24 Ottobre 2024

M3 Lee

M3 Lee - Kit Tamiya - Scala 1/35

Sicilia estate del 1943

Il carro medio M3 era un carro armato medio in servizio nelle divisioni corazzate Alleate dal '42 al '44. I carri con torretta americana erano chiamati Lee, in onore del generale Robert E. Lee. La variante con torretta britannica era conosciuta come Grant, dal generale unionista Ulysses S. Grant. Ampiamente usato durante la seconda guerra mondiale, inizialmente diede buona prova sul fronte del Nordafrica dove risultò superiore ai Panzer III e ai carri M14/41 italiani, mentre poteva battersi alla pari con le prime versioni dei Panzer IV. Ma dal 1943 i suoi limiti vennero a galla e fu presto sostituito dall'M4 Sherman.

  

La prima fornitura di questi carri americani, agli inizi del 1942, venne data in dotazione al 5º, 3º e 8º reggimento corazzato della 4 brigata corazzata, appartenente a sua volta alla Settima divisione corazzata, una delle migliori del British Army ed impegnata con l'Ottava armata britannica in NordAfrica contro l'Armata corazzata italo-tedesca.

  

  

La loro apparizione costituì un brutto colpo per i tedeschi e gli italiani, che finalmente trovavano davanti a sé un esempio concreto di aiuto dato dagli americani agli alleati britannici, dopo i piccoli e limitati M3 leggeri, armati con il 37 mm.
La necessità di questi nuovi carri era dettata non tanto dalle prestazioni dei cannoni in termini di capacità perforante, ma dal fatto che i cannoni inglesi erano in genere privi di proiettili esplosivi, pertanto non potevano neutralizzare quasi mai le postazioni di artiglieria controcarro nemici. Anche i nuovi pezzi da 57 mm avevano questo problema, nonostante fossero, in termini di perforazione, almeno pari ai 75 USA.

  

  

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Enrico Maina "Coach"

Brewster F2A-1 Buffalo - Kit Hasegawa - Scala 1/72

VF-3 della U.S. Navy nel 1939 a bordo della USS Saratoga

Il Brewster F2A Buffalo era un aereo da caccia, monoplano e monomotore, statunitense, sviluppato a metà degli anni trenta dalla Brewster Aeronautical Corporation.
Fu il primo caccia monoplano ed il primo interamente metallico della United States Navy. Venne esportato anche in Finlandia, Australia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Regno Unito e trovò impiego nel corso della seconda guerra mondiale.

  

  

Le consegne all'US Navy dei velivoli della versione F2A-2 iniziarono nel settembre del 1940 (i velivoli della versione F2A-1, come già detto, vennero consegnati l'anno precedente ma successivamente ceduti alla Finlandia). Oltre al già citato reparto VF-3, i Buffalo vennero assegnati al VF-2 basato sulla USS Lexington (CV-2) sulla quale prestarono servizio tra il settembre 1941 ed il gennaio 1942. Successivamente tutti i Buffalo dell'US Navy vennero ceduti allo United States Marine Corps che li assegnò a reparti basati a terra. Sotto queste nuove insegne i Buffalo statunitensi videro per la prima volta il combattimento: fu il 4 giugno del 1942, nel corso della battaglia delle Midway.
Dei 19 velivoli (appartenenti al VFM-221) che presero parte ai combattimenti, solamente 6 fecero ritorno alla base e questo primo episodio rappresentò anche la fine della carriera operativa di prima linea dei Buffalo statunitensi che vennero successivamente dismessi.

  

  

  

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Roberto Cimarosti "Cima"

30 Settembre 2024

Ramsès II

Ramsès II - Kit CASculpts - scala 75 mm

Il risveglio di Ramsès II

  

  

  

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Andrea Masiero

IMAM Ro.43 - Kit Yao Studio - Scala 1/144

Velivolo imbarcato su incrociatori della Regia Marina nel 1942.

L'IMAM Ro.43 fu un idroricognitore a galleggiante centrale biplano prodotto dall'azienda italiana Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali (IMAM) negli anni trenta ed utilizzato nel ruolo di ricognitore marittimo imbarcato nelle unità maggiori della Regia Marina nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
Fin dagli anni venti la Regia Marina valutò l'opportunità di dotare alcune delle sue unità di velivoli di supporto. Per ovviare alle difficoltà di utilizzo in presenza di mare grosso, vennero installate delle strutture di lancio, vere e proprie catapulte, sulle quali veniva opportunamente fissato il velivolo che veniva portato ad una velocità sufficiente per consentirne il decollo. Dopo l'utilizzo di vari idrovolanti progettati per l'uso civile come i Macchi M.18, o i più specifici Piaggio P.6 e CANT 25, nel 1933 la Regia Marina emise una specifica per la fornitura di un nuovo velivolo atto a sostituire i precedenti modelli. Tra le caratteristiche era richiesta una velocità di 240 km/h, con un'autonomia di 600 km o di 5 h e 30 min.

  

  

  

Al bando di concorso partecipa rono numerose aziende aeronautiche italiane, la Società Rinaldo Piaggio con i suoi P.18 e P.20, la CMASA che proponeva l'MF.10, la Cantieri Riuniti dell'Adriatico con il CANT Z.504, l'Aeronautica Macchi con il suo C.76 e la Meridionali.
La IMAM presentò un progetto affidato all'ingegnere Giovanni Galasso, il quale sviluppò dal pari ruolo terrestre Ro.37 bis una variante idro mantenendo molte parti comuni. Il nuovo velivolo si differenziava principalmente per l'adozione di una diversa configurazione alare biplana e di un galleggiante centrale più gli equilibratori per poter operare dalla superficie del mare.
Il prototipo, che assunse la designazione Ro.43, venne portato in volo per la prima volta il 19 novembre 1934 e, grazie alla sua struttura più leggera di quella dei concorrenti, risultò possedere caratteristiche più rilevanti, raggiungendo prestazioni ben al di sopra delle specifiche richieste; valutato dalla commissione della Regia Marina, venne giudicato vincitore, ottenendo per la Meridionali un contratto di fornitura e divenendo la dotazione standard per tutte le maggiori unità della flotta. La produzione iniziò negli stabilimenti IMAM nel 1935, anno in cui iniziò la consegna ai reparti operativi, protraendosi fino al 1941 dopo aver realizzato oltre 200 esemplari.

  

  

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Luca Zampieri "Zampy"

03 Settembre 2024

Ardenne 1944

Schwimmwagen e figurini - Italeri e vari brand - Scala 1/35

Ardenne 1944

  

  

  

  

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Moreno Gandini "Gandi"

Messerschmitt Bf.109E-7 Emil - Kit Tamiya - Scala 1/48

JagdGeschwader 26, Bf.109E-7 "Bianco 12", dell'asso tedesco Joachim Müncheberg. Sicilia 1941.

Joachim Müncheberg nato a Friedrichsdorf, Prussia (ora in Polonia), si arruolò volontario per il servizio militare nella Wehrmacht della Germania nazista nel 1936. Inizialmente in servizio nell'esercito, fu trasferito alla Luftwaffe nel 1938. Dopo l'addestramento al volo, fu assegnato allo JagdGeschwader 234 (JG 234) nell'ottobre 1938. Fu trasferito allo JagdGeschwader 26 "Schlageter" (JG 26) un anno dopo e fu nominato aiutante nella III. Gruppe . Combatté nella Battaglia di Francia dovee ricevette la Croce di Cavaliere, poi la Croce di Ferro dopo la sua 20a vittoria aerea durante la Battaglia d'Inghilterra. In qualità di Staffelkapitän (comandante di Squadriglia), combatté nelle battaglie aeree durante l'assedio di Malta e l'invasione della Jugoslavia. Qui Ricevette un'altre Croce di Cavaliere e la Croce di Ferro con Foglie di Quercia oltre alla Medaglia d'Oro al Valor Militare Italiana dopo 43 vittorie aeree.

  

  

Müncheberg prestò poi brevemente servizio in Nord Africa a supporto dell'Afrika Korps prima di essere trasferito in Francia. Gli fu dato il comando del II. Gruppe del JG 26 nel settembre 1941 e fu poi assegnato al Jagdgeschwader 51 (JG 51), sul fronte orientale, nel luglio 1942. In servizio come Geschwaderkommodore (Comandante di Stormo), ottenne la sua 100a vittoria aerea il 5 settembre 1942 per la quale gli fu conferita la Croce di Cavaliere e Croce di Ferro con Foglie di Quercia e Spade il 9 settembre 1942 In quella data aveva al suo attivo 103 vittorie aeree. Il 1° ottobre 1942 Müncheberg ricevette il comando dello Jagdgeschwader 77 (JG 77), operativo nel teatro Mediterraneo. Morì in una collisione a mezz'aria con un aereo nemico a Meknassy, ​​Tunisia, il 23 marzo 1943. Müncheberg fu ucciso in uno scontro con il suo Bf 109 G-6 (Werknummer 16 381) il 23 marzo 1943 in Tunisia quando la sua 135a vittima, uno Spitfire del 52nd Fighter Group dell'USAAF esplose di fronte a lui dopo una raffica di cannone a distanza ravvicinata, danneggiando l'aereo di Müncheberg. Lo Spitfire era pilotato dal capitano Theodore Sweetland. Il capitano Hugh L. Williamson, che fu anche abbattuto nello scontro, in seguito dichiarò di aver pensato che Sweetland avesse deliberatamente speronato l'aereo di Müncheberg. La velocità di Müncheberg era stata il fattore fatale, lasciandolo incapace di evitare lo Spitfire in rapido avvicinamento. Una delle sue ali si spezzò andando a collidere con il Bf.109 dell'asso tedesco. Il corpo di Müncheberg fu sepolto a El Aouina; fu poi spostato al "Cimitero degli Eroi" a Tunisi. Negli anni '50 fu spostato di nuovo e riseppellito al Cimitero Militare Tedesco a Bordj-Cedria. 

  

  

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Enrico Maina "The Coach"

Junkers JU.287V-3 (A1) - Kit Planet - Scala 1/72

Germania 1946

Lo Junkers Ju 287 fu un laboratorio volante costruito per sviluppare la tecnologia necessaria per la realizzazione di un bombardiere pesante plurimotore a reazione a lungo raggio. Realizzato dalla Junkers GmbH per dotare la Luftwaffe di nuovi e potenti bombardieri, era caratterizzato da una rivoluzionaria configurazione alare a freccia negativa, il primo velivolo della storia ad utilizzare questa soluzione. Fu realizzato con gran parte di componenti provenienti da altri velivoli. Il prototipo volante, lo Ju 287 V1, ed il secondo prototipo non ultimato V2, vennero requisiti dall'armata rossa durante le fasi finali della seconda guerra mondiale quindi ulteriormente sviluppati in Unione Sovietica dopo la fine del conflitto.

  

  

Il progetto si deve all'ingegner Hans Wocke, responsabile dell'ufficio studi della Junkers a Dessau. Gli sviluppi della seconda guerra mondiale vedevano la necessità da parte della Luftwaffe di dotarsi di nuovi bombardieri strategici che potessero raggiungere lunghe distanze con un elevato carico di bombe. Tenendo conto delle caratteristiche di velocità e quota operativa dei nuovi caccia alleati, all'inizio del 1943 Wocke iniziò a disegnare un nuovo velivolo che potesse sfruttare la tecnologia dei motori turbogetto i quali avevano ormai raggiunto un grado di affidabilità tale da poter essere impiegati praticamente.

  

  

  

Per la struttura venne effettuata un'attenta ricerca esplorando la possibilità di nuove soluzioni rimaste fino ad allora alla fase concettuale. Fu grazie a questa ricerca che venne presa in considerazione la formula con le ali aventi angolazione negativa. Il Deutsche Versuchsanstalt für Luftfahrt (DVL) ed altri istituti di ricerca avevano già svolto ricerche in tal senso, giungendo ad alcune conclusioni precise: gli effetti positivi di tale configurazione alare risultavano evidenti ad alte velocità, mentre alle basse rimanevano significativi problemi di instabilità. L'ing. Wocke progettò pertanto un'ala con una freccia negativa di 23°, stimando di supplire agli inconvenienti registrati con un approfondito disegno dell'ala stessa attraverso rapporti di corda e profili studiati per ottimizzarne l'aerodinamica. A conclusione della progettazione, si passò a studiare gli effetti in galleria del vento con un modello in scala, fino ad ottenere l'approvazione da parte del RLM che designò il progetto come Ju 287. Al fine di chiarire definitivamente le problematiche, si decise di costruire un prototipo da utilizzare come laboratorio volante.

  

  

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Roberto Cimarosti "Cima"

AS-99 155mm Howitzer - Kit Trumpeter - Scala 1/35

British Army SFOR in Bosnia nel 1997

L'AS-90 (Artillery System 1990) è un semovente d'artiglieria impiegato dal British Army, all'interno del quale è ufficialmente designato Gun Equipment 155 mm L131. È attualmente in servizio con 5 reggimenti della Royal Artillery, presso i quali ha sostituito i semoventi FV433 da 105 mm, M109 da 155 mm ed il 155 mm FH-70 trainato.

  

Lo sviluppo dell'AS-90 iniziò a metà degli anni 1980 come private venture dalla Vickers Shipbuilding and Engineering (VSEL) in vista del fallimento del progetto trinazionale SP-70 per un semovente europeo (su modello di quanto fatto per il modello trainato FH-70). Quando questo fallimento puntualmente si verificò, il ministero della difesa britannico emise una specifica per un nuovo semovente da 155 mm. Furono presentati quattro progetti, tra i quali il Paladin, una versione aggiornata dell'M109. L'AS-90 si rivelò l'unico progetto innovativo ad un avanzato stato di sviluppo e venne quindi scelto.

  

  

Fu prodotto dal 1992 al 1995 dalla VSEL (confluita nel 1999 nella BAE Systems) in 179 esemplari per un costo complessivo di 300 milioni di sterline. Il primo esemplare fu consegnato nel 1993. Nel 2008-2009 i mezzi sono stati sottoposti ad un programma di aggiornamento, che ha riguardato in particolare la componente elettronica.
Tra il 2006 ed il 2009 il ministero intraprese studi per modificare il 4.5 in Mark 8, che costituisce l'armamento artiglieresco primario delle navi maggiori della Royal Navy, installando la canna da 155 mm e la culatta dell'AS-90. Oltre alla semplificazione logistica di un comune calibro tra marina ed esercito, questa modifica avrebbe incoraggiato lo sviluppo di una comune munizione guidata a lunga gittata.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Enrico Maina "Coach" 

Opel Blitz e serventi - Italeri e Masterbox - Scala 1/35

Africa settentrionale, gennaio 1941.

Il Deutsches Afrikakorps (DAK), più semplicemente Afrikakorps, fu una grande unità dell'esercito tedesco a livello di corpo d'armata, che venne approntata e inviata nel febbraio del 1941 in Libia, con lo scopo di sostenere le forze italiane messe a dura prova dall'8ª armata britannica sul fronte del Nordafrica durante la seconda guerra mondiale. L'Afrikakorps, pur mantenendosi sempre una formazione distinta, col tempo diede sempre un maggior contributo alle diverse organizzazioni d'armata che si crearono durante la campagna a sostegno delle forze del Regio Esercito Italiano.

  

Strettamente parlando, il termine Deutsches Afrikakorps si riferisce solo al quartier generale del corpo e alle unità distaccate presso di esso, anche se alcuni scrittori usano erroneamente il termine con noncuranza per riferirsi a tutte le unità tedesche in nord-Africa prima della ritirata in Tunisia.
Dopo l' operazione Compass effettuata con successo dal Regno Unito e Australia e che portò alla cattura di 130 000 soldati italiani, divenne reale la minaccia di consegnare il Nord Africa agli Alleati. In risposta a tale minaccia, alla fine di febbraio 1941 Adolf Hitler decise di inviare truppe in Nord Africa per aiutare l'alleato Benito Mussolini, prevenendo una sua sconfitta certa con l'Operazione Sonnenblume.

  

Dal 14 febbraio nuove unità giunsero con continuità a Tripoli: l'11 marzo, giunse il primo consistente reparto corazzato, il 5º reggimento panzer, dotato di 150 carri armati, appartenente alla 5. Panzer-Division, rinominata successivamente, il 1º ottobre, 21ª divisione corazzata, comandata dal generale Johann von Ravenstein, e, entro la fine di maggio, venne sbarcata l'intera 15ª divisione corazzata, comandata dal generale Hans-Karl von Esebeck.
Il Generalleutnant tedesco Erwin Rommel prese il comando a marzo della 5. Divisione Leggera e della 15. Panzer-Division e, non appena sbarcate le prime truppe dal mercantile Alicante, le collocò in difesa di El-Agheila, dove si era arrestata l'avanzata degli inglesi. Furono queste le unità iniziali che costituirono l'Afrika Korps, inizialmente sotto comando italiano.
Al nucleo iniziale dell'Afrika Korps seguirono altre grandi unità, le più importanti delle quali furono: la Divisione z.b.V. (zur besonderen Verwendung, con compiti speciali) "Afrika", che venne creata come divisione di fanteria e divenne lentamente una divisione completamente motorizzata, e quindi rinominata come 90. leichte Afrika-Division. (90ª Divisione leggera) giunta in Africa settentrionale al completo in autunno al comando del generale Max Sümmermann, dopo che in un primo momento era giunto il 361º reggimento della 90. leichte Afrika-Division, la 13ª compagnia dell'800º reggimento "Brandenburg".

  

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Moreno Gandini "Gandi"

Messerschmitt Bf.109F-4 - Kit Fine Molds - Scala 1/72

Bf.109F-4 pilotato dal Major Otto Hannes Trautloft del 54° JG, di base a Relbitsi in URSS nel marzo del 1942.

Otto Hans "Hannes" Trautloft (3 marzo 1912 - 12 gennaio 1995) è stato un aviatore tedesco della Luftwaffe, e partecipò la guerra civile spagnola e alla seconda guerra mondiale, diventando Generale della Luftwaffe del dopoguerra. Gli vengono attribuiti 58 aerei nemici abbattuti, di cui 5 in Spagna, 8 sul fronte occidentale e 45 sul fronte orientale durante la seconda guerra mondiale.
Nato a Großobringen, Trautloft prestò servizio militare volontario nel Reichsheer della Repubblica di Weimar nel 1931. Parallelamente, fu accettato per l'addestramento al volo presso la Deutsche Verkehrsfliegerschule, un'organizzazione segreta di addestramento militare, e presso la scuola di piloti di caccia di Lipetsk. Dopo l'addestramento al volo, prestò servizio con lo Jagdgeschwader 134 "Horst Wessel" (JG 134) e fu uno dei primi volontari tedeschi a combattere nella guerra civile spagnola. Dall'agosto al dicembre 1936 ottenne cinque vittorie aeree. Per il suo servizio in Spagna gli fu assegnata la Croce Spagnola d'Oro con Spade.

  

  


Dopo il servizio in Spagna, Trautloft ricoprì diversi incarichi di comando e, allo scoppio della seconda guerra mondiale, il 1° settembre 1939, fu Staffelkapitän (capo squadrone) della 2. Staffel del Jagdgeschwader 77 (JG 77). Rivendicò la sua prima vittoria aerea durante l'invasione della Polonia e fu nominato Gruppenkommandeur (comandante di gruppo) del I. Gruppe dello Jagdgeschwader 20 che in seguito divenne III. Gruppe di Jagdgeschwader 51 (JG 51). Nell'agosto 1940, durante la Battaglia d'Inghilterra, Trautloft ricevette il comando del Jagdgeschwader 54 (JG 54). Guidò il JG 54 nell'Operazione Barbarossa, l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel giugno 1941. Lì gli fu assegnata la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro il 27 luglio 1941. Trautloft continuò a guidare il JG 54 sul fronte orientale fino al luglio 1943 quando fu chiamato nello staff del General der Jagdflieger (Generale dei combattenti), come assistente nell'addestramento e nelle tattiche delle forze di caccia della Luftwaffe.

  


Dopo la guerra, Trautloft si unì alla nuova aeronautica militare tedesca della Germania occidentale nel 1957. Servendo come vice ispettore dell'aeronautica militare e comandante del Luftwaffengruppe Süd (gruppo aeronautico sud), Trautloft si ritirò nel 1970 ricoprendo il grado di Generalleutnant (tenente generale) . Morì il 12 gennaio 1995 a Bad Wiessee.

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Alessandro Fort

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