizia.. Esordisce in combattimento in un ciclo operativo su Malta, prendendo base in Sicilia (ottobre 1941) e poi in Africa settentrionale. Quasi tutti i reparti da caccia italiani riceveranno gli MC.202 Folgore, operando su tutti i fronti italiani. L’unico punto ancora debole del caccia italiano era costituito dall’armamento offensivo, con due mitragliatrici sul muso, alle quali poi (dalla VII^ serie) vennero aggiunte altre due armi alari da 7.7 mm (comunque ancora poco rispetto ai velivoli tedeschi, inglesi e statunitensi).

 

Modello Supermodel in 1/72

Il modello della Supermodel, in 1/72, per molti anni è stato l’unico reperibile nel mercato (c’era anche la FROG, ma praticamente introvabile). Oggi (fortunatamente) abbiamo diverse ditte che si occupano del caccia italiano (Hasegawa, Italerei ecc.), e come velivolo presentava diversi errori di stampata.

La fusoliera presenta un abitacolo troppo spostato in avanti, lo schienale anticapottatura è da ridimensionare, come bisogna ridimensionare pure l’attacco dell’antenna tripolare. Per correggere questi errori si rischia di alterare le dimensioni generali, quindi un lavoretto non da poco.

L’ala è praticamente tutta sbagliata e sarebbe da sostituirla con una di un kit diverso o di un MC.205 recuperato…ma non credo sia il caso. Le alternative sono due: o con il cutter cerchiamo di portare la ala a dimensioni corrette, oppure lasciamo tutto com’è. Anche lo spessore dell’ala è eccessivo, quindi bisogna assottigliarlo un bel po’.

Ci sono poi alcuni piccoli errori in fusoliera ma tutto sommato con dei disegni sotto mano riusciamo a mettere tutto al suo posto.

Come sempre si inizia dall’abitacolo dettagliandolo un po’ (si ricostruisce il pianale, seggiolino, pareti laterali…praticamente tutto). Come modifiche alla fusoliera non ne ho fatte e nemmeno alle ali. Ho dovuto comunque ripassare tutte le pannellature reincidendole. Dopo l’assemblaggio e le opportune stuccature e cartegiature, sono passato alla colorazione del modello.

Mi sono cimentato nel realizzare due modelli (assieme a due della Hasegawa per vedere le differenze tra le due case), cosa che risulta molto dispersiva. Comunque alla fine ho realizzato un MC.202 dell’85^ Squadriglia del 18° Gruppo/3° Stormo e un velivolo del 153° Gruppo Autonomo.

Entrambi i velivoli li ho dipinti con colori LIFECOLOR, usando per la parte inferiore un Grigio Azzurro Chiaro 1 (UA 113), mentre la parte superiore con un Nocciola Chiaro 4 (UA 112). Posi sono passato alla realizzazione di un motivo a macchie in Verde Mimetico 2 (UA 008) per realizzare il velivolo della 85^ Squadriglia, mentre sempre in Verde Mimetico 2 (UA 008) ma un motivo ad amebe per il velivolo del 153° Gruppo. Entrambi i velivoli hanno la fascia bianca centrale in Bianco Neve in LC 01.

Al termine una mano di trasparente della Gunze S. (H 30), quindi il posizionamento delle decals. Per quanto riguarda le decals del kit Supermodel, essendo quelle a trasferibile, dopo un paio di stemmi le ho praticamente gettate. Forse troppo vecchie ma erano praticamente tutte rovinate.

Per il velivolo dell’85^ Squadriglia del 18° Gruppo/3° Stormo CT, il velivolo con la scritta “Geppo” ho usato quelle del Tauromodels n.72-521, mentre per il secondo velivolo, quello del comandante del 153° Gruppo Autonomo CT, ho impiegato quelle del kit Hasegawa. Nuova mano di lucido trasparente H 30 e quindi invecchiamento con gessetti, mentre per le pannellature ho usato il nero opaco della Model Master diluitissimo. Per finire una mano di trasparente opaco.

 

Anche se per molto tempo Supermodel è stato il top per il Macchi MC.202 Folgore, a tutt’oggi esistono modelli molto più “facili” da montare, soprattutto per quanto riguarda pannellature in negativo e dettagli più definiti. Per chi avesse ancora delle scatole di questo modello (come me), allora “buon divertimento”.

Buon Modellismo a tutti

MACCHI MC.202 FOLGORE

Storia

Considerato da molti il miglior caccia italiano della II^ GM, il prototipo del MC.202 Folgore volava a Lonate Pozzolo il 10 agosto del 1940, pilotato da Guido Carestiato. Il velivolo finalmente poteva disporre di un apparato motore di tutto rispetto, inizialmente con motore tedesco DB.601A-1, poi realizzato su licenza dalla Alfa Romeo come RA 1000 RC41. Il velivolo poteva raggiungere i 596 km/h a 6.000 mt di quota, raggiunta in 6 minuti e 26 secondi.

I primi esemplari vennero consegnati al 1° Stormo nel maggio del 1941, seguito dal 4° Stormo di Gorizia. Esordisce in combattimento in un ciclo operativo su Malta, prendendo base in Sicilia (ottobre 1941) e poi in Africa settentrionale. Quasi tutti i reparti da caccia italiani riceveranno gli MC.202 Folgore, operando su tutti i fronti italiani. L’unico punto ancora debole del caccia italiano era costituito dall’armamento offensivo, con due mitragliatrici sul muso, alle quali poi (dalla VII^ serie) vennero aggiunte altre due armi alari da 7.7 mm (comunque ancora poco rispetto ai velivoli tedeschi, inglesi e statunitensi).

 

Modello Hasegawa in 1/72

Rispetto al kit Supermodel, quello di Hasegawa è un passo avanti. Almeno abbiamo una base da cui cominciare per quanto riguarda gli interni, le linee sono più corrette e pannellature in negativo. Diciamo che comunque Hasegawa offre solo un modello con filtro antisabbia (Supermodel aveva la possibilità di usufruire di filtro antisabbia o meno), poi manca di alcuni piccoli particolari, come per esempio le forcelle per il rientro portellini centrali delle ruote o il tubo di Venturi. Nel complesso sicuramente meglio del Supermodel.

Anche in questo caso inizio dalla cabina di pilotaggio con il dettagliare gli interni e cinture di sicurezza della RCR Models. Il velivolo molto semplice nell’assemblaggio, presenta alcune imperfezioni da mettere a posto con un po’ di stucco. Vanno dettagliati i carrelli con l’aggiunta dei freni (con filo di rame molto fino) qualche ritocco ai pozzetti dei carrelli e l’autocostruzione dei due braccetti per la chiusura dei pannelli centrali delle ruote del carrello. Qualche piccolo inconveniente con la presa d’aria ventrale che non si adatta perfettamente alla fusoliera.

Poi si passa alla colorazione dei modelli. In questo caso ho realizzato un velivolo della 90^ Squadriglia del 10° Gruppo/4° Stormo CT (appena trasferito in Africa Settentrionale), e un esemplare della 96^ Squadriglia del 9° Gruppo/4° Stormo basato a Campoformido poco prima del trasferimento in Sicilia.

Anche in questo caso ho impiegato i colori della FIFECOLOR, anche se mi danno problemi con l’aerografo a punta finissima, con frequenti inceppa ture e sbavature.

Il velivolo della 90^ Squadriglia è stato dipinto in Grigio Azzurro Chiaro 1 (UA 113) nella parte inferiore e quindi con Nocciola Chiaro 4 (UA 112) nella parte superiore, completando la mimetica con chiazze rade di Verde Mimetico 2 (UA 008).

Il velivolo della 96^Squadriglia, sempre in Grigio Azzurro Chiaro 1 (UA 113) nella parte inferiore, mentre nella parte superiore con una base di Verde Mimetico 2 (UA 008), e poi con chiazze  Nocciola Chiaro 4 (UA 112) sormontate da chiazze di Marrone Mimetico 53193 (UA 085). Entrambi i velivoli hanno la fascia bianca centrale in Bianco Neve in LC 01.

Entrambi i velivoli poi sono stati passati con una mano di trasparente lucido della Gunze S. (H 30). Quindi le decals, prendendo sempre dal foglio della Tauromodels n.72-521 ( e qual’cosina anche da un foglietto di recupero nella mia “banca” personale), sono state posizionate ritoccando con alcune gocce di ammorbidente per decals della Tamyia. Nuova mano di lucido trasparente H 30 Gunze S. e quindi invecchiamento con gessetti e nero opaco Model Master diluitissimo per le pannellature.

Mano di trasparente opaco sempre Gunze S. ma con H 20.

Gli MC.202 Folgore poi sono stati ambientati in zona desertica (per il velivolo della 90^ Squadriglia) e in teatro dell’Italia settentrionale (96^Squadriglia) con figurini della Prieseler e Revell.

Nel complesso il kit Hasegawa e buono, anche se ci sono alcune lacune in piccoli dettagli da auto costruire o da recuperare da altri modelli.

Buon modellismo a tutti

Junkers Ju.87B-2/R-2 Stuka  -  kit Tamiya - scala 1/72

Questa kit di montaggio è praticamente lo stesso kit della Italeri, tranne le decal che sono diverse.

Infatti ho intenzione di realizzare la versione italiana, ed impiegherò appunto le decal del kit di Italeri (che ho da poco acquistato).

Devo dire che come stampate si presentano molto buone, con interni discretamente dettagliati…mancano come sempre le console laterali del pilota e del mitragliere, costante pecca della ditta nazionale che tralascia questo piccolo dettaglio, che per un modellista (anche alle prime armi) può essere molto utile, facendo risparmiare tempo per il dettaglio.

Nel complesso il tutto risulta molto piacevole nel montaggio e anche la fusoliera si presenta ottimamente in assemblaggio. Gli interni sono stati colorati in RLM 02, per il quale ho usato il Model Master acrilico. Posizionato i vetri del cockpit con le dovute mascherature, sono passato alla colorazione del velivolo.

Per la colorazione ho usato tutti colori sintetici della Model Master. Ho iniziato con la fascia gialla sul muso del velivolo, il classico Gelb RLM 04; una volta asciutto ho mascherato la fascia con nastro Tamiya e sono passato alla parte sotto del velivolo. Qui lo schema prevede un nero opaco totale sotto la fusoliera e ali. Dopo le dovute mascherature ho dato su tutta la parte superiore lo “schwarzgrun” RLM 70, ed una volta mascherato le parti dovute sono passato al “dunkelgrun” RLM 71.

Una volta tutto asciutto ho simulato la copertura delle croci tedesche sulle ali (sopra) e della croce uncinata in coda, con del verde mimetico 2 (ho usato in questo calo il Lifecolor acrilico). Sulla parte anteriore sotto il motore (la parte del radiatore fino al gancio per il lancio della bomba ventrale, è stato dipinto in “hellblau” RLM 65 (qui ho usato un acrilico della Gunze).

Poi si passa al posizionamento della bomba ventrale, elica motore con ogiva (in bianco neve della Lifecolor), bombe alari, freni aerodinamici per la picchiata.

Non farò nessun lavaggio, solo un leggero invecchiamento per i tubi di scappamento motore e per le mitragliatrici alari. Qui ho trovato una anomalia con le mitragliatrici fornite dal kit ed i fori già presenti sul modello…i fori sono stati prima ostruiti e poi sono state posizionate le mitragliatrici, in quanto non sono perfettamente compatibili tra loro. Infatti nel kit di Italeri il problema è stato “parzialmente” corretto a prima vista (poi si dovrà confrontare questa sensazione nel montaggio del kit stesso).

il kit è stato realizzato con i colori della 208^ Squadriglia Tuffatori del 101° GRuppo Autonomo, basata in Sicilia il 29 maggio del 1941.

Dewoitine D.500/501 kit Heller scala 1/72

Vecchio modello della Heller fine anni ’70, questa scatola offre al modellista la possibilità di realizzare o la versione D.500 o la D.501. Sostanzialmente differiva per l’impianto motore e per l’armamento, e leggermente sulle dimensioni.

La stampata del kit risente dell’età, quindi con pannellature in positivo, dettagli ridotti al minimo, soprattutto per il cokpit. Si inizia con un profondo stravolgimento del modello, nel senso che vengono riprese tutte le pannellature in positivo, e sono veramente parecchie.

 

Quindi un lavoro lungo e tedioso, ma alla fine dovrebbe dare i suoi buoni risultati. Ho leggermente dettagliato  gli interni, e il cruscotto, la cloche è stata rifatta, e sono state aggiunte le cinture del pilota la chiusura della fusoliera risulta abbastanza buona e saranno da apportare solo lievi correzioni.

 

Dopo la chiusura della fusoliera, sono passato all’assemblaggio di ali e piani di coda, dopo di che viene posto sotto la fusoliera il vano del radiatore di raffreddamento. Qui si è dovuto stuccare in diversi punti, soprattutto sul vano del radiatore. Fatto ciò sono passato al posizionamento del carrello e quindi dei vari piccoli accessori (tubo di Venturi, antenna sotto la fusoliera pedaliera per salire a bordo del velivolo).

 

Sono passato alla colorazione del velivolo. Ho iniziato con un argento Tamiya (X-11, sulla parte inferiore e sui lati della fusoliera. Dopo l’argento ho dato un paio di mani molto leggere di verde Tamiya XF-11, sulla parte superiore delle ali e sulla parte superiore della fusoliera. Essendo già dei colori lucidi, sono passato alla posa delle decal. La colorazione del velivolo è stata fatta in previsione della riproduzione di un velivolo della 1° Escadrille della GC I/4.

 

Purtroppo le decal sono molto vecchie quindi rovinate. Stendo un paio di mani di “Liquid Decal Film” (Microscale), che comunque riesce a risolvere parzialmente i problemi di rottura delle decal stesse. Infatti la “R” ed il “6” della parte sotto si sono rotte (ma comunque abbiamo rimediato).

 

Poi mi sono accorto che mancavano le decal della parte posteriore (il tricolore di coda) e quindi ho dovuto farlo con delle opportune mascherature. Alla fine l’effetto è buono.

 

Dopo la stesura delle decal ho passato del lucido della Humbrol per poi passare a un lieve lavaggio con del nero acrilico Italeri non molto diluito (85-90%). Poi con del gesso nero ho sfumato gli scarichi e altri piccoli particolari.

Mitsubishi A6M5c Zero “Zeke” - kit Hasegawa - scala 1/72

Recensione kit

Vecchio stampo Hasegawa, completamente in positivo, ma tutto sommato una buona base da cui partire. Il posto di pilotaggio è praticamente inesistente e va rifatto praticamente tutto dal pannello strumenti alle paratie laterali. Va rifatta anche la cloche inesistente….praticamente tutto, anche se poi il tettuccio chiuso limita abbastanza il lavoro fatto all’interno.

Ho rimosso gli equilibratori posteriori e li ho riposizionati abbassati, dopo di che ho assemblato il tutto...fusoliera ed ali. In linea di massima tutto combacia alla perfezione e le stuccature sono state leggere e localizzate. Dopo una mano i primer della Tamiya per vedere eventuali stuccature da riprendere, sono passato con l’argento Humbrol (11) sulle superfici superiori per poi stendere un Verde Scuro sopra e simularne le scrostature. Dopo l’argento sono passato alla parte sottostante per dare un Light Gray della Gunze (H308), visto che la plastica è scura ho giocato con diverse mani di questo grigio date leggere ed evidenziando maggiormente le pannellature interne.

Poi sono passato alla parte superiore, impiegando (dopo molti ripensamenti) il verde scuro Gunze H36. Qui ho dato due/tre mani di colore, schiarendolo alla fine con una puntina di verde Gunze H312.

Una volta asciutto ho provato la tecnica dello “strappo” con il nastro adesivo Tamiya, portando via la vernice verde superiore e lasciando trasparire così l’argento Humbrol sotto. L’effetto è molto realistico, ma bisogna stare molto attenti a non far aderire troppo il nastro per non portar via tutto il verde. Dopo il giallo sulla parte anteriore delle ali, ho dato una mano di Lucido Gunze H30 per bloccare tutto, anche eventuali scrostature accidentali.

Quindi sono passato alla posa delle decal. Le decal sono molto vecchie e vanno trattate con molta molta cura. Alla fine ho provato dare un po’ di ammorbidente di decal Mr. Mark Softer, ma bisogna stare molto attenti a non metterne troppo, altrimenti si rovinano le decal.

Quindi sono passato al completamento del velivolo, con la posa del motore e delle ruote. Alla fine devo dire che mi sono divertito molto a fare questo velivolo, costruito in poco più di 15 giorni. Malgrado il kit in positivo, devo dire che ne è risultato un buon velivolo….d’altronde un kit Hasegawa è buono anche se datato.

TIE Fighter - Fine Molds - scala 1/48

Il TIE/ln starfighter, in italiano caccia stellare TIE, è un caccia stellare presente nell'universo fantascientifico di Guerre stellari.

Subito dopo la fine delle Guerre dei Cloni e la Dichiarazione del Nuovo Ordine da parte dell'imperatore Palpatine, l'Impero Galattico assegnò alla corporazione aerospaziale Sienar Fleet Systems l'incarico di progettare un caccia stellare da superiorità spaziale per la Marina: così, la Sienar applicò la sua moderna tecnologia di propulsione ionica alla costruzione di prototipi di caccia stellari TIE. Il primo modello pienamente operativo fu il TIE/ln starfighter, o semplicemente TIE fighter, che fu il caccia più usato e diffuso nella flotta imperiale. I doppi motori ionici del TIE/ln sono alcuni fra i sistemi di propulsione meglio costruiti nella galassia e, non avendo parti mobili, hanno bisogno di poca manutenzione.

A differenza dei prototipi che lo avevano preceduto, il TIE fighter possiede generatori d'energia indipendenti per le armi e per i motori. La mancanza di scudi deflettori, motore iperguida e sistemi di sostentamento per il pilota, assieme all'avanzata tecnologia dei motori, riduce la massa del caccia e gli conferisce un'eccezionale manovrabilità. La sua corazzatura è inoltre molto fragile, cosa che rende il caccia più leggero ma parecchio vulnerabile. Diversi piloti cercarono di migliorarlo aggiungendo placche di duracciaio sugli "alberi"che collegavano le ali alla cabina e diversi stormi montavano dei cannoni laser potenziati per sopperire alla mancanza di missili e quindi poter attaccare anche navi maggiori e distruggere con più facilità gli scudi dei caccia avversari. Il suo armamento principale è una coppia di cannoni laser. Questi cannoni sono relativamente potenti ed un colpo ben piazzato su un caccia stellare od un trasporto medio è in grado di danneggiarli o distruggerli. Il TIE fighter non monta tubi lanciamissili, ma può esserne equipaggiato se necessario. A causa della mancanza di sistemi di supporto vitale, ogni pilota di TIE ha una tuta da volo pressurizzata superiore a quella delle loro controparti ribelli. Nonostante possano contare su di un sedile eiettabile e su questa tuta, i piloti spesso preferiscono fare la stessa rapida fine dei propri caccia piuttosto che morire per assenza d'ossigeno nel vuoto dello spazio.

 

Essendo da sempre appassionato della saga di Guerre stellari non appena ho trovato in internet il kit i questo modello ho deciso di ordinarlo.

In Italia purtroppo nessuno commercializza questa marca essendo giapponese e specializzata sui cartoons e serie cult.

Le istruzioni sono molto dettagliate per l’assemblaggio con dovizia di particolari e l’ordine in cui assemblare i vari elementi.

Tutti i pezzi del kit combaciano alla perfezione ed addirittura le 2 paratie laterali nere erano già verniciate, cosa molto bella è la presenza di una piedistallo per posizionare il modello con incluso un figurino, in nessun altro aereo che ho costruito l’ho trovato nel kit; in questo modo si può sistemare il velivolo in configurazione di volo senza carrelli senza doversi inventare un qualcosa per esporlo così

Questo kit andrà in abbinata con quello che ho acquistato insieme dell’ X Wing, ovvero il caccia dei buoni di Guerre stellari.

X-Wing Fighter - Fine Molds - scala 1/48

Kit acquistato recentemente in abbinata con quello del Tie Fighter.

Kit molto ben dettagliato e di pregevole fattura, le istruzioni sono dettagliatissime e gli incastri perfetti a dir poco.

Nel kit è presente il basamento per posizionare il caccia in posizione di volo che viene arricchito anche della riproduzione in scala del drone R2-D2.

Gran parte del kit potrebbe essere assemblato anche senza colla da come si incastrano i pezzi; le ali a geometria variabile si aprono e si chiudono per posizionare il modello a piacere.

Nel kit sono presenti anche delle viti autofilettanti per fissare la parte delle ali alla struttura della cabina di pilotaggio.

Un’ultima chicca che ho apprezzato notevolmente nel kit è la presenza di un foglio di decals classiche insieme ad un foglio di adesivi uguale alle decals; quindi si lascia al costruttore la decisione di quale usare.

Infatti alcuni adesivi andavano lavorati col taglierino ed è stato molto più semplice farlo su un adesivo che su una decals.

Come ultimo tocco, ho voluto fare l’invecchiamento del velivolo; per fare ciò ho seguito un consiglio di mia moglie. Ho rotto una mina di una matita su un foglio e poi con un dito ed un pennello ho invecchiato il modello con la polvere di mina, simulando lo sporco spaziale del velivolo in volo; l’effetto è venuto bene.

Per fare un raffronto sulla reale grandezza dell’X-Fighter, basti pensare che è delle stesse dimensioni del mio F-16 sempre in scala 1/48.

Recensione - kit Tamiya - scala 1/24

Kit di buona fattura e ricco di particolari.

Vettura 5

Nel diorama realizza to questa vettura è alzata su un lato da un crik con un meccanico che sta controllando una gomma ed il pilota che dialoga con lui.

Essendo la plastica del kit omogenea e priva di sbavature di colore non ho ritenuto opportuno verniciarla, ma ho solo applicato le decals.

Le paratie che proteggono i differenziali e la trasmissione sono state lasciate volutamente trasparenti per poter vedere tutti i particolari.

Il kit dei meccanici è molto bello e particolareggiato con la possibilità di varie ambientazioni con le vetture in officina.

Recensione - kit Italeri - scala 1/48

Questo kit della Italeri in 1/48, non è stato facile da rintracciare visto la sua età, infatti Italeri non lo produce più!

Ho scelto la scala 1/48 perché posseggo già altri aerei da combattimento sempre in questa scala e volevo vedere le reali dimensioni rispetto agli altri miei aerei.

Per prima cosa le istruzioni ti fanno costruire la stiva, mi sono accorto che è molto dettagliata ed allora ho deciso di creare un impianto di illuminazione interna per non perdere i particolari una volta assemblata la fusoliera.

Infatti il modello prevede la possibilità di assemblarlo con il portellone posteriore aperto, ma l’interno della stiva risultava buio e si perdevano tutti i dettagli.

A questo punto mi sono procurato in un negozio di elettronica dei led, delle resistenze e del filo elettrico; una volta forata la plastica interna alla stiva in corrispondenza delle finte luci del modello, ho inserito i led, le resistenze e completato l’impianto elettrico. Ho fatto poi passare i cavi tra la fusoliera e la scocca della stiva fresando un pochino le pareti per non fare spessore e li ho fatti arrivare il prossimità del portellone posteriore.

Ho forato la parte posteriore della stiva ed ho costruito sopra il foro un bancale con una cassa che contiene al suo interno la batteria per alimentare i led, come tocco finale ho inserito un interruttore per accendere e spegnere l’impianto all’occorrenza.

Tutto il kit è stato abbastanza semplice nell’assemblaggio a parte il fatto che la fusoliera per le dimensioni elevate (70 cm) e per l’età del kit non era perfettamente simmetrica e non combaciava alla perfezione, ma con un pochino di pazienza e dello stucco ho risolto abbastanza i problemi.

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