Focke-Achgelis Fa.330

  22 Febbraio 2025

Focke-Achgelis Fa.330 - Kit Takom - Scala 1/16

Autogiro della Kriegsmarine durante il 1944.

Il Focke-Achgelis Fa 330 "Bachstelze" ("ballerina") era una girodina composita, un autogiro senza motore, da osservazione sviluppata dall'azienda tedesca Focke-Achgelis nei primi anni quaranta e prodotta dalla Weser Flugzeugwerke di Delmenhors.

Utilizzato durante le fasi finali della seconda guerra mondiale era caratterizzato dall'assenza di un impianto motore e destinato ad equipaggiare gli U-Boot, i sottomarini della Kriegsmarine, dai quali rimaneva in volo trainato tramite una lunga fune.
Il progetto nasceva da una richiesta della Kriegsmarine di dotarsi di un velivolo per l'osservazione e il ricooscimento delle navi nemiche.
La Focke-Achgelis propose allora un mezzo aereo alternativo: basandosi sulla propria esperienza nella costruzione di autogiri ideò un'aerodina che mantenendone tutte le caratteristiche sfruttava la velocità di traino del sommergibile per mettere in moto le pale del rotore librandosi così in volo vincolato.
L'azienda progettò un velivolo compatto per limitare il più possibile la massa e le parti da assemblare, una cellula basata essenzialmente su una coppia di elementi tubolari metallici saldati perpendicolarmente, opportunamente integrati da una struttura tubolare di rinforzo, ai quali era collegato inferiormente ad una coppia di pattini d'appoggio, superiormente ad un rotore libero, posteriormente ad un impennaggio mono deriva ed anteriormente ad una postazione di pilotaggio aperta.

  

  

Il modello, al quale venne assegnata la designazione RLM Fa 330, risultava essere estremamente leggero, attorno agli 80 kg escluso il pilota, con i comandi ridotti all'essenziale e che intervenivano sul timone e sull'inclinazione del rotore, e dotato di un dispositivo telefonico per le comunicazioni con l'equipaggio. L'estrema semplicità del modello consentiva di essere smontato in tre parti, due della cellula più il rotore, che trovavano posto in scompartimenti stagni dalle ridotte dimensioni.

  

Il profilo di missione era molto semplice. Una volta emerso il sottomarino, due membri dell'equipaggio provvedevano all'assemblaggio dell'Fa 330 estraendone le parti dagli scompartimenti dov'erano stivate, lo agganciavano quindi ad una fune metallica della lunghezza di 300 m che, una volta messo in movimento il sottomarino, veniva svolta da un verricello. La velocità relativa dell'aria agiva sul rotore dell'apparecchio sollevandolo dal ponte quindi lasciato librare mentre il cavo di collegamento si svolgeva fino alla sua massima lunghezza. Una volta finita la missione il cavo veniva riavvolto ed il Fa 330 ritornava ad adagiarsi sul ponte grazie all'autorotazione. Esisteva anche un sistema di sicurezza nel caso il sottomarino avesse dovuto immergersi: il pilota, che si imbragava al seggiolino, poteva sganciare il mozzo del rotore e scendere grazie un paracadute integrato.
Il dispositivo venne lungamente provato in galleria del vento ed ebbe il suo battesimo in volo in condizioni operative nell'agosto 1942, e ne vennero prodotti circa 200.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

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